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Tutti gli articoli con tag come essere felici

Per essere felici ci vuole un batterio sullo stomaco

pubblicato da Paola Pagliaro

La felicità sembra impalpabile a noi comuni mortali, ma gli scienziati la scrutano fin nelle viscere da tempo seguendo quei marcatori del buonumore i cui alti e bassi ci rendono più o meno felici. La serotonina, prima tra tutte, è l’ormone per eccellenza collegato al benessere ed alla positività. Ebbene, cercando cercando i ricercatori dell’Alimentary Pharmabiotic Centre dello University College of Cork hanno scovato la felicità nientepocodimenoche nello stomaco.

O meglio nella flora batterica, più o meno popolata, di quando eravamo bambini. Insomma, se precedenti ricerche avevano dimostrato che ricordi positivi dell’infanzia fanno un adulto felice, oggi dobbiamo interrogarci anche sui batteri che frequentavano il nostro stomaco da piccoli.

Alcuni tra questi infatti sono collegati alla regolazione dei livelli cerebrali di serotonina da adulti. I livelli di serotonina risultano alterati quando siamo depressi, ansiosi, tristi e non a caso i farmaci antidepressivi prendono di mira proprio la serotonina. Una flora batterica povera da bambini ha effetti devastanti sui livelli di serotonina da adulti, effetti che sono più marcati negli uomini.

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Psicologia del cinema strappalacrime, film tristi ci rendono più felici

pubblicato da Paola Pagliaro

titanic

Perché amiamo i film drammatici e le storie strappalacrime alla Titanic? Non tutti le preferiscono, a dire il vero, però non si può negare che le storie tristi del grande schermo siano un classico amato da molti. Alcuni rivedono continuamente pellicole, anche datate, con una trama ed un finale tragici.

Una recente ricerca, condotta da un’équipe di ricercatori della University of Ohio, potrebbe aiutarci a capire come mai ci piacciono tanto le storie tristi. A me, a dire il vero, mettono tristezza perché mi immedesimo nei personaggi, ma secondo gli autori di questo studio è dopo aver visto un film drammatico che dovremmo sentirci meglio, quasi sollevati. A conti fatti, nel breve termine, siamo portati a sentirci più felici e soddisfatti della nostra vita.

Questo avviene perché dopo la visione di un film triste siamo portati a concentrarci, per una sorta di compensazione, sugli aspetti positivi della nostra esistenza: dagli affetti alla bellezza di una vita decisamente meno tragica di quella proiettata sullo schermo. Spesso, spiega Silvia Knobloch-Westerwick, prima firma della ricerca pubblicata sulla rivista Communication Research, i film drammatici si basano su storie d’amore eterno e ci portano a focalizzarci maggiormente sulle cose che contano, sulla felicità, sull’importanza di trascurare le sciocchezze e concentrarci sulla vita sociale, sul partner.

Chi durante la visione del film pensa a come è fortunato a non vivere simili tragedie, concentrandosi dunque su se stesso, non si sente ugualmente felice. Per ricavare un qualche beneficio da un film drammatico dobbiamo pensare agli altri, a quanto sia bello avere il partner nella nostra vita, ad esempio. Il film utilizzato per testare gli effetti delle storie drammatiche su 361 studenti è Atonement - Espiazione. Provate a guardarlo e poi diteci se funziona per sentirsi più felici.

Via | The Healthy Mind

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Persone sempre felici, qual è il loro segreto?

pubblicato da Paola Pagliaro

persone sempre felici

Persone sempre felici che mantengono un atteggiamento positivo verso la vita, a dispetto delle difficoltà e dei traumi subiti. Conoscerete sicuramente qualcuno che ha sempre il sorriso stampato sul volto ed affronta i problemi con leggerezza, minimizzando e non abbattendosi. I sempre felici. Suscitano anche un po’ di invidia a volte, a dire il vero, e ci chiediamo quale sia il loro segreto.

Rebecca Elliot, psicologa della Manchester University, potrebbe aiutarci a carpirlo. La Elliot sta cercando di comprendere come mai alcune persone cadono in depressione di fronte ad eventi stressanti, come un lutto, un divorzio, la perdita del lavoro, una malattia, ed altre invece restano più o meno impassibili, conservando un certo ottimismo.

Ebbene, il segreto si nasconde nella resilienza, concetto che indica la capacità del nostro cervello di adattarsi alle avversità, ai cambiamenti, fronteggiando situazioni diverse e riorganizzandosi, trovando in breve un nuovo equilibrio.

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Dimentica e sarai felice

pubblicato da Paola Pagliaro

ricordare dimenticare

Diversi studi evidenziano quanto sia positivo avere una memoria sviluppata, ben allenata e capace di registrare ogni minimo dettaglio ed emozione della nostra vita. Non sempre, però, ricordare tutto è positivo. Pensiamo alle offese, ai traumi, ai torti subiti. Non sarebbe meglio dimenticarsene per andare avanti ed essere felici, malgrado tutto?

Decisamente sì. A dirlo è un recente studio pubblicato su Scientific American. Secondo gli esperti, la nostra salute mentale è fortemente influenzata dalla nostra abilità di dimenticare. Sì, proprio così: abilità. Perché dobbiamo allenarci ed acquisire questa capacità se vogliamo essere felici.

Dimenticare è un tratto considerato negativo perché associato con la vecchiaia e la demenza. In realtà, in alcuni casi, è fondamentale scordarsi certi eventi traumatici ed alcune emozioni sperimentate o nozioni apprese. Si tratta infatti di una tecnica utile ad eliminare il superfluo ed il negativo dalla nostra mente.

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Impariamo dagli anziani ad essere felici

pubblicato da Paola Pagliaro

anziani felici

Capita di osservare la calma e la compostezza di molte persone anziane, la loro serenità davanti agli ostacoli, la vitalità malgrado i numerosi acciacchi e l’avanzare degli anni, ma soprattutto quella capacità di convivere con ricordi anche molto dolorosi, mantenendo l’equilibrio ed il sorriso. E capita che noi, nel fiore degli anni, ci sentiamo invece già stanchi a volte, facilmente irritabili, sempre preoccupati e poco propensi a fare i conti con il passato. Gli anziani sono più felici, è stato confermato da diverse analisi.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Perspectives on Psychological Science, si è chiesto quale sia il loro segreto e quale lezione di felicità possiamo imparare osservando il loro modo di affrontare la vita. Secondo Derek M. Isaacowitz, psicologo della Northeastern University, autore della ricerca, dietro la serenità degli anziani c’è un processo cognitivo che tende a concentrarsi sui ricordi positivi, lasciandosi quelli negativi alle spalle.

D’altra parte, con l’avanzare degli anni, questo modus vivendi diventa l’unico possibile per non soccombere sotto il peso delle emozioni e delle esperienze dolorose. I ricercatori hanno mostrato ad un campione di anziani delle immagini positive e negative, con volti e situazioni piacevoli o sgradevoli. Ebbene, si è scoperto che gli anziani tendevano a ricordare con più facilità i contesti positivi.

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Felicità: e se fossimo tutti degli irresponsabili?

pubblicato da Paola Pagliaro

chiave felicità

Ci capita spesso di puntare il dito contro gli altri, ritenendoli responsabili del nostro malumore, della nostra insoddisfazione e di tutte quelle piccole angosce che ci rovinano la giornata. Indubbiamente il comportamento di chi ci sta intorno influisce sul nostro stato d’animo. Dovremmo tenerne conto quando ci circondiamo di persone che tendono a vittimizzarsi e ad evidenziare gli aspetti negativi di ogni situazione.

È anche vero, però, che spesso non ci assumiamo le nostre responsabilità quando siamo infelici. Quante volte, ad esempio, perseveriamo in atteggiamenti che ci fanno del male o ci sforziamo di ricevere consenso da chi non ci tiene abbastanza in considerazione? Magari trascuriamo i nostri amici, quelle passioni che ci colmano di entusiasmo, per occupare il nostro tempo a preoccuparci di quello che pensano gli altri di noi, di come capovolgere l’impressione sbagliata che si son fatti di noi.

Il professor Raj Raghunathan, editorialista del Journal of Consumer Psychology, ci suggerisce di iniziare ad assumerci la responsabilità della nostra felicità. Partiamo dal fatto che i nostri rapporti con gli altri sono volubili, suscettibili di cambiamenti repentini. Quello che possono offrirci è una felicità altrettanto precaria. La chiave allora è non aspettare che siano gli altri a renderci felici, non affidargli completamente le redini del nostro stato d’animo, prenderle noi e condurre il gioco.

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La felicità ai tempi della crisi

pubblicato da Paola Pagliaro

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Rimanere positivi a dispetto della crisi economica. Difficile, senza dubbio, in special modo nei Paesi abituati ad avere grandi disponibilità finanziarie ed a progettare in grande. Prendiamo gli States, ad esempio. Come riescono i cittadini americani a guardare alla vita con ottimismo in questo periodo critico per le finanze del Paese?

In molti non ci riescono, diciamola tutta. La depressione, purtroppo, è dilagante, così come le dipendenze: difficile conservare l’equilibrio psicofisico quando si ha difficoltà a trovare un nuovo lavoro. L’analisi condotta come ogni anno dal Lincoln Financial Group, MOOD of America, tuttavia, ci rivela alcune attitudini positive, comuni tra le persone che riescono ad essere felici o comunque a vivere con spirito costruttivo, malgrado le difficoltà. Non ci stupisce che in cima alle priorità dei cittadini più sereni non figurino il denaro e la vita professionale, bensì i piaceri più semplici che è facile procurarsi anche quando si ha il conto in rosso.

La prima àncora di salvezza per l’equilibrio psicofisico è rappresentata dalla vita sociale. Mantenere saldi i legami familiari, le amicizie e le relazioni interpersonali è infatti fondamentale per alleggerire il peso dell’angoscia e le ansie nei momenti di precarietà economica e sociale. Inoltre, aiuta a capire che c’è qualcosa per cui vale la pena vivere già in nostro possesso, un investimento umano che non ci tradisce a dispetto dell’andamento dei mercati.

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La verità è che non sei felice abbastanza

pubblicato da Paola Pagliaro

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Tutta la verità sulla felicità forse non la sapremo mai. Una misteriosa alchimia di benessere, serenità ed equilibrio psicofisico che svanisce non appena ci sforziamo di trattenerla o la inseguiamo ossessivamente. Alcune grandi verità sulla felicità ce le offre Gretchen Rubin, autrice di The Happiness Project che è anche il nome del suo blog, molto seguito negli States.

La Rubin ha speso un anno intero della sua vita facendo tutto quello che la rendeva davvero felice: ascoltare musica, leggere i classici greci e latini, chiedere aiuto quando era in difficoltà mettendo da parte l’orgoglio, divertirsi di più e studiare da vicino la felicità, leggendo saggi e manuali dedicati ma soprattutto sperimentandola sulla propria pelle.

Da questa esperienza ha tratto tante piccole lezioni, decine di modi per essere più felici senza grandi sforzi o forzature, e diverse grandi verità. La verità più grande è che non siamo felici abbastanza, perché dedichiamo troppo poco tempo a renderci felici, impegnandoci di rado in attività divertenti, trascurando l’importanza di circondarci di persone positive e cadendo spesso nel vittimismo.

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