Sebbene in Italia si parli meno dell’obesità come malattia sociale perché il problema è meno evidente rispetto all’America, l’obesità e il sovrappeso sono disturbi presenti anche nel nostro paese, e sempre più diffusi.
Se da una parte la popolazione italiana è protetta dalla dieta mediterranea che segue per tradizione culinaria, dall’altra il junk food e uno stile alimentare scorretto rappresentano sempre di più la quotidianità. A proposito dell’obesità come problema sociale e come malattia sempre più diffusa, con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini, è intervenuto Mario Cutrufo, vicesindaco di Roma, che ha presentato una proposta in merito:
“Lo Stato deve farsi carico di quello che può considerarsi ormai il male del terzo millennio e dare supporto ai cittadini afflitti da quella che è una malattia a tutti gli effetti e dalla quale nascono e scaturiscono ogni sorta di patologie quali ipertensione, malattie cardiovascolari in genere, diabete“.
Il vicesindaco di Roma ha poi sottolineato l’importanza della prevenzione e la necessità di una campagna di sensibilizzazione sociale e di informazione sull’obesità e sui rischi per la salute, simile a quella antifumo. Voi che ne pensate: considerate l’obesità un problema grave o vorreste essere informati su altre problematiche della salute?
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Vi piace la pizza, vero? La mangereste ogni giorno, se solo fosse possibile? Allora vi interesserà sapere – o forse vi farà morire d’invidia – che qualcuno l’ha fatto. Si tratta di un esperimento per dimostrare che anche la pizza può essere un alimento salutare e una dieta si può basare esclusivamente su di essa (questo è un po’ azzardato).
È stato Matt McClellan a sfidare nutrizionisti e dietologi nutrendosi per trenta giorni di sola pizza a colazione, pranzo e cena, otto porzioni quotidiane per un totale di 2500 calorie al giorno. Nel frattempo si allenava in palestra.
Se ci pensiamo un attimo, la pizza si può condire in mille varianti diverse e rappresenta l’apoteosi di ciò che si definisce dieta mediterranea perché comprende in sé, almeno potenzialmente, tutti i nutrienti fondamentali. Tuttavia dipende da com’è preparata e da quali condimenti si scelgono e può essere un pasto salutare come una bomba calorica del tutto sbilanciata. Voi vivreste di pizza?
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Se una dieta sbagliata può favorire la depressione, è altrettanto vero che un regime alimentare sano aiuti a sentirsi bene. Signora della tavola e del buonumore, arma base contro la depressione è la Dieta Mediterranea.
Uno studio spagnolo dell’Università di Navarra ha dimostrato che i cibi che sono alla base della dieta mediterranea apportano la giusta quantità di sostante che agisce sui neurotrasmettitori, come la serotonina, difendendo l’organismo dai cali di umore e dalla depressione.
La classifica degli alimenti più salutari, quelli della Piramide della Dieta Mediterranea che proprio non possono mancare nella nostra dieta, regalano il buonumore e sono nell’ordine:
La cause della depressione, sempre più diffusa in Italia, sono diverse, ma pare che anche l’alimentazione abbia il suo peso. L’imputato, in questo caso, è il junk food, ovvero il cibo spazzatura, trattato e ricco di conservanti e coloranti, che priva l’organismo della necessaria quantità di antiossidanti.
Un gruppo di ricercatori dell’University College di Londra ha condotto per 5 anni una ricerca su circa 3500 volontari di 55 anni. Dall’analisi dei dati si è scoperto che seguire una dieta a base di cibi trattati e conservati aumenta del 58% il rischio di cadere in depressione rispetto a seguire una dieta sana a base di frutta e verdure ed alimenti sani.
Questo perché cibi freschi e buoni, come frutta e verdura, sono ricchi di antiossidanti, che proteggono il corpo dalla depressione, così come la presenza di acidi polinsaturi. Ad ogni modo, lo studio ha analizzato i cibi in gruppo, non singolarmente, quindi è la dieta legata allo stile di vita che può causare la depressione. La soluzione? Scegliere un regime alimentare sano ed equilibrato e prediligere i cibi che potenziano la serotonina, facendosi una riserva personale interna contro la depressione.
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Per quanto riguarda la longevità, noi italiani siamo nettamente al di sopra della media europea. E – statistiche a parte – il merito va alla nostra dieta mediterranea grazie alla quale non solo viviamo più a lungo, ma siamo anche più felici. Secondo i nutrizionisti, infatti, se la vita media di un uomo è di 78,6 anni e quella di una donna di 84,1 anni, lo si deve a pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino.
E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare lo studio realizzato su oltre 10mila persone e pubblicato sulla rivista Archives of General Psychiatry (Jama). Lo studio dimostra come chi segue la dieta mediterranea ha un rischio inferiore del 30 per cento di soffrire di depressione rispetto a chi non mangia allo stesso modo. La dieta mediterranea si è dimostrata più efficace di altre variabili come numeri dei figli, stile di vita o il carattere ansioso o competitivo, secondo lo studio che è stato condotto per un periodo di ben sei anni.
A giovarsi della dieta mediterranea non è solo l’umore, ma la salute nel suo complesso. Lo dimostrano numerosi pubblicati sul British Medical Journal secondo i quali la dieta mediterranea riduce del 13 per cento l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9 per cento quella per problemi cardiovascolari e del 6 per cento quella del cancro.
Via | Coldiretti
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I bambini italiani mangiano male, si nutrono di cibi con un basso valore salutistico, e le loro scelte alimentari cadono suun menu molto lontano dalla dieta mediterranea. Purtroppo, queste scelte cominciano ad influire sul loro organismo già dai 7 anni, facendo aumentare il rischio di obesità infantile e in età adulta.
Secondo l’allarme lanciato dall’Osservatorio Grana Padano, a causa di una alimentazione scorretta, i nostri figli rischiano di vivere meno e di ammalarsi di più rispetto ai loro nonni. Paradossalmente, il record negativo spetta alle regioni del Sud, dove la dieta mediterranea dovrebbe essere di casa, ma non passa dai più piccoli.
I bambini nella fascia d’età 7-11 cominciano ad avvertire disturbi quali colesterolo alto, ipertensione e obesità e sotto accusa, insieme alle mamme, finiscono le mense, che dovrebbero fornire soltanto cibi sani, menù salutari e preparati su suggerimenti dei pediatri in base all’età dei bambini, perché la dieta sia quella giusta.
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Le noci macadamia, originarie dell’Australia, sono il segreto dell’elisir di lunga vita. Le ha studiate il genetista Annibale Puca, dell’Istituto MultiMedica, che dispone di una vasta banca dati e di 2 mila campioni di Dna di centenari di tutto il mondo.
Le noci Macadamia apportano all’organismo una buona dose di acido palmitoleico, la cui presenza caratterizza i centenari e i figli di coloro che sono stati molto longevi. L’acido palmitoleico, inoltre, preserva a lungo l’azione di fegato e muscoli.
L’acido palmitoleico non è presente negli ingredienti della dieta mediterranea, ad eccezione dell’olio d’oliva, che ne contiene però basse percentuali. Per integrarne le quantità e vivere a lungo, provate con le noci di macadamia.
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Oggi vi segnalo l’apertura di un network di ristoranti verdi, ovvero di locali certificati in cui si può essere sicuri di trovare un menù vegetariano e un’ampia scelta di piatti a base di verdure e prodotti naturali, senza traccia di carne e insaccati.
Ristorantiverdi è comodissimo per i vegetariani ed i vegani, non solo per chi vuole provare una serie di piatti leggeri e salutari, con selezioni che vanno dalle ricette tipiche della cucina mediterranea, a piatti della tradizione locale, a selezioni di cucina moderna. Vi trovate in Umbria? State per partire per la Valle d’Aosta? Consultate il sito in modo da sapere dove trovare un ristorante che vi assicura un menù vegetariano.
Il neonato network conta ancora pochi affiliati, ma speriamo che la lista possa aumentare in fretta, in modo da offrire agli utenti un servizio completo ed una varietà di scelta. Intanto ringraziamo per la segnalazione e per aver creato un servizio informativo che i vegetariani aspettavano da tempo.
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D’estate, nonostante il caldo incombente, non si deve dimenticare che non si deve stravolgere il proprio modo d’alimentarsi, solo perchè si vogliono assumere meno calorie o ancor peggio, perchè non ci viene tanta fame. Seguendo una buona dieta mediterranea, si dovrebbe fronteggiare nel migliore dei modi la stagione estiva.
Quindi via a verdura fresca e di stagione, cruda o grigliata, pesci e carni bianche, uova e latticini freschi, che assicurano le proteine animali indispensabili a difenderci dallo shock termico. Ma soprattutto nessun limite alla pasta, a cereali e legumi che evitano pericolosi cali ipoglicemici.
Sarebbe meglio limitare invece gelati, bibite ghiacciate, cibi troppo caldi e piccanti, bibite gassate e zuccherate e superalcolici. Reintegrate i sali minerali persi con tanta frutta, specie se praticate un’attività fisica intensa.
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Al Sanit, forum internazionale della Salute giunto alla sua sesta edizione, iniziato ieri a Roma, si è parlato del rapporto tra Sport e Medicina, ovvero quanto è importante l’attività fisica nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione dalle malattie.
Durante il convegno dedicato a Sport e Medicina, sono stati enunciati alcuni dati importanti: esercizio fisico e alimentazione corretta prevengono il 70% di casi di cancro al colon, il 70% di casi di ictus e il 90% di casi di diabete di tipo 2.
L’esercizio fisico, inoltre, riduce il rischio di malattie cardiovascolari e ha effetti terapeutici, funzionando come un farmaco che, opportunamente somministrato, garantisce benefici e previene le malattie.
Fare sport migliora la salute, previene le malattie e mette di buonumore, favorendo l’interazione interpersonale e i rapporti sociali. Avvertite un leggero mal di testa? Provate a fare una passeggiata o una serie di addominali invece di ricorrere all’aspirina…
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