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Tutti gli articoli con tag meditazione

Meditazione tibetana testata all'oncologia di Bellaria

pubblicato da Maria Vasta

Meditazione, foto

La meditazione tibetana Tong Len entrerà nel reparto di oncologia, e lo farà a partire da Febbraio 2013 presso l’ospedale bolognese Bellaria, sotto la guida dell’equipe di Gioacchino Pagliaro, direttore del reparto di Psicologia clinica dell’ospedale, che da oltre 20 anni si dedica al tema della meditazione e del benessere. Ebbene si, a quanto sembra, per la prima volta un’azienda sanitaria a livello internazionale avrebbe deciso di approvare la sperimentazione di una terapia tibetana ai suoi pazienti del reparto di oncologia.

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Due anni di meditazione migliorano la salute di mente e corpo

pubblicato da si.sol.

due anni di meditazione migliorano il benessere di mente e corpo

Dedicare un po’ del proprio tempo alla meditazione per almeno due anni aumenta il benessere di mente e corpo. A misurare l’effetto dell’esperienza del “silenzio mentale” sullo stato di salute è stato un gruppo di ricercatori dell’Università di Sydney, secondo cui i risultati maggiori, pari a un miglioramento del 10%, riguardano la mente. I risultati dello studio che ha portato a queste conclusioni sono stati pubblicati sul Journal of Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine.

I ricercatori, guidati da Ramesh Manocha della Sydney Medical School, hanno coinvolto nello studio più di 350 australiani che praticavano da almeno due anni la tecnica di meditazione dello Sahaja Yoga. Rispetto ad altre pratiche, questa forma di meditazione si concentra sul raggiungimento del cosiddetto silenzio mentale piuttosto che, ad esempio, sul rilassamento. A ciascun partecipante è stato chiesto di indicare quanto spesso fosse in grado di raggiungere il silenzio mentale e mantenerlo per più di qualche minuto.

Al termine dello studio gli scienziati hanno osservato che lo stato di salute e di benessere dei partecipanti era migliore rispetto a quello generale della popolazione australiana. Il benessere mentale non è risultato associato tanto a quante volte al giorno ci si dedica alla meditazione, quanto, piuttosto, a quante volte si raggiunge lo stato di silenzio mentale. Il 52% degli individui coinvolti ha dichiarato di arrivare a questo stato più volte al giorno, mentre il 32% riusciva a raggiungerlo ameno 1 o 2 volte nella stessa giornata.

Manocha ha spiegato che

i vantaggi per la salute sono collegati a questo aspetto piuttosto che a qualsiasi altra caratteristica della meditazione. In altre parole si tratta di qualità piuttosto che di quantità.

Via | ScienceAlert
Foto | Flickr

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Fare yoga ci rende più affidabili sul lavoro

pubblicato da fritha

yogIn India c’è una scuola di ingegneria per sole donne, il GSSS Institute of Engineering and Technology for Women, che per preparare le sue allieve al mondo del lavoro assai competitivo consiglia loro di seguire un corso di yoga. La convinzione dietro a questa strategia di formazione che completa quella propriamente tecnica si basa sull’idea secondo cui lo yoga è in grado di renderci impiegati più affidabili, capaci di dominare lo stress e gestire situazioni difficili attraverso la pratica della meditazione.

Bastano venti minuti al giorno di yoga per abbassare lo stress del 10% e più e migliorare la qualità del sonno che rende molto più produttivi sul lavoro, suggerisce uno studio scientifico che avvalora la tesi indiana. Lo yoga, quindi, può fare la differenza non solo sulla qualità della vita in generale ma anche sulla possibilità di ottenere un lavoro migliore dimostrando capacità di gestione di situazioni critiche che rendono più appetibili le competenze tecniche che si condividono con decine di altri potenziali impiegati.

Anche in America moltissime aziende sfruttano le tecniche yoga per migliorare il rendimento dei propri dipendenti e tra esse figurano grosse multinazionali e banche ma anche dimensioni più piccole che considerano un investimento importante quello sulla salute e sul benessere dei propri impiegati, con ricadute sulla loro produttività. Vi piacerebbe se il corso di yoga ve lo pagasse il boss, convinto che sareste più bravi in ufficio?

Via | TheGrindStone

Foto | Flickr

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Ansia, il tuo miglior nemico

pubblicato da Paola Pagliaro

ansia amici

Qual è la nostra prima reazione quando veniamo sopraffatti dall’ansia? Cercare di reprimerla, scacciando via l’angoscia che ci assale ed attivando dei meccanismi di fuga. Un comportamento che non fa altro che accrescere la nostra agitazione, portandoci a percepire il pericolo sempre più vicino, vivendo le nostre emozioni negative come una minaccia da cui scappare.

Quasi sempre purtroppo l’ansia corre più veloce. L’agitazione ci scoordina e ci condanna alla sconfitta. Nel caso in cui avessimo la meglio su un attacco d’ansia senza affrontarlo in campo aperto, svilupperemmo comunque una paura sempre maggiore per le sensazioni sperimentate, accrescendo il potere del nostro nemico interiore.

E se invece stringessimo amicizia con le nostre ansie e con le nostre paure, imparando ad affrontarle senza scappare? È la via d’uscita che ci prospetta Peter Strong, psicoterapeuta americano autore di The path of mindfulness meditation. Proviamo a pensare all’ansia come ad un amico che si presenta alla nostra porta in preda al panico, trafelato, sopraffatto dall’angoscia. Come ci comporteremmo?

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Meditazione trascendentale contro l'infarto

pubblicato da fritha

mantraGli studi sull’argomento sono ancora in corso ma i primi risultati sono talmente incoraggianti che viene voglia di correre a prenotare un corso di meditazione trascendentale per apprendere la tecnica che sembra assai utile nella prevenzione degli infarti. Secondo una ricerca condotta nel Wisconsin e che comparirà sul prossimo numero della rivista Archives of Internal Medicine la meditazione aiuta ad abbattere il rischio di infarti e ictus. Gli studiosi sono arrivati a queste prime e pur prudenti conclusioni dopo aver monitorato per anni l’andamento dello stato di salute di un gruppo di persone con problemi di cuore, parte dei quali praticava con costanza la meditazione.

La tecnica di rilassamento che consiste nella ripetizione continua per interi minuti e più volte al giorno di un mantra pare che aiuti a ridurre stress, pressione sanguigna, colesterolo, ispessimento delle coronarie e abbatterebbe fino al 47% i fattori di rischio nelle malattie cardiache. Una cifra tanto impressionante la dice lunga su quanto sia da non sottovalutare l’aiuto delle discipline orientali. I medici tuttavia avvisano: non è questa una tecnica da sostituire ai farmaci e da considerare alternativa alle cure tradizionali; possiamo però servircene efficacemente come utile coadiuvante.

Foto | Flickr

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L'effetto della meditazione sul cervello umano

pubblicato da Nadia Bramante (theBride)

meditationSi era gia’ parlato di alcuni studi che avevano confermato come la meditazione possa essere molto utile nel combattere il dolore. In precedenza pero’ i ricercatori non erano riusciti a capire esattamente cosa accadesse a livello cerebrale, limitandosi a constatare il suo effetto analgesico. Una nuova ricerca condotta dalla Harvard e dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) che potete trovare qui, e’ invece riuscita di recente ad approfondire l’effetto sul cervello di questo tipo di esercizi, con risultati sorprendenti.

L’attivita’ elettrica nel cervello viene rilevata attraverso tracciati grafici di diverso tipo. Le onde Alfa, sulle quali si concentra la nuova ricerca, sono dei ritmi elettroencefalografici associati con la regolazione del flusso di informazioni tra le cellule cerebrali. Queste onde infatti si muovono attraverso le cellule nella corteccia cerebrale - dove le informazioni sensoriali vengono immagazzinate - aiutando a selezionare ed eliminare quelle irrilevanti.

Secondo questo studio, le persone a cui e’ stato insegnato come meditare secondo un metodo chiamato MBSR, hanno sviluppato nel giro di otto settimane un miglior controllo delle onde Alfa. Attraverso la meditazione infatti i soggetti, quando e’ stato loro richiesto di concentrarsi su una specifica parte del corpo, sono riusciti ad ampliare questi ritmi. Questo ha portato ad una maggiore facilita’ nel bloccare sensazioni poco piacevoli come il dolore, ma anche ad un abbassamento generale dei livelli di stress.

Le possibili applicazioni di questa scoperta saranno presto vagliate in un progetto che si occupera’ di come sfruttare le onde Alfa per aiutare le persone affette da dolore cronico o da tumore a trovare soluzioni alternative al consumo di antidolorifici tradizionali.

Foto | Flickr
Via | MITnews

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Il dolore si combatte con la meditazione

pubblicato da lorenza barletta

meditazioneLa meditazione in generale, ed in particolare quella zen, funziona come un vero e proprio analgesico. E’ un’antica pratica orientale che permette di rilassarsi e di entrare in contatto con la propria idoneità. Ha effetto, in più, anche sul dolore e può quasi essere considerata al pari di un medicinale, nei casi meno gravi ed importanti.

Lo ha dimostrato una ricerca canadese pubblicata sulla rivista scientifica “Pain”, in cui sono stati osservati circa 15 individui che seguivano la disciplina Zen e altri 15 che non avevano mai meditato in vita loro. Entrambi i gruppi sono stati poi sottoposti ad una risonanza magnetica al cervello, mentre subivano uno stimolo doloroso.

Il cervello di chi stava meditando ha come spento i recettori che avvertivano la sensazione del dolore, impedendo alla persona di sentire il male.

Foto | Flickr

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Tumo: yoga tibetano

pubblicato da fritha

mountain yogaI vantaggi della meditazione sono noti ma non tutti oserebbero cimentarvisi nel bel mezzo di un nevaio. Eppure pare che la concentrazione permetta anche di resistere al freddo gelido, secondo la dottrina yoga chiamata Tumo e che si propone come obiettivo proprio sconfiggere il freddo attraverso la meditazione.

Lo scopo è quello di trasformare attraverso la visualizzazione il calore psichico in calore fisico in modo da non soffrire per le basse temperature. Le tecniche da utilizzare sono respirazione, rilassamento, concentrazione, visualizzazione. Questa disciplina è stata collegata all’ascetismo e alla purificazione del corpo attraverso la comunione del corpo con la natura. Certo non è alla portata di tutti.

Via | OpenSportLife

Foto | Flickr

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Meditare è un buon rimedio contro il dolore fisico e morale

pubblicato da Antonella Di Cintio (AkiraZhong)



La meditazione modifica il cervello e riduce gli effetti negativi del dolore cronico: è il risultato di uno studio dell’Università di Manchester pubblicato sulla rivista “Pain”.

Questa la spiegazione scientifica: la corteccia prefrontale e altre parti del cervello dei soggetti che praticano la meditazione è stata in grado di anticipare l’arrivo del dolore provocato da un laser e l’effetto si è rivelato maggiore in coloro che meditavano da più tempo.

Il risultato dello studio conferma i nostri sospetti su come la meditazione modifichi il cervello che diventa più concentrato sul presente e meno incline ad anticipare gli eventi negativi futuri -ha spiegato l’autore dello studio Christopher Brown- questo potrebbe spiegare perché la meditazione è efficace nel ridurre la depressione associata al dolore cronico, che lo rende molto peggiore“.

In conclusione “la meditazione riduce l’impatto emozionale del dolore perché il cervello anticipa l’arrivo della sensazione“.

Via | Science Daily

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Respirazione profonda e musica rilassante contro lo stress

pubblicato da fritha

meditazioneLo stress è il nostro vero nemico quotidiano. Ce la prendiamo con gli impegni, i colleghi di lavoro, le scadenze e i problemi di casa, ma alla fine l’unico risultato è sempre quello: siamo stressati e con lo stress dobbiamo fare i conti. Come?

Attraverso tecniche di rilassamento che possono andare dai corsi da frequentare con un istruttore ad un po’ di sano fai da te, per chi non ha tempo e neanche voglia di cominciare con lo yoga o la meditazione.

In fondo basta un po’ di costanza per trovare un angolo della giornata da dedicare alla respirazione profonda per ossigenare il corpo, da accompagnare a musica rilassante che aiuta a sciogliere le tensioni.

Il problema sta nell’imparare a smettere di pensare agli assilli quotidiani durante quel brandello di tempo dedicato al relax. Ma con un po’ di esercizio, e vedendo quanti benefici ne trarrete, imparerete presto.

Foto | Flickr

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