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Tutti gli articoli con tag esercizio fisico

Rischi della liposuzione: il grasso sulla pancia può aumentare

pubblicato da Silvia S.

Liposuzione senza esercizio aumenta grasso sulla pancia

Scegliere la liposuzione per eliminare il grasso accumulato sulla pancia non serve a nulla se dopo l’operazione non si fa esercizio fisico. Le donne che non si impegnano a mantenersi in forma rischiano di accumulare ancora più grasso intorno agli organi interni, un grasso ancora più dannoso rispetto a quello contenuto nella tanto odiata pancetta.

A raccomandare l’esercizio fisico per evitare questo effetto collaterale della liposuzione è Fabiana Benatti, ricercatrice dell’Università di San Paolo, che ha monitorato lo stato di salute di 36 donne che si sono sottoposte all’intervento. Due mesi dopo l’operazione a metà di queste pazienti è stato assegnato un programma di attività fisica consistente in camminate sul tapis roulant e esercizi a bassa forza tre volte alla settimana. Dopo 4 mesi, le donne che avevano continuato a condurre una vita sedentaria avevano ancora la pancia piatta, ma avevano accumulato il 10% in più di grasso intorno ai visceri. Al contrario, nelle pazienti attive non è stato osservato nessun aumento del grasso.

Benatti ha spiegato che il grasso non è un tessuto inerte:

rimuoverlo chirurgicamente può avere importanti conseguenze, come la crescita compensatoria del grasso viscerale, che può essere dannoso a lungo termine.

Infatti questo tipo di grasso ha un legame molto più stretto con il rischio di diabete di tipo 2 e di malattie cardiache rispetto a quello che si trova subito sotto alla pelle. Per questo gli esperti raccomandano di non utilizzare la liposuzione come un’alternativa a uno stile di vita caratterizzato da un’alimentazione sana, abbinata all’esercizio fisico.

Via | ABC Science
Foto | Flickr

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Lo spuntino ideale prima della palestra? Il crescione

pubblicato da Silvia S.

gli antiossidanti del crescione proteggono il DNA durante l'esercizio

Lo spuntino ideale prima di entrare in palestra è il crescione. Ma non confondetevi: non sto parlando della specialità romagnola fatta con la pasta della piadina, ma di quell’insalata dal gusto leggermente piccante imparentata con cavolfiori, cavoli e broccoli e talmente ricca di antiossidanti da proteggere il DNA dai radicali liberi che vengono prodotti durante l’esercizio fisico.

A svelare questa proprietà del crescione è uno studio condotto da alcuni esperti di sport britannici, pubblicato sul British Journal of Nutrition. I ricercatori hanno chiesto a 10 uomini giovani e in salute di mangiare tutti i giorni, per 8 settimane, 85 grammi di crescione. In seguito a tutti i partecipanti è stato chiesto di correre sul tapis roulant aumentando gradualmente l’inclinazione del tappeto. Poche settimane dopo l’esercizio è stato ripetuto senza, però, mangiare il crescione.

Confrontando campioni di sangue prelevati prima e dopo la corsa i ricercatori hanno scoperto che la dieta a base di crescione evita il danneggiamento del DNA associato all’esercizio fisico.

Mark Fogarty della Napier University di Edimburgo, primo autore dello studio, ha spiegato che

anche se siamo tutti consapevoli di quanto l’esercizio possa essere benefico per i nostri corpi, correre sul tapis roulant, alzare i pesi, o sottoporsi a livelli elevati di allenamento può avere i suoi costi. L’aumento della richiesta di energia nell’organismo può far accumulare radicali liberi che possono danneggiare il nostro DNA.

Tuttavia, il crescione aiuta ad aumentare i livelli di alcune vitamine dal potere antiossidante. Per chi non ama molto l’insalata, c’è un’altra buona notizia: secondo i ricercatori non c’è bisogno di mangiarlo tutti i giorni per proteggere il DNA mantenendosi in forma.

Via | British Journal of Nutrition
Foto | Flickr

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Rischio di Alzheimer? Le pulizie aiutano a spazzarlo via

pubblicato da Silvia S.

I lavori domestici riducono il rischio di Alzheimer

Le faccende di casa non sono il passatempo preferito della maggior parte delle donne. Incastrare lavoro e impegni domestici non è facile, ma riuscire a occuparsi di pavimenti, piatti e panni sporchi può avere i suoi vantaggi anche per la salute. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Neurology lavare, pulire e cucinare può, infatti, aiutare a ridurre il rischio di Alzheimer. E i benefici non riguardano solo le donne più giovani, ma anche quelle che hanno superato gli 80 anni.

Gli autori della ricerca hanno monitorato le attività quotidiane di 716 volontari di età media pari a 82 anni utilizzando un piccolo apparecchio. Il rischio di Alzheimer è stato, invece, valutato attraverso test specifici per la misurazione della memoria e delle capacità di ragionamento. I risultati sono stati sorprendenti: chi si è mostrato meno attivo aveva anche un rischio più che raddoppiato di sviluppare questa malattia rispetto a chi si impegnava quotidianamente nelle attività domestiche.

Aron Buchman del Rush University Medical Center di Chicago ha spiegato:

I risultati del nostro studio indicano che tutte le attività fisiche, incluso l’esercizio, ma anche attività come cucinare, lavare i piatti e fare le pulizie, sono associate a un minor rischio di Alzheimer. Questi risultati incoraggiano tutti i tipi di attività fisica anche in adulti di età molto avanzata che non possono effettuare i classici esercizi, ma che possono ancora trarre beneficio da uno stile di vita più attivo.

Di per sé un esercizio fisico regolare riduce il rischio di sviluppare disturbi di questo tipo fin del 45%. Tuttavia gli esperti sottolineano che è importante agire sullo stile di vita a diversi livelli, mantenendo il peso forma, smettendo di fumare e prediligendo la dieta mediterranea, ricca di antiossidanti e di pesce. Ma niente più casalinghe disperate: basta pensare ai benefici futuri per avere un buon motivo per passare lo straccio con un sorriso.

Via | DailyMail
Foto | Flickr

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Allenarsi con i bambini

pubblicato da fritha

Poco tempo e mille scuse per non andare in palestra? Allenatevi insieme ai bambini. Può essere la soluzione giusta per passare del tempo con loro senza trascurarli perché a sera siamo troppo stanchi e la spinta per superare le solite scuse che adducete a voi stessi quando non avete alcuna voglia di dedicarvi ad un po’ di attività fisica, che sia in casa, all’aperto o in palestra.

D’altronde prendersi cura dei bambini è qualcosa che va fatto comunque quindi giocare con figli, nipoti, fratellini, cuginetti o figli di amici e vicini di casa può essere quel che fa la differenza sotto il profilo dell’esercizio fisico costante nella vostra vita. Certo occuparsi dei propri bambini in casa è una sicurezza a più lungo termine di quanto non lo sia prendersi cura di bambini altrui una tantum.

Il vantaggio è che i bambini sono spesso dotati di energie sorprendenti anche dopo moltissime ore di gioco quindi intrattenersi con loro non rischia di trasformarsi in qualcosa di soporifero come la lunga serie di addominali che vi aspetterebbe in palestra. Come allenarsi con loro? Giocando. A pallone, al gioco del fazzoletto, a palla avvelenata, con una corsa in bici, una gara di corsa, un pomeriggio a pattinare. O semplicemente correndo loro dietro mentre girano per casa.

Via | Vitonica

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Esercizio fisico contro ansia, attacchi di panico e sociofobia

pubblicato da Paola

esercizio fisico

L’esercizio fisico svolto con regolarità apporta numerosi benefici al nostro equilibrio psicofisico. Il miglioramento dell’umore, in primis, grazie alla produzione di endorfine durante lo sforzo fisico. Dopo aver corso o aver praticato una qualsiasi attività fisica per almeno 20 minuti a ritmo sostenuto, una sensazione di benessere si propaga nel nostro organismo, ci sentiamo forti e riempiti di nuovo vigore, uno stato sia fisico che psichico.

I benefici dell’esercizio fisico sono ancora più evidenti in chi soffre di ansia, attacchi di panico, sociofobia, depressione e disturbi ossessivo-compulsivi. Ne parla Michael Otto, docente di psicologia della Boston University, in Exercise for mood and anxiety: proven strategies for overcoming depression and enhancing well-being.

Otto spiega che oltre cinquanta studi hanno dimostrato la capacità di alleviare lo stress, il senso di angoscia e l’ansia in diverse tipologie di pazienti, dagli anziani ai giovanissimi. Per ottenere dei risultati concreti contro i disturbi d’ansia, è sufficiente seguire un programma di allenamento di dieci settimane con sessioni di 30-40 minuti tre volte a settimana. I pazienti sottoposti a questo programma hanno ottenuto benefici che si avvicinavano ai risultati di un antidepressivo, la clomipramina.

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Fare le scale aumenta la salute e la produttività

pubblicato da Selisa

Vantaggi del fare le scale
Prediligere le scale all’ascensore non è più una prerogativa esclusiva degli attenti al girovita ma potrebbe diventare la scelta prediletta dagli economisti più attenti all’efficienza lavorativa. Un gruppo di studiosi dell’Università Royal Hospital a Saskatoon, Saskatchewan, ha reclutato quattro medici del centro clinico per misurare il tempo impiegato da ogni medico per correre su e giù per le scale dell’ospedale, per 14 volte - non camminare, correre - e il tempo impiegato dagli stessi dottori per fare questi stessi viaggi tramite ascensore (in punti diversi del giorno della settimana e fine settimana). Ciò che hanno scoperto è che i medici erano molto più veloci degli ascensori. In media, impiegavano 13 secondi per salire un piano, mentre l’ascensore ne impiegava circa 37 secondi. Il tempo medio per salire le scale era di 10 minuti, contro il tempo medio impiegato dall’ascensore di 20 o 25 minuti.

Sia che lavoriamo in ospedale, sia che lavoriamo in ufficio (o comunque in edificio di 4 o 5 piani) dimenticare l’ascensore per le scale, ha i suoi vantaggi: sul girovita e il grasso corporeo, sulla pressione arteriosa ed il colesterolo “cattivo” LDL, ma anche sul tempo extra per noi, per qualche pausa in più che riusciremmo a ritagliarci evitando le lunghe attese per l’ascensore che si ferma ad ogni piano.

L’importante è che il nostro ufficio non sia l’ultimo piano di un grattacelo stile Manhattan.

Via | Canadian Medical Association Journal

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L'esercizio fisico aiuta a mangiare sano

pubblicato da fritha

lunchyI benefici dell’attività fisica ormai li conosciamo ma tra di essi ce n’è uno che di recente ha rivelato i suoi effetti ai ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Obesity Review: l’esercizio fisico aiuta a mangiare più sano.

La buona volontà c’entra poco, perché non è merito del vostro impegno nel mangiar meglio per non vanificare gli sforzi e il sudore. Aumentando la sensibilità ai segnali che comunicano il raggiunto senso di sazietà invece l’attività fisica fa sì che possiamo controllare meglio le quantità che ingeriamo.

Al tempo stesso l’esercizio fisico ci fa sentire meglio in generale e così migliorano tutte le funzioni del nostro corpo, incluse quelle cerebrali, specialmente della zona prefrontale che è preposta anche al controllo degli impulsi.

Via | MuyInteresante

Foto | Flickr

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Aiutiamo il nostro sistema immunitario

pubblicato da Selisa

Aiutiamo il nostro sistema immunitarioCome? Ecco qualche informazioni utile per aiutare il nostro sistema immunitario.
Innanzitutto mangiamo proteine magre ad ogni pasto: gli anticorpi sono fatti di proteine e questo già aiuta, inoltre molti cibi proteici sono ricchi di nutrienti che agiscono sulla funzione del sistema immunitario. Lo zinco, ad esempio aiuta la produzione di globuli bianchi. Si trova nei tagli magri di manzo e di maiale o nelle proteine ​​dei fagioli, soia e frutti di mare (in particolare ostriche e granchi). La frutta a guscio, come mandorle e anacardi, è anch’essa una buona fonte di proteine e anche di magnesio che contribuire a sostenere il sistema immunitario sano.

Nuove ricerche suggeriscono poi che la vitamina D è in grado di aumentare la risposta immunitaria mentre livelli troppo bassi sono collegati ad un aumento di raffreddori stagionali e influenza.

Terzo consiglio: troviamo il modo di rilassarci perché la ricerca ha dimostrato che lo stress altera il buon funzionamento del sistema immunitario. Ancor meglio se per distenderci ricorriamo all’esercizio fisico.

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Sindrome premestruale: trattamento e prevenzione

pubblicato da Selisa

Sindrome premestruale: trattamento e prevenzione
Uno stile di vita sano è il primo passo per la gestione del disturbo. Per molte donne con sintomi lievi, i cambiamenti nelle stile di vita sono sufficienti per trattare i sintomi.
Il regolare esercizio aerobico per tutto il mese può contribuire a ridurre la gravità dei sintomi della sindrome premestruale.

Una dieta povera di sale, con pochi zuccheri semplici, caffeina e alcool, può essere un consiglio da seguire.
Bere molti liquidi (acqua o succo di frutta e non bibite o altre bevande con caffeina) aiuta a ridurre il gonfiore, la ritenzione idrica, e altri sintomi.
Mangiare piccoli pasti frequentemente. Evitando di far trascorrere più di 3 ore tra gli spuntini, permetterà di evitare di mangiare troppo.
Gli integratori alimentari dietro consiglio del medico possono dare un supporto: la vitamina B6, calcio e magnesio sono quelli più comunemente usati.
Anche il triptofano, che si trova nei latticini, può essere utile nella gestione del disturbo.

Se il problema è la difficoltà a dormire, meglio provare a cambiare le abitudini piuttosto che assumere da subito farmaci per l’insonnia.

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L'esercizio fisico migliora la performance fisica e mentale

pubblicato da Selisa

I ricercatori sanno da tempo che l’esercizio fisico regolare aumenta il numero di mitocondri, gli organelli cellulari responsabili per la produzione di energia nelle cellule muscolari. Si pensa che questa spinta numerica sia all’origine di molti degli effetti positivi generati dall’esercizio fisico, come l’aumento della forza o della resistenza. L’esercizio ha anche una serie di positivi effetti mentali, come alleviare la depressione e migliorare la memoria, tuttavia, il meccanismo alla base di questi effetti mentali è ancora poco chiaro.
In un nuovo studio condotto sui topi, i ricercatori della University of South Carolina hanno scoperto che l’esercizio fisico regolare aumenta il numero di mitocondri anche nelle cellule cerebrali, il ché potrebbe spiegare perché l’esercizio fa bene anche alla mente.

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