
Una dieta con tanta di frutta e verdura fa bene alla salute dell’intero organismo, perché ricca di vitamine e sali minerali. Dall’università di Melbourne arriva un motivo in più per scegliere un’alimentazione in cui frutta e verdura siano un impegno quotidiano: frutta e verdura agiscono da scudo contro ansia e depressione, disturbi psichici che colpiscono sempre di più le donne.
Lo studio ha analizzato i casi di più di 1000 donne tra i 20 ed i 93 anni, tenute sotto osservazione per 10 anni, sottoposte a test ed analisi per mettere in relazione il regime alimentare e la salute fisica e mentale. La ricerca, pubblicata sull’American Journal od Psychiatryevidenzia come una dieta squilibrata e ricca di grassi possa portare a maggiori scompensi a livello psichico rispetto ad una dieta sana e ricca di frutta e verdura.
Com’era il proverbio? Una mela al giorno toglie l’ansia…
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Ognuno di noi ha paura di qualcosa, ed esistono così tante paure e fobie, accuratamente catalogate, da far paura. Le paure esistenti al mondo sono più di 1300 e vanno dalla paura dei bottoni alla paura deli serpenti, paura al primo posto tra le 10 fobie più comuni.
Controllare la paura è difficile, e spesso è proprio la paura di aver paura a generare uno stato di agitazione e nervosismo, che nei casi più gravi può portare a veri e propri stati di ansia o attacchi di panico. Bisogna quindi cercare di affrontare e sconfiggere le proprie paure o conoscerle per affrontarle al meglio e farvi fronte con la razionalità o con i rimedi naturali come iperico, valeriana, biancospino.

Secondo il neurologo Rosario Sorrentino, l’ira è il virus del secolo, perchè nell’essere umano di diffonde sempre di più la tendenza ad agire prima di pensare, con scatti d’ira e attacchi di rabbia.
Nel suo saggio sulla natura umana, Sorrentino, direttore della Clinicia PIO XI di Roma, parla dell’incapacità di controllare le emozioni, degli attacchi di panico sempre più diffusi, della paura del futuro dovuta alla crisi. Nel cervello l’amigdala, centro dell’emotività, prende il sopravvento sulla corteccia prefrontale, sede della razionalità, portando lìindividuo a comportamenti incontrollati e incontrollabili.
Tutti i più tragici casi di cronaca, i mostri della porta accanto, le mamme assassine, mostrano come la rabbia abbia preso il sopravvento sulla razionalità e come il genere umano stia regredendo ad uno stato dove l’istinto prevale sulla razionalità. Per questo, il neurologo definisce l’ira la malattia del secolo, perchè esploderà incontrollata e sarà sempre più pericolosa. Vi invito a leggere l’intervista a Sorrentino su Il Tempo e a commentare, senza arrabbiarvi.
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Perché quando il panico ci attanaglia ci sentiamo non solo paralizzati dalla paura ma anche soffocare? Perché l’area cerebrale che registra le sensazioni di panico e quella preposta alla sensazione di soffocamento coincidono generando un cortocircuito che ci fa sembrare di non riuscire più a respirare quando siamo nel bel mezzo di un attacco di panico.
Lo hanno scoperto alcuni ricercatori dell’Università dell’Iowa ipotizzando la correlazione tra i meccanismi di difesa messi in atto dal cervello quando l’organismo è in debito di ossigeno e la sensazione di paura e dunque di pericolo imminente scatenata dall’attacco di panico.
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Quante volte avete cominciato una dieta e poi l’avete interrotta? Non lo avete fatto volontariamente, è che proprio non siete riusciti a resistere alla tentazione. La colpa non è tutta della vostra debole forza di volontà, ma una buona parte è da attribuire ai cibi golosi, che una volta assaporati, agiscono sul cervello come una droga.
Uno studio condotto da un team di ricercatori della Boston University School of Medicine, diretti da due italiani, Pietro Cottone e Valentina Sabino, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, ha mostrato che il consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi genera per il cervello reazioni simili a quelle derivanti dall’uso di stupefacenti.
Se ci si abitua ai sapori, si rischia di diventarne dipendenti,e d è per questo che tante diete vengono interrotte. La maggior parte delle diete prevede di non mangiare dolci e grassi, e il soggetto soffre di crisi di astinenza allo stesso modo in cui chi assume droghe ne diventa dipendente. La mancanza dei cibi golosi porta a delle vere e proprie attacchi di panico o crisi di ansia, a cui si mette fine con attacchi di fame compulsiva, che possono essere calmati soltanto mangiando cibi golosi a volontà, e addio dieta.
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Dal Sun vi riporto la storia di Sarah Lister, una ragazza inglese di 25 anni che soffre di Genuphobia, ovvero ha paura delle ginocchia, dall’età di 3 anni, quando vide il padre cadere e slogarsi le ginocchia.
La ragazza ha paura della ginocchia altrui e avverte fastidio se qualcuno si avvicina alle sue ginocchia. La situazione ed il contatto migliorano con il fidanzato ed i familiari più stretti, ma le ginocchia degli estranei le incutono timore e generano attacchi di panico.
La ragazza d’estate non riesce ad andare al mare o a camminare, senza essere terrorizzata dalle ginocchia altrui. Poichè sta per sposarsi, ha chiesto aiuto per superare la fobia, di modo che il vestito da sposa non le crei problemi sfiorandole le ginocchia.
Nonostante la strana fobia, purtroppo il caso di Sarah Lister non è isolato, perchè in Inghilterra almeno il 13% degli inglesi soffre di questa o quella fobia.
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Se vi sembra di passare troppo tempo davanti al computer, a discapito della vostra vita sociale, forse è tempo di dare un taglio alla rete, o di imporvi un’attività on-line limitata. Per scoprire se e quanto siete internet-dipendenti, potete provare a fare il test di reStart, il centro specializzato nella disintossicazione da Internet, di cui parlavamo l’altro giorno.
Nons arà il test a darvi la soluzione su come equilibrare il tempo trascorso in rete e il tempo dedicato alle altre attività e alle relazioni sociale, ma leggere le domande vi farà sicuramente riflettere sulla vostra condizione.
Se dal test risultate Internet dipendenti, o potenziali futuri drogati di computer, non fatevi prendere dal panico, tornate qui a commentare che ne discutiamo insieme, in fondo siamo tutti un po’ internet-addicted e sappiamo benissimo quanto ci piace la rete.
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L’assessore alla Salute del comune di Milano Giampaolo Landi di Chiavenna distribuisce ai suoi cittadini, a chi transita per Milano e a chi da Milano ci parte, il passaporto della Salute, per informare sui virus che si possono contrarre in viaggio, sul virus dell’influenza suina e sulle precauzioni da prendere prima di partire.
Il vademecum del viaggiatore è disponibile on-line sul sito del Comune di Milano e da poco anche in tutti gli aereoporti milanesi, per evitare che la popolazione si faccia prendere dal panico per l’influenza suina e sappia come comportarsi e quali precauzioni adottare.
Dal 25 aprile in Lombardia sono stati confermati 15 casi di influenza A/H1N1, ed è bene che i cittadini sappiano come comportarsi a Milano come in viaggio. Mentre da una parte la task force vigila sull’eventuale diffondersi dell’emergenza, dall’altra è bene che i cittadini sappiano a quali virus vanno incontro in base alla meta scelta per le vacanze.
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Rinviare o non rinviare questo è il dilemma che riguarda l’apertura delle scuole a settembre e sta mettendo a dura prova l’amletico Ferruccio Fazio, mentre la Gelmini, decisa, smentisce qualsiasi rinvio di apertura.
A terrorizzare italiani e viceministro della salute c’è l’influenza A/H1N1 diffusasi in tutto il mondo, e ormai vicina a noi: a letto l’Inghilterra da una parte, la Grecia dall’altra. Le stime prevedono un settembre ad alto rischio, perché sarà subito dopo l’estate che la nuova influenza passerà a far visita all’Italia.
Arriverà senza bussare, i casi raddoppieranno in 10 giorni e gli italiani che si preparano alle vacanze e non sembrano preoccuparsi del virus, si ammaleranno. Onde evitare il diffondersi rapido dell’influenza e che la popolazione entri nel panico così come è successo in Argentina, si sta valutando l’ipotesi di rinviare l’apertura delle scuole all’arrivo dell’epidemia di grandi dimensioni.
Siete dalla parte di un previdente Fazio o vi schierate con la Gelmini che presta attenzione all’evolversi della situazione, ma afferma che non è preoccupante?
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Provare ansia solo a guardare i bottoni della vostra camicia e per questo indossare tshirt anche in inverno. Oppure evitare di guardare le tavolette di cioccolata quando si è al bar per un caffè- E’ quello che succede a sempre più americani, che si rivolgono allo psichiatra o allo psicanalista per sconfiggere fobie, in apparenza, sempre più assurde.
In apparenza, appunto, perchè come spiegano alcuni esperti al quotidiano online ABC news ogni fobia ha un’origine, anche se profondamente perduta nella nostra memoria. E’ collegata ad un fatto che ci ha traumatizzato, o stressato in qualche modo. Anche se non ce ne ricordiamo.
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