Il fegato, si sa, è un organo fondamentale che assicura all’organismo la giusta depurazione, agendo praticamente da filtro. E per depurare invece il fegato, quando è sovraccarico? Possiamo accogliere qualche buon consiglio per migliorare il proprio comportamento a tavola e non affaticare troppo il fegato con un surplus di lavoro. Da evitare però le cosiddette diete depurative, spesso troppo drastiche. In caso di problemi in ogni caso è importante chiedere il parere del medico. Se invece desiderate solo stare più attenti al benessere del vostro fegato cominciate dalla tavola.
Eliminate tutto ciò che è troppo elaborato, ricco di grassi saturi, fritti e dolci particolarmente complessi nella preparazione. Via anche alcol e tabacco, tossine pure per il povero fegato e non solo. Quando possibile sceglierete cibi di produzione biologica, che vengono sottoposti ad un processo di lavorazione ridotto rispetto a quelli di produzione industriale.
È utile anche prestare attenzione ai metodi di cottura, preferendo quella al vapore, alla piastra, in pentola con semplice acqua bollente. Meglio ridurre o eliminare la frittura ed evitare i cibi precotti. Bevete acqua minerale oppure filtrata, con residuo fisso basso.

Finisce nuovamente sul banco degli imputati la carne rossa, che secondo una ricerca pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute, è collegata all’aumento di malattie a carico del fegato.
Motivo? Detengono un elevato contenuto di acidi grassi saturi. “Chi ne fa un grande uso –ha spiegato Renato Talamini, direttore dell’Unità di epidemiologia clinica e valutativa di Aviano, anch’egli giunto alle stesse conclusioni- è più esposto al rischio di molti tumori, compresi quelli del fegato; viceversa, i grassi monoinsaturi e polinsaturi (di olio di oliva, olio di semi di girasole, pesce), proteggono dal cancro, naturalmente a patto di farne un uso abituale ma moderato“.
Le ricerche hanno evidenziato che, al contrario, le carni bianche, essendo più magre, hanno una concentrazione sensibilmente minore di acidi grassi saturi. In tal senso, consumare carni bianche (ma anche di pesce ricco di Omega-3 e verdure ricche di vitamine e antiossidanti), riduce di molto il rischio di contrarre malattie ed aiuta a prevenire tumori.
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Il fegato è un organo le cui cellule hanno il compito di neutralizzare le tossine nell’organismo. Un valido aiuto per disintossicare e stimolare il funzionamento regolare del fegato può giungere da una serie di erbe che hanno proprietà diuretiche e disintossicanti.
Oggiggiorno, elementi come fumo passivo, inquinamento, pesticidi, detersivi, solventi industriali, additivi nel cibo, batteri, farmaci (l’elenco sarebbe infinito…) causano gran parte dei danni al fegato, ma per prevenirli si può far uso di erbe che depurano l’organo interno (così prezioso per le sue funzioni biologiche, addirittura più importanti di quelle del cuore), aumentando la produzione della bile che permette la costruzione dei tessuti del fegato. Una regolare produzione di bile nel corpo, in effetti, disperde tossine nocive e rifiuti.
Ecco 5 erbe principali che agiscono da epatoprotettori:
Curcuma - Usata nella medicina ayurvedica da sempre, depura il fegato. E’ un antiossidante che stimola la creazione e la produzione di bile. Ciò consente il raddoppio della produzione regolare, ed è quindi una grande beneficio per l’organismo. La curcuma contiene la curcumina, un composto che aiuta nel trattamento dei calcoli biliari e aumenta la produzione di bile.
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La steatosi epatica (aumento del contenuto di grasso all’interno delle cellule del tessuto epatico, più semplicemente definita come “fegato grasso”) è causata da una dieta scorretta e da uno stile di vita poco sano: si tratta di un disturbo in netta crescita in tutto il mondo occidentale che predispone a un aumento dell’insorgenza di sindrome metabolica e di diabete di tipo 2.
Quando non si è bevitori, è frequentemente causata da sovrappeso, obesità, alto tasso di colesterolo e soprattutto di trigliceridi nel sangue, diabete ed altre malattie metaboliche (in particolare l’epatite C) e dall’assunzione di numerosi farmaci (es. estrogeni, corticosteroidi).
Mirtilli, lamponi, fragoline di bosco, ribes e frutti di bosco in generale non sono soltanto una delizia per il palato ed un concentrato di antiossidanti, ma sono anche un potentissimo scudo contro le malattie metaboliche, come appunto la steatosi epatica.
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Il fegato è uno degli organi più importanti del nostro corpo perché spetta a lui il compito di filtro del nostro organismo. Oltre a prestare attenzione all’eccesso di grassi, alcol e medicinali, ci si può prendere cura del nostro fegato e del suo buon funzionamento anche attraverso una serie di vitamine – contenute nel cibo della nostra alimentazione quotidiana – che ne determinano il corretto funzionamento.
Sono essenzialmente la vitamina B1 o tiamina, la B6 o piridossina, la B 12 o cianocobalamina. In caso di carenza si possono assumere anche attraverso integratori vitaminici, ma si trovano già anche nei cibi. Vediamo quali.
La vitamina B1 si trova soprattutto in cereali integrali, soia, legumi, carne di maiale. La vitamina B6 si trova nel germe di grano e nella birra e anche in cereali integragli, legumi, frutta secca. Ma è presente pure, in minori quantità, in banane, verdura a foglia verde, avocado. La vitamina B12, infine, si trova in uova, latticini, carne e pesce, prodotti fermentati della soia.
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Nelle tradizioni popolari, veniva usata tritata per una rapida guarigione delle piaghe cutanee. E’ una pianta d’aspetto simile al trifoglio ma più elegante sia per portamento che per la delicata bellezza dei fiori. Un tempo se ne estraeva l’acido ossalico per vari usi: pulizia di oggetti in cuoio, trattamento delle macchie di inchiostro e di ruggine. I contadini, invece, se ne servivano per predire il tempo: all’approssimarsi della notte le foglie si chiudono, se di giorno – rialzandosi - sono ancora chiuse vuol dire che si annuncia un temporale.
L’Acetosella (Oxalis Acetosella), il cui nome deriva dal greco “Oxys” letteralmente “acido” (è riferito al suo tipico sapore acidulo), è un ottimo antinfettivo, purifica il sangue, è diuretico, depurativo, febbrifugo e rinfrescante. Si utilizza la pianta fresca raccogliendone le radici e le foglie ancora tenere, mentre la pianta essiccata perde le sue proprietà.
Le foglie si mangiano sia crude che cotte. Trova quindi impiego in fresche insalate rinfrescanti primaverili, nella cura di dermatosi e ascessi, in caso di piccole ulcere dell’apparato orale. Il suo alto contenuto di vitamina C la rende pianta antiscorbutica.
Il cardo mariano è una pianta appartenente alla famiglia delle Composite. La parte della pianta utilizzata a scopi medicinali è rappresentata dai frutti, che contengono dei principi attivi amari, denominati flavolignani, che formano il complesso della silimarina.
La silimarina ha una forte azione antiossidante ed epatoprotettrice, che la rendono indicata in tutte le forme di sofferenza del fegato, di varia origine: alcolica, tossica, virale, da farmaci, ecc. Ha addirittura mostrato una capacità antiossidante di ben 70 volte superiore alla vitamina E. In particolare, poi, il meccanismo d’azione di questo fitocomplesso, è sia di tipo protettivo, si adi rigenerazione del fegato.
La silimarina può però provocare interazioni con alcuni farmaci, tra cui l’aspirina, il cui metabolismo è alterato dalla contemporanea assunzione di similarina e chemioterapici. In quest’ultimo caso si tratta però di interazione positiva, perchè la silimarina protegge il fegato dall’azione di questi farmaci.
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Le unghie sono il campanello d’allarme per malattie della pelle come la psoriasi, ma lo sono anche per disturbi dell’intero organismo che possono essere curati subito. Fate quindi attenzione al colore delle vostre unghie per capire se si tratta di una semplice variazione di colore o se il colore è il segno di qualcosa di più grave.
La comparsa piccoli puntini bianchi o gialli può essere segno di una onicomicosi, un’infezione delle unghie dovuta ad un fungo, che può estendersi alla pelle. I funghi sono tra le infezioni più comuni ed un dermatologo saprà consigliare i la cura più adatta per evitare la diffusione.
Una variazione di colore tendente al verde è spesso causata dal batterio dell’acqua pseudomonas. Il batterio non colpisce solo le unghie, ma causa problemi anche alle vie respiratorie. Il rimedio naturale d’emergenza è immergere le mani nell’aceto prima di ricorrere al medico che potrebbe prescrivere un antibiotico.
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La virtù principale del Chrisanthellum, pianta originaria delle savane d’America, sta nella sua azione benefica sul sistema circolatorio: il chrisanthellum migliora la circolazione e la microcircolazione delle estremità. La pianta, impiegata per curare colore che soffrono di cattiva circolazione ai piedi e alle mani, è adatta anche a chi soffre di gambe pesanti e gonfie, e comincia ad avvertire i primi sintomi.
Grazie alla sua azione venotonica, il chrisanthellum dona sollievo alle gambe pesanti e combatte la cattiva circolazione. Tra i rimedi naturali per gambe e piedi gonfi, è quello più indicato proprio perché la ricchezza di flavonoidi e saponosidi del chrisanthellum agiscono sulle arteriti degli arti inferiori.
In più, il chrisanthellum protegge il fegato dagli eccessi alimentari e dalle intossicazioni, e svolge azione benefica contro i postumi dell’alcool.
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Prende l’appellativo “petasites” (derivante dal greco “petasos“) per via di un particolare tipo di cappello la cui forma richiamano le grandi foglie cuoriformi della pianta. Questa pianta è conosciuta anche con i nomi comuni di: “tossilagine maggiore”, “barde”, “lavassa”, “bàrdano domestico”, “erba per la tegna”, “lampazzo”, “petrasita” e “barbaz”.
Il Farfaraccio (Petasites hybridus L.) è spasmolitico con effetti analgesici. Per uso esterno le grandi foglie vengono usate, tritate o intere per alleviare bruciature ed infiammazioni; mentre le foglie fresche tritate possono essere applicate, unitamente al succo, sulle piaghe. L’infuso, invece, viene utilizzato nei casi di tosse come espettorante e per combattere le forme bronchiali.
Questa pianta è utile inoltre nei disturbi neuro-distonici del fegato e dello stomaco, nonché per spasmi intestinali, asma bronchiale e dismenorrea. In passato veniva utilizzato come diuretico, diaforetico e nelle affezioni delle vie respiratorie.