Dal Piemonte alla Sicilia, l’Italia è sempre più grassa, secondo i dati rilasciati dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, presentati a Roma in vista dell’Obesity Day del 10 ottobre.
Primi in classifica, per forma e stile di vita, sono i piemontesi, che possono andare fieri delle loro abitudini. Ultimi i calabresi, che risultano i più obesi d’Italia sia per la categoria uomini (34%) che per quella donne (42%) di persone in sovrappeso.
Man mano che dal piemonte si scende lungo lo stivale, l’ago della bilancia dell’obesità sale: in Puglia, Basilicata, Calabria, Abruzzo e Sicilia sono soprattutto le donne ad alzare la media dei chili di troppo.
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Uno studio pubblicato sulla rivista International Journal of Obesity ci allerta sul rapporto tra genere e obesità e tra legami familiari e obesità: se la mamma è obesa, le figlie femmine hanno un rischio di 10 volte maggiore di diventare a sua volte obese, mentre se il papà è obeso, i maschi hanno un rischio 6 volte superiore.
Secondo lo studio ciò non è dovuto a cause genetiche, ma comportamentali: le figlie seguono lo stile di vita della madre ed i figli quello del padre, a riprova del fatto che i genitori sono davvero d’esempio per i figli, anche nello stile alimentare.
La trasmissione dei chili di troppo avviene forse anche perchè un genitore con uno stile alimentare sbagliato lo trasmette automaticamente ai figli, nutrendoli in modo sbagliato fin dall’infanzia. Quando si pensa alle campagne sulle buone pratiche e sull’alimentazione corretta si dovrebbe quindi, prima di passare per le scuole, partire dalle famiglie.
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