
Per molte persone bere alcool funziona come disinibitore, mentre per altre l’alcool calma, per altri ancora accentua l’aggressività, per molti ha l’effetto di aumentare la libido e di portare a comportamenti sessuali a rischio. Sebbene gli effetti siano molti e diversi a seconda dei soggetti e delle situazioni, quasi tutti giustificano la propensione a bere: si beve per cercare quel voluto effetto disinibitorio o tranquillizzante, anche se a volte si verificano effetti contrari inaspettati.
Secondo una serie di studi, gli effetti dell’alcool sono legati anche alla cultura e alle differenze di personalità: ci sono gli ubriachi depressi, gli assonnati, i violenti, gli affettuosi e tutta una gamma di personalità che emergono fuori dopo aver bevuto. Secondo alcuni studi di psicologia le norme culturali influiscono sul nostro comportamento in base alle aspettative: se consideriamo che l’alcool avrà su di noi un effetto disinibitorio, effettivamente saremo disinibiti dopo aver bevuto. Lo ha dimostrato uno studio in cui ai partecipanti veniva servito un drink effervescente, passato per vodka. I partecipanti hanno avuto un comportamento simile a quello che avrebbero avuto se avessero davvero bevuto vodka.
Se la cultura e le aspettative creano la maggior parte degli aspetti psicologici del bere alcool, come mai una stessa persona può avere reazioni diverse quando beve? Ciò dipende dallo stato della persona, dall’umore, dalle preoccupazioni e dalla situazione in cui si trova a bere. Vi è mai capitato di avere comportamenti inspettati dopo aver bevuto? Di avere reazioni totalmente diverse da quelle attese?
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Una dieta con tanta di frutta e verdura fa bene alla salute dell’intero organismo, perché ricca di vitamine e sali minerali. Dall’università di Melbourne arriva un motivo in più per scegliere un’alimentazione in cui frutta e verdura siano un impegno quotidiano: frutta e verdura agiscono da scudo contro ansia e depressione, disturbi psichici che colpiscono sempre di più le donne.
Lo studio ha analizzato i casi di più di 1000 donne tra i 20 ed i 93 anni, tenute sotto osservazione per 10 anni, sottoposte a test ed analisi per mettere in relazione il regime alimentare e la salute fisica e mentale. La ricerca, pubblicata sull’American Journal od Psychiatryevidenzia come una dieta squilibrata e ricca di grassi possa portare a maggiori scompensi a livello psichico rispetto ad una dieta sana e ricca di frutta e verdura.
Com’era il proverbio? Una mela al giorno toglie l’ansia…
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Con l’arrivo dell’inverno alcune persone soffrono di sbalzi d’umore e di una specie di depressione legata alla stagione fredda, nota come Disturbo Affettivo Stagionale. Per coloro che soffrono all’arrivo dell’inverno, si può intervenire con una terapia dolce basata sull’uso delle luci e l’illuminazione.
La terapia basata sull’uso della luce ha dato significativi risultati nel trattamento di persone con sbalzi d’umore stagionali, a partire da sedute ripetute di 15 o 30 minuti al giorno per una settimana.
Per chi d’inverno si accorge di essere più nervoso e incline a forti sbalzi d’umore, può provare a illuminare al meglio la propria casa e la propria vita, e approfittare delle ore di luce per stare all’aperto perché il sole fa bene all’umore e preserva l’intelligenza.
via | mayoclinic
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Se pensate che i quattro soggetti siano nel salone di qualche parrucchiere amante della fantascienza, mi dispiace deludervi: siamo nell’era di internet e delle tecnologia e qualcuno ha bisogno di disintossicarsi.
Così come al Policlinico Gemelli è nato un centro per curare la dipendenza da Internet, così presso il Baiyun Mental Health Hospital a Guangzhou c’è un dipartimento di riabilitazione dedicato a chi soffre di dipendenza da internet, fotografato dal Corriere.
In particolare, i signori nella foto, sono affetti da dipendenza acuta e si sottopongono a sedute di rieducazione di 20 minuti nella Nanometer Wave Treatment Room, una stanza in cui si simulano le stimolazioni che si ricevono davanti al Pc. Come? Infilando la testa nel casco collegato alla macchina a onde nanometriche si ricevono per 20 minuti le stesse stimolazioni del computer: la seduta è utile in fase riabilitativa, per calmare ansia e depressione dovute a crisi di astinenza da internet.
Da una parte la foto fa sorridere, dall’altra rende tristi sapere che probabilmente già dal 2012 la dipendenza da Internet verrà inserita nel manuale di riferimento delle malattie psichiatriche.
via | pocacola
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Lo Yoga è efficace contro il dolore cronico alla parte bassa della schiena, più dei metodi curativi tradizionali. A dircelo è uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università del West Virginia, finanziato dall’Istituto Nazionale per la Salute americano, pubblicato sulla rivista Spine.
Il mal di schiena è tra i disturbi più diffusi al mondo, a causa di attività sedentarie e posture sbagliate, ma lo si può correggere con l’esercizio fisico. Soprattutto, il dolore costante alla schiena diminuisce notevolmente se si pratica Yoga, più che con terapie farmacologiche che eliminano il dolore, ma non rafforzano i muscoli.
Secondo lo studio, lo Yoga è efficace anche contro la depressione, indipendentemente dal fatto che sia generata in seguito al dolore cronico alla schiena o che sia antecedente al disturbo.
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Tra soli vent’anni la malattia più diffusa al mondo non sarà virale, né uscirà all’improvviso da un esperimento di laboratorio, ma sarà la malattia che cresce e si sviluppa all’interno della mente umana, la depressione.
Secondo l’Oms la depressione sta crescendo sempre di più nel mondo e nel 2030 sarà la prima fonte di spesa per la Sanità pubblica. In Italia, oggi, il problema interessa circa 15 milioni di persone, ovvero il 25% della popolazione. La depressione predilige le donne, ed i soggetti tra i 14 ed i 44 anni d’età e, se colpisce nell’adolescenza, può poi ripresentarsi in età adulta.
In Europa la depressione è il killer silenzioso che uccide circa 800.000 persone all’anno, la maggior parte dei quali concentrati nei paesi dell’est.
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E’ l’ultimo studio sul potere di questi videogames sul nostro cervello e sui nostri livelli di stress: la ricerca viene dai ricercatori della East Carolina University: un “utilizzo occasionale dei videogiochi può avere effetti antistress”.
Sembra un luogo comune, ma comunque è curioso sapere i nomi di questi videogiochi “antistress” com “Bejeweled 2, Peggle e Bookworm Adventures (PopCap Games)”.
Queste informazioni oggi potrebbero “aprire la strada ad applicazioni in campo medico per chi soffre di seri disturbi sia fisici sia mentali”, aggiungono i medici.
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Lo conferma una ricerca della Societa’ italiana di medicina generale (Simg): le donne usano “due volte e mezzo più degli uomini farmaci ansiolitici e antidepressivi”.
Non solo: su 20 visite quotidiane il medico di famiglia in Italia si trova ad affrontare almeno 2-3 casi di depressione lieve. Che riguardano in prevalenza il sesso femminile.
Questo dipende, spiegano i medici dello studio, dal fatto che la donna si trova ad affrontare cambiamenti che possono ingenerare depressione: dalla gravidanza al post-parto fino alla menopausa. E così, spiegano dal Simg, arrivano in sala d’attesa persone che soffrono di sintomi fisici che in realtà dipendono da uno stato depressivo.
Via | Clandestinoweb.it
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Tristi, vagamente depressi/oppressi da un periodo difficile della vostra vita? E soprattutto, siete in gravidanza? Per tirare su l’umore non ricorrete a dolciumi e pranzi ipocalorici, ma scegliete il pesce.
Infatti, sono sempre più numerose le ricerche che confermano che l’omega3, presente in questo alimento, sia efficace nel combattere i sintomi del mal di vivere.
Una delle tante è quella di un medico che a Sheffield, Inghilterra, ha sottoposto tutti i pazienti di una casa di cura alla somministrazione giornaliera di omega 3 : dopo 12 settimane, essi stessi riscontravano un miglioramento di ansia, insonnia, tristezza, e una ricerca di laboratorio su cavie animali (poverine!) sembra confermarlo.
Più che un disturbo si può parlare di condizione meteoropatica, di una ipersensibilità ai cambiamenti climatici, che si manifesta con patologie a carico dell’apparato nervoso, delle ossa, sull’umore, sulla pressione e sulle cefalee.
Ma ogni meteoropatico ha il suo tallone d’Achille e la sua fortezza. C’è chi soffre con il vento, chi si sente meglio con la pioggia, ipertesi a cui la pressione si regolarizza con il freddo pungente, depressi che diventano ansiosi con il caldo, persone che soffrono di dolori articolari che soffrono durante l’avvicinarsi dei temporali e cosi via.
Naturalmente il rischio in questi casi è di usare con troppa disinvoltura farmaci o addirittura usarli in maniera errata o al contrario di sottovalutare quelle spie di allarme, in particolare nei pazienti con disturbi psicologici.
Facciamo il punto con la scheda sulla meteoropatia preparata in maniera seria dal sito di Farmacia.it che sottolinea che prima di assumere qualsiasi tipo di medicinale, ogni sintomo va sempre sottoposto alla valutazione di uno specialista.