
Avete presente quelle calorie in eccesso che devono essere bruciate dopo le feste? Se non avete la più pallida idea sul come fare e da dove iniziare, la tecnologia vi viene incontro. Dopo l’applicazione per iPhone che monitora l’evolversi dell’influenza A/H1N1 nel mondo, quelle per allenarsi con successo e Food Scanner per la dieta, è arrivata Quickka Calories, l’applicazione per iPhone che aiuta a contare e a capire quante calorie ci sono in questo o quel cibo, soprattutto se confezionato.
Oltre ai dati nutrizionali, al calendario con gli obiettivi da raggiungere e ai grafici con le calorie da bruciare o da evitare, Quickka Calories ha la capacità di analizzare il contenuto di ogni prodotto grazie al suo codice a barre, restituendo all’utente la tabella con i valori nutrizionale del prodotto scelto.
Basterà passare l’iPhone sul codice a barre del prodotto per sapere istantaneamente se quel prodotto va bene per la vostra dieta o se è meglio evitare per non aggiungere calorie su calorie. Purtroppo per noi, per ora funziona soltanto con i prodotti americani ed inglesi, ma l’applicazione è comunque utile per fare il conto delle calorie, per essere spinti a fare sport in base ai kg che si vogliono perdere. Sta per arrivare addirittura una community di Quickka, perché tutti sanno che in compagnia le calorie si bruciano prima.
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Sono state discusse ieri a Roma, in un convegno organizzato dal CNR, le virtù del vizio forse più diffuso, il pettegolezzo. L’arte del parlar alle spalle degli altri, il gossip, lo sparlare, chiamatelo un po’ come volete, ha ottenuto il suo riscatto: secondo alcuni ricercatori del CNR è una forma di comunicazione che mantiene l’ordine sociale e permette la crescita delle società.
Il pettegolezzo, sempre ritenuto dannoso, portatore di un messaggio negativo o di invidia, teso a minare la reputazione altrui, viene oggi riscattato: favorisce l’intensificarsi dei rapporti di cooperazione, tiene a bada i comportamenti negativi come la truffa e l’inganno, favorisce la formazione della reputazione, una particolare forma di coscienza sociale.
Gli esperimenti condotti presso il CNR hanno dimostrato come, anche nell’effettuare scelte economiche, in un campo in cui generalmente prevale la scelta razionale, gli individui vengano influenzati dalla forza del gossip. Non prendetevela, quindi, se qualcuno vi parla alle spalle, lo fa per mantenere l’ordine sociale e per far decollare l’economia. E anche voi, sparlate, sparlate, sparlate.
E giusto per rimanere in tema di gossip e benessere, vi confido che anche Robert Pattinson ha paura dell’influenza A!
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Robert Pattinson, il bellissimo e invincibile vampiro di Twilight, che non si ferma davanti a niente, è andato su tutte le furie per un bacio da una fan. La ragazzina gli avrebbe detto, soltanto dopo, di avere il virus dell’influenza A.
Come ci fanno sapere i cugini di Gossipblog che lo tengono d’occhio, Robert Pattinson si è spaventato, ha dato della pazza alla ragazza, e si è infuriato contro le sue guardie del corpo. Poi è corso in farmacia per pracauzione. Al solo nominare il virus dell’influenza A/H1N1 Robert Pattinson si è trasformato in un vampiro, uno dei più cattivi. Perchè anche gli eroi nella realtà hanno paura dell’influenza. E voi?
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Nell’anno dell’influenza più discussa del secolo, non basta essere attenti e prevenire il più possibile, bisogna proteggersi e proteggere il più possibile i soggetti a rischio dall’influenza stagionale e dall’influenza A/H1N1. Per alcuni è opportuno indossare la mascherina, soprattutto in luoghi affollati o durante lunghi viaggi in treno o autobus.
Per queste persone una mascherina trendy è una bella idea, perché non si viene subito etichettati come malati, e i curiosoni avranno finalmente qualcosa da guardare: la texture variopinta delle mascherine di Marjan Kooroshnia, la designer svedese che le ha inventate e realizzate.
Le mascherine non solo sono belle a vedersi, colorate e disponibili in tante forme, ma sono anche utili ed intelligenti: cambiano colore in base alla temperatura del corpo, rivelando se la temperatura corporea si alza, ovvero se si ha la febbre, campanello d’allarme per correre ai ripari.
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Avete presente il medicinale più consigliato contro il virus dell’Influenza A/H1N1, quello scomparso più volte dai banconi delle farmacie per eccesso di ricerca? Si è lui, il Tamiflu della Roche, ora accusato di inefficacia contro le complicazioni del virus dell’influenza A dalle analisi del Cochrane group e dal British Medical Journal.
Il Tamiflu, il medicinale a base di oseltamivir funziona contro l’influenza, ma è inefficace contro le complicazioni che possono sopraggiungere per chi contrae il virus dell’influenza A/H1N1 che spesso sono la causa dei decessi nei soggetti a rischio, perché interessano le vie respiratorie.
L’accusa è pesante, il Tamiflu, l’antivirale più diffuso al mondo può ridurre la forza del virus influenzale su un soggetto sano, ma nulla può per prevenire la polmonite o altre complicazioni che possono insorgere a livello di vie respiratorie.
La rivista inglese accusa la Roche, casa produttrice del Tamiflu, di aver cavalcato l’onda mediatica per raddoppiare le proprie vendite, senza smentire la presunta efficacia del farmaco, come se il Tamiflu fosse l’unica soluzione contro il virus influenzale. La Roche ha fornito le proprie risposte alle 10 domande del British Medical Journal e si è dichiarata disposta a fornire i dati in proprio possesso ai governi che le richiederanno.
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Anche se a noi sembra banale e poco utile, sembra che davvero l’arma più potente per difendersi dall’ influenza A H1N1 sia l’igiene e più in generale l’adozione di comportamenti e stili di vita orientati alla prevenzione. Stavolta a sostenerlo non è il medico di turno che a molti dà l’impressione di dare consigli poco utili. Stavolta la “notizia” arriva da una recente meta-analisi pubblicata sul British Medical Journal.
L’obiettivo di questa revisione è stato di valutare le prove di efficacia di interventi fisici nell’interrompere o ridurre la diffusione di virus delle vie respiratorie. I ricercatori hanno messo a confronto ed analizzato ben 59 studi. Tra i principali risultati è emersa quella che a molti sembra davvero una raccomandazione superflua, ma che, invece, si riconferma di primaria importanza: lavarsi le mani nel modo giusto è sicuramente l’azione preventiva più efficace.
A sorpresa, però, la meta-analisi pone qualche dubbio sulla reale efficacia dei saponi. Emerge, infatti, che l’uso di saponi gel per le mani ha ridotto il tasso di assenza per malattia nelle scuole, anche se non è chiaro se l’aggiunta di un sapone antisettico può fornire un beneficio aggiunto di protezione dalle infezioni. Sotto esame anche la pulizia con i fazzoletti usa e getta impregnati di sostanze disinfettanti che non riesce a dimostrare un chiaro beneficio per la prevenzione delle infezioni virali del tratto respiratorio. Dunque, rassegniamoci e impariamo a lavarci bene le mani se vogliamo davvero evitarci l’influenza, sia essa suina o stagionale.
Via | British Medical Journal
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L’Influenza A vi fa disperare perchè non sapete ancora se vaccinarvi o meno e non sapete a chi chiedere consiglio? Ci hanno pensato per noi i cugini di Booksblog che ha intervistato Carlo Gargiulo, il medico di Elisir, chiedendogli tutto, ma proprio tutto, quello che ognuno di noi vorrebbe sapere sul virus dell’Influenza A/H1N1.
Dall’origine del nome alle mutazioni genetiche del virus infleunzale, dalla necessità di vaccinarsi alle possibile evoluzioni del virus, il Dottor Gargiulo ha risposto ad ogni domanda in modo esauriente ed esplicativo, in modo da non lasciare alcun dubbio sull’influenza A, perchè se la si conosce, non la si teme.
Vi riporto la risposta alla domanda sul perchè molti medici di base non si siano vaccinati, vi invito a leggere l’intervista su booksblog e a trarre le vostre conclusioni.
Ritengo che ci sia una scarsa conoscenza dei vaccini e delle vaccinazioni nella categoria a cui appartengo. Le motivazioni addotte sono state le più diverse, ma ahimè prive di qualsiasi consistenza scientifica. Inoltre, non si è compreso, neppure da parte della classe medica, che il vaccino ha una valenza sociale e non individuale. In altre parole, protegge la società dal rischio di un collasso conseguente al fatto che la metà della popolazione attiva potrebbe ammalarsi contemporaneamente e non serve a proteggere il singolo, dal momento che la benignità della sindrome non giustificherebbe un così massiccio intervento vaccinale.
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Prima di arrivare alla fatidica domanda, che ognugno di noi si è già posto nella propria testa, vi abbiamo spiegato cos’è il virus dell’influenza A e come comportarsi per prevenirne il contagio, fino alla ricetta per un gel igienizzante fai da te. Abbiamo poi parlato dell’altro punto di vista sul virus, e delle teorie che sono contrarie alla vaccinazione. In più a complicare la questione e a confondere gli italiani, è arrivata la diffida del Codacons e la richiesta di prove sull’innocuità del vaccino.
Oggi, dopo circa 4 mesi dall’arrivo del virus in Inghilterra, primo paese europeo ad essere stato messo a letto per colpa della nuova influenza, chiedo a tutti i soggetti sani se si sottoporebbero o no al vaccino, e perchè. Attualmente, in Italia, la vaccinazione contro il virus A/H1N1 non è obbligatoria per i soggetti sani, ma consigliato e gratuito per i soggetti a rischio e per gli operatori del settore della salute, molti dei quali sembrano comunque rifiutarlo.
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C’è chi si vaccina senza problemi per ogni influenza, e lo farebbe anche per il virus A/H1N1, e c’è chi è diffidente. Nel caso del vaccino contro l’influenza A la diffidenza è maggiore, per la velocità con cui il vaccino è stato immesso sul mercato e per il rumore mediatico che si è creato intorno al vaccino, da alcuni segnalato come pericoloso.
Il Codacons ha così deciso di presentare una diffida al Ministero della Salute e all’Aifa, chiedendo le prove sull’innocuità del vaccino per l’influenza A/H1N1.
A destare preoccupazione nei sostenitori dell’altro punto di vista sul vaccino per l’A/H1N1 è la presenza dell’adiuvante MF 59 a base di squalene, sostanza che potrebbe aver causato disagi nei veterani della Guerra del Golfo.
Voi, vi siete già vaccinati o aspettate l’esito della diffida del Codacons prima di vaccinarvi?
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Per non farsi prendere dal panico dell’influenza A/H1N1 e cercare di prevenire il più possibile, uno tra i consigli principali è quello di lavarsi spesso le mani per evitare il contagio e il diffondersi dei batteri. Quale antidoto migliore del gel antibatterico e igienizzante in mancanza del sapone? Ecco quindi una ricetta per preparane uno ecologico in casa, con le vostre mani.
Per preparare il gel igienizzante servono un po’ di gel di aloe vera, alcool puro, olio di tea tree, olio profumato o fragranza naturale a scelta. Mischiare in un pentolino 1/4 di tazza da tè di gel di alora vera ed 1/4 di alcool puro; aggiungere 5 cucchiai di olio essenziale di tea tree. Per rendere l’odore del gel meno forte, a causa del tea tree, aggiungere l’olio profumato o l’essenza.
Una volta ottenuto il gel, travasarlo con un imbuto in un piccolo contenitore con chiusura ermetica da poter tenere sempre a portata di mano.
via | ioricreo
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