Nei paesi anglosassoni, si sa, due uova fritte con qualche fetta di bacon sono un must della colazione. Sicuramente noi Italiani, popolo in sovrappeso, non avremmo così bisogno di tutte queste calorie in prima mattinata e poi, diciamocelo, a noi piace il dolce a colazione!
Nonostante questi difetti attribuiti ad una colazione del genere, sembra invece che oggi i maggiori nutrizionisti la consiglino, addirittura a chi sta seguendo un regime ipocalorico e vuole dimagrire.
Le proteine contenute nelle uova, infatti, saziano più dei carboidrati ed aiutano a non sentire la fame più a lungo. Un uovo al giorno, quindi, per chi non ha i livelli di colesterolo troppo elevati, non è dannoso. Una cosa è importante però: la cottura. Le uova non dovranno essere fritte, ma cotte senza grassi in una padella antiaderente, oppure semplicemente mangiate sode.
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Certa frutta non si può mangiare con la buccia, per forza, ma ce n’è tanta che spesso sbucciamo e sarebbe meglio consumare con la buccia, che è ricca di fibre e spesso anche di vitamine. Perché è importante consumare anche la buccia?
Perché grazie all’alto contenuto di fibre aiuta a mantenere in salute la flora intestinale, regola i livelli di glucosio e colesterolo, aiuta la sensazione di sazietà. Tra le conseguenze positive c’è anche la prevenzione del cancro al colon.
E nel caso degli agrumi? Dovremmo riuscire ad eliminare il minimo della buccia che contiene l’alcol ed è dunque di sapore sgradevole, mentre dovremmo mantenere il più possibile la parte bianca, che è quella che contiene le fibre. Se però proprio non vi è gradita… pazienza. Vi rifarete con le mele.
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All’Einstein College di New York un team di ricercatori ha messo in corrispondenza il mal di testa e i disturbi cardiovascolari, ipotizzando un collegamento diretto tra emicrania ed infarti. Le analisi dei casi di più di 11mila pazienti, hanno confermato l’ipotesi: chi soffre di mal di testa ha il doppio delle probabilità di subire un attacco di cuore rispetto a chi non ne soffre.
I risultati dell’indagine sono stati pubblicati sulla rivista Neurology proprio per l’importanza che la scoperta riveste sia per chi soffre di emicrania ricorrente che per l’alto numero di persone che soffrono di disturbi cardiovascolari.
L’emicrania, disturbo molto diffuso, che colpisce soprattutto le donne, è quindi un campanello d’allarme per le malattie cardiovascolari e chi ne soffre farebbe bene a controllare di tanto in tanto la pressione, il cuore e anche i livelli di colesterolo.
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La corretta alimentazione, lo sappiamo, garantisce il benessere e può fornire un enorme aiuto per far fronte ai piccoli disagi rafforzando il sistema immunitario, fornendo all’organismo vitamine e sali minerali, migliorando la prestazione sportiva. Ma ci sono alimenti che possono avere ricadute negative. Vi indichiamo quelli che possono nuocere alle articolazioni.
Latte e suoi derivati, benché ritenuti preziosi per il contenuto di calcio che fa bene alle ossa, contengono anche un alto valore di acido urico, nemico delle articolazioni.
Eccessi di grassi e colesterolo non fanno male solo alla linea e al cuore ma intervenendo sulla qualità della circolazione sanguigna comportano anche un minor afflusso di nutrienti ai tessuti, che dunque possono indebolirsi.
L’abuso di alcol, oltre che responsabile di patologie a carico del fegato, comporta anche la tendenza al sovrappeso e un maggiore carico sulle articolazioni che devono sopportare una pressione maggiore e maggiore fatica.
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Sappiamo che dentro di noi convivono i due fratelli antagonisti, dal cui equilibrio dipende la salute del nostro cuore: sono il colesterolo buono e quello cattivo, a cui recentemente sembra essersi aggiunto un fratello, il terzo colesterolo.
Del buono non ci curiamo, ma cosa possiamo fare per tenere sotto controllo il colesterolo cattivo? Mangiare tanti legumi, e mangiarne un po’ ogni giorno. Fagioli, ceci, fave, soia, piselli sono stati presi in analisi da due diversi gruppi di studio.
Il primo studio, pubblicato sul British Journal of Nutrition ha decretato che il potere di ridurre i livelli di colesterolo totale appartiene alle arachidi, mentre sono i fagioli bianchi i legumi più potenti contro LDL, il colesterolo cattivo.
Il secondo studio, pubblicato sulla rivista Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases, ha analizzato i dati di 10 studi clinici, su 270 pazienti, per arrivare a stabilire che il consumo quotidiano di 80-140 grammi di legumi, a scelta tra lenticchie, piselli, fagioli o fave, per almeno 3 settimane, riduce i livelli del colesterolo cattivo di circa 8mg/dl.
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Il burro non appartiene ai condimenti tipici dell’area mediterranea dell’Europa. Fa più che altro parte della tradizione culinaria delle regioni del Nord. Tuttavia, questo condimento ha saputo mantenere vivo un suo piccolo ruolo, seppur marginale, nella tradizione italiana.
Addirittura Assolatte, un’associazione di consumatori, ha affermato che nel 2009 i consumi di burro sono leggermente aumentati sulle tavole degli italiani, arrivando ad oltrepassare le 39 mila tonnellate annue. Questo, sempre secondo Assolatte, anche perchè le proprietà del prodotto sono cambiate, adeguandosi allo stile di vita alimentare attuale.
Ad esempio, sul mercato si trovano facilmente delle versioni a ridotto contenuto di colesterolo, con circa il 65% in meno rispetto alla tipologia classica; o addirittura quello spalmabile, dalla consistenza più morbida. Infine c’è il burro tre quarti, che contiene solo il 60-65% di grassi.
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A volte mi chiedo, ma quante proprietà benefiche ha l’olio d’oliva? E’ uno dei migliori alimenti che rappresenta la cucina mediterranea a livello salutare. E sono sempre più numerosi gli studi che mettono in risalto le sue proprietà benefiche nei confronti di cuore e circolazione.
Questo lipide monoinsaturo, infatti, è in grado di proteggere dalla trombosi, cioè dalla formazione di ammassi di sangue coagulato nei vasi sanguigni, grazie alla sua capacità di abbassare i livelli di colesterolo totale e diminuire solo quello cattivo (LDL), senza influire minimamente sui valori del colesterolo buono.
E non è un caso che le popolazioni che per tradizione privilegiano il consumo di olio siano meno colpite da infarti ed altre malattie cardiovascolari. Per questo, gli esperti consigliano di intraprendere delle buone abitudini alimentari: pochi grassi saturi e un filo di olio extravergine per condire primi piatti e verdure.
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Ai due noti fratelli responsabili della salute del cuore, il colesterolo buono e il colesterolo cattivo, si aggiunge adesso un terzo colesterolo, dovuto ad un livello alto di lipoproteina A nel sangue, che aumenta notevolemente il rischio di infarto.
Questo è quanto riporta una ricerca internazionale pubblicata sul New England Journal of Medicine, che ha analizzato il patrimonio genetico di circa 16.000 cittadini europei. Secondo lo studio un aumento della lipoproteina A può essere responsabile dell’insorgere di malattie coronariche e la variante è presente in 1 soggetto ogni 6 circa.
Lo studio, chiamato Procardis, è stato realizzato dall’Istituto Mario Negri di Milano, in collaborazione con il Wellcome Trust Centre e la Clinical Trials Service Unit di Oxford, il Karolinska Institute di Stoccolma e l’Università tedesca di Munster.
Il colesterolo causato dalla lipoproteina A è comunque meno dannoso rispetto al colesterolo cattivo, ma a nulla sembrano valere per fermare questo moderno colesterolo l’esercizio fisico ed uno stile di vita sano. Tuttavia, la scoperta apre un importante filone di ricerca e di indagine per quanto riguarda le malattie cardiovascolari.
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La frutta dovrebbe essere ricca e abbondante nel regime alimentare di ciascuno di noi ma maggiore attenzione può prestarvi chi pratica sport perché ci sono alcuni tipi di frutta che possono influire positivamente sulla dieta dello sportivo, migliorare la prestazione e facilitare il recupero.
D’altronde è noto che il benessere passa sempre dalla tavola e la buona salute di muscoli e sistema circolatorio è direttamente collegata a quello che mangiamo oltre che alla quantità e alla qualità di movimento. Banane, avocado, papaya, uva e agrumi devono stare all’inizio della lista dei frutti da preferire.
Le banane sono ricche di potassio, aiutano a prevenire i crampi e forniscono energia a rapido assorbimento. Avocado e papaya sono ricchi di acidi grassi essenziali importantissimi per il buon funzionamento cellulare e il controllo dei livelli di colesterolo. Uva e agrumi ci sono noti soprattutto per la loro ricchezza di antiossidanti e vitamina C che combattono i radicali liberi e aiutano il sistema immunitario.
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Se il benessere comincia a tavola, è sempre lì che possiamo occuparci della nostra intelligenza. Non solo studiando e applicandosi si sviluppa, ma anche mangiando i cibi adatti per nutrire il cervello.
Prima di tutto ci vuole una certa quantità di glucosio, che nutre il cervello e gli fornisce l’energia necessaria per il suo buon funzionamento. Lo deriviamo dai carboidrati che dunque non vanno mai eliminati o ridotti drasticamente.
A seguire essenziali sono gli omega 3 e omega 6, presenti soprattutto nel pesce. Danno invece fanno i grassi cattivi che rischiano di bloccare la circolazione a causa del colesterolo che tendono a provocare.