I figli migliorano la vita anche se la cambiano radicalmente. Hanno anche effetti sul cuore, e non nel senso affettivo del termine ma in quello propriamente fisico. Lo studio che lo dimostra è stato pubblicato sull’American Heart Journal ma è stato condotto in Svezia dove i ricercatori hanno stabilito che due è il numero ideale di figli perché i rischi di patologie cardiache si riducano nelle donne.
Due è il numero perfetto, perché chi non ha figli o ne ha uno solo rischia di più di soffrire di patologie cardiache ma anche chi ne ha tre o più. I motivi non sono chiari, anche se chiara è l’incidenza della gravidanza sulla circolazione sanguigna e l’insorgere di eventuali malattie correlate alla maternità quali il diabete gestazionale o la pressione arteriosa alterata. Se siete uomini non avete di che preoccuparvi. A parte tutto il resto, s’intende.
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Pensavate che l’esercizio fisico facesse bene solo ai muscoli e all’umore? Fa bene invece anche alla pelle. Se volete che sia perfetta, sana, luminosa, elastica, iniziate a fare sport. L’attività fisica, infatti, stimola la produzione di collagene ed elastina aiutando il rinnovamento cellulare e dunque il mantenimento di una pelle sana ed elastica.
Non solo: il miglioramento della circolazione sanguigna dovuto alla sport assicura un maggiore apporto di ossigeno alle cellule e la corretta termoregolazione attraverso la pelle, che si libera attraverso i pori e appare più luminosa. Insieme ad una dieta equilibrata e a tanta acqua il risultato pelle perfetta sarà garantito.
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Quanto siano preziosi gli antiossidanti è noto, ma lo sono ancora di più se si pratica uno sport. L’esercizio fisico infatti favorisce la creazione di radicali liberi che sono contrastati dall’azione degli antiossidanti.
L’ossidazione cellulare che dà avvio all’invecchiamento si produce infatti quasi sempre per via dell’eccessiva ossigenazione delle cellule. L’esercizio fisico, e dunque l’accelerazione della circolazione sanguigna, determinano un maggiore apporto di ossigeno alle cellule.
È indispensabile quindi ovviare introducendo nella nostra dieta alimenti ricchi di antiossidanti che contrastino l’azione dei radicali liberi e aiutino a mantenere le cellule sane. Gli alimenti che ne sono più ricchi sono arance, mandarini e kiwi, ricchi anche di vitamina C. Ma anche tè verde e rosso e tutte le infusioni che se ne possano ricavare e, naturalmente, frutta e verdura in buone quantità.
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La defaillance sessuale nell’uomo è vissuta spesso come fallimento ma può nascondere cause più serie e la disfunzione erettile ha tra le sue possibili motivazioni anche il colesterolo e le conseguenze che provoca sulla circolazione sanguigna. Ma la novità – niente affatto incoraggiante – è che anche le donne possono soffrire di disturbi della sfera sessuale legati ai livelli di colesterolo.
Alcuni studi pubblicati sulla rivista Journal of Sexual Medicine hanno stabilito che l’accumulo di grassi nel sangue e la conseguente diminuzione del flusso sanguigno fiacca anche l’eccitazione sessuale nelle donne e dunque comporta una minore lubrificazione e in definitiva un minor piacere. Ci sono tante buone ragioni per stare attenti al colesterolo ma scommettiamo che questa sarà una molla in più?
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Il Trifoglio rosso è una leguminosa molto diffusa, una pianta erbacea perenne e spontanea, dal fiorellino rosso e dalle mille virtù. Cresce sia nei prati che in montagna e va raccolto al momento della massima fioritura, cioè in estate, e poi lasciato essiccare al sole per ricavarne polveri ed estratti.
Il Trifoglio Rosso, o Trifolium Pratense, è ricco di antiossidanti. Studiato dal Dipartimento di Endocrinologia dell’Ospedale di Sydney, il Trifoglio Rosso è risultato molto efficace nel trattamento dei sintomi della menopausa: ne attenua i disturbi e favorisce la circolazione sanguigna. In più, i ricercatori hanno scoperto che a livelli precisi di somministrazione di Trifoglio Rosso, corrisponde un aumento della densità minerale ossea nelle donne in menopausa. L’uso del Trifoglio Rosso non presenta effetti collaterali e risulta utile anche perché riduce il livello di colesterolo e trigliceridi nelle donne in menopausa.
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Con la primavera a volte ci sentiamo più distratti e ci sembra di perder la memoria a breve termine, ma è proprio in questo periodo che abbiamo bisogno di maggior concentrazione perchè è il tempo degli esami, dei bilanci, delle rendicontazioni, delle chiusure prima dell’estate. Tra i rimedi naturali, uno dei migliori per contrastare questi sintomi, è il Ginko Biloba.
Il Ginko Biloba, pianta originaria della Cina e del Giappone, è usato in tutto il mondo per migliorare la circolazione sanguigna: migliorando la circolazione, migliora l’afflusso di sangue al cervello e quindi l’acuità mentale, la concentrazione, la memoria a breve termine, e l’abilità cognitiva. Pronti ad iniziare una cura in modo da arrivare carichi alla fine degli impegni?
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Gli effetti benefici del sesso non serve ripeterli. Quelli negativi dello stress altrettanto. È però il mix tra l’eccessivo stress e la mancanza di sesso, o la sua scarsità talvolta provocata proprio dallo stress, a peggiorare la qualità della vita in senso lato e la bellezza della pelle in senso stretto.
È quanto afferma l’Instituto Pond’s che ha lanciato una campagna di informazione sulla prevenzione dell’invecchiamento cutaneo. Le abitudini di vita insieme a quelle alimentari posso influire molto sull’aspetto della pelle e dunque sull’età percepita, una questione particolarmente sensibile per le donne che certo non amano dimostrare qualche anno in più.
La questione è meno semplicistica di quanto non paia: non basterà fare più sesso e godersi di più la vita per prevenire o rallentare quello che è comunque un processo vitale naturale. Ma un miglioramento generale lo si ottiene di sicuro, e comunque al livello dell’umore godersi la vita può fare miracoli e si invecchia con minore apprensione se si è felici.
Non solo a livello psicologico: la circolazione sanguigna migliora, i tessuti sono più ossigenati, il rilascio di ormoni del benessere migliora sensibilmente anche l’aspetto della pelle, che sarà più radiosa. Al contrario, com’è noto, una cattiva alimentazione, il fumo, l’inquinamento, lo stress da lavoro e l’esposizione solare senza protezioni giocano a favore dell’invecchiamento precoce.
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San Valentino è stato appena archiviato anche per quest’anno, ma visto che il romanticismo residuo aleggia ancora intorno a noi, approfittiamo per trattenere quanto di positivo possiamo trarre da questa festa disdegnata da tanti. I baci, ovviamente. Non quelli da mangiare, che tolto il piacere momentaneo sono zeppi di grassi e zuccheri che i denti ci rinfacceranno a lungo, ma quelli tradizionali.
Perché fanno bene, all’anima e al corpo. I benefici sono non solo relativi al breve spazio del bacio, ma persistono a lungo anche dopo, migliorando l’umore, aumentando l’autostima, innalzando il livello di produzione di endorfine. In più, si rinforza anche il sistema immunitario.
I benefici a breve termine, tuttavia, non sono trascurabili: nel bacio sono coinvolti più di trenta muscoli facciali, il battito cardiaco accelera e la circolazione sanguigna migliora. La maggiore produzione di saliva, infine, aiuta a mantenere un’ottimale igiene orale, difendendo la bocca dai batteri. Con tutte queste buone ragioni per farlo, baciarsi è anche un atto di benessere, oltre che d’amore.
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Lungi da noi il voler fare allarmismo gratuito. Ma per chi come me in aereo spera sempre di sedersi dal lato finestrino, per ammirare il paesaggio dall’alto e la morbidezza spumosa delle nuvole, è davvero un colpo basso apprendere che chi si siede accanto al finestrino in aereo rischia fino a due volte di più di incorrere nel rischio di trombosi.
Tranquillizziamoci subito: si tratta già di eventi rari e chi è a rischio lo è già anche a terra e non solo in quota. In più, sono soprattutto le persone con gravi obesità a rischiare maggiormente e l’eventualità si verifica solo nel caso di lunghi voli, specialmente se affrontati nella totale immobilità: per esempio dormendo per gran parte del tempo, cosa che riesce davvero male in quegli spazi angusti e con il chiacchiericcio costante dagli altri sedili.
Però già l’idea in sé potrebbe bastare a farci passare la voglia di guardare fuori dal finestrino in favore del meno interessante ma più sicuro corridoio. Anche se i ricercatori olandesi che hanno condotto la ricerca spiegano che le compagnie hanno ridotto sensibilmente le cause di rischio migliorando il servizio a bordo con sedute più comode e più spaziose. Almeno per i lunghi voli…
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I viaggi estivi sono ancora lontani, ma la scienza non si ferma: un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada ha messo a punto un sistema che aiuta a prevenire e combattere la cosiddetta sindrome della classe economica che colpisce chi è già sofferente di disturbi circolatori e vene varicose, ma anche chi non ne ha mai sofferto prima, come conseguenza di viaggi in aereo molto lunghi.
La lunghezza del viaggio e l’immobilità quasi assoluta in una posizione può provocare addirittura un vero e proprio embolo che impedisce la corretta circolazione sanguigna. Gli esperti tendono a chiamare il disagio più genericamente sindrome del viaggiatore proprio perché è stata riscontrata la medesima esperienza non solo in chi viaggia in classe turistica ma anche in business class – anche se con minore incidenza – e addirittura in chi viaggia in pullman o in auto per periodi di tempo molto prolungati.
Mentre però chi viaggia a terra può in qualunque momento fermarsi e ristorarsi sgranchendo le gambe, chi viaggia in aereo, specie nelle classi turistiche delle compagnie che offrono servizi e spazi sempre più ridotti, è costretto all’immobilità quasi assoluta per molte ore. Il disagio si può presentare tuttavia solo se il volo supera le quattro ore.
Il sistema messo a punto dai ricercatori spagnoli si propone di limitare i danni, aiutando il passeggero, con una serie di piccoli esercizi da seduto, a riattivare la circolazione sanguigna, servendosi di un piccolo cuscino chiamato flip-flow e appositamente progettato che, posto sotto il piede, stimola la circolazione. Attualmente è in corso la fase di sperimentazione.
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