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Emicrania e disturbi cardiovascolari sono collegati?

pubblicato da missunderstanding in: Curiosità Cuore Disturbi

emicraniaAll’Einstein College di New York un team di ricercatori ha messo in corrispondenza il mal di testa e i disturbi cardiovascolari, ipotizzando un collegamento diretto tra emicrania ed infarti. Le analisi dei casi di più di 11mila pazienti, hanno confermato l’ipotesi: chi soffre di mal di testa ha il doppio delle probabilità di subire un attacco di cuore rispetto a chi non ne soffre.

I risultati dell’indagine sono stati pubblicati sulla rivista Neurology proprio per l’importanza che la scoperta riveste sia per chi soffre di emicrania ricorrente che per l’alto numero di persone che soffrono di disturbi cardiovascolari.

L’emicrania, disturbo molto diffuso, che colpisce soprattutto le donne, è quindi un campanello d’allarme per le malattie cardiovascolari e chi ne soffre farebbe bene a controllare di tanto in tanto la pressione, il cuore e anche i livelli di colesterolo.

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Meno sale, meno malattie cardiovascolari

pubblicato da Ida in: Malattie ALIMENTAZIONE

vendita Troppo sale nella dieta fa male e questa è una lezione che ormai tutti dovremmo conoscere. Però, spesso la teoria si scontra con le nostre abitudini dure a morire e, quindi, ripetere le regole non guasta. Specie se ci sono nuovi studi. E ‘proprio il caso del sale nella dieta: diminuendone le quantità si abbassa in modo sostanziale l’incidenza delle malattie cardiovascolari.

La conferma arriva da uno studio apparso su New England Journal of Medicine che ha consentito di stabilire che diminuendo di 3 grammi al giorno il contenuto di sodio nella dieta si ridurrebbe annualmente il numero di nuovi casi di patologie coronariche di un valore compreso tra 60 e 120mila.

In particolare, per quanto riguarda l’infarto del miocárdio e la mortalità generale, ogni anno, si registrerebbero rispettivamente tra i 54 ei 99mila e tra i 44 ei 92mila casi in meno. Vantaggi che riguardano tutti: le donne andrebbero incontro a minori episodi di ictus, gli anziani a minori eventi coronarici e i giovani a meno decessi.

Via | New England Journal of Medicine
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Morire di noia e di mal di cuore

pubblicato da Ida in: Cuore Malattie

noia La noia fa male all’umore e ancor più al cuore. La notizia arriva dai ricercatori britannici dello University College di Londra che hanno seguito oltre settemila persone per 25 anni, scoprendo un forte legame tra le malattie cardiovascolari e la noia.

Secondo la ricerca, pubblicata sull’International Journal of Epidemiology, le persone che dicono di annoiarsi nella vita hanno un rischio doppio di morire d’infarto rispetto a chi ha un’esistenza piena. Nel corso dello studio, inoltre, si è registrato il 40% dei decessi in più nel gruppo delle persone che si annoiavano.

La maggiore percentuale delle morti, spiegano i ricercatori, è legata anche al fatto che la noia spinge a stili di vita poco sani. In particolare si fuma e si beve di più, accorciando la speranza di vita. Gli studiosi consigliano di arricchire il più possibile la propria esistenza. E anche in casi particolarmente difficili da risolvere, come la noia sul luogo di lavoro, l’indicazione è quella di trovare occupazioni stimolanti almeno nel tempo libero.

Via | Adnkronos Salute
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Le insidie del grasso nascosto per le persone normopeso

pubblicato da missunderstanding in: Cuore ALIMENTAZIONE Disturbi Organi Interni

fatEssere magri e leggeri, cioè avere un indice di massa corporea basso, non protegge dalle malattie legate all’obesità e dai disturbi a carico del cuore. Anzi, spesso il peso normale nasconde una percentuale di grasso viscerale in eccesso.

Una ricerca, condotta su circa 6000 pazienti di peso normale, ha messo in evidenza come spesso il grasso si nasconda nell’intestino o nelle viscere, venendo metabolizzato dal fegato. La conseguenza di questo accumulo sono malattie cardiache, ipertensione e problemi al sistema cardiovascolare.

L’accumulo di grasso viscerale è più pericoloso per le donne e sarebbe la causa di molti problemi cardiaci e di morti per incidevti vascolari/cerebrali. I segni dell’accumulo di grasso viscerale sul corpo possono essere le maniglie dell’amore oppure il tasso di massa grassa corporea in persone normopeso. Per il resto, chiedere consiglio al proprio medico è sempre la soluzione migliore.

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L'olio d'oliva, amico del cuore

pubblicato da lorenza barletta in: ALIMENTAZIONE MEDICINA

olio olivaA volte mi chiedo, ma quante proprietà benefiche ha l’olio d’oliva? E’ uno dei migliori alimenti che rappresenta la cucina mediterranea a livello salutare. E sono sempre più numerosi gli studi che mettono in risalto le sue proprietà benefiche nei confronti di cuore e circolazione.

Questo lipide monoinsaturo, infatti, è in grado di proteggere dalla trombosi, cioè dalla formazione di ammassi di sangue coagulato nei vasi sanguigni, grazie alla sua capacità di abbassare i livelli di colesterolo totale e diminuire solo quello cattivo (LDL), senza influire minimamente sui valori del colesterolo buono.

E non è un caso che le popolazioni che per tradizione privilegiano il consumo di olio siano meno colpite da infarti ed altre malattie cardiovascolari. Per questo, gli esperti consigliano di intraprendere delle buone abitudini alimentari: pochi grassi saturi e un filo di olio extravergine per condire primi piatti e verdure.

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Gli italiani consumano troppo sale

pubblicato da fritha in: ALIMENTAZIONE

saleCercate di limitare il sale e mangiare sano? Buon per voi, evidentemente non appartenete alla maggioranza che un recente studio ha appena evidenziato: gli italiani consumano troppo sale. In media consumiamo tra 10 e 15 grammi di sale al giorno, molto al di sopra delle medie consigliate dall’Organizzazione mondiale della Sanità che suggerisce di consumarne appena un terzo.

Il Ministero della Salute ha lanciato l’allarme invitando gli italiani a moderare l’uso del sale sostituendolo con spezie e condimenti diversi che non sacrificano la sapidità dei cibi ma prevengono l’insorgere di disturbi quali ipertensione e patologie cardiovascolari connessi all’eccessivo uso del sale.

Già i panificatori si sono impegnati a ridurre gradualmente il sale nel pane, mentre noi, dal canto nostro, possiamo migliorare la nostra salute modificando qualche abitudine: ridurre gli snack salati, moderarne l’uso dove lo aggiungiamo manualmente, come nelle insalate, utilizzare erbe aromatiche e succo di limone per condire i cibi. La vita, cari lettori, si prospetta sempre più insipida.

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Fare sesso fa bene al cuore

pubblicato da AkiraZhong in: Cuore Malattie Sessualità Disturbi Benessere Come vivere meglio



Chi non vorrebbe sentirsi prescrivere dal medico questa cura: “per evitare problemi futuri al cuore fai più sesso”. Tra uomo e donna, si sa, i primi sono più predisposti a ictus e infarti, e per la gioia di mogli, compagne e fidanzate si invitano principalmente i maschietti più pigri e svogliati ad esercitarsi di più in questa attività.

Tutto nasce da una ricerca del New England Research Institutes di Watertown, Usa, pubblicata sull’American Journal of Cardiology, la quale sembra un po’ sfatare il mito della troppa attività sessuale controproducente per il cuore. Infatti i risultati di questo studio hanno dimostrato perfettamente il contrario.

Un campione di 1100 soggetti tra i 40 ed i 70 anni è stato monitorato per 16 anni. I ricercatori hanno scoperto che c’è correlazione tra vita sessuale e diminuzione delle malattie cardiovascolari. Prendendo in considerazione analisi precedenti, alcuni riportavano maggior presenza di malattie cardiovascolari nei soggetti colpiti da disfunzioni erettili (soprattutto in individui in sovrappeso, fumatori, affetti da diabete o ipertensione).

Insomma, con buona pace dei single, il sesso è una buona ginnastica che allena il cuore, sintomo di ottima salute fisica e psicologica.

Via | WebMD

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Andare a scuola fa bene al cuore

pubblicato da fritha in: Cuore Come vivere meglio

scuolabusVi sembrerà bizzarra l’associazione di idee, ma se avete trascorso sui banchi di scuola almeno otto anni avete meno probabilità di soffrire di cuore. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Heart che ha messo a confronto 12000 infartuati e 14000 persone sane in 52 stati diversi.

Fino ad ora le variabili prese in considerazione erano lo stile di vita inteso come alimentazione, fumo, alcol, ma anche livelli socioeconomici e tipo di lavoro. Adesso c’è un elemento in più, secondo i ricercatori svedesi che hanno rivelato come la scuola possa influire sullo stato di salute futuro.

I motivi sono ancora da indagare ma si ipotizza che una persona più istruita sia più attenta alle problematiche legate a stile di vita e cattiva salute ed essendo più informata è anche più consapevole delle proprie scelte. I dati sono certo notevoli: chi è andato a scuola per meno di otto anno rischia il 30% in più di avere un infarto. Faticate a crederlo anche voi?

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Crociata contro il burro a tavola in Inghilterra

pubblicato da missunderstanding in: Cuore ALIMENTAZIONE Disturbi Come vivere meglio

burroC’è una cosa che gli inglesi amano più di tutto, e non è il gossip sulla casa reale e la Regina. E’ il burro, concentrato di grassi saturi che dà sapore ai cibi e ingrassa la fetta di pane, con gravi danni al sistema cardiocircolatorio degli inglesi.

Secondo Shyam Kolvekar, chirurgo dell’università del College Hospital di Londra il burro dovrebbe essere bandito dalla tavola degli inglesi, per essere sostituito con la margarina o altri derivati: ciò salverebbe tanti inglesi da infarti e problemi cardiocircolatori.

In Inghilterra ci sono persone che a causa dell’alimentazione sbagliata hanno bisogno di un bypass a 30 anni e la percentuale delle persone che consuma grassi saturi fuori controllo è elevatissima: il 90% dei bambini, l’88% degli uomini e l’83% delle donne. Bandire il burro dalle tavole di Londra sembra essere l’unico modo per far fronte ai problemi di salute degli inglesi, che, a quanto pare, non riescono a smettere col burro e hanno bisogno di un’imposizione che lo vieti.

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Dalla Lipoproteina A il terzo colesterolo che provoca l'infarto

pubblicato da missunderstanding in: Cuore ALIMENTAZIONE Disturbi

colesteroloAi due noti fratelli responsabili della salute del cuore, il colesterolo buono e il colesterolo cattivo, si aggiunge adesso un terzo colesterolo, dovuto ad un livello alto di lipoproteina A nel sangue, che aumenta notevolemente il rischio di infarto.

Questo è quanto riporta una ricerca internazionale pubblicata sul New England Journal of Medicine, che ha analizzato il patrimonio genetico di circa 16.000 cittadini europei. Secondo lo studio un aumento della lipoproteina A può essere responsabile dell’insorgere di malattie coronariche e la variante è presente in 1 soggetto ogni 6 circa.

Lo studio, chiamato Procardis, è stato realizzato dall’Istituto Mario Negri di Milano, in collaborazione con il Wellcome Trust Centre e la Clinical Trials Service Unit di Oxford, il Karolinska Institute di Stoccolma e l’Università tedesca di Munster.

Il colesterolo causato dalla lipoproteina A è comunque meno dannoso rispetto al colesterolo cattivo, ma a nulla sembrano valere per fermare questo moderno colesterolo l’esercizio fisico ed uno stile di vita sano. Tuttavia, la scoperta apre un importante filone di ricerca e di indagine per quanto riguarda le malattie cardiovascolari.

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