Un bebè nato prematuro è più sano e sereno se le neomamme lo circondano di musica classica, quella di Mozart in particolare. E’ la scoperta degli scienziati del centro medico dell’Università di Tel Aviv. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Pediatrics“.
Il consiglio nasce dagli obiettivi di un qualsiasi reparto di terapia intensiva neonatale, ovvero far aumentare di peso i piccoli nati prima del tempo in modo da farli arrivare a un peso accettabile prima di dimetterli al fine di rinforzare le sue difese immunitarie.
Infatti, dai risultati della ricerca è emerso che i bimbi che sentono una sonata di Mozart crescono e guadagnano peso più in fretta perché sembrano aver bisogno di meno calorie.
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E’ emerso da una nuova ricerca dell’Università di Pittsburgh School of Medicine, Stati Uniti, pubblicata sulla rivista “Addiction“. Secondo quanto riferisce Brian Primack, ricercatore a capo dello studio, chi ascolta musica in cui i testi fanno riferimento alla marijuana, ha due volte più probabilità di aver usato o di usare frequentemente questa sostanza stupefacente.
L’indagine è stata svolta su 959 studenti di college americani e gli scienziati affermano di aver scoperto che sorprendentemente l’ascolto di una musica del genere non aumenta il rischio di altri comportamenti pericolosi, come per esempio il consumo di alcool, ma rende più propenso chi la ascolta a fare uso di marijuana.
“Dallo studio è emerso che il 12% dei partecipanti fa uso di cannabis, mentre il 32% ha dichiarato di averne fatto uso nel passato. In media, un partecipante ascolta circa 21,8 ore alla settimana di musica, ed è esposto a riferimenti sulla marijuana circa 40 volte al giorno”, ha spiegato Primack. ”Questo potrebbe spiegare il collegamento tra marijuana e musica, anche se è possibile che chi fa già uso della sostanza preferisca ascoltare musica che fa riferimento ad essa”.
Che la musica sia sempre stata trascinatrice di idee è risaputo da sempre, ma questo studio convincente al 100% non lo è. Voi, cari lettori di Benessereblog, pensate che sia reale questo legame?
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I nostri geni sarebbero responsabili della tipologia di musica che preferiamo. Questa è l’inusuale scoperta effettuata da alcuni ricercatori londinesi su un campione di 4000 gemelli, in cui è stata osservata l’influenza di fattori genetici sulle preferenze musicali.
Il DNA insomma influenza i nostri gusti in fatto di musica, soprattutto per quanto riguarda alcuni specifici generi; parliamo soprattutto di musica classica, il pop e l’hip-hop, seguiti dal jazz, il soul e il blues. Agli ultimi posti invece ci sono il country e la musica folk.
Infine gli studiosi hanno precisato che le influenze del DNA diminuiscono col passare degli anni, perché lasciano il posto alle esperienze personali ed individuali. Al di sotto dei 50 anni, infatti, i geni contano più dei fattori ambientali, mentre, superata quest’età, la tendenza si inverte e sono gli influssi esterni a condizionare i nostri gusti fino al 60%.
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Il suono preferito dal feto è la voce della madre, e su questo credo che chiunque avrebbe scommesso. Per quanto riguarda, invece, il rapporto tra il futuro nascituro e la musica classica, i nuovi sistemi per l’ecografia 3D e 4D hanno scoperto che alcuni autori calmano il feto, altri lo innervosiscono.
Chi l’avrebbe mai detto che Vivaldi e Mozart calmano il feto, Beethoven e Brahms lo innervosiscono. Ne discutono a Torino in questi giorni circa 1500 tra ginecologi e ostetrici d’Italia, riuniti nel Secondo Congresso nazionale Fiog, incentrato su umanizzazione e tecnologia.
Se siete in dolce attesa, optate per Beethoven come colonna sonora delle vostre giornate, di sicuro non farà male al bambino. Di quali compositori poi si abbia bisogno per calmare il bebè una volta nato, la scienza ancora non l’ha scoperto, ma potete provare con Vivaldi, non si sa mai.
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Chi ama correre o ama chi ama correre, può usare questo post come ispirazione per i regali di Natale 2009. Segnalo questi pantaloni da corsa speciali, perchè chi corre possa farlo a suon di musica, caricando il proprio lettore MP3 con l’energia dei propri movimenti.
L’idea dei pantaloni Dancepants, delle designer lituane Inesa Malafej e Arunas Sukarevicius, è arrivata in finale tra le idee di design sostenibile di Designboom ed è ottima per chi ama allenarsi all’aria aperta ascoltando della buona musica, senza il rischio di rimanere senza batterie.
Chi corre non rimarrà senza musica finchè non avrà terminato l’allenamento ed il lettore MP3 avrà energia finchè ne avrete voi per farlo andare. A Natale 2009 potete far correre chi amate a suon di musica: un, due, tre, passo.
Continua a leggere: Correre a suon di musica con Dancepants, i pantaloni che caricano l'MP3
Se il vostro obiettivo è la lotta ai chili di troppo, non pensate a digiunare, ma ad ascoltare della gran bella musica! I nutrizionisti di tutta Europa ne sono più che certi ormai, grazie ad un esperimento condotto in una stazione della metropolitana in Svezia.
La gente appare ormai stanca dei soliti consigli alimentari che non riesce a seguire alla perfezione e perciò, un team di scienziati svedesi ha messo in atto questa novità.
In una stazione della metropolitana di Stoccolma, si è completamente trasformata una scalinata in una sorta di pianoforte gigante, in cui ogni scalino corrisponderebbe ad una nota musicale. Lo scalino produce la nota in questione ogni volta che viene calpestato da un passate e si è visto che grazie a questo escamotage, la gente non ricorre più ad ascensori o scale mobili, ma preferisce gli scalini musicali. E ciò a tutto vantaggio della linea, visto che, appunto, uno dei consigli più suggeriti è proprio quello di fare le scale ed evitare l’ascensore!
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Tanto più è lo stress mentale ed emozionale a cui la nostra mente è sottoposta durante le ore di lavoro, tanto meno avremo voglia di compiere degli sforzi fisici. Ovviamente, il lavoro fisico ci aiuterebbe a scaricare stress e tensioni, ma noi potremmo avere voglia di fare qualsiasi cosa tranne un po’ di moto, soprattutto se la giornata è stata lunga e pesante.
Queste sono le conclusioni a cui sono giunti alcuni ricercatori canadesi, impegnati ad indagare le caratteristiche della forza di volontà e della tendenza al movimento e allo sforzo fisico, studio pubblicato sul Journal of Psychology and Health. Il gruppo ha scoperto che la forza di volontà si comporta come un muscolo, e deve essere costantemente allenata per potersi esercitare e rafforzare.
Invece la pigrizia ha spesso la meglio, soprattutto se la mente è stata impegnata in sfozi cognitivi notevoli. Come fare? Secondo i ricercatori, ascoltare un po’ di musica alla fine della sessione stressante per la mente, aiuta a ritrovare la forza di volontà e ad andare in palestra, così come prevedere una sessione di allenamento fisico post ufficio insieme ai colleghi.
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Se fate ascoltare al vostro bambino filastrocche, canzoncine e giochini in rima, non solo questo sarà un passatempo molto gradito per lui, ma fungerà anche da fortissimo stimolo cognitivo per la loro intelligenza.
Uno studio americano ha rivelato che aiutano a memorizzare più in fretta le parole, e quindi a parlare. Anche le melodie rimangono più facilemente in fretta.
Perciò, mamme di tutta Italia, cercate di far ascoltare quanta più musica ai vostri piccoli: filastrocche, cantilene e ninne nanne serviranno sia a voi che a loro. Voi riuscirete così a tenerli calmi e magari a farli addormentare e loro riusciranno, con una rapidità sbalorditiva, ad apprendere parole e a memorizzarle.
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Chiudete gli occhi e ascoltate la colonna sonora di un film horror, oppure quel cigolio delle porte di certi film in cui la suspense si fa quasi solida. Vi viene la tremarella? Non siete fifoni, è perfettamente normale, perché pare che sia tutta colpa dell’immaginazione che amplifica la sensazione di paura più che mai stimolata dal solo avere gli occhi chiusi.
Succede perché ad occhi chiusi nel cervello si attiva l’amigdala, preposta all’elaborazione dell’esperienza musicale, che diventa più intensa e produce stimoli quasi fisici.
È quanto scoperto da una ricerca a Tel Aviv effettuata proprio sulle risposte cerebrali a certe sollecitazioni musicali e che apre le porte a scenari nuovi nella cura di disturbi come il parkinson e l’alzheimer senza il ricorso a farmaci ma con il semplice stimolo emotivo e sensoriale.
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La Capoeira è una lotta brasiliana basata su movimenti ritmici e molto coreografici che fanno sì che la Capoeira sembri una danza. L’armonia dei movimenti, il ritmo incalzante dei suoni della Capoeira, e il gioco in cui i capoeiristi si sfidano, sono tali da renderla uno sport molto interessante.
La Capoeira è uno sport di gruppo perché, sotto la direzione dei maestri, ci si allena tutti insieme in cerchio tramite le rode e i capoeiristi si alternano alla musica e al gioco al centro; è uno sport che tonifica i muscoli e rafforza tutto l’organismo perché per poter fare i passi e volteggiare in aria ci vogliono muscoli allenati e velocità di riflessi; ed è uno sport rilassante proprio per la presenza della musica del berimbau di sottofondo.
Se d’estate, nelle piazze d’Italia, dovesse capitarvi d’incontrare gruppi di persone in cerchio, dove quelle in piedi suonano uno strano strumento a corda e alcuni si sfidano al centro in una specie di lotta danzata, li avete trovati: sono i capoeiristi che fanno la roda. Attenti che il ritmo coinvolgente di questo sport antico e un tempo proibito, potrebbe conquistarvi a suon di berimbau!
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