I primi segni dell’obesità infantile, e del sovrappeso in età adulta, compaiono nel bambino già a due anni. Questo è quello che sostengono un gruppo di ricercatori della Eastern Virginia Medical School, con uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics.
Secondo il team, che ha studiati i casi di 111 piccoli pazienti, la tendenza ad accumulare grasso inizia sin dalla prima infanzia ed è visibile dalle guance: quelle paffute possono essere un campanello d’allarme per il futuro sviluppo corporeo del bambino.
Della possibilità di sviluppare problemi di sovrappeso ed obesità dovrebbero accorgersi i pediatri, in modo da consigliare alle mamme una dieta indicata per i più piccoli con tendenze ad ingrassare, invece di aspettare l’insorgere di complicazioni. Ma credete davvero sia necessario mettere i bambini di due anni a dieta perché le loro guance sono paffutelle?
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Questa notizia può essere una gioia per qualcuno: superata la soglia della mezza età meglio avere qualche chiletto in più. Ma perchè? Secondo uno studio tutto americano di una scuola di medicina del Cleveland, se si è leggermente in sovrappeso superati i 50 anni, si tende meno a mostrare le proprie rughe.
In pratica, un viso pieno e rotondeggiante le renderebbe meno evidenti e farebbe sembrare più giovani. Lo studio è stato eseguito analizzando come campioni delle coppie di gemelli, aventi più di 50 anni.
Si sono analizzati i loro stili di vita, oltre all’età e al peso, e si è dedotto che, se durante la giovinezza i chili di troppo sembrano rappresentare solo un problema, quando si è un p’ più anziani, la situazione si ribalta e può agire a nostro beneficio.
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Taylor Lautner, a soli 17 anni, ha dovuto trasformare totalmente il suo fisico per poter interpretare il ruolo di Jacob Black in New Moon, sequel di Twilight. Per farlo, l’attore si è dovuto sottoporre ad un allenamento intensissimo e ad una dieta speciale per poter aumentare di peso in poco tempo.
Il giovane Taylor Lautner per trasformarsi in Jacob Black, lupo mannaro in New Moon, ha dovuto aumentare il suo peso di circa 13 kg, far crescere la massa muscolare ed aumentare il livello di grasso del suo corpo del 7,5%: per arrivarci Taylor ha dovuto mangiare in abbondanza e più volte durante il giorno.
L’attore ha dichiarato che la cosa più difficile per diventare Jacob non è stata l’allenamento, quanto la dieta a base di cibi grassi e ricchi di proteine, pur di aumentare di peso e di volume. Sembra che ad un certo punto il suo allenatore gli abbia consigliato di mangiare qualsiasi cosa e di andare da McDonald’s pur di raggiungere lo scopo.
Sembra che in Eclipse, terzo episodio della saga di Twilight, che vedremo a giugno, Taylor Lautner debba crescere ancora di più. Speriamo per lui che il successo sia proporzionale al peso e che l’attore possa presto tornare al suo peso forma, in fondo ha soli 17 anni.
Le donne non sanno resistere allo spuntino spezzafame, allo snack tutt’altro che salutare mangiato a metà mattina, allo spuntino pomeridiano al quale promettono di rinunciare il prima possibile, per poi lamentarsi dei chili di troppo.
Questo è più o meno il comportamento tipico delle donne secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nutrition Education and Behaviour. La tendenza a mangiare snack poco salutari non solo è tipico delle donne, ma in particolare è tipico delle donne già in sovrappeso. Per non parlare poi di quel legame cibo-consolazione che è un po’ la debolezza di tutte le donne, che ricorrono a cioccolata, patatine e schifezze varie quando sono tristi, giù di morale e hanno bisogno di conforto.
L’86% delle donne che hanno preso parte alla ricerca dichiara di voler cambiare snack, e cercare una soluzione che sia spezzafame quanto uno snack, ma salutare, soluzione che oggi è difficile da trovare. Chi, in preda a tristezza cosmica, mangerebbe una prugna invece di una barretta di cioccolato?
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Non c’è dubbio sul fatto che dieta ed emozioni siano strettamente connessi. Quando siamo di buonumore gustiamo più volentieri le delizie della tavola, mentre se siamo preoccupati le reazioni si fanno opposte: digiuniamo per il dispiacere o, più frequentemente, ci abbuffiamo.
In molti casi, e tralasciando eventuali derive patologiche che andranno affrontate separatamente con l’aiuto degli specialisti, l’eccesso di cibo e dunque di peso dipendono dall’umore e dalla disposizione d’animo del momento. Il problema è che guadagnare peso è facile, perderlo richiede molto più impegno dal momento che non sempre basta associare una dieta ipocalorica ad una corretta attività fisica: se non siamo convinti di farcela, e l’umore non ci aiuta, non ci sarà verso di buttar giù quei chili di troppo in cui si concretizzano tanto da poterle vedere e toccare tutte le nostre pene.
Sono le paure, il senso di inadeguatezza e l’insicurezza, sul lavoro o nei rapporti sociali, i principali responsabili del fallimento di una dieta. Voi che ne pensate?
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La notizia suona quasi favolosa: mangiare fragole per perdere peso? Che delizia. Se proprio volessimo trovare uno svantaggio a questo frutto succulento potremmo dire che è purtroppo solo stagionale. Pr il resto è gustosa, leggera, ricca di acqua, vitamina C, antiossidanti. E povera di calorie. Cosa aspettarsi di più da uno dei frutti preferiti da tutti?
Fermo restando che una dieta di successo è variata ed equilibrata, un buon consumo di fragole può giovare moltissimo al benessere e anche a chi ha in programma una dieta per perdere peso: si possono mangiare in buona quantità come fuori pasto o spuntino senza incidere negativamente sul bilancio calorico quotidiano ma anzi con molto vantaggi extra.
L’alta presenza di antiossidanti è tra le prime voci alla lista dei vantaggi, seguita dalla buona quantità di vitamina C contenuta in questi frutti rossi. Rilevanti sono anche le proprietà antinfiammatorie delle fragole. Acido ascorbico, pectina e lecitina aiutano a mantenere il colesterolo al livello ottimale e l’assoluta assenza di grassi e il basso contenuto di zuccheri fanno il resto.
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L’equazione non è affatto confortante, ma svela una verità che in qualche modo potrà apportare qualche cambiamento positivo nelle proprie abitudini, per cercare di smentire l’associazione che alcuni studiosi hanno fatto tra la carenza di vitamina D nell’organismo e più alte percentuale di grasso nelle donne.
La ricerca, condotta in California in un ospedale di Los Angeles, ha evidenziato che il campione di donne nelle quali si riscontravano bassi livelli di vitamina D era più soggetta al sovrappeso. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism il mese scorso e ha spiegato che la scarsa esposizione al sole, che porta alla formazione della vitamina D, comporta non solo un minore sviluppo osseo, specie nelle donne molto giovani, ma ha anche un legame con i livelli di obesità.
Maggiori studi saranno condotti sull’argomento, assicura il dottor Vicente Gilsanz, che ha partecipato alla ricerca. Intanto, sarà meglio godersi un po’ di sole quando possibile (adottando tutte le cautele del caso, naturalmente).
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Il sogno proibito di chiunque sia a dieta: pesarsi e trovare che il peso è un po’ più basso di quanto ci si aspetti (e si tema). È possibile grazie ad un’invenzione che ha molto del curioso e poco dell’utile, ma che piacerà a chi non ha un buon rapporto con la bilancia tradizionale.
Si tratta infatti di una versione insolita della solita bilancia pesapersone, perché si aggancia alla tazza del water. Il peso, dopo aver esplicato i proprie doveri fisiologici, sarà ovviamente inferiore e secondo alcuni più rispondente a verità.
Chi la propone la spaccia per la definitiva conquista della privacy nel controllo del peso. Eccetto chi si pesa in farmacia o insieme ad un eventuale gruppo con cui segue un programma alimentare controllato, non si capisce bene perché mai il momento della consueta pesata in bagno debba essere meno privato rispetto a questo che si svolge nello stesso identico luogo.
Non vi stupirà sapere, però, che la bilancia da toilette è stata creata principalmente per le donne, notoriamente più attente ai problemi di linea e per cui quei cinque etti in meno possono davvero migliorare la giornata.
Via | That’sFit.com
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Meglio tardi che mai: scoprire che per dimagrire basta ridere è una di quelle conquiste della scienza che si rimane incerti se definire una bufala colossale o un traguardo epocale. Eppure uno studio inglese riportato da Agi Salute precisa che un’ora di risate equivale, in termini di dispendio calorico, a circa mezz’ora di sollevamento pesi.
Fin qui possiamo anche essere d’accordo, e che ridere facesse bene lo si poteva facilmente intuire anche senza l’intervento degli scienziati, ma come la mettiamo con il potenziamento e la tonificazione muscolare garantita – almeno si spera – dall’attività fisica contro la sola, pur sonora, risata che al massimo interessa gli addominali e i muscoli facciali?
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Si direbbe un’ovvietà: a maggior leggerezza e forma fisica corrisponde una maggiore agilità. In verità non è sempre così, ma gli scienziati hanno appena dimostrato scientificamente che dimagrire fa bene alla qualità del sesso. Lo hanno fatto esaminando un centinaio di pazienti dall’età media di 48 anni e obesi. Il risultato? Un uomo di mezza età obeso ha la stessa prestanza fisica sessuale di un uomo non obeso di vent’anni più vecchio.
Come questo possa aiutare nell’approccio all’obesità non risulta chiaro ma magari la chimera di una vita sessuale più attiva e soddisfacente potrebbe agire da motivazione e spinta per combattere l’eccesso di peso e impegnarsi – ove possibile – nel dimagrimento.
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