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Tutti gli articoli con tag qualità del riposo

Perché è importante dormire di più

pubblicato da fritha

sleepyDormire bene e non solo dormire abbastanza è importante per ché ha ricadute visibili sul nostro benessere, sulla nostra salute. Spesso però crediamo che possa bastare la qualità del riposo anche se dobbiamo rinunciare a qualche ora di sonno in più. FitSugar ci spiega che non è così e che dormire di più è importante per cinque buone ragioni.

Per cominciare dormendo di più si vive più a lungo, lo sapevate? Le persone che soffrono di insonnia cronica per esempio sono più soggetti a patologie cardiache, secondo la rivista scientifica Circulation. Dormendo correttamente e un numero sufficiente di ore poi ci fa anche apparire meglio. Lo sappiamo guardandoci allo specchio dopo una notte difficile ma un gruppo di scienziati lo ha dimostrato con una serie di fotografie scattate a due gruppi di volontari suddivisi tra chi dormiva abbastanza e chi troppo poco e male. I risultati sono stati immediatamente evidenti.

Dormire di più aiuta anche a mantenersi entro il proprio peso forma. Lo afferma una ricerca pubblicata sull’ American Journal of Epidemiology che ha riguardato le donne: quelle che dormono meno di cinque ore a notte prendono peso più facilmente. Accade perché la mancanza di sonno accresce i livelli di grelina, uno ormone che regola l’appetito, riducendo quelli di leptina, che invece regola il senso di sazietà.

Al benessere fisico corrisponde anche un miglior stato mentale. Uno studio inglese ha mostrato come un riposo insufficiente possa elevare l’età cerebrale fra i quattro e i sette anni. È emerso alla prova di memoria, capacità di ragionamento e competenza lessicale. E poi sappiamo che dormire ci rende meno irritabili, più piacevoli, anche più produttivi sul lavoro e disposti positivamente verso la vita di quanto non ci accada dopo una sequela di nottatacce.

Foto | Flickr

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Consigli per riposare meglio

pubblicato da fritha

duermeRiposare alla fine di una giornata non è tutto quel che conta per ricaricare le pile. Se il riposo non è di buona qualità ci sentiremo più stanchi una volta svegli di quando siamo andati a dormire. Ecco perché è importante adottare una serie di buone abitudini che migliorano il riposo e la qualità del sonno, favorendo il miglior recupero fisico e mentale.

Prima di tutto bisogna curare l’ambiente nel quale riposiamo, che deve essere sano e adatto al riposo. I mobili devono essere funzionali, il letto comodo, naturalmente. La temperatura della camera dev’essere non troppo calda, confortevole senza essere fredda. Il cuscino va scelto con estrema cura. I colori e le luci dell’ambiente, che dev’essere il meno possibile rumoroso, saranno pacati.

Qualcuno preferisce addormentarsi con il rumore di fondo della radio o della tv ma ciò non aiuta la qualità del riposo, perché rimarrà un disturbo, per quanto in apparenza non avvertito. Gli schermi accesi di pc e tv inoltre non favoriscono il riposo. Lo stesso vale per la luce. Anche se siamo spesso abituati a dormire con le luci accese o a lasciar entrare la luce naturale o artificiale dalla strada, sarebbe meglio preservare l’ambiente del riposo dalle luci almeno per un certo numero di ore, per favorire il sonno.

Fondamentale nel riposo anche la posizione sul letto. La posizione migliore per riposare meglio è quella su un fianco, purché il cuscino sia abbastanza alto da sostenere il collo mantenendo la colonna bene eretta. Molte posizioni invece prevedono una postura poco naturale della colonna e dunque provocano dolori e dolorini che al risveglio ci fanno sentire come se non avessimo riposato affatto. Anche dormire a faccia in su è una buona opzione ma per chi russa e specialmente per chi dorme accanto non è la posizione migliore.

Foto | Flickr

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Donne in carriera stressate dal lavoro

pubblicato da fritha

knit cellSono soprattutto le donne a patire le conseguenze dello stress generato dal lavoro: lo dice un’indagine che ha evidenziato un dato davvero allarmante, perché pare che a soffrirne sia il 95% delle donne che devono conciliare le fatiche del lavoro fuori di casa con gli impegni di moglie e madre. Tutto questo spesso senza alcun sostegno da parte delle strutture socio-assistenziali che in altri paesi garantiscono alla donna il supporto necessario a conciliare i propri diversi ruoli senza dover rinunciare ad alcuni di essi né soccombere sotto i colpi dello stress.

La fascia d’età più colpita è quella compresa fra i 35 e i 45 anni, periodo in cui si affronta la maternità o primi anni dei propri figli ma anche l’avvio di una carriera faticosamente conquistata dopo anni di precariato. Le donne intervistate segnalano la cattiva qualità del riposo, l’incapacità di rilassarsi a fine giornata, un’alimentazione spesso scorretta e la mancanza di ogni voglia nel fare un po’ di sano esercizio fisico.

Questo stato di cose, conseguenti allo stress, non fanno che accentuare lo stato di malessere e ripercuotersi anche sulla sfera sociale dell’individuo e di chi gli sta intorno. La soluzione? Diversa per ciascuna, presumibilmente. Ma sapere che non siamo sole ad affrontare ogni giorno la pressione di una situazione assai difficile ci fa sentire più forti.

Foto | Flickr

Via | Asca

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Il recupero muscolare durante il sonno

pubblicato da fritha

reposoQualunque sia il livello del vostro allenamento, è indispensabile prevedere una fase di riposo dopo ciascuna sessione perché gli sforzi abbiano davvero la loro efficacia. Il recupero può anche essere attivo, prevedendo una sessione di allenamento blando, ma è anche durante il sonno che possiamo aiutare i muscoli a ritrovare la loro efficienza.

La cosa più importante da tenere presente è naturalmente la qualità del riposo che passa anche dalla qualità del vostro letto: materasso e cuscino adeguati favoriscono il sonno migliore, aiutano a defaticare le spalle e la cervicale, evitano che ci svegliamo spesso la notte o ci alziamo già stanchi.

L’alimentazione è il secondo passo. Durante il sonno siamo in fase anabolica dunque l’organismo deve avere a disposizione ciò che serve per ripristinare il suo stato di benessere dopo le fatiche del giorno. A cena preferiamo cibi con alto valore proteico e carboidrati a basso indice glicemico. Evitiamo di appesantirci ma per nessun motivo dobbiamo saltare il pasto.

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Sonnolenza: le possibili cause

pubblicato da fritha

sleepinessDi solito capita in primavera o più in generale al cambio di stagione di sentirsi fiacchi, sonnolenti, pigri ma può accadere nell’arco di tutto l’anno per ragioni che possono variare secondo condizioni ambientali e abitudini di vita e che cerchiamo di ricapitolare per rimediare, visto che la sonnolenza può comportare una peggiore qualità della vita oltre che un peggior rendimento in generale, sul lavoro ma non solo.

Oltre alla carenza di sonno o la scarsa qualità del riposo, che sono le primarie cause di stanchezza e sonnolenza, com’è ovvio, ci sono pasti troppo pesanti e scarso riposo quotidiano: la situazione peggiora se non ci fermiamo un secondo per tutto il giorno o se a pranzo e cena ci abbuffiamo con pasti troppo ricchi perché non abbiamo trovato due minuti per uno spuntino leggero durante la giornata.

Non dimentichiamo poi che se assumiamo farmaci la sonnolenza potrebbe dipendere dagli effetti collaterali che generalmente sono indicati sul foglio illustrativo e che in caso contrario è bene comunicare al medico che vi segue.

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Sonno: non dormire la notte è uno spreco di energia (135 calorie)

pubblicato da francesca camerino

Sonno: non dormire 8 ore per notte è uno spreco di energia (135 calorie) Lo sapevate che non dormire vi toglie energia? Immagino di sì, anche perchè vi sarà capitato di sentirvi spossati e di cattivo umore dopo aver passato una notte in bianco. Ora, però, per la prima volta, gli scienziati hanno quantificato quanta energia si perde quando non si dorme nel corso della notte e quanto si risparmia quando si dormono otto ore di seguito.

Sappiamo che la difficoltà ad addormentarsi può essere associata a sintomi della menopausa, allo stress, all’età, alla depressione, ai dolori articolari. E, i ricercatori dicono che una notte insonne impoverisce il corpo di energia mentre con otto ore di sonno la stessa quantità di energia viene conservata.

In un piccolo studio, 7 giovani adulti sono stati invitati a dormire, a seguire una dieta regolata composta da 30% di grassi, 50% di carboidrati e il 20% di proteine durante il periodo dello studio. I soggetti hanno dormito il primo giorno otto ore, seguito da due giorni senza dormire (quaranta ore in tutto), seguiti da altre otto ore di sonno.

La perdita di una notte di sonno aumenta la quantità di energia spesa del 7%. Ciò equivale alla perdita di circa 135 calorie che corrisponde a due fette di pane o a una passeggiata di circa 3 chilometri. Al contrario, dormendo per otto ore la stessa energia viene conservata dal nostro corpo. In conclusione, con il sonno siamo in grado di conservare l’energia sufficiente a sostegno di altre importanti funzioni di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Non resta che cercare di dormire sonni tranquilli, che non è sempre facile.

Foto | Flickr
Via | Flashfree

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La mancanza di sonno non si recupera dormendo di più

pubblicato da fritha

pillow sleepSappiamo che dormendo meno ore di quelle cui siamo abituati somigliamo a stracci ambulanti anziché alle persone che siamo quando il riposo è di buona qualità ma spesso ci lasciamo trarre in inganno dal sonno che ci attanaglia dopo averne perse alcune ore credendo che basti dormire qualche ora extra per recuperarlo.

In realtà non è così che funziona e il sonno perduto è perduto per sempre, tanto più se nel fine settimana regolarmente sacrifichiamo alcune ore di sonno per le uscite più lunghe che non riusciamo a gestire in settimana o, al contrario, se tentiamo di approfittare di due giorni liberi per rimanere a letto più a lungo.

Il corpo è dotato di un preciso meccanismo di regolazione del sonno che sovrintende anche ai ritmi sonno-veglia e che accumula in una specie di memoria le ore di sonno perdute. Finché si tratta di poche ore in occasioni rade non si crea alcun disagio ma l’organismo inizia a soffrirne se l’accumulo si fa costante e reiterato nel tempo e la sensazione di stanchezza cronica diventa quotidiana.

Foto | Flickr

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Quando cambiare materasso e cuscino per migliorare la qualità del riposo

pubblicato da fritha

materassoGran parte del nostro benessere dipende dal nostro sonno: quante ore dormiamo e anche la regolarità dei ritmi sonno-veglia sono importanti, ma soprattutto è la qualità del riposo a fare la differenza e questo può dipendere da materasso e cuscino. Scegliere quelli giusti e adatti alle proprie esigenze è fondamentale, ma altrettanto lo è cambiarli dopo un certo periodo di tempo.

Il cuscino andrebbe sostituito entro un anno o due – e pazienza se vi ci siete affezionati perché ha assunto la forma della vostra testa. Quando il cuscino perde le sue capacità elastiche e assume una forma diversa da quella originaria è il momento di sostituirlo, perché i problemi alla cervicale e alle spalle non tarderanno a farsi sentire.

Il materasso invece ha una vita più lunga, compresa tra i cinque e i dieci anni. Vi accorgete quando è il momento di cambiarlo non solo dalla qualità del vostro riposo che inizia a risentirne (vi svegliate durante la notte, vi alzate con il mal di schiena), ma anche da un rapido esame della sua forma: non deve presentare avallamenti.

Foto | Flickr

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Il sonno si può accumulare per farne scorta

pubblicato da fritha

pisolinoChe si mettano d’accordo: c’è chi ci ripete che è inutile cercare di recuperare il sonno perduto dopo notti insonni perché ci vuole tempo per ripristinare i corretti ritmi sonno-veglia e chi invece – e ha a che fare con questo il nostro post – consiglia di accumulare un po’ di sonno per i periodi in cui ci toccherà ridurre le ore dedicate al riposo, magari perché lavoriamo fino a tardi, siamo preoccupati per qualche problema o ci tocca studiare tutta la notte per un esame.

Il Journal of Sleep Research ha pubblicato lo studio di un gruppo di ricercatori che ha stabilito come l’organismo sia in grado di attingere a delle ipotetiche riserve di riposo per affrontare un periodo di magra. Certo un po’ esiguo è il campione utilizzato per mettere a frutto le teorie degli studiosi: 11 uomini e 13 donne hanno dormito per nove ore a notte per un’intera settimana e per sole tre ore a notte per quella seguente.

Chi era riuscito a dormire di più nei giorni in cui era consentito riposare molto è riuscito ad affrontare meglio lo stress da mancanza di sonno della settimana di dieta del riposo. Vedete un po’ voi se crederci oppure no, ma se riuscite a schiacciare un pisolino qua e là ogni tanto certo male non può farvi.

Foto | Flickr

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Consigli contro lo stress dalla tavola allo sport

pubblicato da fritha

stressLo stress è uno dei nostri nemici più subdoli e agguerriti. Difficile sconfiggerlo definitivamente, ma si può arginarlo, prevenirlo, calmarlo, almeno per un po’. Ecco alcuni consigli contro lo stress che adottati giorno dopo giorno possono migliorare la qualità della vita e infliggere un duro colpo al nemico. Dall’alimentazione allo sport alle buone abitudini, lo stress si combatte su più fronti contemporaneamente.

  • Non saltate mai la colazione, ma prevedetene sempre una abbondante e salutare.
  • Arricchite la vostra dieta di fibre, soprattutto avena.
  • Aggiungete le mandorle ai vostri pasti quotidiani.
  • Bevete tè nero.
  • Idratatevi bevendo due litri di acqua al giorno.
  • Curate sempre lo stretching prima e dopo ogni allenamento e magari anche la mattina appena svegli e la sera prima di dormire.
  • Muovetevi, fate un po’ di sport, scaricate la tensione con un’attività fisica che vi faccia staccare la spina dai problemi della giornata.
  • Avete mai pensato di fare yoga? È l’occasione giusta per provarci.
  • Dormite bene, curate la qualità del riposo migliorando anche l’ambiente in cui dormite, dandovi orari regolari, ritualizzando il momento del riposo.

Foto | Flickr

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