
Per molte persone bere alcool funziona come disinibitore, mentre per altre l’alcool calma, per altri ancora accentua l’aggressività, per molti ha l’effetto di aumentare la libido e di portare a comportamenti sessuali a rischio. Sebbene gli effetti siano molti e diversi a seconda dei soggetti e delle situazioni, quasi tutti giustificano la propensione a bere: si beve per cercare quel voluto effetto disinibitorio o tranquillizzante, anche se a volte si verificano effetti contrari inaspettati.
Secondo una serie di studi, gli effetti dell’alcool sono legati anche alla cultura e alle differenze di personalità: ci sono gli ubriachi depressi, gli assonnati, i violenti, gli affettuosi e tutta una gamma di personalità che emergono fuori dopo aver bevuto. Secondo alcuni studi di psicologia le norme culturali influiscono sul nostro comportamento in base alle aspettative: se consideriamo che l’alcool avrà su di noi un effetto disinibitorio, effettivamente saremo disinibiti dopo aver bevuto. Lo ha dimostrato uno studio in cui ai partecipanti veniva servito un drink effervescente, passato per vodka. I partecipanti hanno avuto un comportamento simile a quello che avrebbero avuto se avessero davvero bevuto vodka.
Se la cultura e le aspettative creano la maggior parte degli aspetti psicologici del bere alcool, come mai una stessa persona può avere reazioni diverse quando beve? Ciò dipende dallo stato della persona, dall’umore, dalle preoccupazioni e dalla situazione in cui si trova a bere. Vi è mai capitato di avere comportamenti inspettati dopo aver bevuto? Di avere reazioni totalmente diverse da quelle attese?
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In un’intervista al quotidiano La Stampa, il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha espresso tutti i dubbi e le perplessità in merito al metodo di Body Scanner completo che si vorrebbe introdurre negli aeroporti per aumentare i controlli di sicurezza.
Se da una parte i medici e le autorità americane parlano di rischi minimi dovuti all’esposizione alle radiazioni, Fazio non si sbilancia e afferma che saranno necessarie indagini e ricerche approfondite in base alle tipologie di macchine per i controlli e alle radiazioni utilizzate e utilizzabili. In Italia una squadra per la prevenzione sarà responsabile di vagliare ricerche e risultati riguardo metodi e tecnologie di scanner sul corpo umano, che dovranno essere conformi al parere del Ministero della Salute.
Fazio si dice dubbioso riguardo alle radiazioni utilizzate nei metodi di Body Scanning, soprattutto per quanto riguarda la salute di donne e bambini, viaggiatori frequenti e maggiormente esposti ai rischi. In più, analisi apposite dovranno essere fatte per indagare il potenziale di rischio per le donne in stato interessante e per quelle che lo sono senza sapere di esserlo.
Secondo Fazio, attualmente non si può accusare o difendere il Body Scanning, né azzardare ipotesi: mentre il ministero aspetta dati ed analisi appropriate, potete leggere il parere di Fazio nell’intervista de La Stampa.
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Secondo il Sanger Institute di Cambridge, bastano appena 15 sigarette per far invecchiare improvvisamente un polmone sano, attraverso mutazioni genetiche provocate dal consumo di tabacco.
Secondo il team che ha condotto lo studio, riuscendo a catalogare tutti gli errori genetici dovuti alle sigarette, sono circa 23.000 le mutazioni genetiche causate dal fumo, responsabili di tumori e danni ai polmoni. La ricerca, pubblicata su Nature nell’ambito del progetto Genoma Umano, sottolinea come sia la correlazione di più mutazioni a provocare tumori quali quelli ai polmoni ed il melanoma.
I ricercatori hanno evidenziato come bastino appena 15 sigarette per innescare anche soltanto la prima delle mutazioni genetiche, in baso alle quale potrebbe svilupparsi un tumore. D’altra parte, il 15 è un numero ricorrente quando si parla di polmoni e sigarette: ci vogliono infatti 15 anni di astinenza completa dal tabacco perché un polmone ritorni sano ed il rischio di sviluppare il cancro torni a livelli normali.
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Le strade italiane sono un rischio per più di 1000 minorenni all’anno, che hanno degli incidenti in auto o in bici. In genere sono vittime di tali incidenti, addirittura quando passeggiano tranquillamente per strada.
Ad affermarlo è un’indagine europea, condotta in 24 nazioni. Tra le peggiori c’è proprio l’Italia, che, a livello europeo, avrebbe mostrato uno scarso impegno per evitare che questi incidenti avvengano.
Sarebbe sufficiente, infatti, mettere in pratica dei piccoli accorgimenti, come un utilizzo più sicuro dei seggiolini per bambini nelle auto, l’uso obbligatorio dei caschi su pattini e biciclette, ecc. Gli esperti europei del tema suggeriscono anche l’adozione di una legge che aumenti le responsabilità del guidatore in caso di incidenti che riguardano piccoli pedoni.
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Se per le vacanze di Natale siete tra i fortunati che sotto l’albero troveranno un soggiorno in un centro termale o un viaggio in un pardiso tropicale, è bene che stiate attenti alla salute e sappiate tutto quello che c’è da sapere sul paese di destinazione.
Vi viene incontro la Società di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni, con il suo sito semplice e chiaro, che spiega come proteggersi, a quali infezioni ci si espone senza saperlo, quali sono le destinazioni a rischio.
In più, la Simvim ha da poco annunciato l’arrivo del Passaporto Sanitario, un documento che, al pari del passaporto contiene informazioni utili sulla profilassi del viaggiatore, in modo che in caso di disturbi nel paese di destinazione o al ritorno, i medici possano conoscere la sua storia clinica e aiutarlo al meglio.
Il Passaporto Sanitario si può richiedere sul sito e dal 2010 sarà disponibile in diverse lingue e segnalerà le allergie o le malattie croniche del viaggiatore, in modo da poter agire tempestivamente in qualsiasi paese la persona si trovi e abbia bisogno di cure. Se siete pronti a partire per qualche paese esotico, non dimenticate di richiedere il passaporto sanitario.
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Questa settimana è tra le più calde dell’anno, ed oggi e domani saranno due giornate molto dure da affrontare tra caldo e afa, soprattutto per chi vive a Roma, a Bologna e a Perugia, dove le temperature raggiungono i 40 gradi.
Scatta quindi l’allarme rosso, ovvero uno stato di allerta a cui la Protezione Civile ed il sistema Sanitario sono pronti a far fronte, ma anche la popolazione deve essere correttamente informata e deve sapere come comportarsi, per prevenire malori e soccorrere in caso di bisogno.
Intanto, sfatiamo subito alcuni luoghi comuni: i ventilatori e le passeggiate nei parchi non servono sotto il sole cocente, nè fanno bene. Qualsiasi azione si debbe fare, è meglio farla prima delle 11 e dopo le 18. Uscire vestiti di abiti leggeri e freschi, non aderenti, meglio se fibre naturali che permettono una maggiore traspirazione.
Per quanto riguarda l’alimentazione è bene bere molta acqua fresca, ridurre la quantità di cibo durante i pasti, ma mangiare più volte al giorno, soprattutto frutta e verdura fresca. Climatizzare gli ambienti in cui si vive con aria condizionata tra 25 e 28 gradi, ed evitare di puntarsi addosso il ventilatore, che non fa altro che aumentare la sudorazione.
Solo la regione Lazio ha identificato 28.848 persone a rischio per gli effetti del caldo; per non aggiungervi a questi seguite i nostri consigli, proteggetevi dal caldo e segnatevi il numero 1500, da chiamare in caso di emergenza.
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Poco meno di un mese fa la Germania ha messo al bando la Red Bull per tracce di cocaina: oggi il Venezuela mette al bando la Coca Cola Zero perché avrebbe omesso di dichiarare l’uso di un dolcificante artificiale, dannoso per la salute.
Le analisi condotte sulla bevanda a basso contenuto calorico, mostrano che la presenza di un dolcificante rischioso per la salute, ma non proibito in Venezuela. L’accusa è di aver omesso la presenza dell’ingrediente nocivo, il sodio ciclamato, quando la Coca Cola ha ottenuto il permesso di esportare la Coca Cola Zero in Venezuela.
Dalla Coca Cola comunicano che all’interno della famosa bevanda non vi è nulla di nocivo per la salute e che la versione venduta in Venezuela usa altri dolcificanti, diversi dal sodio ciclamato, vietato negli Stati Uniti per uso alimentare e consentito in Europa con alcune restrizioni.
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Su come prevenire il cancro si parla e si straparla, ma, purtroppo, la prevenzione è davvero l’unica via attualmente in nostro possesso per combattere l’insorgere di un tumore. Ecco un vademecum che riassume in sette punti fondamentali tutte le tappe per un comportamento sano e responsabile di prevenzione contro il cancro.
1) Smettere di fumare o di masticare tabacco. Chissà quante volte avete sentito che il fumo fa male, ma probabilmente la lista degli organi che possono essere colpiti in seguito all’uso di sigarette farà più effetto di qualsiasi altro avvertimento: il fumo può causare il cancro all’esofago, ai polmoni, ai reni, al pancreas, alla bocca, alla gola, alla laringe.
2) Mangiare in modo sano varietà diverse di cibi salutari, limitare i grassi ed evitare il consumo di alcool, o berne in modo moderato, ovvero un bicchiere al giorno per le donne, massimo due per gli uomini.
3) Fare sport e tenersi in forma aiuta a prevenire il cancro, a difendere l’organismo, a trovare l’equilibrio interiore e tenere la mente attiva. Trenta minuti di esercizi al giorno sono quanto basta.
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Sarà per la crisi che ha colpito soprattutto le famiglie e gli uomini di mezza età, sarà che dal vizio del fumo non ci stacca mai, ma le statistiche dicono che, per la prima volta in sei anni, il numero dei fumatori italiani è in crescita.
I dati sull’indagine del consumo di sigarette, rilasciati dall’Istituto Superiore di Sanità e riportati dal Corriere alla vigilia della Giornata mondiale anti-tabacco del 31 maggio, mostrano un incremento diffuso: chi aveva smesso di fumare ha ripreso, mentre hanno iniziato a fumare più le donne che gli uomini, ignorando i rischi connessi alla salute.
Spaventano le malattie, spaventa il rischio di cancro, ma sul vizio del fumo pesa anche la crisi ed è facile ricadere nel piacere momentaneo soprattutto se, coi tempi che corrono, il futuro è incerto e mette ansia quanto una malattia.
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Essere muscolosi e tenersi in allenamento protegge dal cancro. Questo secondo uno studio pubblicato su Journal Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention e condotto da un team di esperti del’istituto svedese Karolinska.
Gli uomini che si tengono regolarmente in allenamento, curando e sviluppando la propria massa muscolare, hanno il 40% in meno di probabilità di ammalarsi di cancro. Le indagini sono state condotte per vent’anni sugli stili di vita di quasi 9000 uomini tra 20 e 82 anni. Gli uomini muscolosi hanno tra il 30% e il 40% di probabilità in meno di rischiare la propria vita per colpa di un cancro perchè lo stato di salute dei muscoli e il livello di forza muscolare sembra proteggerli.
Senza bisogno di diventare campioni di body building o di seguire allenamenti da supereroe, una sessione quotidiana da 30 minuti di esercizi 5 volte a settimana è abbastanza per rientrare nel caso degli uomini muscolosi meno a rischio di cancro.
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