
Secondo una recente scoperta dell’Università della Virginia, in collaborazione con Harvard, correre a piedi nudi evita talloniti e tendiniti.
Secondo la ricerca, muscoli e ossa in modalità podistica funzionano meglio al naturale, mentre le scarpe sportive potrebbero creare danni alle articolazioni e ai tessuti mentre si corre. Ciò è dovuto ad una questione di equilibri: chi corre scalzo poggia prima la parte anteriore del piede e poi il tallone, ammortizzando l’urto e distribuendo il peso del corpo tra ossa e muscoli. Chi corre con le scarpe, invece, appoggia direttamente il tallone, sforzando i muscoli in maniera innnaturale.
Come fare per proteggere i piedi se si vuole correre scalzi? Basterà aspettare che si formino i calli e non si sentirà più dolore, anche se si può sempre rischiare di tagliarsi o di prendere una brutta storta. Io mi sa che continuerò a correre con le scarpe, voi?
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Le donne che soffrono di alluce valgo, che altro non è che una rientranza del dito del piede verso l’interno, vengono definite “shoes addicted”, cioè donne la cui vita dipende dalle scarpe che indossano. La classe in questione è rappresentata da ragazze e donne che rinunciano alla salute dei loro piedi, pur di indossare scarpe alla moda e con tacchi vertiginosi.
Una su sei tra loro dovrà affrontare in un futuro molto prossimo il problema dell’alluce valgo, che è comunque un disturbo molto doloroso, che nei casi più gravi può diventare invalidante. Ma oggi gli esperti hanno attuato un rimedio, adatto soprattutto alle donne più giovani, in grado di curare il problema in modo rapido e indolore.
E’ una tecnica mininvasiva che si esegue in anestesia locale; richiede però 5 settimane di riposo assoluto prima di poter riprendere a camminare e prima che il dolore, progressivamente, diminuisca. E inoltre è sconsigliato a chi soffre di artrosi e di gravi osteoporosi.
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Ormai sappiamo purtroppo che quasi ogni parte del nostro corpo può essere ritoccata con la chirurgia estetica, dal viso al seno, dai glutei alle mani. L’ultima novità parla però dei piedi, cioè di come rimpolpare il tallone e cercare di rimpicciolire dita dei piedi troppo grandi.
Il piede però è molto più sensibile al dolore rispetto ad altre zone del corpo e se si va, per sbaglio, a toccare un osso più sensibile, si possono avere delle serie complicazioni. Ma allora come si può fare?
Gli esperti parlano di una tecnica attuale, il lipofilling, cioè l’inserimento di grasso autologo, cioè prelevato da altre parti del corpo alla stessa persona che sta subendo l’intervento. Il lipofilling viene utilizzato per rendere più pieno un piede ossuto e soprattutto per intervenire sul cosiddetto alluce valgo. Oggi l’intervento è mini-invasivo e il recupero è rapido, ma il tutto deve essere personalizzato perché il risultato sia pienamente soddisfacente.
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Chi bella vuole apparire, un po’ deve soffrire. E fu così che le donne dei tempi moderni sacrificarono la salute dei propri piedi in onore della bellezza, e del tacco 12.
Ci riporta dal tono fiabesco di belle Cenerentole agghindate per il ballo alla cruda realtà uno studio della società britannica di esperti podologi, basato su circa 2000 casi, secondo il quale il 37% delle donne indosserebbe un paio di scarpe bellissime, anche se scomode.
Le stesse, ammettono poi di soffrire a causa di stiletti e tacchi troppo alti, scarpe troppo strette, troppo piccole, che indossano comunque tutti i giorni, incuranti che la sofferenza possa ripercuotersi e creare problemi ai piedi per tutta la vita.
Oltre ai tacchi vertiginosi, tra le scarpe killer vi sono anche quelle basse e aperte, perchè il piede è costretto a scivolare in avanti e le dita rimangono contratte a lungo. La scarpa ideale, sebbene possa sembrare più da strega che da principessa, è alta 4 cm ed ha la punta rotonda. Le scarpe da favola è meglio lasciarle per le grande occasioni, e svegliarsi prima che la carrozza ridiventi zucca!
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Così come i crampi ai polpacci , sono frequenti anche i crampi ai piedi e spesso i due disturbi si verificano insieme. Per alcuni i crampi ai piedi sono un fenomeno diurno, occorrono in caso di sforzo fisico notevole, quando si nuota o quando si cammina. Per altri sono un fenomeno prevalentemente notturno, o mattutino così doloroso da svegliare dal sonno, e possono essere dovuti a un cambiamento di temperatura o alla presenza di vene varicose.
Dal punto di vista alimentare è bene scegliere cibi ricchi di potassio e calcio e bere integratori di sali minerali prima di fare sport. Volendo si può preparare un integratore naturale a base di sale, acqua e zucchero.
A livello locale bisogna esercitare una pressione sui muscoli interessanti, tendendoli leggermente in direzioni opposte, così da favorirne il rilassamento. Per favorire la distensione si può applicare sulla pianta del piede un panno caldo o la borsa dell’acqua calda.
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Al mare, unenedo l’utile al dilettevole, si può trasformare una vacanza in un ottimo momento per mettersi in forma senza troppa fatica, o mantenere l’allenamento grazie alla possibilità di nuotare, perchè i 30 minuti di attività fisica quotidiana ci vogliono anche in vacanza!
Per ottimizzare i movimenti del nuoto senza troppi sforzi è opportuno nuotare seguendo alcuni piccoli accorgimenti. Attenzione a gambe e piedi: le gambe devono essere leggermente piegate, mentre i piedi devono essere distesi, ma non rigidi. Inoltre, conviene battere i piedi quel tanto che basta a tenerli bene a galla, senza andare troppo in profondità ad ogni movimento.
Il corpo deve assumere il più possibile una posizione parallela rispetto alla superficie dell’acqua, per diminuire la reistenza dell’acqua al movimento del corpo. Le braccia devono essere allungate, ma non del tutto distese, né rigide. Le mani devono muoversi prima verso l’interno, verso il fondo del mare, e poi verso l’esterno, uscendo fuori dall’acqua, formando dei vortici che favoriscono la spinta.
Se siete appassionati di nuoto, probabilmente sapete già che la rugosità della pelle ed i peli trattengono l’acqua, generando attrito e agendo come una specie di zavorra, che rallenta il nuoto. Se il petto vi piace villoso, d’accordo con le donne di Pink, ma volete nuotare senza limitazione alcuna, provate con le tute idrofobiche, che riducono l’attrito con l’acqua e migliorano le prestazioni muscolari.
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L’arrivo dell’estate ci libera finalmente dalle scarpe chiuse e da calze e collant, che hanno martoriato per tutto l’inverno i nostri piedi. E questo è il periodo giusto per passare una visita dal podologo, che ci aiuterà a prenderci cura dei nostri piedi nel modo più adatto.
Podologo a parte, comunque, esistono alcune regole di base da rispettare a priori: molto importante in estate la pulizia, ancor più dell’inverno, perchè utilizzando sandali e scarpe aperte i piedi tendono a sporcarsi con più facilità. Quindi sarebbe una buona abitudine metterli ad esempio sotto getti alternati d’acqua calda e fredda, per riattivare la circolazione. Poi, una volta ben asciugati, massaggiare con cura con una crema idratante specifica e rinfrescante.
Vsto che la stagione permette, inoltre, via libera a passeggiate a piedi nudi su sabbia o erba, toccasana per la salute del piede e del microcircolo. Bene anche le camminate sul bagnasciuga, ma anche immersi nell’acqua fino al polpaccio.
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Secondo alcuni ricercatori, anche stando seduti, attraverso i movimenti involontari dei muscoli, è possibile bruciare calorie. Anche se e quando siamo inattivi, consumiamo energia, ma quanta?
La sedia Constant Shaker, di Alice Wang, designer specializzata nella realizzazione di sedute che correggono le disfunzioni di postura e comportamento, conta per noi il numero di calorie bruciate mentre si sta seduti e far niente. Pensate quante calorie potremmo bruciare cambiando posizione ogni dieci minuti, arrotolando le gambe intorno ai piedi della sedia, e così via per tenersi in forma senza bisogno di andare in palestra. Geniale, eh?!
via | ohgizmo
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L’abitudine ad automassaggiarsi o farsi massaggiare i piedi sembrerebbe una forma di prevenzione da parte nostra: dona energia e aiuta l’organismo a riequilibrarsi. Tutti noi dovremmo fare almeno una volta alla settimana un pediluvio, a cui poi far seguire dei trattamenti. La particolarità è che sono soprattutto gli uomini ad apprezzarne i benefici.
Il trattamento ideale dopo il pediluvio comprenderebbe il tagliarsi le cuticole, pellicine, asportare e limare i duroni e tagliarsi le unghie. Poi fare degli scrubs, massaggiando la pianta del piede, risalendo lungo la gamba per riattivare la circolazione, strofinare delicatamente e sciacquare.
Lo scrub si può preparare anche a casa, con lo zucchero di canna o con i sali marini integrali: si schiacciano e si mescolano con qualche goccia di olio di mandorle. Per alleviare la tensione, dopo una giornata particolarmente difficile, poi, si può utilizzare un trattamento ispirato agli antichi riti egizi, preparando un mix di olii essenziali e pietre laviche calde, che vengono messe tra le dita e si fanno scorrere dalle caviglie fino alle ginocchia.
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Dopo un’intera giornata sui tacchi l’unica cosa che sognate è correre a casa a mettervi in ciabatte per dare sollievo a piedi e gambe? Ecco qui una serie di semplici esercizi da svolgere quando si passano molte ore con le scarpe col tacco, sottoponendo piedi e gambe a uno stress eccessivo.
Il primo esercizio è per rilassare tutta la muscolatura degli arti inferiori: stendetevi per terra su un tappeto, alzate le gambe ed appoggiate i piedi su un divano o sul muro. Rimanete in questa posizione per dieci minuti circa, prima di passare all’esercizio successivo.
Secondo esercizio, tutto dedicato ai piedi, ideale anche per chi non indossa i tacchi ma sente i piedi indolenziti nella parte anteriore. Supine, stendete le gambe e rilassate i muscoli prima di iniziare ad aprire e chiudere le dita di entrambi i piedi a ventaglio; ripetete l’esercizio per circa 10 volte.
Il terzo esercizio serve a distendere i muscoli del polpaccio: sedetevi su una sedia e stendete le gambe. Fate leva sui talloni poggiati al pavimento e stendete il muscolo del polpaccio; dopodichè stirate i muscoli con l’aiuto di un asciugamano posizionato sotto l’avampiede tirandolo leggermente verso il vostro torace fino a sentire che i muscoli si stirano. Rimanete nella posizione per circa 2 minuti prima di ripetere l’esercizio con l’altra gamba.
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