I primi segni dell’obesità infantile, e del sovrappeso in età adulta, compaiono nel bambino già a due anni. Questo è quello che sostengono un gruppo di ricercatori della Eastern Virginia Medical School, con uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics.
Secondo il team, che ha studiati i casi di 111 piccoli pazienti, la tendenza ad accumulare grasso inizia sin dalla prima infanzia ed è visibile dalle guance: quelle paffute possono essere un campanello d’allarme per il futuro sviluppo corporeo del bambino.
Della possibilità di sviluppare problemi di sovrappeso ed obesità dovrebbero accorgersi i pediatri, in modo da consigliare alle mamme una dieta indicata per i più piccoli con tendenze ad ingrassare, invece di aspettare l’insorgere di complicazioni. Ma credete davvero sia necessario mettere i bambini di due anni a dieta perché le loro guance sono paffutelle?
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Lo affermano gli esperti della British Dietetic Association (BDA): “Le diete miracolose non esistono. L’unico modo per dimagrire è mangiare di meno“. Dopo le feste di Natale e Capodanno chi non si è ritrovato con qualche chiletto in più? Gli esperti dicono almeno tre a testa. E quanti ricorrono a regimi drastici pensando di dimagrire rapidamente? Molti, anzi troppi.
In questo inizio di anno la BDA mette in guardia i consumatori: “Attenzione alle diete di moda ma senza alcun fondamento scientifico e spesso poco salutari, che promettono risultati miracolosi“. L’unico modo per perdere peso, riferiscono gli esperti, è ridurre le calorie e svolgere attività fisica.
“Tanto per cominciare, nessun cibo brucia i grassi, solo l’attività fisica può riuscirci“, tuona la BDA. “Il corpo umano è in grado di disintossicarsi da solo. Il fegato lavora ogni giorno per liberare l’organismo dalle tossine, non è necessario eliminare dei cibi o vivere solo di frutta, verdura e acqua. Dopo gli eccessi di Natale, basta tornare a un regime sano, riducendo le calorie e mangiando più frutta e verdura. Anche così si perde peso“.
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Volete una buona ragione per smettere di fumare? Per i più incalliti non sarà forse sufficiente, ma per chi ci rimugina già da un po’, la notizia secondo cui i fumatori sono più propensi ad ingrassare potrebbe essere la molla definitiva.
Chi pensava che smettendo di fumare si tendesse ad ingrassare di più dovrà ricredersi, perché è vero il contrario secondo recenti ricerche realizzate in Spagna all’Università di Navarra. Cade uno dei miti di sempre, finalmente sfatato. Non solo fumare non diminuisce l’appetito, ma garantisce un aumento di peso in chi fuma.
E se sui pacchetti delle sigarette scrivessero “fumare fa ingrassare” al posto di “il fumo uccide”? Chissà che la campagna di sensibilizzazione non diventi più efficace agendo sulla vanità delle persone?
Purtroppo dobbiamo però dirvi che smettere non vi salverà dai chili di troppo, perché i ricercatori hanno dimostrato che chiunque fumi è soggetto a questo aumento di peso, anche se decide a un certo punto di smettere. Fatelo piuttosto per la vostra salute.
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Vi sentite schiavi della pausa pranzo davanti al computer? Cercate di recuperare il sabato, mangiando lentamente e gustando tutto ciò che avete nel piatto, perchè mangiare piano fa bene alla salute e preserva l’organismo dal sovrappeso.
Che mangiare piano fosse più salutare del trangugiare velocemente i pasti per colpa della fame o della fretta, lo si sapeva già, ma che preservasse dai chili di troppo è una recente scoperta dell’ospedale Laiko di Atene.
I ricercatori attribuiscono la colpa dell’ingrassare dovuta al mangiar veloce alla masticazione: durante la masticazione vengono rilasciati due ormoni che regolano il senso di sazietà. Se si mastica troppo velocemente, i due ormoni verranno rilasciati solo parazialmente e si rimarrà con quel senso di fame sottile, ma perenne. Ciò porterà il soggetto a preparare porzioni più abbondanti, che consumerà ancora più velocemente perchè il tempo a sua disposizone è lo stesso.
L’esperimento, che si è basato sulla presenza di volontari che hanno mangiato il gelato e so sono sottoposti alle analisi ogni mezz’ora, verrà pubblicato a gennaio sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, e noi vi racconteremo i dettagli sul perchè chi mangia piano vive più sano.
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Dopo aver mappato il sovrappeso italiano dalla Calabria al Piemonte, domani si celebra l’Obesity day, la giornata contro i chili di troppo, la tendenza a ingrassare e l’alimentazione scorretta.
La giornata di domani è un’occasione per conoscere il problema obesità e chiedere consigli e informazioni agli specialisti, dato che la questione riguarda sempre più italiani, il 25% in più rispetto al 2004.
Per tutti i cittadini italiani che vogliano informarsisui rischi connessi ai chili di troppo o su come far fronte ai problemi di obesità, domani porte aperte presso le Unità Operative di Dietetica e Nutrizione Clinica e presso le Unita’ di Nutrizione ospedaliere e territoriali.
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Viene prima la mancanza di autostima, che porta a trascurare la cura di sè, o viene prima l’obesità, che porta ad avere poca autostima di se stessi? Uno studio inglese, del King’s College di Londra, pubblicato su BMC Medicine, spiega che è l’autostima ad avere conseguenze sulla scelta del regime alimentare.
Per lo studio sono stati presi in analisi circa 6500 casi di persone che negli anni Settanta avevano 10 anni, le cui caratteristiche erano state misurate e registrate allora. I bambini che allora mostravano poca autostima e scarso controllo sulla propria vita, oggi, dopo vent’anni, mostrano tutti una maggiore propensione ad ingrassare, quindi un maggiore rischio obesità.
Lo studio dimostra quanto e come l’obesità non sia soltanto un fattore fisico e metabolico, ma quanto profondamente l’emotività giochi un ruolo fondamentale nell’insorgere di disturbi alimentari, e quanto un’infanzia serena e il sentirsi amati e stimati dai genitori siano determinanti.
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Il sonno fa bene, date retta ai dormiglioni. Dormire bene non solo tiene la mente attiva e sviluppa la memoria, ma un nuovo studio presentato a Sleep 2009 afferma che dormire non fa ingrassare, al contrario di chi sostiene che dormendo troppo non si smaltiscono i chili di troppo e si ingrassa.
Alcuni ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno dimostrato che chi dorme poco tende a ingrassare, non chi dorme troppo: basterebbero 5 giorni di sonno sballato per prendere quasi un chilo e mezzo. L’esperimento è stato condotto su 90 volontari, ai quali è stato impedito di dormire a sufficienza, ma è stato consentito mangiare senza restrizioni. Dormendo meno si stimola la grelina, l’ormone della fame, che rimane attivo e pulsante durante le ore di veglia, spingendoci ad andare avanti e indietro da frigo e credenza in cerca di qualcosa da piluccare.
A conferma dello studio basti pensare che negli ultimi 10 anni l’indice di massa corporeo delle popolazioni occidentali è aumentato, mentre è diminuito il numero delle ore di sonno: negli anni Sessanta si dormiva per 8 o 9 ore, oggi il numero delle ore di sonno si è ridotto a 6 o 7.
Il numero di ore di sonno perfetto per mantenersi in forma e non eccedere nè con la dieta nè con l’attivita giornaliera? Gli studiosi ci dicono che l’equilibrio sonno/veglia ideale per non ingrassare è di 7 - 8 ore di sonno a notte.
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Chiariamolo subito, la colpa non è sempre e solo di Facebook, ma dell’abuso del computer in generale. I ricercatori inglesi hanno stabilito che l’uso smodato del computer addirittura riduce l’uso di una zona del cervello preposta all’immaginazione.
Non staremo tutti perdendo qualcosa? Ma per una perdita, c’è una guadagno. Di peso. Perché le molte ore trascorse al computer inducono a mangiare di più o a mangiare i cibi sbagliati, senza neanche alzarsi dalla sedia per preparare un pasto più tradizionale e spesso anche più sano.
Ma le due cose sono connesse: la regione cerebrale di cui si parla è la corteccia pre-frontale che si è rivelata meno attiva nelle persone in sovrappeso. Questa connessione è particolarmente pericolosa nei bambini e nei ragazzi. La soluzione però non è vietare il computer, dicono gli studiosi, ma proporre alternative valide che possano limitarne l’uso.
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Alcuni ricercatori dell’Università della California hanno condotto una ricerca per cercare di risolvere la questione degli zuccheri, cioè scoprire quale zucchero, tra glucosio e fruttosio, sia meno dannoso per l’organismo umano.
I ricercatori hanno indagato gli effetti dei due zuccheri su un gruppo di persone sovrappeso, pazienti con problemi di obesitào e su alcuni volontari che per 10 settimane hanno bevuto bibite dolcificate con entrambi gli zuccheri.
I risultati, pubblicati sul Journal of Clinical Investigation, dimostrano che l’aumento di peso conseguente all’assimilazione degli zuccheri è uguale, ma coloro che hanno bevuto bibite dolcificate con il fruttosio presentano uno strato più grosso di grasso intra-addominale.
Voi, nella battaglia degli zuccheri, vi schierate dalla parte del glucosio o preferite il fruttosio? Quale dei due consumate abitualmente?
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David Edward, docente ad Harvard, ha realizzato un inalatore che farà felici tutti i cioccolata-dipendenti del mondo. Si chiama Le Whif ed è un gadget che permette di sniffare l’aroma del cioccolato desiderato (disponibili gli aromi mango, menta, mirtillo) grazie ad una polvere sottile le cui particelle sono troppo grosse per penetrare nel sistema respiratorio, quindi senza alcun danno per i polmoni.
Si sniffa quanto cioccolato si vuole, senza sentirsi in colpa per il proprio organismo, perchè - si sa - il profumo non fa ingrassare! Le Whif, ricaricabile più volte con i diversi aromi, sarà disponibile dal 29 Aprile negli Usa al costo di un dollaro e mezzo. Che dite, avevamo bisogno di una invenzione simile per poter inalare aroma di cioccolato senza dover poi iniziare la dieta? Se volete provarlo, è in vendita on-line qui sul sito ufficiale.
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