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Tutti gli articoli con tag insonnia

Riprogrammare l'orologio biologico contro i disturbi del sonno e le malattie metaboliche

pubblicato da Paola Pagliaro

orologio biologico

Riprogrammare l’orologio biologico per curare i disturbi del sonno e le malattie legate a disfunzioni del metabolismo. Ci lavorano i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies. In un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, Ronald M. Evans, prima firma della ricerca, ha esposto nuove interessanti scoperte sui ritmi circadiani effettuate sui topi di laboratorio.

Nel nucleo delle cellule dei topi ci sono due interruttori cellulari, ERBα-REV e REV-ERBβ, coinvolti nel metabolismo e nei cicli di sonno/veglia. Un ingranaggio complesso che dice al corpo quando dormire e quando metabolizzare i nutrienti. Riprogrammando l’azione di questi interruttori con farmaci mirati, i ricercatori pensano di riuscire a curare i disturbi del sonno, la sindrome da jet lag, l’obesità ed il diabete. Tutti quei disturbi e quelle malattie, insomma, in cui è coinvolto uno stravolgimento dell’orologio biologico.

Evans fa un esempio pratico degli importanti risvolti di questa scoperta. Prendiamo gli infermieri che lavorano di notte. Sono decisamente più a rischio di malattie metaboliche e disturbi del sonno. Farmaci in grado di riprogrammare il loro orologio biologico potrebbero aiutarli a prevenire diabete, insonnia ed obesità.

Via | Salk Institute for Biological Studies
Foto | Flickr

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Dormire in metropolitana, il video di un sonnellino improvvisato

pubblicato da Alberto Graziola

Più volte abbiamo parlato dell’importanza del dormire bene.

Cercare un ritmo regolare di vita, riposare almeno un tot di ore a notte, insonnia permettendo. E proprio questi argomenti mi sono tornati alla mente guardando questo simpatico video, girato a New York. A crearlo è l’Improveverywhere, un gruppo che organizza appositamente missioni curiose e originali, sempre improvvisate. Siamo su una carrozza della metropolitana del Queens e vengono posizionati tre letti al centro.

Coperte e pigiami sono omaggio, cuscini e lettino pure. Chi vuole approfittare del lungo viaggio notturno è libero di accomodarsi. E c’è chi accetta, anche volentieri, addormentandosi. Chissà che effetto farebbe in Italia (spazio permettendo nelle carrozze…) e quante persone ne approfitterebbero.

In effetti, quante volte abbiamo viaggiato (in treno o in metro) sognando di poter passare il resto del viaggio sdraiati comodamente su un letto? Chi di voi ne approfitterebbe?

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iPhone e insonnia, ecco le App per dormire meglio

pubblicato da si.sol.

App iPhone contro insonnia

Si chiamano Zeo e Sleep Cycle e sono fra le App per iPhone più amate da chi ha problemi di insonnia. Sì, perché l’iPhone può essere utile anche mentre si dorme. E non solo come sveglia: lo smartphone di Apple può anche misurare quanto e come si dorme, dati importanti per riuscire a capire quali siano i problemi alla base delle notti in bianco.

Le cause dell’insonnia sono diverse e più o meno gravi: dallo stress alle cattive abitudini (come lavorare al computer fino a poco prima di andare a letto), passando per l’assunzione di farmaci o alimenti e bevande stimolanti (primo fra tutti il caffè), per arrivare a vere e proprie patologie, come i disturbi gastrici, l’asma o la depressione. Allo stesso modo, anche i disturbi del sonno non sono tutti uguali. Attualmente gli esperti ne hanno identificati più di 80.

Come per tutti gli altri problemi, anche nel caso dell’insonnia il primo passo verso la sua risoluzione è essere consapevoli di averlo. Ed è qui che entrano in gioco l’iPhone e le sue applicazioni.

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Il falso mito delle otto ore di sonno

pubblicato da Paola Pagliaro

donna che dorme

Dormire almeno otto ore ogni notte, senza interruzioni, figura tra le buone abitudini per uno stile di vita regolare e sano. Un consiglio generico accompagnato spesso da altre indicazioni, come non superare le dieci ore di sonno per notte, non scendere mai sotto le cinque ore… Dormire troppo o troppo poco è stato infatti associato ad obesità e malattie cardiache. Un discorso a parte, ne parlavamo non molto tempo fa su Benessereblog, lo meritano i long sleepers: persone che hanno bisogno di dormire più di dieci ore per notte.

Il mito delle otto ore di sonno consecutive negli ultimi anni è stato sfatato da diversi studi che hanno fatto delle precisazioni doverose. All’inizio degli anni Novanta lo psichiatra Thomas Wehr ha condotto un esperimento su un campione di persone, tenute al buio per 14 ore al giorno per un mese, senza fonti di distrazione e di disturbo del riposo (luci, tv, ecc).

Dopo tre settimane le abitudini ed il ritmo del sonno dei partecipanti si sono stabilizzati. Malgrado l’ambiente fosse dei più concilianti per il sonno, Wehr ha scoperto che i partecipanti dormivano quattro ore per poi svegliarsi e restare svegli per una-due ore e ripiombare successivamente nel sonno per altre 4 ore. In sintesi, le otto ore non erano affatto consecutive. Il che porterebbe a sminuire le preoccupazioni sui risvegli improvvisi e sul sonno interrotto nel cuore della notte. Le scoperte di Wehr, malgrado l’ampio risalto tra gli addetti ai lavori, non sono arrivate a smorzare l’opinione comune, ancora piuttosto diffusa, sulla necessità di dormire otto ore di fila.

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Pillole che uccidono, i sonniferi rischiano di farci dormire per sempre

pubblicato da Paola Pagliaro

sonniferi

I sonniferi sono pericolosi. A dirlo è un recente studio pubblicato sul British Medical Journal, a firma di Daniel F. Kripke, del Viterbi Family Sleep Center dello Scripps Health di San Diego. Le pillole contro l’insonnia accrescono il rischio di cancro, di malattie cardiovascolari ed altre patologie.

Chi fa un uso regolare di sonniferi (ne abusa dunque), vede infatti quadruplicarsi il rischio di mortalità. Risultati preoccupanti, dal momento che sempre più persone ricorrono ai sonniferi per riuscire a dormire. Piuttosto che creare un ambiente conciliante per il sonno o ricorrere a rimedi naturali, tecniche di rilassamento, la pillola va giù più facilmente.

E sempre più spesso, a giudicare dai dati riferiti agli Stati Uniti. Pensate che dal 2006 al 2010 questo segmento del settore farmaceutico è cresciuto del 23%, con 2 miliardi di dollari di fatturato ogni anno. Otto dei farmaci più comuni prescritti contro l’insonnia sono stati associati ad un rischio più elevato di tumori.

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Insonnia, sei consigli per dormire meglio

pubblicato da Paola Pagliaro

dormire bene

Anche chi abitualmente non soffre d’insonnia, a volte può ritrovarsi a guardare il soffitto per ore senza riuscire a chiudere occhio. O peggio fa sonni tormentati, interrotti di frequente da bruschi risvegli.

Preoccupazioni, ansia e stress sono tutti fattori di rischio noti dell’insonnia. Anche un ambiente poco conciliante per il sonno, pieno di distrazioni come tv, luci troppo forti, smartphone acceso anche di notte ostacola un buon riposo che sappiamo essere importante per almeno cinque buone ragioni.

Ci sono anche degli errori meno comuni che commettiamo inconsapevolmente in camera da letto o prima di andare a dormire che possono farci dormire male. Il dottor Matthew Edlund, autore di The Power of Rest, ci fornisce alcuni consigli per dormire meglio e non svegliarci di soprassalto nel cuore della notte. Vediamoli dopo il salto.

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Perché è importante dormire di più

pubblicato da fritha

sleepyDormire bene e non solo dormire abbastanza è importante per ché ha ricadute visibili sul nostro benessere, sulla nostra salute. Spesso però crediamo che possa bastare la qualità del riposo anche se dobbiamo rinunciare a qualche ora di sonno in più. FitSugar ci spiega che non è così e che dormire di più è importante per cinque buone ragioni.

Per cominciare dormendo di più si vive più a lungo, lo sapevate? Le persone che soffrono di insonnia cronica per esempio sono più soggetti a patologie cardiache, secondo la rivista scientifica Circulation. Dormendo correttamente e un numero sufficiente di ore poi ci fa anche apparire meglio. Lo sappiamo guardandoci allo specchio dopo una notte difficile ma un gruppo di scienziati lo ha dimostrato con una serie di fotografie scattate a due gruppi di volontari suddivisi tra chi dormiva abbastanza e chi troppo poco e male. I risultati sono stati immediatamente evidenti.

Dormire di più aiuta anche a mantenersi entro il proprio peso forma. Lo afferma una ricerca pubblicata sull’ American Journal of Epidemiology che ha riguardato le donne: quelle che dormono meno di cinque ore a notte prendono peso più facilmente. Accade perché la mancanza di sonno accresce i livelli di grelina, uno ormone che regola l’appetito, riducendo quelli di leptina, che invece regola il senso di sazietà.

Al benessere fisico corrisponde anche un miglior stato mentale. Uno studio inglese ha mostrato come un riposo insufficiente possa elevare l’età cerebrale fra i quattro e i sette anni. È emerso alla prova di memoria, capacità di ragionamento e competenza lessicale. E poi sappiamo che dormire ci rende meno irritabili, più piacevoli, anche più produttivi sul lavoro e disposti positivamente verso la vita di quanto non ci accada dopo una sequela di nottatacce.

Foto | Flickr

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Cos'è la Sindrome da Albero di Natale?

pubblicato da Selisa

Cos'è la Sindrome da Albero di Natale?
Prurito al naso, lacrimazione degli occhi, tosse, respiro corto, dolori al petto, congestione sinusale, senso di fatica e problemi di insonnia. Sono i sintomi della “Sindrome da Albero di Natale”.

Dopo aver osservato un picco di malattie respiratorie nel periodo natalizio, gli scienziati del Upstate Medical University, parte del State University of New York hanno scoperto questa nuova condizione - “Sindrome da Albero di Natale” - che sarebbe causato dalla muffa che cresce sugli alberi, le cui spore portano a problemi di inspirazione. Alcuni delle muffe individuate possono anche portare a problemi polmonari a lungo termine quali bronchite e polmonite. La muffa si forma sugli alberi naturalmente, ma prospera in condizioni di caldo come nelle case ben riscaldate a Natale.

Se proprio non vogliamo rinunciare al nostro albero naturale, possiamo osservare qualche accorgimento: facciamolo asciugare prima di portarlo nelle case e riduciamo il più possibile l’esposizione rimuovendolo immediatamente dopo il giorno di Natale.

Via | The Telegraph

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Strategie antistress con i carboidrati

pubblicato da Selisa

Strategie antistress con i carboidratiLo stress non è solo il killer dell’umore ma ci rende più vulnerabili per tutto, dai raffreddori, alla pressione alta, alle malattie cardiache. Resta il fatto che la migliore strategia per combattere lo stress è l’esercizio fisico ed in particolare l’esercizio aerobico che aumentando la circolazione di ossigeno, produce endorfine, quelle sostanze chimiche che ci fanno sentire felici. 30 minuti di esercizio aerobico 3-4 volte a settimana dovrebbero essere sufficienti a raggiungere lo scopo - felicità.

Altra strategia è mangiare i cibi giusti in grado di combattere lo stress. I cibi consolatori, per esempio, aumentano i livelli di serotonina, una sostanza chimica cerebrale calmante. Dunque in casi di stress, la parola magica è: carboidrati complessi. Come tutti i glucidi, questi inducono il cervello a produrre serotonina; vengono digeriti più lentamente ed aiutano a sentirsi sazi. I carboidrati complessi aiutano a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e a sentirsi equilibrati.

In caso di umore nero, i carboidrati semplici come i dolci sono in grado di fornire una soluzione veloce per un cambiamento d’umore e sollevarci dallo stato di stress indotto dall’irritabilità. Gli zuccheri semplici vengono digeriti in fretta, portando ad un picco di serotonina, ma meglio consumarli con moderazione.

Prima di coricarsi, i carboidrati accelerano il rilascio di serotonina e aiutano a dormire meglio ma attenzione poiché pasti pesanti prima di dormire possono provocare bruciore di stomaco, quindi meglio mangiare qualcosa di leggero come il pane tostato e marmellata. Altro toccasana contro lo stress è il latte: un bicchiere di latte prima di andare a dormire è un ottimo rimedio contro l’insonnia e l’irrequietezza. I ricercatori hanno trovato che il calcio facilita gli sbalzi d’ansia e dell’umore legati alla sindrome premestruale ma i dietologi in genere consigliano il latte scremato.

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Contro insonnia e jet lag il succo di ciliegia

pubblicato da fritha

cherriesTante virtù in un bicchiere: contiene succo di ciliegia, che si rivela una specie di panacea nel combattere insonnia, jet lag e addirittura favorire il recupero dopo un infortunio. Lo spiega una ricerca della Northumbria University che ha scoperto nella dose di due bicchieri al giorno di succo di ciliegie la quantità ottimale per migliorare il proprio benessere.

Questo succo ha infatti dimostrato di riuscire ad agire positivamente sui ritmi del sonno, beneficiando chi non riesce ad addormentarsi facilmente o si sveglia molte volte durante la notte. Pare che in media assumere succo di ciliegia aggiunga circa 40 minuti di buon sonno in più a notte. Mica male.

La rivista European Journal of Nutrition che ha pubblicato la ricerca continua: i gruppi di volontari che hanno bevuto succo di ciliegia diluito in acqua per il tempo di una settimana circa, con due assunzioni al giorno, riuscivano a dormire di più. Quando berlo? Prima di andare a dormire e appena svegli. Il gruppo di controllo che ha bevuto invece un succo di frutta diverso non ha evidenziato alcun miglioramento, né sul tempo né sulla qualità del sonno.

I ricercatori hanno spiegato che ciò va attribuito al contenuto di melatonina della ciliegia. Com’è noto questa sostanza non solo favorisce il sonno ma è utile anche nel recupero muscolare dopo un incidente oltre che efficace rimedio contro i fastidiosi sintomi del jet lag dopo un lungo viaggio.

Foto | Flickr

Via | Agi

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