L’emicrania e la depressione sembrano sempre più simili, almeno per quanto riguarda la risposta alla stimolazione magnetica. Uno studio, che sarà pubblicato su Lancet Neurology di aprile, condotto presso l’Einstein College di New York ha applicato all’emicrania una stimolazione magnetica usata per trattare la depressione.
La ricerca è stata condotta da Richard Lipton, uno dei massimi esperti di cefalee, che ha analizzato la risposta dell’organismo alla stimolazione magnetica transcranica (TMS). L’analisi, condotta su 164 pazienti sofferenti di emicrania, ha dato buoni risultati: nel 39% dei casi gli attacchi sono calati entro 2 ore dalla stimolazione magnetica.
Non è la prima volta che emicrania e depressione vengono trattate allo stesso modo, in questo caso le onde elettromagnetiche bloccano l’onda elettrica che dalla parte occipitale si muove verso la fronte e avvia i processi che scatenano l’emicrania. Il team di New York che ha condotto la ricerca sta ora sperimentando la versione tascabile dell’apparecchio per la stimolazione magnetica, per permettere a chi soffre di emicrania di fermare gli attacchi all’occorrenza e di avere uno stile di vita normale.
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New York, la grande mela, il sogno americano, la modernità, il futuro, New York è tutto questo e molto altro, ma a New York non vorreste mai viverci, perché è la città più infelice di tutta l’America.
Uno studio dell’università britannica di Warwich ha analizzato dati econometrici per tracciare una vera e propria mappa della distibuzione della felicità nelle città americane. Il risultato contraddice il pensiero comune su New York che la vorrebbe ai primi posti nelle città dei sogni: la Grande Mela risulta la città più infelice d’America, viverci sarebbe un incubo.
Lo stesso studio ha evidenziato come le regioni americane in cui si vive meglio siano quelle più povere, ma con un clima più mite rispetto a New York. Se siete alla ricerca della ricetta per vivere felici, tenete New York nella lista dei posti da visitare per le vacanze, non in quella delle città in cui vorreste vivere.
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Il comune di Milano, attaverso il suo assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, ha dato via libera ai baci a Milano, in privato, in pubblico, in autobus, al ristorante… L’assessore non è innamorato, ma ha solo preso una posizione su un argomento dubbio ai tempi del virus A/H1N1.
Una campagna di dissuasione dai baci, che sono stati segnalati come comportamenti e rischio virus dell’ influenza A/H1N1 a New York e in Spagna, sarebbe troppo prematura. La cautela per prevenire è giusta, ma l’ossessione e la clausura sarebbero troppo.
A Milano, e in tutta Italia, baciatevi pure, così è l’amore ai tempi dell’influenza suina.
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In Italia sono saliti a 37 i casi di influenza A/H1N1, quella che partendo dal Messico si è diffusa e ha allarmato tutto il mondo. Ora i giornali ne parlano meno, a Città del Messico l’allarme sembra essere rientrato, ma di caso in caso, di paese in paese, il numero dei contagiati dal virus A/H1N1 continua a salire.
Fa strano poi, che molti degli italiani contagiati, tutti in buone condizioni, hanno contratto il virus in America, tra New York e Pittsburg e non in Messico. Attualmente nel mondo si parla di 19.266 persone infette e di 117 decessi.
Gli italiani colpiti dall’influenza sono tutti sotto controllo, sottoposti a sorveglianza sanitaria a domicilio, ma in Italia non sembra esserci un vero e proprio allarme nuova influenza. Secondo voi, c’è da temere un contagio più o meno diffuso del virus, c’è da preoccuparsi?
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Il sindaco di New York ci ha fatto i complimenti. A noi italiani, cioè, per via delle norme anti-tabagismo che sono state varate in Italia e che pare siano più rispettate che altrove. Pare invece che negli Stati Uniti, nonostante le massicce campagne di informazione, le iniziative deterrenti e l’impegno di istituzioni sanitarie e non, il vizio del fumo sia ancora molto, troppo diffuso. È quanto emerso al congresso ERS di Berlino sulle malattie respiratorie.
Il sindaco Michael Bloomberg, che è in corsa per il terzo mandato e che dopo aver smesso di fumare in prima persona si è impegnato molto nella lotta contro il fumo, ha tutte le intenzioni di non mollare ed elogia i Paesi che sono stati in grado di mettere in pratica iniziative efficaci. Siamo davvero così all’avanguardia, secondo voi?
Via | Farmacia.it
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Una psicologa ricercatrice dell’ Empire State College di New York, ha svolto una indagine sul fatto che il modo in cui le persone spendono i loro soldi possa influenzare il loro grado di benessere percepito. La loro felicità, insomma.
“Coloro che non si preoccupano molto dei prezzi e amano spendere i loro soldi nei viaggi e nei pranzi piuttosto che in macchine nuove sono generalmente più felici di quelli che spendono molti soldi in acquisti molto costosi e contraggono debiti per farlo”, dice la ricercatrice, la dssa W. Tatzel.
I “cercatori di valore”, secondo la ricerca, sono i meno felici: sono coloro che vanno in cerca di sconti su articoli di valore elevato. I grandi spenditori contraggono alti debiti, usando tuti i loro soldi per comprare qualcosa: sono i meno felici. Poi ci sono i non-spenditori, che preservano ogni singolo spiccio. Infine, gli “esperenziali”, che si diceva prima: i pià felici appunto.
Non dipenderà dal fatto che spendono i loro soldi per fare vita sociale e vedere il mondo, attività altamente gratificanti?
Via | Science Daily
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Leggete con calma questo post e prendetevi tutto il tempo che vi serve. Piano. Cominciate a rallentare partendo dalla lettura e partecipate simbolicamente alla seconda giornata mondiale della Lentezza, che comincia oggi a New York e durerà fino al 27 febbraio.
L’iniziativa è nata lo scorso anno a Pavia, promossa dall’associazione Vivere con Lentezza, ed ha avuto un enorme successo all’estero. New York domani rallenta: stop ai ritmi frenetici, stop alla velocità della metropoli, stop al caos e al rumore e alla fretta. Rallentiamo.
Le metropoli di tutto il mondo rallentano, convinte che una vita più lenta e meno frenetica giovi al benessere e alla qualità della vita, anche se c’è chi di fretta vive benissimo. Per coloro che invece subiscono lo stress della velocità, i paladini della vita slow hanno anche stilato i “comandalenti“, una lista di consigli per vivere meglio, in lentezza.
Nella giornata di maggiore fretta, il lunedì, il mondo elogia la lentezza attraverso diverse iniziative culturali e maratone lente, come a New York e Roma, mentre a Milano i passanti frettolosi stanno per essere multati. Una giornata per pensare al proprio tempo e dedicidere di rallentare un pò, ogni giorno. Cosa ne pensate? Avete impiegato almeno 45 minuti per leggere questo post? Buon rallentamento a tutti.
via | Repubblica
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