
Scegliere la liposuzione per eliminare il grasso accumulato sulla pancia non serve a nulla se dopo l’operazione non si fa esercizio fisico. Le donne che non si impegnano a mantenersi in forma rischiano di accumulare ancora più grasso intorno agli organi interni, un grasso ancora più dannoso rispetto a quello contenuto nella tanto odiata pancetta.
A raccomandare l’esercizio fisico per evitare questo effetto collaterale della liposuzione è Fabiana Benatti, ricercatrice dell’Università di San Paolo, che ha monitorato lo stato di salute di 36 donne che si sono sottoposte all’intervento. Due mesi dopo l’operazione a metà di queste pazienti è stato assegnato un programma di attività fisica consistente in camminate sul tapis roulant e esercizi a bassa forza tre volte alla settimana. Dopo 4 mesi, le donne che avevano continuato a condurre una vita sedentaria avevano ancora la pancia piatta, ma avevano accumulato il 10% in più di grasso intorno ai visceri. Al contrario, nelle pazienti attive non è stato osservato nessun aumento del grasso.
Benatti ha spiegato che il grasso non è un tessuto inerte:
rimuoverlo chirurgicamente può avere importanti conseguenze, come la crescita compensatoria del grasso viscerale, che può essere dannoso a lungo termine.
Infatti questo tipo di grasso ha un legame molto più stretto con il rischio di diabete di tipo 2 e di malattie cardiache rispetto a quello che si trova subito sotto alla pelle. Per questo gli esperti raccomandano di non utilizzare la liposuzione come un’alternativa a uno stile di vita caratterizzato da un’alimentazione sana, abbinata all’esercizio fisico.
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Quando si parla di liposuzione si pensa subito al tipo di operazione per aspirare ed eliminare il grasso sottocutaneo in eccesso, in alcune zone del corpo. Un nuovo studio, però, prova che può aiutare anche il cuore. In che modo?
Secondo un rapporto presentato al congresso dell’ American Society of Plastic Surgeons a Denver, a tre mesi dall’operazione di chirurgia estetica i livelli di trigliceridi dei pazienti si abbassano in media del 43 per cento.
Come saprete, gli alti livelli di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. I risultati sono sorprendenti anche per l’autore dello studio, il Dott. Eric Swanson, un chirurgo plastico del Kansas. “E’ significativo che quando si riduce la massa grassa, anche i trigliceridi in circolazione si riducono”, afferma Swanson . “Ma non pensavo che l’effetto sugli indici di grasso corporeo fosse significativi tanto da fare la differenza in termini di trigliceridi.”

Sembra che il consiglio della mamma “impara ad accettarti come sei!” abbia delle basi scientifiche: gli esperti sostengono che emulare le silhouette proposte dalle riviste è un inutile spreco di denaro. Ognuno di noi ha una forma e quando dimagriamo, sostiene Susan Fried, perdiamo peso in maniera proporzionale in tutti i punti del nostro corpo in cui il grasso è distribuito.
Le donne sono tipicamente a pera, con il grasso intorno ai fianchi e le cosce. Gli uomini tendono ad essere a forma di mela, perché il grasso si accumula intorno alla vita. Se sei a pera o a mela è una questione genetica o ormonale. Il grasso della pancia è quello più pericoloso…
In sostanza quando perdiamo peso non diminuisce il numero delle cellule adipose ma ne riduciamo la dimensione, al contrario se mangiamo troppo siamo in grado di aumentare il numero. Le cellule adipose si espandono quando consumiamo più energia di quanta ne possiamo bruciare, si rattrappiscono durante la perdita di peso.
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È una tecnica invasiva anche se considerata in linea di massima sicura. Vi fanno dunque ricorso molte donne e in qualche caso anche parecchi uomini, ma la promessa di eliminare il grasso di troppo pare non possa essere davvero mantenuta a lungo termine, secondo recenti studi che hanno svelato come la liposuzione non sia una soluzione definitiva. Il grasso, infatti, torna entro un anno.
I risultati di questa ricerca condotta negli Stati Uniti rivelano che il corpo si regola autonomamente ripristinando i livelli di grasso nell’organismo, secondo procedimenti che sono ancora tutti da scoprire. La teoria è stata dunque confermata e lo studio pubblicato sulla rivista Obesity ha riservato cattive notizie a chi avesse riposto fiducia e speranze in questa tecnica chirurgica che ci libera dei grassi in eccesso.
Questi studio mette un punto fermo sulla questione: la liposuzione non può essere considerata un metodo per perdere peso e liberarsi del grasso in maniera passiva e per via chirurgica, eliminando le riserve di grasso da zone specifiche. Il grasso tuttavia non ritorna esattamente lì da dove è stato rimosso, ma si riposiziona in altre aree, per lo più parte superiore dell’addome e braccia. I partecipanti allo studio però si sono detti comunque contenti del risultati dal momento che la priorità di molti di loro era liberarsi del grasso su gambe e glutei. Poco male se dopo un anno ci si ritrova con le braccia grasse?
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E per fortuna anche questo qui non è pi un problema solo nostro! Anche per gli uomini è sempre più importante mettersi in linea in previsione dell’estate e molti, per riuscire nell’intento, non si limitano soltanto a seguire dei regimi ipocalorici o a fare un po’ più di ginnastica, ma arrivano addirittura ad affidarsi alle mani del chirurgo.
Infatti, dati alla mano, in un anno i numeri della liposuzione al maschile sono molto cresciuti: c’è stato un aumento di ben il 30% dei clienti maschi negli studi specialistici, che chiedono soprattutto ritocchi per ritrovare un fisico più asciutto e scattante.
Ma qual è il problema principale che vorrebbero risolvere i maschietti? Naturalmente eliminare la solita pancetta, problema appunto più facilmente risolvibile dal chirurgo plastico con la liposuzione.
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È la soluzione “due in uno” per arrivare pronte all’estate: con il lipofilling al seno il grasso di troppo non si elimina, ma si redistribuisce. La tecnica è quella di togliere i centimetri di troppo da fianchi, glutei e pancetta, magari per spostarli in zone dove essere più formose non guasta, come il dècollete. O magari utilizzare il grasso in eccesso per riempire le rughe del viso, per rendere più carnose le labbra o per arrotondare un po’ il fondoschiena.
«Ridisegnare la silhouette distribuendo meglio le forme nel proprio corpo era, fino a poco tempo fa, solo un esercizio di fantasia che le donne potevano fare davanti allo specchio - afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna socio dell’Eafps (European Academy of facial and plastic surgery). Ora è diventato realtà anche per il seno, grazie agli ultimi studi fatti in Europa, soprattutto in Italia, e negli Stati Uniti, che hanno dimostrato l’assenza di controindicazioni all’utilizzo del proprio tessuto adiposo anche per rimodellare il seno».
Già da anni il lipofilling viene utilizzato per il riempimento di zone del corpo e del viso, ma solo ultimamente è stato sdoganato anche per il seno. Nello stesso intervento si aspira il grasso in eccesso da fianchi, pancia o glutei, e poi la si inietta dove c’è bisogno. La liposuzione avviene in un circuito sterile, quindi il grasso viene centrifugato in maniera delicata, in modo da preservare la vitalità delle cellule e nello stesso tempo separarle dai liquidi.
L’intervento dura un paio d’ore in sedazione, in regime di day hospital. «Questa è una buona notizia soprattutto per le donne mediterranee che tendono ad avere fianchi larghi e, in molti casi, poco seno. Per chi invece è magro e non ha grasso sufficiente, oltre alle protesi chirurgiche esiste sempre l’alternativa di un gel rimodellante a base di acido ialuronico macromolecolare» conclude Gennai.
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La prima volta in cui la liposuzione ha fatto capolino in pubblicazioni mediche era attorno agli anni ‘70. Ma poi fu solo nel 1989 che la Food and Drug Administration dichiarò per iscritto che la liposuzione potesse essere classificata come sistema per ridefinire esteticamente i contorni e le linee del corpo. Da allora è diventato uno degli interventi chirurgici più in uso.
Dopo i suoi albori, ci sono state evidenti innovazioni riguardanti le tecniche di aspirazione, abbinate agli ultrasuoni ad esempio e ai laser, che rendono meno cruenta l’operazione.
Oggi la liposuzione viene vista come un rimodellamento del corpo e viene chiamata “body countouring”. Si cerca di rispettare sempre di più le caratteristiche del corpo e soprattutto la sua tridimensionalità.
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Non sempre l’operazione di “rifarsi il seno” rimanda a donne insoddisfatte della propria taglia o della forma del proprio seno. È invece una tecnica che si va perfezionando specialmente a favore delle donne che ne hanno subito l’asportazione in seguito a tumori mammari, nonostante sia poi il business della chirurgia estetica a farla da padrone e ad attrarre i curiosi. Nel panorama della ricostruzione arriva oggi una novità: in Gran Bretagna è stata sperimentata con successo la ricostruzione a partire da tessuti adiposi grazie all’utilizzo delle cellule staminali.
Le cellule staminali vengono ricavate dal grasso in eccesso proveniente da addome, gambe e glutei, attraverso un semplice intervento di liposuzione. Poi vengono impiantate nel seno dove si dà avvio al processo di crescita, che dura alcuni mesi e non garantisce al momento che uno sviluppo modesto per quanto significativo.
I medici tuttavia sono ottimisti e ritengono di poter migliorare la tecnica per estenderla in un secondo momento anche a pazienti con problemi meramente estetici. La possibilità di coltivare le cellule staminali anziché inserire corpi estranei come le protesi tradizionali e la consistenza simile del tessuto prodotto dalle cellule staminali rispetto a quella del seno garantisce ottimi risultati duraturi nel tempo.
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