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Tutti gli articoli con tag fruttosio

Troppo fruttosio rallenta il cervello, nuova accusa per bibite gassate

pubblicato da si.sol.

fruttosio in bibite gassate rallenta il cervello

Troppi zuccheri rallentano il cervello. A finire sotto accusa sono nuovamente le bibite gassate e zuccherate: a compromettere memoria e apprendimento è, infatti, il fruttosio che viene aggiunto a diversi prodotti alimentari, soft drink inclusi. A dare l’ennesimo buon motivo per non consumare queste bevande è uno studio pubblicato sul Journal of Physiology in cui Fernando Gomez-Pinilla e Rahul Agrawal, ricercatori dell’Università della California di Los Angeles, hanno dimostrato che troppo fruttosio può letteralmente rendere stupidi.

Gli esperimenti che hanno permesso di giungere a questa conclusione hanno previsto di insegnare a due gruppi di ratti come percorrere un labirinto. Dopo avere alimento per 6 settimane gli animali con una dieta ricca di zucchero o con un’alimentazione salutare, i ricercatori hanno verificato la capacità dei ratti di ricordare la via verso l’uscita. Gli animali cui erano stati dati molti zuccheri si sono dimostrati più lenti. Alla base di questo fenomeno c’è una minore sensibilità delle cellule del cervello all’azione dell’insulina. Gli autori ipotizzano che una quantità eccessiva di glucosio possa bloccare la capacità di questo ormone di regolare l’uso e l’immagazzinamento degli zuccheri necessario per processare i pensieri e le emozioni.

Gomez-Pinilla ha spiegato che

a lungo termine una dieta ad alti livelli di fruttosio altera le capacità del cervello di imparare e ricordare le informazioni.

L’esperto ha anche sottolineato la differenza tra il fruttosio contenuto naturalmente nella frutta e quello che viene aggiunto alle preparazioni alimentari:

siamo preoccupati per lo sciroppo di mais ricco di fruttosio che viene aggiunto ai prodotti alimentari confezionati come dolcificante e come conservante.

Meglio, quindi, preferire uno yogurt alla frutta ai dolci confezionati o proteggere il cervello dall’azione dannosa dello zucchero introducendo nella propria alimentazione cibi ricchi di omega 3, come il salmone e le noci. Lo stesso studio ha, infatti, dimostrato che questi nutrienti possono aiutare a limitare i danni del fruttosio.

Via | DailyMail
Foto | Flickr

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Tutti i modi di dire zucchero

pubblicato da fritha

sugarLo zucchero è considerato insieme ai grassi il vero colpevole del nostro sovrappeso ed è in effetti vero ma solo quando se ne abusa esagerando con le quantità senza mantenere un giusto equilibrio tra i vari nutrienti. Di fatto però lo zucchero si trova anche dove non ce lo si aspetta in senso stretto e si nasconde sotto nomi sempre diversi che in fondo si riferiscono sempre al medesimo nutriente. Vitonica ha elencato tutti i modi di dire zucchero. Così possiamo riconoscerlo sempre sulle etichette nutrizionali.

  • Zucchero di canna
  • Miele di canna
  • Miele di mais
  • Sciroppo di mais
  • Zucchero da pasticceria
  • Zucchero bruno
  • Destrosio
  • Fruttosio
  • Saccarosio
  • Concentrato di succo di frutta
  • Glucosio
  • Miele
  • Zucchero invertito
  • Miele di malto

Foto | Flickr

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I succhi di frutta non sono salutari come sembrano

pubblicato da Nadia Bramante (theBride)

glass of orange juiceTempo fa ho notato che al negozietto davanti a casa mia, così come a molti altri, ogni mattina insieme al latte fresco arriva anche il succo d’arancia in bottiglie di vetro trasparente uguali a quelle del latte. Viene spontaneo pensare che il succo in questione sia stato appena spremuto e che venga consegnato giornalmente perchè facilmente deperibile.

Vittima di un raffreddore tremendo, un giorno mi sono decisa ad acquistare una delle suddette bottiglie di succo d’arancia per via della vitamina C. Una volta arrivata a casa però mi sono accorta con stupore che la microscopica scritta sul tappo diceva “da concentrato” e che quindi di naturale e fresco questo succo aveva ben poco. Inutile dire che mi sono sentita immediatamente fregata, soprattutto perchè il prezzo era quello di una spremuta fresca, non certo di un concentrato allungato.

Si sa che purtroppo per vendere di più molte case produttrici usano spesso trucchi da prestigiatore e cercano di farci percepire il prodotto per quello che in verità non è. Sta a noi consumatori cercare di capire cosa c’è davvero dietro l’immagine che ci viene proposta, e in particolare nel ramo dei succhi di frutta, sembra che i prodotti non facciano così bene come le aziende ci vogliano far credere.

Questo articolo di Megnut tratta l’argomento in maniera molto interessante, concentrandosi sul fatto che nella maggior parte dei casi, i succhi di frutta contengono un’altissima percentuale di zuccheri che da sola basterebbe ad annientare le presunte virtù salutari di questo tipo di prodotti. Il fatto che siano derivati dalla frutta infatti non vuol dire che facciano bene al nostro organismo.

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Lo zucchero fa venire fame?

pubblicato da francesca camerino

Lo zucchero fa venire fame? Spesso quando mangiamo una bella fetta di torta non ci sentiamo soddisfatti ma ne vorremmo un’altra e un’altra ancora. Direte voi, è naturale perchè la torta è buona e chi è goloso non può farne a meno. In realtà il motivo è un’altro.

Sul blog FitWoman, si fa un esempio comparando una tazza d’avena senza zuccheri aggiunti con una porzione di Fruity Pebbles, dei cereali con zuccheri aggiunti.

Secondo quanto segnalano, il minore o maggiore appetito dipende dalla presenza o meno degli zuccheri aggiunti. Gli zuccheri aggiunti (zucchero di canna, zucchero bianco, sciroppo di fruttosio, miele, sciroppo d’acero) sono tutte forme di saccarosio. Il saccarosio è un disaccaride, composto da glucosio e fruttosio. Un amido come la farina d’avena è composto principalmente da catene di glucosio, ma non contiene il fruttosio presente negli zuccheri aggiunti. Quindi è il fruttosio ad essere la causa principale dell’ aumento della fame per il suo effetto su leptina, grelina, produzione di trigliceridi, e risposta insulinica.

Foto | Flickr

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La sbornia si cura con il miele

pubblicato da fritha

ape mieleCi avete dato dentro con spumante e liquori durante le feste? Ci sono vari rimedi per prendersi cura di una sonora sbornia o dei postumi del giorno dopo ma la novità che arriva da Londra svela le proprietà del miele anche in questi casi.

Il fruttosio contenuto nel miele, infatti, aiuta a metabolizzare l’alcol e ad evitare che il corpo si intossichi letteralmente con l’acetaldeide, che è la forma dell’alcol metabolizzato dal nostro organismo. Questa sostanza viene degradata grazie all’intervento del fruttosio.

I consigli della Royal Society of Chemistry inglese per alleviare i sintomi di una sbornia alcolica: mangiare un toast con abbondante miele sopra; prediligere gli alcolici trasparenti perché quelli colorati contengono ulteriori sostanze dannose; bere del latte che rallenta l’assorbimento dell’alcol; bere molta acqua per contrastare la disidratazione provocata dall’alcol. Ma il consiglio migliore resta sempre quello di non esagerare.

Foto | Flickr

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Differenze nutrizionali tra frutta matura e frutta acerba

pubblicato da fritha

meloneNon viene in mente a nessuno di mangiare la frutta acerba e farsi venire il mal di pancia rinunciando anche al gusto, ma c’è chi preferisce la frutta meno matura a quella più succosa. Inoltre spesso capita di acquistarla ancora più soda del normale in modo che non vada a male nel cestino di cucina. Ma sapete che ci sono notevoli differenze nutrizionali nella frutta se consumata subito prima della sua piena maturazione o quando è invece perfettamente matura? Ecco quali sono.

Non pensiate che sia sempre peggio mangiare la frutta meno matura. Quella perfettamente matura contiene più fruttosio ed è quindi più dolce e saporita, ma la frutta meno matura è invece più ricca di clorofilla e dunque di minerali che nella frutta matura sono andati perduti a causa dell’ossidazione. Si può dire invece che a prescindere dal grado di maturazione il contenuto di fibre è più o meno equivalente.

Tutto cambia invece se consideriamo la digestione: la frutta meno matura è più difficile da digerire, ma al tempo stesso quella più matura fermenta di più a causa del maggior contenuto di fruttosio, il che può essere un problema per chi ha difficoltà digestive e soffre di gonfiore addominale. Difficile scegliere, vero? A questo punto non esiste una regola generale, ma bisogna optare per le condizioni più adatte alle proprie esigenze (e gusti).

Foto | Flickr

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Il momento migliore della giornata per mangiare la frutta

pubblicato da fritha

fruttaFa bene, ed è un fatto. Ma qual è il momento migliore della giornata per mangiare la frutta ottimizzandone le proprietà? Qualcuno dice che mangiarla a fine pasto non è una buona scelta mentre altri riservano alla frutta lo spuntino di metà mattina o la merenda. Chi avrà ragione? Le preferenze personali, indubbiamente, restano intoccabili, ma vediamo di capire quando sarebbe meglio consumare la frutta e perché.

La fine del pasto è il momento peggiore che possiamo scegliere per mangiare un frutto perché la digestione lunga tipica di un pasto principale viene ulteriormente allungata dalla fermentazione che avviene nello stomaco. Sarebbe meglio per questa ragione mangiare la frutta da sola, a stomaco vuoto tra un pasto e l’altro, preferibilmente come spuntino spezzafame.

Questa scelta migliora anche l’assorbimento dei principi nutritivi della frutta, tra cui importanti vitamine e minerali. Il contenuto di fruttosio, poi, assicura energia anche senza associare allo spuntino altre fonti energetiche. Ottima la scelta della frutta per lo spuntino pomeridiano perché il metabolismo è già più lento rispetto alla mattina e non avrà difficoltà nell’assimilare un frutto. Ma è bene anche associare un po’ di frutta alla colazione.

Foto | Flickr

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Proprietà e virtù del fico d'India

pubblicato da missunderstanding

fico d'indiaDopo avervi parlato delle proprietà e virtù del fico, oggi parliamo dell’ultimo tra i frutti dell’estate, il fico d’India che arriva a chiudere la stagione e a lasciarci in bocca quel suo sapore particolare, che varia a seconda dei colori. Originario del Messico, il fico d’India è diffuso lungo tutto il bacino del Mediterraneo, dove cresce ormai spontaneamente, resistendo a siccità e aridità dei terreni.

Il fico d’india ha une levato valore nutrizionale: il frutto contiene fosforo, calcio e vitamina C e la polpa fresca è ricchissima di fruttosio, glucosio e saccarosio.

Tra le proprietà terapeutiche del fico d’india ci sono quelle diuretiche: il fico d’India facilita la diuresi e favorisce l’eliminazione dei calcoli renali; in più, contribuisce ad abbassare il colesterolo e favorisce la perdita di liquidi.

Tra i benefici immediati del fico d’India, invece, ci sono le sue proprietà dissetanti, il suo potere energetico, e i suoi valori nutrienti, che lo rendono il frutto ideale per l’inizio dell’autunno. Correte dal fruttivendolo ad accaparrarvi gli ultimi fichi d’India della stagione in base al vostro colore preferito!

Foto | Flickr

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Glucosio vs fruttosio, la battaglia degli zuccheri

pubblicato da missunderstanding

glucosio vs fruttosioAlcuni ricercatori dell’Università della California hanno condotto una ricerca per cercare di risolvere la questione degli zuccheri, cioè scoprire quale zucchero, tra glucosio e fruttosio, sia meno dannoso per l’organismo umano.

I ricercatori hanno indagato gli effetti dei due zuccheri su un gruppo di persone sovrappeso, pazienti con problemi di obesitào e su alcuni volontari che per 10 settimane hanno bevuto bibite dolcificate con entrambi gli zuccheri.

I risultati, pubblicati sul Journal of Clinical Investigation, dimostrano che l’aumento di peso conseguente all’assimilazione degli zuccheri è uguale, ma coloro che hanno bevuto bibite dolcificate con il fruttosio presentano uno strato più grosso di grasso intra-addominale.

Voi, nella battaglia degli zuccheri, vi schierate dalla parte del glucosio o preferite il fruttosio? Quale dei due consumate abitualmente?

Foto | Flickr

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Fichi frutti ricchi di benefici

pubblicato da fritha


Stagione estiva e voglia di frutta fresca? Al piacere di uno spuntino succulento si aggiungono anche i benefici di un pasto capace di apportare vitamine e minerali in quantità. È il caso, per esempio, dei fichi, ricchi di zuccheri come saccarosio, glucosio e fruttosio, ottima fonte di energia subito disponibile e assai più sani degli zuccheri raffinati che assumiamo con merendine e bevande dolcificate.

Ma non solo: sono ricchi anche di fibre, che aiutano il transito intestinale, e minerali come potassio, calcio e magnesio, preziosi per l’organismo, insieme alla provitamina A, che aiuta a proteggere il sistema immunitario e vitamina A, per proteggere la vista. La prossima volta che mangerete dei fichi lo farete con maggior consapevolezza e più gusto, no?

Via | NutriciònPro.com

Foto | Flickr

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