La sindrome del tunnel carpale è spesso attribuita all’uso del computer e del mouse, ma una scoperta sembra attribuirne la responsabilità al sesso, scagionando la tecnologia e imputando l’accusa ad una delle principali fonti di benessere.
La sindrome del tunnel carpale colpisce circa 1 persona su 20, provocando un’infiammazione ai nervi che causa dolore continuo. Secondo il dottor John Zenian, che ha pubblicato un articolo su Journal of Medical Hypotheses, la vera causa del tunnel carpale è il sesso: troppo sesso significa una sforzo maggiore del polso e delle mani, da cui può derivare un’eccessiva pressione sui nervi.
L’aumento dei casi di tunnel carpale si può anche attribuire all’aumento di farmaci contro le disfunzioni erettili che portano a fare più sesso, e legare quindi indirettamente il tunnel carpale sia ai problemi di erezione, sia - e soprattutto - a quelli di peso. L’aumento dei casi in persone di età media o in soggetti anziani si può mettere in correlazione con l’introduzione e l’uso di farmaci come il Viagra.
Se la posizione del missionario causa uno sforzo eccessivo e tira troppo i tessuti di chi sta sopra, che imputiate la sindrome del tunnel carpale al computer o al sesso, è comunque meglio variare le posizioni sessuali: farà bene alla fantasia, all’erotismo e proteggerà i vostri polsi.
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Novità per chi soffre di impotenza e disfunzioni erettili: la cura potrebbe venire dagli ultrasuoni. È stata messa a punto e già sperimentata con un buon successo al Rambam Medical Centre di Haifa, Israele. Consiste nel bombardare i genitali con ultrasuoni che stimolano la crescita di vasi sanguigni e dunque migliorano l’irrorazione della parte e riducono i problemi di erezione.
La tecnica in realtà è vecchia di vent’anni, utilizzata per combattere i calcoli renali. Ma oggi se ne studia una nuova applicazione e sembra funzionare. Su 20 volontari che normalmente facevano uso di Viagra per rispondere ai problemi erettili e sottoposti al trattamento, 15 hanno riscontrato un netto miglioramento.
Le onde sono indolori e passano attraverso la pelle senza prevedere un trattamento invasivo. I risultati fanno ben sperare, ma sarà meglio attendere che le sperimentazioni procedano un po’ oltre l’esiguo numero di volontari finora trattati.
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Da domani 25 fino al 27 novembre si terranno in diverse città d’Italia le Epdays, le giornate dedicate all’eiaculazione precoce, per informarsi, prevenire e combattere questa disfunzione erettile.
Il problema è principalmente dell’uomo, anche se la perdita di interesse sessuale può verificarsi anche per la donna. Secondo gli esperti ciò è attribuibile a condizioni psicologiche particolari, ma anche a carenze di serotonina nell’organismo. Ad ogni modo, se si tratta di un disturbo si può agire per prevenire, se si tratta di una disfunzione in seguito ad un trauma fisico, si interverrà su consiglio del medico.
Ad ogni modo, per tre giorni, la Società Italiana di Andrologia, quella di Urologia e la Società di Medicina della Sessualità, sono pronte a rispondere a tutte le domande e a fornire visite gratuite a chiunque abbia un problema di erezione o appetito sessuale.
Per trovare il centro che aderisce agli Epdays più vicino a voi, potete chiamare il Numero Verde 800.93.33.18 oppure visitare il sito EiaculaizonePrecoceStop per cominciare a scoprire cos’è e come si risponde al problema dell’eiaculazione precoce.
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Molti uomini si saranno domandati se è possibile fratturarsi il pene, molto di più di quanto si siano chiesti se è possibile fratturasi una qualsiasi altra parte del corpo, anche se la probabilità che il pene si fratturi è rara. Ma può accadere e preoccupare molto, ma molto di più di una frattura al braccio.
La fratturra al pene occorre quando il pene in erezione viene toccato in modo sbagliato, e ciò può causare la rottura del legame tra due o più corpi cavernosi. Un trauma di questo tipo è di solito legato al sesso acrobatico, ed in alcuni casi ad una masturbazione aggressiva.
Una frattura al pene si riconosce dal dolore forte e improvviso, e dalla comparsa di una macchia scura sul pene, dovuta alla rottura dei corpi cavernosi. In caso di frattura occorre rivolgersi urgentemente ad un medico perchè può comportare rischi per l’uretra e, se non curata, può essere la causa di disfunzioni erettili.
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Un piccolo intervento di bioingegneria medica potrebbe assicurare un futuro felice e fertile a tutti coloro che soffrono di disfunzioni erettili, per motivi naturali o in seguito ad un trauma. E tutto grazie ad un esperimento sui conigli.
Un gruppo di ricercatori dell’Università Battista di Wake Forest ha testato un metodo rigenerativo sui conigli, che assicura la ricrescita dei tessuti e le funzionalità del pene. La tecnica si basa sull’utilizzo di una struttura di collagene che forma la struttura dell’organo, attorno alla quale si sviluppano le cellule dei tessuti cavernosi. Grazie ad esse, l’afflusso del sangue e la funzionalità dell’organo sono assicurate.
In seguito a questo intervento i conigli hanno recuperato in pieno la loro attività sessuale, conservando le facoltà erettili e riproduttive. Ci vorrà del tempo perchè la tecnica possa essere perfezionata e testata sull’uomo, ma i ricercatori sono fiduciosi.
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Sul Journal of Sexual Medicine è stato presentato uno studio, ad opera di un gruppo di ricercatori dell’Università Yeshiva, relativo alla cura delle disfunzioni erettili grazie ad una pomata a base di ossido di azoto, di cui ci aveva già accennato fritha.
I ricercatori hanno effettuato esperimenti sulle cavie: dall’analisi dei casi è emerso che una pomata a base di particelle che contengono l’ossido di azoto, un vasodilatatore, agisce in pochi minuti ed è efficace contro le disfunzioni erettili, e non ha mostrato controindicazioni.
A differenza dei farmaci in uso per via orale, come il Viagra ed altri farmaci che favoriscono l’erezione, la pomata ha il vantaggio di agire localmente, e in pochi minuti, mentre per i farmaci tradizionali bisogna attendere dai 30 ai 60 minuti perché facciano effetto.
Purtroppo, affinché gli studi passino dalle cavie all’uomo, ci vorrà un po’ di tempo, ma la pomata per l’erezione sarà prima o poi disponibile. Vi sottoporreste come casi se dovessero sperimentarla sull’uomo?
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Gli esercizi di Jelq o Jelqing sono noti per essere degli esercizi di distensione ed estensione del pene, che permettono anche un allungamento dell’organo sessuale. Gli esercizi sono dei movimenti naturali, quasi dei masssagi, che servono ad aumentare la resistenza del pene.
Ma funzionano? Così come gli esercizi di Kegel per le donne, il jelquing tiene in allenamento i muscoli, ma non allunga il pene né in largehzza, nè in lunghezza, e degli esercizi specifici sono consigliati da medici specialistici in casi di riabilitazione dopo chirurgia, ma non si aggiungono cm nei soggetti normodotati.
Inoltre, a lungo andare, gli esercizi di Jelq possono causare dei disturbi ed infiammazioni al pene. Quindi è meglio concentrarsi su qualcos’altro che non su come allungare il proprio pene ed evitare di allenarsi con il Jelquing.
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All’inizio della settimana vi ho parlato del virtù del Trifoglio Rosso per la donna, ideale per combattere i sintomi della menopausa; oggi mi dedico ad enunciarvi le proprietà di questa erbacea perenne per gli uomini, studiate dello stesso team di ricercatori.
Il Trifoglio rosso è una specie di Viagra naturale per l’uomo, ma agisce a rilento rispetto ai farmaci miracolosi pro-erezione: ricco di fitoestrogeni protettivi ha azione sui vasi sanguigni, per un effetto naturale simile a quello dei farmaci per compensare i problemi delle disfunzioni erettili.
In più, il Trifoglio rosso, con la sua azione di difesa delle arterie e l’azione benefica sulla diminuzione dei rischi cardiovascolari, è un rimedio naturale molto potente contro l’ipertrofia della prostata e il cancro che ne può conseguire. Sia uomini che donne, possono recarsi in farmacia e chiedere indicazioni, dato che esistono capsule a base dei principi attivi del Trifoglio, pre-dosate sia per donna che per uomo.
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Giuseppe d’Avanzo oggi firma un articolo di Repubblica ci fa incuriosire sul “misterioso farmaco che s’inietta Berlusconi, al di fuori di ogni controllo medico”. Dalle statistiche emerge un interesse un pò morboso dei navigatori italiani: interessano i problemi di disfunzione erettile del Premier e le medicine per curarli e ritrovare vigore, ritornando ad avere l’erezione del giovane.
Magari anche lui ha scoperto la prostaglandina PgE1, un’iniezione di fiducia e benessere per combattere le difficoltà d’erezione che però implica una serie di rischi. Soprattutto se se ne fa uso - come sembrerebbe nel caso del Premier - al di fuori del controllo del medico. Secondo voi è la PgE1 la sostanza miracolosa? Ecco cosa ne dice Uroweb (i farmaci in commercio, a base di Alprostadil, si chiamano Caverject e Viridal/Edex):
Questo tipo di terapia è stato introdotto nel 1982 con la papaverina, anche se non è mai stato approvato per il trattamento della disfunzione erettile. La terapia intracavernosa richiede, da parte del medico, conoscenze piuttosto specialistiche e la capacità di affrontare, all’occorrenza, casi di priapismo. Molti specialisti, fino a qualche tempo fa, consideravano queste iniezioni un trattamento standard, utilizzandole sia per fini diagnostici che terapeutici. Oggi, tuttavia, le iniezioni intracavernose non sono più giudicate una terapia di prima scelta e sono state sostituite da modalità di trattamento meno invasive.
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L’idea appartiene a dei ricercatori britannici, più precisamente del Victoria Hospital a Belfast, e sfrutta le potenzialità già abbondantemente espresse del Viagra in una forma nuova, quella spray, che permetterebbe a chi soffre di problemi di eiaculazione precoce, oltre che di erezione, di durare fino a sei volte di più.
Trecento gli uomini sottoposti a sperimentazione: a duecento di loro è stato chiesto di utilizzare il vero spray, agli altri è stato somministrato un prodotto placebo. In entrambi i casi dovevano applicare il Viagra in spray cinque minuti prima di un rapporto sessuale. Il gruppo trattato con lo spray reale ha riportato valori di durata nettamente superiori, con una media di sei volte in più rispetto alla durata del rapporto senza applicazione.
Il prodotto, momentaneamente ribattezzato Viagra in spray, si chiama invece PSD502 e sembra promettere più rosee aspettative alla porzione di popolazione maschile che soffre di un disturbo assai più diffuso che confessato qual è appunto l’eiaculazione precoce.
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