Il cioccolato fondente, e quindi anche il cacao da cui esso deriva, ha tanti più effetti benefici, quanto più è puro, cioè dark. Le varianti al latte o bianco, infatti, pur essendo deliziose al palato, non contengono tutte le preziose sostanze del fondente nero.
Uno studio promosso dall’Inran, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, afferma che il cioccolato fondente aumenti del 20% le concentrazioni di altri antiossidanti presenti nell’organismo, mentre quello al latte non ha nessun effetto. E, in aggiunta, se il cioccolato fondente è accompagnato da un bicchiere di latte, perde ogni sua virtù.
Secondo questi ricercatori, il latte farebbe diminuire gli effetti protettori sul cuore, perchè cattura le epicatechine, flavonoidi presenti nel cacao, dal potere antiossidante.
Nella colazione all’inglese c’è un alimento sano e naturale, che fa bene contro l’asma: si tratta del porridge, un composto ottenuto facendo bollire fiocchi d’avena nel latte fresco, che di solito si cosuma freddo.
Un team di ricercatori finlandesi ha condotto uno studio prendendo in analisi i casi di circa 1300 bambini per circa 5 anni. Secondo lo studio, pubblicato sul British Journal of Nutrition, i bambini che fin dall’infanzia hanno mangiato il porridge a colazione, hanno evidenziato minori probabilità di sviluppare l’asma.
L’avena, nota per le sue virtù lenitive ed infiammatorie, avrebbe anche la proprietà di influenzare positivamente il sistema immunitario, e proteggerlo da attacchi esterni o da infiammazioni autoimmuni come allergie o asma.
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A partire dal 1° Gennaio 2010 gli alimenti per bambini saranno più sicuri, grazie ad un codice deontologico al quale le aziende produttrici di prodotti per l’infanzia dovranno attenersi.
Il codice nasce per volontà dell’AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) al fine di regolamentare i rapporti tra aziende produttrici e mondo scientifico-sanitario. Il codice ha lo scopo di garantire a neonati e bambini un’alimentazione sicura, offrendo sostituti del latte materno di alta qualità, sicuri e certificati, così come garantisce la sicurezza di tutti gli altri alimenti necessari allo svezzamento dei bambini.
Tutte le associazioni promotrici e le istituzioni interessate, si dicono fiduciose e certe che il codice costituisca un primo passo importante nella prevenzione di disturbi alimentari e obesità e nello sviluppo di un regime alimentare sano ed equilibrato fin dalla prima infanzia.
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Secondo un recente sondaggio effettuato dall’università di Copenaghen, il cioccolato fondente induce un senso di sazietà in chi ne mangia e spegne il desiderio di qualsiasi altro cibo, dal dolce al salato. Anche il cioccolato al latte ha un effetto simile, ma minore.
I due tipi di cioccolato sono stati messi a confronto, in termini di effetto che mostravano sull’appetito e sul conseguente apporto di calorie. I soggetti del campione sono stati nutriti con 100 grammi dei due dolci e poi è stato valutato il loro appetito.
La differenza è risultata notevole: dopo aver mangiato il cioccolato fondente, l’apporto di calorie ingerite durante la giornata diminuiva del 15% rispetto a chi aveva mangiato il cioccolato al latte.
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Sempre più bambini in Italia nascono con allergie ed intolleranze alimentari verso alcune proteine del latte ed hanno per questo motivo dei seri problemi gastrointestinali. Tutto ciò è dovuto all’assunzione del latte vaccino e il problema si verifica quando il lattante non può più allattare al seno.
Un’alternativa valida a ciò è il latte d’asina, che innanzitutto ha caratteristiche molto simili al latte materno e poi non fa mancare nutrimento essenziale al bambino durante la crescita.
Il suo elevato contenuto in calcio può renderlo utile non solo ai bambini, ma anche agli anziani affetti da osteoporosi e alle donne in menopausa, che scarseggiano in vitamina D. Col latte d’asina si possono anche realizzare yogurt e dolci ed ogni altro tipo di dessert a base di latte.
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Il cibo Kosher, quello preparato secondo i dettami della Torah è sempre più sinonimo di elevata qualità e di sicurezza alimentare, oltre che essere particolarmente adatto alle persone allergiche ed intolleranti per l’esclusione di alcuni ingredienti.
Le regole ferree per la preparazione dei cibi Kosher, sono molto rigide e, una regola vale su tutte le altre: mai mischiare la carne con alimenti a base di latte, e ciò vale non solo per le pietanze, ma anche per il frigo e il lavello, evitando così la contaminazione di alcuni tra i batteri più pericolosi. Inoltre, nel menù Kosher non sono presenti né il maiale, né il coniglio, considerati animali impuri. Il vino dev’essere controllato dalla spremitura fino all’imbottigliamento, mentre le verdure si devono necessariamente lavare in acqua e aceto, per depurarle.
Proprio per la regola del non mischiare latte e carne, i cibi Kosher sono indicati per gli intolleranti al lattosio. Per chi ha problemi con il lievito, il Matzah, il pane azimo base del menù Kosher è un alimento sicuro. Tutto è controllato, e tutta la filiera di produzione dei cibi Kosher certificati offre la possibilità di rintracciare provenienza e ingredienti per ogni prodotto.
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Sia i pediatri che l’Organizzazione mondiale della sanità continuano a ripetere la stessa cosa alle mamme: non date latte di mucca ai vostri bambini se hanno meno di dodici mesi di vita!
L’allerta sull’argomento è stata ribadita al recente congresso sulla nutrizione del bambino tenutosi a Verona. La motivazione a questa scelta sarebbe la seguente: il latte vaccino è molto, ma molto dierso da quello materno e perciò una sua precoce inroduzione nell’alimentazione del neaonato potrebbe portare a patologie, quali anemie, carenze di minerali, di acidi grassi essenziali.
Contemporaneamente, facendo assumere al bambino latte di mucca, si provoca l’introduzione di un eccesso di proteine e grassi saturi. Tutto ciò influisce negativamente sulla crescita e può favorire la comparsa di serie disfunzioni.
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Tra i dubbia amletici di prima mattina sono sicura c’è quello relativo al tempo di raffreddamento del caffèlatte, ovvero se il caffè si raffredda prima se lasciato nella tazzina e poi aggiunto al latte a temperatura ambiente, o se perde prima il calore se aggiunto al latte appena uscito dalla moka. Per evitare lo scervellamento mattutino e cominciare la giornata in relax hanno inventato la tazza che mantiene il caffèlatte alla temperatura ideale.
L’invenzione si deve ai ricercatori del Fraunhoffer Institute in Germania, intenzionati a brevettare una tazza che mantenesse il caffè alla giusta temperatura il più a lungo possibile. Ce l’hanno fatta grazie ad un sistema a strati fatto di materiali che cambiano stato a seconda delle temperature. La stessa tecnica, grazie ai materiali Pcm, che assorbono e rilasciano calore a seconda del loro stato, può essere impegata anche per bevande fredde.
Siamo al punto della rivoluzione nella pausa caffè, che potrà allungarsi fino a mezz’ora perchè la tazza è in grado di mantenere il caffè a 58°Celsius per 30 minuti.
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In italia ogni anno circa 50.000 bambini hanno bisogno di latte naturale, ed è per creare una rete che provveda alla raccolta e alla distribuzione del latte materno che l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, con la regione Lazio, ha creato il progetto Via Lattea.
Il progetto nasce per sostenere la Banca del latte umano donato - BLUD, istituita nel 1989 e prevede la raccolta del latte dal domicilio delle mamme donatrici, alle quali sarà fornito il kit per la raccolta del latte, perchè il latte materno permette al bambino di crescere sano.
Obiettivo del progetto La Via Lattea è di triplicare entro un anno la quantità di latte raccolto, in modo di passare da 130 a 390 litri di latte donati ogni mese, dopo un’attenta anamnesi dello stile di vita delle mamme donatrici.
Le mamme interessate alla donazione del latte possono rivolgersi direttamente alla Banca del Latte Umano dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
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Tra gli alimenti a rischio per chi soffre di colesterolo è da annoverare di certo il formaggio. A meno che non sia il formaggio allo studio di un’equipe medica che coordina le ricerche di diverse università italiane che stanno cercando di mettere a punto alimenti privi di colesterolo cattivo.
Chi insegue gli ideali di alimentazione sana e naturale griderà allo scandalo, e non a torto, visto che di manipolazioni sul cibo ne abbiamo sentite di tutti i colori nel corso del tempo e chissà quanto altro ancora ignoriamo.
Ma in questo caso la ricerca intende non già produrre alimenti a basso costo a fine industriale, processo che spesso e volentieri dà il via a procedimenti poco ortodossi e soprattutto poco salutari, ma un prodotto alimentare dedicato a chi per ragioni di salute deve rinunciare a parte dei piaceri della tavola. E chi ama il formaggio sa bene di quale gran sacrificio si tratti rinunciarvi per sempre.