È in arrivo: l’influenza stagionale ha già cominciato a mettere ko gli italiani e se fino ad ora ne siamo stati immuni non è detto che non ci cascheremo tra qualche settimana, quando la nuova ondata si farà più incisiva. Come fare per cercare di prevenire i malanni stagionali? Ecco qualche trucco e consiglio da adottare per non caderne vittima o almeno cercare di limitare i danni quando il virus arriverà a far visita anche alle nostre case.
L’igiene è il primo e più ovvio ma mai troppo ribadito consiglio: lavarsi le mani di frequente può salvarvi dal contatto con il virus, perché è proprio sulle mani che si depositano gli agenti patogeni, quando la stringiamo agli altri e quando tocchiamo qualunque cosa che possa esser passata già di mano, dalla maniglia della metro a quella del frigo in ufficio passando per il telecomando del condizionatore.
Una dieta equilibrata ci aiuta a mantenere in forma il nostro sistema immunitario e così il nostro organismo sarà più reattivo e pronto a fronteggiare un eventuale attacco. Frutta e verdure ricche di vitamine e minerali sono fondamentali, così come lo yogurt naturale che mantiene in perfetta forma la flora intestinale e funziona anche da antibiotico naturale. Da ridurre o eliminare invece le sostanze nocive come alcol e tabacco, che abbassano le difese.
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Come? Ecco qualche informazioni utile per aiutare il nostro sistema immunitario.
Innanzitutto mangiamo proteine magre ad ogni pasto: gli anticorpi sono fatti di proteine e questo già aiuta, inoltre molti cibi proteici sono ricchi di nutrienti che agiscono sulla funzione del sistema immunitario. Lo zinco, ad esempio aiuta la produzione di globuli bianchi. Si trova nei tagli magri di manzo e di maiale o nelle proteine dei fagioli, soia e frutti di mare (in particolare ostriche e granchi). La frutta a guscio, come mandorle e anacardi, è anch’essa una buona fonte di proteine e anche di magnesio che contribuire a sostenere il sistema immunitario sano.
Nuove ricerche suggeriscono poi che la vitamina D è in grado di aumentare la risposta immunitaria mentre livelli troppo bassi sono collegati ad un aumento di raffreddori stagionali e influenza.
Terzo consiglio: troviamo il modo di rilassarci perché la ricerca ha dimostrato che lo stress altera il buon funzionamento del sistema immunitario. Ancor meglio se per distenderci ricorriamo all’esercizio fisico.

Se siamo tutti più raffreddati, la colpa in parte è della crisi economica. Può sembrare una relazione improbabile, in realtà recenti studi hanno dimostrato che i lavoratori, precari e non, si recano a lavoro anche quando sono afflitti dall’influenza stagionale ed altamente contagiosi. La riduzione del personale e la necessità di avere risorse umane sempre più produttive spingono infatti ad un minore assenteismo, senza contare che molti contratti non prevedono periodi di malattia.
Molti dipendenti sono piuttosto riluttanti a prendersi anche un solo giorno di riposo, per timore di perdere il posto di lavoro in un periodo in cui la competizione sul mercato occupazionale è a dir poco agguerrita. Gary Johns, docente di management alla Concordia University, ha coinvolto in un sondaggio 444 neolaureati al primo impiego. In media i partecipanti si erano recati al lavoro almeno in tre occasioni ad alto rischio di contagio negli ultimi sei mesi, quando invece avrebbero fatto meglio a rimanere a casa in malattia.
Il numero delle presenze cresceva in base alla tipologia di contratto ed alle condizioni lavorative più o meno sicure. I lavoratori che temevano maggiormente di perdere il lavoro erano molto più propensi a recarsi al lavoro anche con la febbre, il raffreddore, la tosse e gli altri sintomi influenzali.
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La belladonna, così come l’aconito, sono piante molto utilizzate in medicina omeopatica, soprattutto nel trattamento dell’ipertermia, ovvero della febbre, anche se si usano in maniera contrapposta tra loro, cioè l’uno esclude l’altro.
La belladonna si utilizza quando vi è una comparsa improvvisa di febbre alta, sopra i 39° C, con viso arrossato, sensazione eccessiva di caldo e traspirazione abbondante. In questi casi, e ricordiamo che parliamo soprattutto di adulti che non vogliono ricorrere alla medicina tradizionale, vanno somministrati 5 granuli 15CH 4 volte al giorno.
La belladonna si usa anche nelle tracheiti con tosse secca e dolorosa; per la secchezza intensa delle mucose oro-faringee, che obbligano a deglutire molto spesso e come anticongestionante.
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Abbiamo scoperto che su Twitter si svela di noi assai più di quanto non sembriamo voler confidare e dello strumento sociale tra i più utilizzati del momento ci si è serviti per analizzare i cicli dell’umore intorno al mondo. Uno scienziato della Penn State University ne ha compreso la portata anche per analizzare la diffusione di una malattia e la risposta al vaccino. Ha studiato questo aspetto a proposito del vaccino H1N1.
Rilevando i tweet che parlavano del vaccino ha valutato quali fossero gli atteggiamenti delle persone nei suoi confronti, il grado di fiducia, la sua conseguente diffusione o il fallimento. Ha raccolti quasi 500.000 status usando la parola chiave “vaccinazione” nell’arco temporale compreso fra l’agosto del 2009, quando venne diffusa la notizia dell’arrivo del vaccino, e il gennaio del 2010.
Ha poi valutato gli umori emersi dalle opinioni a proposito del vaccino diffuso per contrastare l’influenza suina che ha terrorizzato il mondo intero. Lo ha fatto attraverso un algoritmo in grado di elaborare i dati secondo un segno positivo, negativo o neutro. La regione che ha risposto meglio al vaccino è stato il New England, con il più alto tasso di vaccinazione.
Questo lavoro conduce a nuove possibilità nella pianificazione di campagne educative mirate alla prevenzione e nella panificazione strategica di iniziative di salute pubblica, ha spiegato il ricercatore. Interessante, non trovate? Forse un po’ meno che si servano delle nostre esternazioni personali, benché pubblicate alla mercé di chiunque.
Via | Agi
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Con la fine dell’estate, le temperature che scendono e l’arrivo dell’autunno sale anche il rischio di prendersi la prima influenza di stagione. Cosa possiamo fare per prevenirla? Anzitutto dobbiamo capire se il malanno che ci è toccato sia una influenza virale di quelle che periodicamente ci flagellano durante l’inverno o se non si tratti invece di una semplice infreddatura, con i sintomi influenzali ma poco più di un raffreddore. Nel primo caso l’ideale è rivolgersi al dottore e aspettare che passi, eventualmente trattando con antibiotici specifici su prescrizione o anticipando per tempo con l’opportuno vaccino nei casi a rischio. Nel secondo caso invece possiamo intervenire con maggiore efficace prima di beccarci l’infreddatura.
Oltre a bere molto evitando però alcol e tabacco, che tendono a disidratarci, è importante anche evitare l’abuso di aspirine, fin troppo diffuso al minimo sintomo e a tutte le età. Da evitare se possibile il contatto diretto con le persone durante il periodo delle influenze, per non trasmettersi eventuali virus. Per lo stesso motivo è bene lavarsi le mani spesso e a fondo, con il sapone e strofinando per almeno trenta secondi. Meglio se con l’acqua anziché con gli ormai onnipresenti gel antibatterici che si usano pure a sproposito, quando basterebbero acqua e sapone. È utile anche coprirsi narici e bocca, sia per proteggersi dai virus che per respirare aria più calda e filtrata e dunque scongiurare i raffreddori.
A tavola abbiamo alleati potenti: la vitamina A, antiossidante; cipolle e legumi, immunostimolanti; la vitamina C, celeberrima contro i raffreddori; il latte, secondo la celebre triade latte, letto, lana che suggeriva la nonna al primo comparire dei sintomi. Inoltre calcio, proteine e ferro innalzano le barriere immunitarie.
Via | Lineayforma
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Un terzo degli italiani, dall’inizio alla fine della stagione estiva, è stato o sarà afflitto da disturbi pseudo-influenzali più o meno lievi; i sintomi più diffusi sono il mal di gola, secchezza delle fauci, congestione nasale, espettorato, tosse e, nei casi più grave, qualche linea di febbre. Se siete tra coloro, come me, che preferiscono, però, evitare i medicinali e farsi aiutare dalle erbe, seguite questi piccoli consigli.
In presenza di qualsiasi tipo di infiammazione delle vie respiratorie, i due rimedi d’elezione sono: il gemmoderivato di Ribes nigrum, due volte al giorno in due dita d’acqua (in tutto 100 gocce al mattino e 50 nel primo pomeriggio) e la propoli, in tintura madre, spray orale, spray nasali, da tenere sempre sottomano per “tamponare” i sintomi più immediati.
Per la tosse, via libera al mirto, sotto forma di sciroppo, soprattutto se siete dei fumatori, e avete una tosse grassa; oppure vanno benissimo grindelia ed elicriso, per tossi più secche ed irritative. Purtroppo, se entra in gioco anche la febbre …. Beh, in quel caso credo proprio che dovrete ricorrere ad uno dei farmaci più utilizzati, il paracetamolo.
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Sarebbe un risparmio notevole per la spesa sanitaria e ovviamente un bel passo avanti per tutti noi, che potremmo risparmiarci ogni anno quella serie di malanni stagionali legati all’influenza, specialmente quando una ricaduta dopo l’altra ce la dobbiamo sorbire più volte in un solo inverno. Si tratta di un vaccino universale che è attualmente allo studio tra California e Paesi Bassi. I ricercatori fanno sapere di aver fatto un ulteriore passo avanti per avvicinarci alla messa a punto di questo nuovo vaccino.
Gli scienziati stanno cercando di fornire al sistema immunitario un aiuto consistente che abbia un raggio d’azione molto ampio e soprattutto a lungo termine. Stanno lavorando su più fronti, sperando di poter contrastare con un unico vaccino la famigerata spagnola come la cinese senza trascurare l’influenza suina che ha terrorizzato il mondo da un paio d’anni a questa parte.
Via | Telegraph
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Secondo il servizio di prevenzione interattiva dell’influenza ”Che influenza fa” sul sito del Ministero della Salute, il picco dell’influenza arriverà dal 31 gennaio al 13 febbraio prossimi e potrebbe coinvolgere dai 3 ai 5 milioni di italiani. Una valida difesa può arrivare anche dalla tavola se ci alimentiamo nel modo giusto con cibi che rafforzano le difese immunitarie, con l’apporto di vitamine e altre sostanze antiossidanti e ricca di alimenti energetici e nutrienti, in grado di dare il giusto apporto di fibre, ferro, sali minerali.
Le vitamine più importanti in questo tipo di alimentazione sono la vitamina C, dalle proprietà antiossidanti e toccasana per il sistema immunitario, presente soprattutto nella frutta fresca di stagione, come i nostri agrumi (arance, clementine, etc.) e i kiwi; la vitamina A, presente in numerose verdure di stagione, oltretutto ricche anch’esse di vitamina C e sali minerali, come spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti; la vitamina B, che coadiuva l’organismo nel trasformare il cibo in energia, e si trova soprattutto in cereali integrali, avena, carne rossa, verdure a foglia verde (cavolfiori, broccoli, spinaci), tuorlo d’uovo e ceci; la vitamina D, ottimo sostegno per il sistema immunitario e per l’umore, che d’inverno, a causa della diminuita luce solare, è bene assumere tramite i cibi che maggiormente la contengono, come pesce, fegato, latte e uova; è utile anche assumere vitamina E attraverso frutta secca e olio extra vergine di oliva.
La dieta invernale deve apportare calore, energia e nutrimento, unendo e bilanciando gusto e salubrità. Un alimento molto utile in questo è il miele, ottimo dolcificante, soprattutto a colazione, insieme al latte. Fondamentali anche i legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché oltre ad apportare energia contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali, in più contengono lecitina, fonte di fosforo ed immunizzante per le infezioni batteriche.
Via | Coldiretti
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Come ogni anno dobbiamo fare i conti con l’influenza stagionale e già una larga fetta di italiani, me inclusa, s’è giocata il primo round. Io sono convinta d’averla presa durante una lunga fila all’ufficio postale, circondata com’ero da gente che starnutiva e si soffiava il naso, inclusa l’impiegata allo sportello che m’ha restituito il resto subito dopo aver tossito nella mano.
Paranoie? Solo in parte perché alcuni ricercatori inglesi sono giunti alla medesima conclusione suggerita dalla mia esperienza: l’influenza la prendiamo soprattutto sull’autobus e per estensione sui mezzi pubblici molto affollati e nei luoghi che prevedono la permanenza di molte persone insieme.
Il virus si diffonde più rapidamente ed è facile beccarsi il malanno sulla linea che giornalmente si percorre per andare a lavorare. Il rischio, secondo la ricerca citata, è di sei volte superiore. Cosa possiamo farci? Poco, oltre ad aspettare che passi: lavarsi bene le mani con regolarità, coprirsi naso e bocca starnutendo e soprattutto… cercare di stare lontani per quanto si possa da chi non lo fa!
Via | Physorg
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