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Cosa fare per il dolore alla pianta del piede

pubblicato da si.sol.

dolore alla pianta del piede

L’unico modo per avere la meglio sul dolore alla pianta del piede è evitare il più possibile di camminare. L’affermazione può sembrare banale, ma qualunque sia la causa del problema, continuare a sovraccaricare il piede non può far altro che peggiorare la situazione. Il riposo è, quindi, d’obbligo anche quando non si è ancora arrivati al punto in cui è il dolore ad essere talmente intenso da impedire di muovere anche solo pochi passi.

I colpevoli del fastidio possono essere diversi: i legamenti, i nervi o le borse sierose, piccole sacche ripiene di liquido che si trovano nella parte posteriore della pianta del piede e che, normalmente, attutiscono gli urti e distribuiscono il peso del corpo sulle articolazioni.

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Perché è importante dormire di più

pubblicato da fritha

sleepyDormire bene e non solo dormire abbastanza è importante per ché ha ricadute visibili sul nostro benessere, sulla nostra salute. Spesso però crediamo che possa bastare la qualità del riposo anche se dobbiamo rinunciare a qualche ora di sonno in più. FitSugar ci spiega che non è così e che dormire di più è importante per cinque buone ragioni.

Per cominciare dormendo di più si vive più a lungo, lo sapevate? Le persone che soffrono di insonnia cronica per esempio sono più soggetti a patologie cardiache, secondo la rivista scientifica Circulation. Dormendo correttamente e un numero sufficiente di ore poi ci fa anche apparire meglio. Lo sappiamo guardandoci allo specchio dopo una notte difficile ma un gruppo di scienziati lo ha dimostrato con una serie di fotografie scattate a due gruppi di volontari suddivisi tra chi dormiva abbastanza e chi troppo poco e male. I risultati sono stati immediatamente evidenti.

Dormire di più aiuta anche a mantenersi entro il proprio peso forma. Lo afferma una ricerca pubblicata sull’ American Journal of Epidemiology che ha riguardato le donne: quelle che dormono meno di cinque ore a notte prendono peso più facilmente. Accade perché la mancanza di sonno accresce i livelli di grelina, uno ormone che regola l’appetito, riducendo quelli di leptina, che invece regola il senso di sazietà.

Al benessere fisico corrisponde anche un miglior stato mentale. Uno studio inglese ha mostrato come un riposo insufficiente possa elevare l’età cerebrale fra i quattro e i sette anni. È emerso alla prova di memoria, capacità di ragionamento e competenza lessicale. E poi sappiamo che dormire ci rende meno irritabili, più piacevoli, anche più produttivi sul lavoro e disposti positivamente verso la vita di quanto non ci accada dopo una sequela di nottatacce.

Foto | Flickr

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Influenza, tanto riposo e niente stress da lavoro per chi ha il raffreddore

pubblicato da Paola Pagliaro

influenza lavoro

Se siamo tutti più raffreddati, la colpa in parte è della crisi economica. Può sembrare una relazione improbabile, in realtà recenti studi hanno dimostrato che i lavoratori, precari e non, si recano a lavoro anche quando sono afflitti dall’influenza stagionale ed altamente contagiosi. La riduzione del personale e la necessità di avere risorse umane sempre più produttive spingono infatti ad un minore assenteismo, senza contare che molti contratti non prevedono periodi di malattia.

Molti dipendenti sono piuttosto riluttanti a prendersi anche un solo giorno di riposo, per timore di perdere il posto di lavoro in un periodo in cui la competizione sul mercato occupazionale è a dir poco agguerrita. Gary Johns, docente di management alla Concordia University, ha coinvolto in un sondaggio 444 neolaureati al primo impiego. In media i partecipanti si erano recati al lavoro almeno in tre occasioni ad alto rischio di contagio negli ultimi sei mesi, quando invece avrebbero fatto meglio a rimanere a casa in malattia.

Il numero delle presenze cresceva in base alla tipologia di contratto ed alle condizioni lavorative più o meno sicure. I lavoratori che temevano maggiormente di perdere il lavoro erano molto più propensi a recarsi al lavoro anche con la febbre, il raffreddore, la tosse e gli altri sintomi influenzali.

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Consigli per favorire il riposo

pubblicato da fritha

dormirL’insonnia affligge molti di noi, specialmente in periodi in cui le preoccupazioni letteralmente ci tolgono il sonno. Lo stress e la stanchezza accumulati durante il giorno non ci aiutano. Proviamo a riposare seguendo i soliti buoni consigli ma non sempre riusciamo a mettere in pratica ogni singolo punto. Disporsi al meglio per favorire il riposo però è già un efficacissimo primo passo. Ecco qualche consiglio per mettersi a letto nelle condizioni migliori per riposare meglio.

Per cominciare cercate di chiudere quel che dovete completare per non lasciare in sospeso nulla che durante la notte possa agitarvi. Preparatevi quel che dovete cominciare a fare il giorno dopo, createvi un piano di lavoro, sistemate la borsa e i vestiti se dovete uscire presto e di mattina non siete troppo presenti a voi stessi. Predisponete anche la colazione, assicuratevi che la sveglia sia regolata e provate a rilassarvi. Così potrete dormire fino all’ultimo momento con la consapevolezza che tutto è pronto.

Optate per una cena leggera che non risulti insufficiente ma neppure troppo ricca di nutrienti che non ci sono necessari prima del riposo. Saltare la cena è la via peggiore. Ricordate di cenare almeno un paio d’ore prima di andare a letto per favorire la digestione. Se sentite l’esigenza di uno snack prima di andare a letto preferite la frutta fresca. Evitate di bere caffè e altre bevande eccitanti a partire dal tardo pomeriggio. Le sostanze stimolanti riducono i livelli di melatonina, che favorisce il sonno.

Eseguite qualche esercizio di stretching prima di metterci a letto, per la durata di qualche minuto. Migliorerete il relax muscolare e la flessibilità, andando a letto ben distesi e assicurandovi un miglior riposo. Non dimenticate di spegnere tutti gli schermi, dalla tv al pc. Usate nella camera da letto una fragranza rilassante ma delicata, come lavanda o camomilla. E provate a staccare la mente, soprattutto.

Via | Vitadelia

Foto | Flickr

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Consigli per riposare meglio

pubblicato da fritha

duermeRiposare alla fine di una giornata non è tutto quel che conta per ricaricare le pile. Se il riposo non è di buona qualità ci sentiremo più stanchi una volta svegli di quando siamo andati a dormire. Ecco perché è importante adottare una serie di buone abitudini che migliorano il riposo e la qualità del sonno, favorendo il miglior recupero fisico e mentale.

Prima di tutto bisogna curare l’ambiente nel quale riposiamo, che deve essere sano e adatto al riposo. I mobili devono essere funzionali, il letto comodo, naturalmente. La temperatura della camera dev’essere non troppo calda, confortevole senza essere fredda. Il cuscino va scelto con estrema cura. I colori e le luci dell’ambiente, che dev’essere il meno possibile rumoroso, saranno pacati.

Qualcuno preferisce addormentarsi con il rumore di fondo della radio o della tv ma ciò non aiuta la qualità del riposo, perché rimarrà un disturbo, per quanto in apparenza non avvertito. Gli schermi accesi di pc e tv inoltre non favoriscono il riposo. Lo stesso vale per la luce. Anche se siamo spesso abituati a dormire con le luci accese o a lasciar entrare la luce naturale o artificiale dalla strada, sarebbe meglio preservare l’ambiente del riposo dalle luci almeno per un certo numero di ore, per favorire il sonno.

Fondamentale nel riposo anche la posizione sul letto. La posizione migliore per riposare meglio è quella su un fianco, purché il cuscino sia abbastanza alto da sostenere il collo mantenendo la colonna bene eretta. Molte posizioni invece prevedono una postura poco naturale della colonna e dunque provocano dolori e dolorini che al risveglio ci fanno sentire come se non avessimo riposato affatto. Anche dormire a faccia in su è una buona opzione ma per chi russa e specialmente per chi dorme accanto non è la posizione migliore.

Foto | Flickr

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L'interruttore del risveglio è genetico

pubblicato da fritha

yawnChi soffre d’insonnia si rallegri perché una nuova scoperta potrebbe condurre presto al ritrovamento di soluzioni efficaci per la sua risoluzione. Si parla di una novità pubblicata sulla rivista Science e riguardante la scoperta di un gene responsabile del funzionamento dei ritmi circadiani di sonno-veglia. Questo gene funziona da vero e proprio interruttore capace di riaccendere il nostro metabolismo quando ci svegliamo la mattina.

Fino ad ora si conosceva solo il meccanismo di funzionamento dei ritmi sonno-veglia e le sue eventuali alterazioni ma non il modo in cui al mattino, dopo la notte e il riposo, si riattivasse il nostro organismo. Questa scoperta conduce a molte domande e soprattutto risposte sulle ragioni dell’insonnia e di problemi correlati a ritmi circadiani alterati e, dicono i ricercatori, apre la via a possibilità di cura inattese.

Foto | Flickr

Via | Agi

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App per monitorare il sonno

pubblicato da fritha

sveglia intelligenteSi chiama Sveglia Intelligente e mi ci sono imbattuta per caso, cercando tutt’altro nell’Apple Store ma restandone parecchio incuriosita visto che il sonno, la sua qualità e la frequente visita dell’insonnia sono problemi con cui tutti noi prima o dopo, più o meno a lungo dobbiamo fare i conti. È un’applicazione per iPhone che consente non solo di svegliarsi secondo ritmi di sonno-veglia che rispettano i bioritmi e le fasi del sonno ma anche di monitorare il proprio riposo.

Il cellulare dotato di app è capace di registrare tutti i rumori dell’ambiente in cui si dorme in modo da scoprire quanto è salubre il luogo nel quale si riposa, ponendovi rimedio cercando di eliminare i rumori che possono disturbare. Inoltre una statistica indica le fasi del sonno, la loro durata, l’orario dei disturbi come suoni e luci che influiscono sul sonno. In questo modo la sveglia saprà quando destarci rispettando i bioritmi e senza traumi.

L’app contiene anche venti brani per addormentarsi e svegliarsi in modo dolce, inclusi alcuni suoni della natura, ma è possibile anche caricare dal proprio iPod i propri brani preferiti. Altre funzioni permettono poi lo Snooze classico delle normali sveglie, il risveglio con vibrazione, l’invio delle statistiche via email o ai social network o la possibilità di svegliarsi usando anche un podcast o i propri audiolibri preferiti.

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Quanto ci costa l'insonnia

pubblicato da fritha

insonneProblemi a prendere sonno? Dormite male, anche se riuscite ad addormentarvi? Le conseguenze le conosciamo: irritabilità, sbadigli a tutto spiano, nervi a fiori di pelle e reazioni esagerate al primo che dice mezza parola che non ci piace. Si arriva anche a peggiorare il proprio rendimento sul lavoro o a soffrire di patologie correlate che comportano dei veri e propri costi sociali, oltre alle rogne personali a cui dobbiamo far fronte.

Si stima che solo in America la spesa dovuta ai problemi provocati dall’insonnia superi i 50 miliardi di dollari. Una ricerca condotta su migliaia di impiegati ha evidenziato che il 23% di loro soffriva di insonnia almeno tre volte a settimana. Questo comportava un minore rendimento sul lavoro, per non parlare dell’umor nero che si porta dietro chiunque abbia problemi di sonno.

D’altronde si instaura un circolo vizioso difficile da spezzare. Il cumularsi di problemi al lavoro e in famiglia e stress quotidiano non ci fanno riposare bene e di conseguenza non rendiamo meno in ufficio, siamo più irritabili in famiglia, lo stress aumenta. Il problema è così grave che molte grandi aziende stanno investendo nella sua possibile soluzione sostendendone i costi e offrendo supporto ai propri dipendenti che soffrono di insonnia.

Via | Cnn

Foto | Flickr

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Impariamo dalle scimmie a dormire meglio

pubblicato da fritha

monkeyNon serve a niente contare le pecore, ma potrebbero tornare più utili le scimmie. Oppure i leoni, secondo la preferenza che più s’accorda ai vostri gusti o al vostro carattere. Per imparare a dormire meglio, senza le fastidiose difficoltà che incontriamo al momento di addormentarci, dobbiamo prendere ad esempio i rumori della foresta. Lo stabilisce una ricerca inglese che ha spiegato come i rumori, certi rumori, più del silenzio possono aiutarci a scivolare dolcemente nel sonno.

I rumori che ci accompagnano non devono essere troppo stimolanti perché in questo caso ci terrebbero svegli, ma neanche troppo ripetitivi, o resterebbero sullo sfondo senza distoglierci dai pensieri che ci affollano la testa, spesso legati a quel che è successo durante il giorno oppure a quel che succederà il giorno dopo. Le onde del mare oppure i suoni della foresta, tra uccelli cinguettanti e scimmie giocherellone, sembrano essere i più produttivi.

Sono infatti abbastanza ripetitivi ma con qualche variazione nel loro ritmo cadenzato che ci aiuta a distrarci dai pensieri e ad accompagnarci nella prima fase di riposo, rilassandoci. Personalmente non so quanto riuscirei a sopportare le scimmie, che generalmente non mi ispirano particolare simpatia. Voi quale suono potreste trovare gradevole, che copra il fastidioso traffico sotto casa o quello snervante ticchettio dell’orologio?

Via | Msnbc

Foto | Flickr

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Dormire troppo è come dormire troppo poco

pubblicato da fritha

dormirSe solo potessi, avrà detto qualcuno di voi qualche volta, dormirei 20 ore al giorno. Sbaglierebbe chi lo facesse perché dormire troppo è come dormire troppo poco, non ci giova e anzi può essere controproducente. Lo afferma uno studio realizzato dall’università del West Virginia che ha analizzato il comportamento di 30.000 pazienti americani per scoprire se ci fossero dei legami tra le abitudini di riposo e la salute cardiovascolare.

Sapevamo già che dormire meno di cinque ore a notte poteva inficiare il rendimento quotidiano e avere ripercussioni negative sulla salute. Lo studio dimostra che trascorrere troppo tempo fra le lenzuola può avere i medesimi effetti. Altri studi d’altronde si erano concentrati su questo aspetto, dimostrando che il sonno ha effetti benefici sul nostro organismo ma se in eccesso può anche provocare problemi, favorendo lo sviluppo di patologie come ipertensione e obesità.

D’altronde, dicono i ricercatori, dormire troppo svela già qualcosa che non funziona correttamente. Dunque si tratta di una relazione bidirezionale esistente tra il sonno e la salute. Dormire poco infatti favorisce il rilascio dell’ormone dello stress, noto anche come cortisolo, che influisce sul sistema cardiovascolare e anche sul metabolismo. Dormire troppo di contro può essere un sintomo. In qualche caso di stanchezza e basta, certo. La virtù, come al solito, sta in mezzo. Dormire sì, ma dormire bene e dormire il giusto.

Via | ElMundo

Foto | Flickr

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