Dal Piemonte alla Sicilia, l’Italia è sempre più grassa, secondo i dati rilasciati dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, presentati a Roma in vista dell’Obesity Day del 10 ottobre.
Primi in classifica, per forma e stile di vita, sono i piemontesi, che possono andare fieri delle loro abitudini. Ultimi i calabresi, che risultano i più obesi d’Italia sia per la categoria uomini (34%) che per quella donne (42%) di persone in sovrappeso.
Man mano che dal piemonte si scende lungo lo stivale, l’ago della bilancia dell’obesità sale: in Puglia, Basilicata, Calabria, Abruzzo e Sicilia sono soprattutto le donne ad alzare la media dei chili di troppo.
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Se si potesse riparare a settembre come si usava fare un tempo a scuola, la corsa alle diete non sarebbe così forsennata come sempre in questo periodo dell’anno. Secondo dati della Coldiretti gli italiani hanno fallito la prova costume, tanto attesa e temuta. Quattro su dieci gli italiani sovrappeso all’appuntamento con la spiaggia e sono soprattutto uomini. Che sia perché le donne tengono di più ad apparire al meglio e in forma in bikini?
Quel che resta invariata è la preoccupazione per la crescita costante della percentuale di obesità nel nostro paese che sembra voler importare dall’America il peggio possibile. La prova critica è stata quella del primo fine settimana di vere vacanze che gli italiani si sono concessi durante il ponte del 2 Giugno. Le ragioni? Sempre minor consumo di frutta e verdure fresche, diete dell’ultimo momento dopo mesi di bagordi invernali, poca attività fisica e raramente costante. Voi avete superato la prova costume o siete stati bocciati?
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I fatti nudi e crudi: il 43% degli italiani è sovrappeso, l’11% è obeso. Non vorremo fare concorrenza agli americani? Pare di sì, perché negli ultimi 15 anni è aumentato del 25% il tasso di obesità in Italia e la Coldiretti denuncia il pericolo, specificando che mangiamo poca, pochissima frutta e ancora poca verdura. Sono soprattutto gli over 40 i soggetti più a rischio, ma vogliamo dimenticare i bambini?
Nonostante le linee guida diffuse dalla Comunità Europea sulla corretta alimentazione per contrastare la diffusione dell’obesità, pare sia ancora piuttosto lontana la prospettiva di una corretta educazione alimentare capillare e profonda. Nel caso dei bambini si può lavorare attraverso le scuole, oltre che in famiglia, ma chi li educa i genitori?
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