I governi le stanno provando tutte per limitare o addirittura riuscire ad estirpare il vizio del fumo, che rappresenta una voce consistente della spesa sanitaria per le patologie che comporta anche se talvolta, com’è nel caso dell’Italia, rappresenta nel contempo anche una fonte di introito per via dell’esistenza del monopolio.
Tra chi propone di riportare sui pacchetti immagini raccapriccianti di polmoni malati e chi suggerisce di eliminare l’espositore dalla vista nelle tabaccherie c’è anche chi propone di rendere anonimi i pacchetti e chi invece di ridurne le dimensioni. Nessuno che si preoccupi troppo, pare, di portare avanti una capillare e impegnata campagna di sensibilizzazione che prescinda dal terrorismo e dalla repressione e spieghi quali sono i rischi a partire dall’educazione alla salute.
La questione delle dimensioni dei contenitori tuttavia potrebbe produrre qualche effetto positivo, visto che già l’applicazione di questo criterio è ampiamente utilizzato dai produttori alimentari, per esempio, per indurre al consumo dei propri prodotti. Si propone dunque di commercializzare solo pacchetti di sigarette da 10 anziché da 20.
Secondo i promotori dell’iniziativa ciò potrebbe indurre chi fuma a fumare meno. Siamo sicuri? Cosa impedirebbe ad un fumatore di acquistare due pacchetti da 10 sigarette anziché uno da 20?Le statistiche dicono che chi fuma meno ha più probabilità di finire per smettere e dunque questa misura, per quanto non applicabile a tutti i fumatori e non certo risolutiva, potrebbe comunque avere qualche effetto positivo. Voi cosa ne pensate?
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La stretta è decisa: molti sono i paesi che negli ultimi anni hanno adottato severe misure anti-fumo, a cominciare dal rialzo dei prezzi e dal divieto di fumare nei locali pubblici fino ad arrivare a proposte più estreme come riportare sui pacchetti le immagini dei danni che provoca il fumo ai polmoni al posto delle sole descrizioni che pare non abbiano sortito alcun effetto. Dall’Australia arriva la notizia della prossima adozione, entro fine del 2012, di quest’ultima misura.
Le immagini delle malattie che fumare provoca a chi non riesce ad abbandonare il vizio verranno riportate obbligatoriamente sulle confezioni di tutte le marche di sigarette, con esplicite rappresentazioni di quel che accade quando si incorre in un tumore ai polmoni o alla bocca. Queste immagini dovranno occupare almeno il 75% della parte anteriore del pacchetto e il 90% dello spazio posteriore.
Le aziende produttrici si sono opposte con forza all’iniziativa del governo, come c’era da aspettarsi, sin da quando la proposta era stata lanciata nell’Aprile scorso con lo stanziamento di fondi destinati esplicitamente alla riduzione drastica del fumo tra la popolazione. Staremo a vedere come andrà a finire e quali effetti si otterranno.
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La ricerca si riferisce all’America perché si tratta del rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention che spiega quali sono i luoghi di lavoro dove si tende a fumare di più, specificando quali categorie di persone sono le più accanite consumatrici di tabacco anche in relazione al tipo di mestiere che svolgono. Si tratta di minatori, dipendenti delle ditte di costruzione, lavoratori della ristorazione.
I controlli e i divieti hanno fatto la loro parte nella limitazione del fumo sul luogo di lavoro e nei luoghi pubblici, com’è noto anche da noi in Italia, che ormai da diversi anni ha aderito a campagne di dissuasione dal consumo del tabacco. Restano però ancora elevate le percentuali di fumatori, specialmente tra alcune categorie di lavoratori, appunto.
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Una ricerca americana ha scoperto che gli uomini che smettono di fumare migliorano non solo il proprio benessere fisico e la propria salute, ma anche per prestanza a letto, con un notevole miglioramento della vita sessuale. Il fumo può influire sulla performance sessuale, quindi? Sembra proprio di sì. Gli studiosi si domandano se non possa questa notizia servire da stimolo ai più giovani che hanno iniziato a fumare da pochi anni e che potrebbero più facilmente trovare la motivazione per smettere il prima possibile.
Gli esperimenti non hanno lasciato spazio a dubbi: l’eccitazione, la soddisfazione, la risposta allo stimolo della libido crescono quando si smette di fumare rispetto alla reazione di chi invece continua a dipendere dalle sigarette. Altri studi avevano già dimostrato il legame che poteva esistere tra disfunzioni sessuali, impotenza e cattive abitudini di vita, soprattutto il fumo.
Vero è che gli esami di laboratorio non rendono sempre perfettamente tutte le condizioni reali che si verificano in camera da letto, ma resta vero anche che l’impatto del fumo non può avere di sicuro risultati positivi su nessun aspetto della nostra vita e che se c’è un’altra, l’ennesima buona ragione per smettere è il caso di pensarci un po’ più seriamente di quanto non si sia fatto fino ad ora. Che ne dite?
Via | Msnbc
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Tra le mille virtù dell’attività fisica, senz’altro questa è da tenere in considerazione in particolare se abbiamo un figlio adolescente: secondo un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori della West Virginia University l’attività fisica, anche in piccole dosi o moderata, può aumentare notevolmente le probabilità di un adolescente di smettere di fumare, in particolare per i maschietti.
I ricercatori precisano che la relazione tra la pratica dello sport e smettere di fumare è più forte per i ragazzi, solo perché sono più attivi fisicamente rispetto alle ragazze, che sembrano perdere interesse all’esercizio nel corso della loro adolescenza.
Lo Studio, ha monitorato per sei mesi 233 studenti dell’Ovest Virginia, compresi tra 16 anni e mezzo e 19 anni, tutti fumatori di minimo mezzo pacchetto al giorno, e di un pacchetto intero nei giorni del fine settimana. Molti di loro hanno iniziato a fumare intorno agli 11 anni.
Una curiosità: lo Stato della Virginia è il paese degli stati Uniti con il più grave problema di fumo negli adolescenti.
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Sapevi che il rischio per la salute in una donna che fuma è maggiore rispetto ad uomo? E che il fumo è la causa di invecchiamento precoce?
E che:
i capelli diventano fragili a causa della disidratazione della cute della testa;
a causa della costante irritazione del bulbo oculare provocata dal fumo di sigarette si sviluppano spesso congiuntiviti;
che la nicotina porta alla decolorazione dei denti, aumentando la probabilità di malattie gengivali;
che a causa del fumo l’alito è perennemente cattivo;
che il fumo può cambiare la voce;
e che le donne che fumano possono incorrere nella menopausa 1-2 anni prima rispetto ai non fumatori, oltre ad avere rughe e capelli grigi prima?
Che tra le donne fumatrici vi è una maggiore frequenza di cancro cervicale?
E che le donne fumatrici necessitano di più tempo rispetto alle non fumatrici, per rimanere incinta e hanno una maggiore probabilità di aborti accidentali?
Continua a leggere: I rischi del fumo per le donne: sapevi che...?

Tante le misure e le proposte per cambiare l’atteggiamento delle persone nei confronti delle sigarette: alcuni paesi hanno deciso di illustrare i pacchetti con immagini di polmoni devastati e cancri disgustosi; altri hanno optato per pacchetti anonimi, senza contrassegni evidenti, o per spostare le sigarette nel retro dei negozi, in modo che non vengano esposte alla vista del pubblico. Le diverse misure, divieti di fumare nei luoghi pubblici incluso, hanno sortito vari effetti, ma non troppo incisivi sul vizio del fumo, almeno per il momento.
Sono utili per scoraggiare chi comincia, ma non chi ormai è un fumatore incallito da tutta una vita. Eppure i tempi sono davvero molto cambiati, per quanto ci paia di non fare importanti passi avanti. Negli anni Cinquanta le sigarette venivano addirittura consigliate dai medici per migliorare la salute della gola, come dimostrano alcune pubblicità vintage che vi proponiamo in gallery, per mostrarvi quanta strada sia stata fatta. Oggi, per esempio, la pubblicità delle sigarette è esplicitamente vietata in molti paesi.
Continua a leggere: Pubblicità sigarette: come cambiano i tempi
Vi alzate, prendete il caffè, vi stiracchiate un po’ e vi godete la prima sigaretta del giorno, forse quella che considerate più rilassante, irrinunciabile per avviare la giornata. È anche quella che vi fa più male, secondo uno studio recente che spiega: la prima sigaretta del giorno, fumata in particolare entro i primi trenta minuti dal risveglio, è quella che più di tutte le altre aumenta il rischio di sofferenze cancerose a carico dei polmoni, della testa e del collo.
La spiegazione risiede nei livelli di nicotina, che già altri studi avevano sottolineato in precedenza. Non conta solo il numero di sigarette che si fumano ogni giorno e gli anni durante i quali dura il vizio del fumo, ma influisce molto anche il momento della giornata in cui si fuma, dunque.
Durante i primi cinque minuti dal risveglio la nicotina aumenta fino a 437 nanogrammi/ml; tra i sei e i trenta minuti dopo fino a 352 ng/ml; dopo un’ora fino a 215 ng/ml. Chi fuma meno appena alzato abbatte il rischio di tumori rispetto a chi non sa resistere e deve accendere la prima sigaretta appena scende dal letto. Certo l’ideale sarebbe smettere, no?
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La lotta contro il fumo nel mondo si sta facendo sempre più dura. E dopo il divieto di fumare in luoghi pubblici implementato a New York un mesetto fa, adesso è l’Islanda a prendere una posizione decisa contro il tabagismo. Nella sede del parlamento a Reykjavik si sta infatti considerando di bandire totalmente le sigarette dai negozi: le persone con più di 20 anni munite di prescrizione medica potrebbero presto essere le sole autorizzate a comprarsi un pacchetto di bionde in farmacia.
Questa iniziativa fa parte di un piano decennale che prevede anche il divieto di fumare in luoghi pubblici - inclusi parchi e marciapiedi - così come nelle macchine dove sono presenti dei bambini. L’Islanda vuole inoltre applicare la stessa strategia implementata dall’Australia, dove le compagnie produttrici di tabacco sono state obbligate a vendere sigarette in anonimi pacchetti marroni con messaggi anti-fumo al posto delle marche.
Continua a leggere: Islanda: sigarette solo in farmacia con prescrizione medica?
È diventato parte della nostra vita quotidiana e qualche volta ci dà da pensare relativamente ai suoi possibili effetti negativi, ma il telefonino ha anche dimostrato di avere qualche ricaduta positiva. Ci rende per esempio più reattivi, ma può aiutarci anche a smettere di fumare. Come? Attraverso l’uso degli sms.
La rivista Lancet ha pubblicato di recente uno studio che consisteva nell’inviare quotidianamente degli sms motivazionali per fornire supporto psicologico a chi cercava di smettere di fumare. Pare che i risultati di questo esperimento siano stati inaspettatamente positivi, perché il tasso di fumatori che ha abbandonato il vizio è aumentato, in sei mesi, del doppio rispetto al gruppo che doveva provare a smettere con i soliti metodi tradizionali.
I messaggi erano cinque al giorno per le prime settimane, poi abbassati a tre per ogni settimana e calibrati in modo da essere personalizzati, perché il fumatore che si sentiva vacillare poteva mandare un sms di richiesta d’aiuto con la parola chiave crave (aver voglia) o lapse (mancanza), ricevendo un messaggio su misura, con l’aiuto di professionisti della motivazione.
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