Per molto tempo sono state considerate bombe ad orologeria, soprattutto a causa del rischio di salmonella che portavano con sé. Poi ci hanno detto che è meglio non mangiarne troppe. Ora, però, sembra proprio essere arrivato il momento della rivincita delle uova, che potrebbero addirittura diventare il super-cibo del futuro. Vediamo quali sono le loro proprietà benefiche.
Se tutte queste caratteristiche non fossero sufficienti, in un futuro non troppo lontano potremmo trovare nei negozi anche uova arricchite di altri preziosi alleati della salute, gli acidi grassi omega-3. Infatti è sufficiente aggiungere al mangime delle galline semi di lino o farina di camelina (una piccola pianta annuale) per aumentarne le quantità nelle uova che deporranno.
A conti fatti sembra proprio che i buoni motivi per introdurre le uova nella nostra alimentazione non manchino. Tenete conto che secondo gli esperti chi non soffre di particolari disturbi può mangiarne anche 3 o 4 alla settimana. Chi è allergico deve, invece, aspettare ancora un po’, anche se i ricercatori hanno già promesso di regalarci presto anche le uova anti-allergia.
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È la prima cosa che ci viene in mente quando vogliamo dimagrire: riempire la dieta di insalate, con poche calorie, molte fibre, un certo potere saziante, ricche di vitamine e minerali. Di solito però ci sembra anche un piatto molto triste, poco gustoso. Oppure finiamo per sbagliare eccedendo con i condimenti. Vediamo qualche consiglio per preparare un’insalata ricca e sana.
La base dell’insalata dovrebbe essere verde. Va bene qualunque tipo di verdura vi piaccia. Darà al piatto un basso valore calorico, un alto potere saziante e moltissime vitamine. L’ideale è consumare la verdura cruda, ma può andare bene anche cotta al vapore. L’insalata però può essere anche a base di pasta o cereali o ancora di patate, ma in questo caso il nutriente preponderante saranno carboidrati complessi anziché semplici come nel caso delle verdure. Questo tipo di insalate è bene consumarlo a pranzo, prediligendo per la sera quelle a base di verdure.
L’aggiunta di proteine è essenziale per arricchire le insalate di verdure. Si può aggiungere del tonno, dello sgombro, uova dure oppure – ma con moderazione – qualche salume, meglio se magro, come prosciutto crudo sgrassato. Infine, per arricchire l’insalata si può colorare il piatto con altre verdure come carote, cipolla, pomodori e altri ortaggi, verdure o anche frutta – pure secca, come le noci o le mandorle – che vi piaccia.
Discorso a parte meritano salse e condimenti. Da evitare le salse ricche come maionese e simili, perché troppo grasse e caloriche. Meglio scegliere olio extravergine di oliva, aceto o succo di limone, salsa allo yogurt, spezie saporite che possono aiutare anche a ridurre il sale.
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La carne è una delle principali e più ricche fonti proteiche che fa parte dell’alimentazione di molti di noi, ma di solito si tende a prediligere la carne bianca oppure quella rossa più magra trascurando spesso la carne di maiale che invece possiede alcune proprietà davvero interessanti ed è capace di apportare i suoi benefici alla nostra alimentazione.
I valori nutrizionali, per esempio: l’altissimo valore biologico di questo tipo di carne fornisce il massimo di nutrienti possibili a fronte delle calorie che apporta. In media per centro grammi di carne otteniamo 43 grammi di proteine. Il contenuto di grassi è inferiore, inoltre, a quello che generalmente si ritiene e si attesta a circa il 9% del contenuto nutrizionale, anche se si tratta comunque di grassi saturi ed è bene non abusarne, specialmente se si soffre di colesterolo alto.
A ciò bisogna aggiungere l’apporto vitaminico, specialmente del gruppo B, tra cui spiccano la tiamina o vitamina B6, la niacina, la riboflavina, la vitamina B12, tutte importantissime per la buona salute dei tessuti. Contiene poi anche importanti minerali come zinco, fosforso, magnesio, ferro, potassio. È anche facilmente digeribile e soprattutto molto saporita.
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Abbiamo già visto come l’aspetto delle unghie possa svelare qualche sintomo di un disturbo di cui ancora non ci siamo accorti, ma anche lo stato delle mucose e dei capelli possono rivelarci qualcosa della nostra salute, specialmente se la nostra alimentazione è carente di vitamine. Notare capelli o unghie fragili potrebbe indicare una carenza di proteine, perché probabilmente non se ne consumano a sufficienza oppure un problema intestinale ne pregiudica l’assorbimento da parte dell’organismo. Posso anche rivelare la carenza di calcio, iodio, ferro, vitamine A e C ma anche del gruppo B.
Osservare dunque le unghie e i capelli non è solo un vezzo estetico ma anche un attento sguardo rivolto al nostro corpo come specchio della nostra salute, che attraverso le apparenze mostra se, quanto e come stiamo trascurando il nostro benessere. Attenzione dunque anche alle mucose. Afte in bocca o lesioni delle lingua possono denunciare la carenza di vitamine B2, B3, B6, essenziali per lo stato delle nostre mucose, siano esse della bocca, delle labbra come anche interne, ma ovviamente non visibili.
Le lesioni della bocca o le piccole infiammazioni delle labbra possono indicare un deficit di riboflavina nota anche come vitamina B2. Così le stomatiti agli angoli della bocca o ferite dolorose alle mucose labiali. L’infiammazione della lingua invece rivela anche una carenza di vitamine B3 e B6. Per aumentare le quantità di queste vitamine dovrete consumare più frutta secca e legumi, che ne sono particolarmente ricchi.
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Per certi versi era già noto ma i ricercatori sono finalmente in grado di dimostrare che riducendo gradualmente l’assunzione di zuccheri e proteine, senza ridurre vitamine e minerali, è possibile vivere più a lungo del previsto. Dimostrato sulle scimmie, il metodo è stato testato su tutto, dai pesci ai topi ai funghi, mosche e lieviti con esito favorevole.
I ricercatori dell’Università di Göteborg hanno identificato uno degli enzimi chiave del processo di invecchiamento: “Siamo in grado di dimostrare che la riduzione dell’apporto calorico rallenta l’invecchiamento, impedendo all’enzima, perossiredossina, di essere inattivato”.
Cosa fa questo enzima? La perossiredossina 1, Prx1, scompone il perossido di idrogeno (nocivo) nelle cellule e per lavorare in modo efficace è necessario che vi sia una riduzione calorica.
Cosa succede? Durante l’invecchiamento il Prx1 è danneggiato e perde la sua attività. La riduzione calorica contrasta questo processo aumentando la produzione di un altro enzima, Srx1, che ripara il Prx1.
Lo studio dimostra che l’invecchiamento può essere ritardato anche senza restrizione calorica ma semplicemente aumentando la quantità di Srx1 nella cellula. La vera chiave del processo di invecchiamento sarebbe quindi la riparazione del Prx1.
Ebbene sì, proprio la gotta, la malattia reumatica che faceva ingrossare l’alluce nel ‘700 ai signorotti nobili. che si nutrivano esclusivamente di selvaggina ad alto contenuto proteico. Il problema ritorna a galla nei giorni nostri, con questo abuso eccessivo delle diete iperproteiche e con un introito di proteine molto incrementato.
Se si hanno queste abitudini alimentari scorrette, l’acido urico, prodotto dai processi di trasformazione degli alimenti, si deposita nelle articolazioni dei piedi, di mani e ginocchia, provocando gonfiore, arrossamento locale e dolore. Le più colpite, naturalmente, sono le donne che seguono queste tipologie di alimentazione o anche ci abusa di diuretici.
Gli alimenti più a rischio sono: il sushi ed in generale tutto il pesce crudo, i superalcolici, i frutti di mare ed i crostacei, naturalmente solo se consumati in dosi eccessive.
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Un uovo in faccia lo associamo di solito a situazioni ben poco piacevoli, con un pubblico intemperante che lancia sul palco quel che generalmente andrebbe in frigo. Se però ce lo mettiamo volontariamente adoperandolo come maschera di bellezza le cose cambiano e i benefici sono tutti da scoprire. L’albume dell’uomo è infatti la sua parte proteica, praticamente pura. Sono essenzialmente proteine disciolte in acqua.
Quando l’albume si utilizza sulla pelle, sopportandone meglio che si può l’odoraccio che provoca, queste proteine creano un film protettivo mentre la componente d’acqua evapora. L’effetto equivale a quello di una base protettiva che aiuta la pelle a mantenere l’acqua in essa contenuta naturalmente e dunque a non seccarsi troppo in fretta.
In linea di principio agisce come un burrocacao protettivo che ripara le labbra dalla disidratazione evitando che l’acqua evapori. Ovviamente la sensazione di pelle liscia è solo apparente, non se ne trae un beneficio a lungo termine se non quello appena illustrato.
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Siamo abituati ormai a leggere le etichette nutrizionali degli alimenti che le riportano sempre, anche se non sempre ci risulta ben chiaro il significato di molti dati in esse riportato. Conosciamo però le calorie, sappiamo come funzionano fornendo energia al nostro corpo, abbiamo imparato presto a valutarle, conteggiarle, tagliarle e anche maledirle, quando esageriamo cedendo a qualche tentazione golosa. Ma cosa sono esattamente le calorie?
La caloria è essenzialmente un’unità di misura convenzionale, com’è noto. Una caloria è nello specifico la quantità di energia necessaria per elevare di un grado la temperatura dell’acqua in condizioni di base predefinite. In ambito nutrizionale la caloria si identifica con l’ammontare di energia che un alimento – in diverse quantità se si tratta di carboidrati, proteine e grassi, che sono i nutrienti essenziali – fornisce al nostro corpo.
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Le proteine sono uno dei nutrienti fondamentali della nostra alimentazione ma sono più che mai importanti nella dieta di uno sportivo. Resta però ancora irrisolto il dubbio secondo cui non è chiaro se sia più consigliabile assumerle prima oppure dopo l’allenamento. Tante sono le teorie che sostengono l’una o l’altra posizione e possono avere ciascuna la propria validità. Alla fine a fare la differenza saranno le sensazioni fisiche specifiche di chi si allena e trova la propria routine, quella che va bene per sé al di là di ipotetiche regole.
Di norma quasi sempre le proteine vengono consumate dopo l’allenamento quando l’organismo ha bisogno, per recuperare dopo lo sforzo fisico, di un apporto di nutrienti extra che possano essere assimilati rapidamente ed è il caso delle proteine in polvere che si assumono insieme, per esempio, a frullati o miscele con acqua o latte.
In forma liquida le proteine vengono assimilate in fretta e sono più concentrate dunque il reintegro è praticamente istantaneo. Naturalmente si possono assumere anche nella forma dell’alimentazione tradizionale, attraverso alimenti ricchi di proteine che sono essenziali per la costruzione muscolare, ma i tempi di assimilazione sono un po’ più lenti, com’è ovvio.
Il motivo per cui invece qualcuno assume le proteine prima dell’allenamento risiede principalmente nel diverso tipo di attività che si svolge e dunque nel diverso scopo che ci si prefigge. L’organismo avrà il tempo si assimilare le proteine ingerite prima dello sforzo fisico e ciò comporterebbe un miglior rendimento muscolare e una maggiore resistenza alla fatica, abbassando anche il rischio di lesioni. In ogni caso chi assume le proteine prima dello sport è bene lo faccia anche dopo, perché il recupero sia più rapido ed efficace.
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Spesso su questo blog si parla di almentazione corretta da seguire, alimenti ipocalorici, diete iperproteiche, ecc. A volte, però, è necessario partire dall’ABC per restare in forma e seguire un’alimentazione equilibrata al 100% nel tempo: basta conoscere correttamente i macronutrienti e saperli scegliere in modo giusto.
I macronutrienti si distinguono in tre categorie: carboidrati, proteine e grassi. I primi sono composti da zuccheri ed amidi e sono quindi rappresentati da tutti i prodotti da forno, ma anche dalla verdura e dalla frutta. Bisognerebbe sempre prediligere quelli a basso indice glicemico, che ci forniscono energia più a lungo: soia, fruttosio, verdure verdi, orzo perlato, ecc.
Le proteine vengono fornite principalmente da carne, pesci e latticini. Anche la soia però ne apporta un ottimo quantitativo. I grassi non sono tutti uguali; quelli saturi sono sconsigliati (lardo, strutto, burro), mentre sono da preferire i polinsaturi, che troviamo in vari semi oleosi e nel pesce, soprattutto in quello azzurro.
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