L’emicrania è uno dei disturbi più invalidanti per gli italiani, che sempre più spesso ricorrono ad antinfiammatori di vario tipo. Ma è sempre necessario ricorrere a questi farmaci? Perché non provare delle alternative verdi? Vediamone insieme alcune.
La boswelia associata al tanaceto, o partenio, contengono delle sostanze note come acidi boswelici e partenolide, che hanno un’ottima funzione inibitrice di alcune sostanze come la serotonina, che favoriscono i processi infiammatori e, oltre ad avere un’azione preventiva al primo attacco, riducono la frequenza e l’intensità degli episodi nel tempo.
Se l’emicrania, invece, è presente soprattutto nella fase premestruale e mestruale, va benissimo l’agnocasto, che stimola il funzionamento dell’apparato genitale femminile. Può aiutare anche una tisana a base di luppolo e salvia, che allevia i dolori mestruali e il mal di testa ad essi associato.
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Per alcune persone anche una piccla quantità di alcool può scatenare mal di testa, cefalee ed emicranie fortissime, mentre per altri un bicchiere di alcool non ha efftti collaterali di questo tipo. Secondo uno studio italiano, pubblicato su Headache, la correlazione tra alcool e mal di testa è dovuta al DNA.
Il dottor Lorenzo Pinessi, direttore del Centro Cefalee dell’Università di Torino, che ha diretto lo studio ha spiegato come l’alcool si auna sostanza tossica che deve essere metabolizzata velocemente dall’organismo, attraverso due enzimi presenti nel fegato: l’alcol deidrogenasi e l’ aldeide deidrogenasi. In precedenza uno studio spagnolo aveva evidenziato la correlazione tra emicrania, alcool e un gene variante che codifica l’alcool deidrogenasi.
Il team di ricercatori dell’Università di Torino ha studiato i casi di 110 pazienti /volontari colpiti da cefalea a grappolo, disturbo caratterizzato da fasi attive in cui il dolore è fortissimo, e fasi recessive in cui il dolore non si manifesta. La maggior parte di coloro che assumendo alcool presenta attacchi di cefalea ha evidenziato la presenza di due variazioni di geni, mettendo in risalto la componente genetica della cefalea post consumo di alcool.
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Chi soffre di emicranie a volte non vorrebbe staccarsi la testa pur di eliminare il fastidioso e costante dolore? A me succede sistematicamente, eppure ne soffro solo sporadicamente. Oggi si prospetta la possibilità di intervenire chirurgicamente per rimuovere l’origine del dolore attraverso la disattivazione di centri nervosi, naturalmente nei casi più gravi e invalidanti.
La possibilità è emersa osservando che chi era sottoposto a chirurgia estetica nell’area della fronte aveva rilevato una diminuzione del dolore. Alcuni ricercatori americani hanno analizzato nell’arco di cinque anni i risultati di un migliaio di interventi su pazienti che soffrivano di emicrania. I dati sono incoraggianti, ma tuttora allo studio. La speranza è che si possano rimuovere le cause dell’emicrania in maniera pressoché permanente.
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Cacao e cioccolata continuano a darci delle ottime notizie per la nostra salute; adesso sembrerebbe che una delle armi migliori e più potenti per combattere forti attacchi di emicrania sarebbe proprio il cacao puro. Quindi gli esperti consigliano, in caso d un forte mal di testa, di bere una bella tazza di cioccolato caldo.
Naturalmente non parliamo di preparati già pronti, ma di cacao puro, vero, con cui prepararci la nostra tazza fumante di cioccolata. Il cacao puro ha un’ottima azione antinfiammatoria, che si annulla però nei prodotti lavorati, quali barrette e tavolette varie, per la presenza di caffeina.
La ricerca è dell’Università del Missouri, che sta compiendo ulteriori indagini per verificare l’efficacia del cioccolato anche contro la pressione alta e la depressione e nel miglioramento del metabolismo basale.
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Arrivare a sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica per risolvere il pur fastidioso mal di testa cronico è decisamente troppo, eppure uno dei massimi esperti in chirurgia estetica facciale, Bahman Guyuron, ha scoperto che eliminando alcuni cuscinetti di grasso che comprimo alcuni muscoli e nervi facciali, l’emicrania si può alleviare.
I risultati non provengono dunque da una ricerca specifica sull’argomento emicrania, ma dall’esperienza medica diretta su un numero di pazienti abbastanza significativo da lasciar supporre che l’asportazione di certi cuscinetti di grasso induca un rilassamento dei muscoli facciali e un miglioramento generale degli episodi di emicrania.
I risultati dell’analisi sono stati pubblicati sulla rivista dell’American Society of plastic surgeons e fanno ben sperare chi combatte da anni con emicranie croniche talmente frequenti e insopportabili da diventare invalidanti. Ora bisognerà vedere se sia il caso – soppesando vantaggi e svantaggi – di ricorrere al lifting facciale per far sparire il mal di testa…
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Quasi 5 milioni di donne tra i 35 e i 45 anni soffre di emicrania; in genere sono casalinghe, sposate e con figli e la media degli attacchi è di tre o quattro al mese. Per il 60% di loro, l’emicrania ha un impatto notevole sia sulla vita lavorativa che su quella personale.
L’emicrania non è da considerare un semplice mal di testa, ma come una vera e propria patologia, caratterizzata da attacchi violenti e debilitanti, che possono addirittura impedire di svolgere le proprio azioni quotidiane.
La patologia influisce negativamente anche nella vita di coppia, soprattutto quando la famiglia comprende anche dei figli piccoli, o quando la donna è molto impegnata professionalmente. Il problema principale sta nella grande confusione associata alla patologia: solo il 40% delle donne afflitte da emicrania si rivolge al medico di base; il 15% chiede aiuto ad uno specialista neurologo e ancor meno (solo il 3%) si è recato in un Centro Cefalee.
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In America è stato brevettato il prototipo di un cerotto hi-tech, efficace contro l’emicrania e gli attacchi acuti di mal di testa, quelli cronici, quelli recidivi e quelli saltuari.
Il cerotto computerizzato rilascia nel tempo quantità costanti di Sumatripan, un farmaco già in uso in Italia e raccomandato per gli attacchi di mal di testa a intensità diverse.
L’unico problema sarebbero gli effetti collaterali del cerotto, non pesanti ma fastidiosi, che perdurano per 24 ore. Intanto il cerotto ha passato il test dell’Agenzia del farmaco statunitense, ora vediamo che succederà al suo arrivo in Italia.
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Il Seiki è una via di mezzo tra lo Shiatsu e le tecniche di controllo dell’energia interiore, come il Reiki. Ma non è né l’una né l’altra ed è la disciplina che “se ne frega”, nata proprio per non aggiungere al corpo alcun tipo di pressione.
Secondo il fondatore del Seiki, il giapponese Akinobu Kishi, anche le discipline dolci come lo shiatsu impongono comunque al corpo un certo livello di pressione, aldilà dell’effettiva volontà di scelta: ogni disciplina ha in sè un programma da seguire, una tabella, una serie di esercizi da svolgere. Il Seiki no. Paragonata al Rock’n'Roll, il Seiki è la terapia naturale simile alle altre ma del tutto nuova, quella secondo cui tutto passa, stress incluso. Ma solo se la persona ed il corpo sono veramente pronte a lasciar passare la tensione mentale e fisica.
Dubbi e perlpessità? Secondo quanto raccontato dalla giornalista del Teleghrap il Seiki funziona ed è ottimo contro la tensione muscolare, il mal di testa, l’insonnia e i dolori posturali cronici. Se per caso doveste incappare in una sessione di Seiki, vi prego di tornare su benessere a dirci se è davvero tanto potente e tanto rilassante.
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Spesso chi è costretto a passare molte ore in ufficio, su postazioni non sempre comode e davanti agli schermi dei computer, soffre di cefalea ed emicrania. E ancora pià spesso, è facile assumere con noncuranza degli analgesici o ancor peggio dei farmaci antinfiammatori, che a lungo andare daranno problemi di epatotossicità.
Da uno studio effettuato su alcuni dipendenti del comune di Torino e pubblicato sulla rivista specializzata Cephalgia, è emerso che il mal di testa dovuto alla postura d’ufficio può essere ridotto con della semplice ginnastica cervicale.
La ricerca effettuata sembra aver confermato la riduzione del 40-50% delle cosiddette “cefalee da scrivania”, con conseguente diminuizione nell’assunzione di farmaci analgesici.
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L’agopuntura, una delle medicine alternative cinesi tra le più antiche, non è spesso seriamente presa in considerazione. Ma secondo un articolo scientifico pubblicato sulla rivista specifica Cephalgia , sembra possa essere un ottimo aiuto per curare il mal di testa cronico.
Questi dati derivano da uno studio condotto dall’università di medicina di Berlino, che ha seguito 15000 adulti, sofferenti di emicrania per almeno 2 vlte al mese per più di un anno. I pazienti sono stati divisi in due gruppi e, metà sono stati trattati con le medicine tradizionali; mentre i restanti con 5 sessioni di agopuntura.
I mal di testa dei pazienti del gruppo curato con l’agopuntura hanno subito una diminuzione degli attacchi di emicrania pari alla metà; mentre per gli altri, curati solo con le medicine, il numero di giorni col mal di testa è rimasto più o meno lo stesso, con una diminuzione di solo il 5%.
Studi di questo genere ci dimostrano quindi la vera efficacia scintifica di tali medicine non tradizionali, che, esistendo da così tanti secoli, dovranno pur avere un certo riscontro scientifico e pratico e i cui risultati non devono essere considerati solo derivanti da un effetto di tipo placebo.
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