Ipertensione? È un problema di molti, ma non sempre è necessario ricorrere ai farmaci per combatterla perché ci sono anche molti rimedi naturali che aiutano a mantenere la pressione nella norma e a riportare ai giusti valori qualche dato che schizza verso l’alto.
Quando si assumono sia farmaci che piante medicinali volte a far abbassare la pressione bisogna sempre prestare molta attenzione a come si interviene, perché un calo improvviso può essere dannoso tanto quanto la pressione troppo alta che cercate di combattere.
Resta inteso che è sempre meglio chiedere il parere del medico prima di avventurarsi nell’automedicazione, ma noi vi segnaliamo quali sono le piante medicinali che possono tornarvi utili in caso di ipertensione.
Le piante maggiormente utilizzate per far fronte al disturbo sono il vischio, l’olmaria (detta anche aspirina vegetale), la coda di cavallo nota anche come equiseto, foglie di ulivo. Tutte queste piante hanno anche effetti diuretici, una ragione di più per chiedere consiglio al fitoterapista o al medico di famiglia prima di usarne una.
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Essere magri e leggeri, cioè avere un indice di massa corporea basso, non protegge dalle malattie legate all’obesità e dai disturbi a carico del cuore. Anzi, spesso il peso normale nasconde una percentuale di grasso viscerale in eccesso.
Una ricerca, condotta su circa 6000 pazienti di peso normale, ha messo in evidenza come spesso il grasso si nasconda nell’intestino o nelle viscere, venendo metabolizzato dal fegato. La conseguenza di questo accumulo sono malattie cardiache, ipertensione e problemi al sistema cardiovascolare.
L’accumulo di grasso viscerale è più pericoloso per le donne e sarebbe la causa di molti problemi cardiaci e di morti per incidevti vascolari/cerebrali. I segni dell’accumulo di grasso viscerale sul corpo possono essere le maniglie dell’amore oppure il tasso di massa grassa corporea in persone normopeso. Per il resto, chiedere consiglio al proprio medico è sempre la soluzione migliore.
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Cercate di limitare il sale e mangiare sano? Buon per voi, evidentemente non appartenete alla maggioranza che un recente studio ha appena evidenziato: gli italiani consumano troppo sale. In media consumiamo tra 10 e 15 grammi di sale al giorno, molto al di sopra delle medie consigliate dall’Organizzazione mondiale della Sanità che suggerisce di consumarne appena un terzo.
Il Ministero della Salute ha lanciato l’allarme invitando gli italiani a moderare l’uso del sale sostituendolo con spezie e condimenti diversi che non sacrificano la sapidità dei cibi ma prevengono l’insorgere di disturbi quali ipertensione e patologie cardiovascolari connessi all’eccessivo uso del sale.
Già i panificatori si sono impegnati a ridurre gradualmente il sale nel pane, mentre noi, dal canto nostro, possiamo migliorare la nostra salute modificando qualche abitudine: ridurre gli snack salati, moderarne l’uso dove lo aggiungiamo manualmente, come nelle insalate, utilizzare erbe aromatiche e succo di limone per condire i cibi. La vita, cari lettori, si prospetta sempre più insipida.
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Che il cibo take away non facesse benissimo lo sapevamo già, ma una recente indagine svolta dalla Stroke Association del Regno Unito ne fa un ritratto davvero pessimo. Il problema reale è che il sempre minor tempo a disposizione per cucinare sta rendendo questa tipologia di alimentazione quasi un’abitudine anche per noi italiani.
Un pezzo di pizza al ritorno dall’università, il sushi ordinato in pausa pranzo o l’hamburger da addentare davanti al pc sono abitudini ferree per ragazzi e manager anglosassoni e non,definiti “take away generation”.
In questo modo, però, il consumo di sale diventa davvero eccessivo e nuoce alla salute dell’apparato cardio-circolatorio e sanguigno, spalancando le porte ad una serie di disturbi, tra cui ipertensione, infarti del miocardio e ictus.
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Sebbene in Italia si parli meno dell’obesità come malattia sociale perché il problema è meno evidente rispetto all’America, l’obesità e il sovrappeso sono disturbi presenti anche nel nostro paese, e sempre più diffusi.
Se da una parte la popolazione italiana è protetta dalla dieta mediterranea che segue per tradizione culinaria, dall’altra il junk food e uno stile alimentare scorretto rappresentano sempre di più la quotidianità. A proposito dell’obesità come problema sociale e come malattia sempre più diffusa, con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini, è intervenuto Mario Cutrufo, vicesindaco di Roma, che ha presentato una proposta in merito:
“Lo Stato deve farsi carico di quello che può considerarsi ormai il male del terzo millennio e dare supporto ai cittadini afflitti da quella che è una malattia a tutti gli effetti e dalla quale nascono e scaturiscono ogni sorta di patologie quali ipertensione, malattie cardiovascolari in genere, diabete“.
Il vicesindaco di Roma ha poi sottolineato l’importanza della prevenzione e la necessità di una campagna di sensibilizzazione sociale e di informazione sull’obesità e sui rischi per la salute, simile a quella antifumo. Voi che ne pensate: considerate l’obesità un problema grave o vorreste essere informati su altre problematiche della salute?
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E’ quanto hanno scoperto i ricercatori del UCLA Center for Health Policy Research che hanno preso in esame i dati raccolti in un ampio registro nazionale, che rappresenta un quadro di insieme di circa 3.8 milioni di donne tra i 18 e i 64 anni che vivono all’interno di nuclei familiari con un reddito del 200% al di sotto del livello federale di povertà.
Dai risultati è emerso che le donne appartenenti a gruppi familiari a basso reddito, risentendo delle difficoltà economiche, diventano estremamente vulnerabili a livello di salute.
Roberta Wyn, autrice dello studio, ha spiegato che le donne con un basso reddito hanno un rischio di soffrire di disturbi di varia natura di quattro volte superiore rispetto alle donne con reddito alto e di due volte superiore di vedere limitate le proprie attività quotidiane proprio da problemi di salute.
Continua a leggere: Le donne con reddito basso rischiano di più la salute
Immergetevi, rilassatevi e respirate benessere. Questa è solo una parte del grande benessere che si può trarre entrando in una Grotta di Sale, un luogo caldo ed accogliente nel quale passare piacevoli momenti di relax godendo di tutti gli elementi favorevoli del mare. Ancora poco conosciuta in Italia, la Grotta di Sale è una delle più recenti scoperte per quanto riguarda la medicina alternativa e la cura naturale di numerose patologie e sta diventando uno strumento sempre più indispensabile al completamento dei servizi offerti da centri benessere, termali ed estetici.
Durante il recente Salone Italia Terme & Benessere tenutosi a Lucca dal 27 al 29 novembre, abbiamo trovato in esposizione proprio una Grotta di Sale. Attirati e incuriositi dal suo fascino, abbiamo chiesto spiegazioni proprio al produttore, una società tutta italiana, la Asian Florio di Gioia Tauro (Reggio Calabria).
Construita con mattoni di sale rosa minerale puro al 100% proveniente dall’Himalaya, la Grotta presenta un livello molto basso di polvere, la principale causa di reazioni allergiche e attacchi d’asma. L’aria all’interno è ricca di anidride carbonica e questo induce ad una respirazione più profonda e intensa, utile nella cura contro l’asma. Oltre ai benefici psicofisici, come la riduzione dello stress, si producono effetti positivi anche sul sonno e sulla capacità di rilassamento.
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I bambini italiani mangiano male, si nutrono di cibi con un basso valore salutistico, e le loro scelte alimentari cadono suun menu molto lontano dalla dieta mediterranea. Purtroppo, queste scelte cominciano ad influire sul loro organismo già dai 7 anni, facendo aumentare il rischio di obesità infantile e in età adulta.
Secondo l’allarme lanciato dall’Osservatorio Grana Padano, a causa di una alimentazione scorretta, i nostri figli rischiano di vivere meno e di ammalarsi di più rispetto ai loro nonni. Paradossalmente, il record negativo spetta alle regioni del Sud, dove la dieta mediterranea dovrebbe essere di casa, ma non passa dai più piccoli.
I bambini nella fascia d’età 7-11 cominciano ad avvertire disturbi quali colesterolo alto, ipertensione e obesità e sotto accusa, insieme alle mamme, finiscono le mense, che dovrebbero fornire soltanto cibi sani, menù salutari e preparati su suggerimenti dei pediatri in base all’età dei bambini, perché la dieta sia quella giusta.
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Se già soffrite di crampi, con il caldo e le vacanze potreste essere attaccati da improvvisi crampi notturni ai polpacci, e se non ne avete mai sofferto, in estate aumentano comunque le probabilità che abbiate un crampo, perchè si perdono più velocemente liquidi e sali minerali. In caso di crampo, è giusto essere preparati!
Tra i più comuni, ci sono i crampi notturni al polpaccio, che ci svegliano nella notte con dolori improvvisi e fortissimi. Occorre stendere la gamba e aspettare finchè la contrattura del muscolo non finisce ed il muscolo si distende. Per stendere la gamba potete appoggiarla al muro e stirare in fuori il tallone. Appena la contrattura passa, è consigliato mettere la gamba verticale e provare a stare dritti. A crampo passato, può essere che si sentano i dolori fino al giorno dopo.
Per prevenire occorre bere molta acqua e mangiare una banana al giorno o altri alimenti ricchi di potassio, che danno all’organismo una buona dose di potassio, quel tanto che basta a prevenire i crampi e a far dormire sonni tranquilli, come vacanza comanda.
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L’ipertensione è uno dei problemi di salute che disturba maggiormente gli italiani, infatti soffrono di ipertensione circa 10 milioni di persone. Da uno studio inglese su circa 5000 persone è risultato che i cavoli contribuiscono ad abbassare la pressione.
Il cavolo, così come la soia ed i cereali integrali, è un alimento ricco di acido glutammico, il cui apporto contribuisce a diminuire la pressione sanguigna. Sebbene l’acido glutammico non sia la soluzione per la cura dell’ipertensione, una dieta ricca di proteine vegetali può contribuire ad abbassare i livelli della pressione e permette di vivere in modo più sano.
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