
Andare dal dentista fa paura, e spesso fa anche molto male. Per coloro che sono terrorizzati e per coloro che soffrono particolarmente l’uso del trapano, è in arrivo una buona notizia al plasma freddo.
Tra tre anni circa le carie si potranno curare senza trapano, grazie ad un getto di gas plasma che viene spruzzato sulla carie e pulisce il dente da batteri e carie, senza intaccare lo smalto. Il gas plasma è lo stesso che viene utilizzato per sterilizzare gli strumenti chirurgici.
La sensazionale scoperta si deve ai ricercatori dell’Università Saarland di Amburgo, che hanno testato i lampi al plasma, in grado di ridurre di 10.000 volte la concentrazione di batteri sui denti, senza rovinare lo smalto e preservando la salute dei denti. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Medical Microbiology.
Speriamo che facciano in fretta a testare la tecnologia al plasma e ad immetterla negli studi dentistici: sono certa che alla scomparsa del trapano aumenterà il numero di coloro che andranno dal dentista. Senza trapano passa la paura. O no?
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Prima di inculcano che dobbiamo mangiare poco ma spesso, poi ci informano che a mangiare spesso si rischia di più la carie. Ma cosa dobbiamo fare? Il Ministero della Salute ha indicato nelle linee guida nazionali per la prevenzione della salute orale il rischio di carie moltiplicato in chi assume cibo più di frequente.
Eppure nutrizionisti, dietologi e semplice buon senso ci suggeriscono di disseminare piccoli pasti nell’arco di tutta la giornata anziché abbuffarsi in due soli pasti al giorno.
La soluzione indicata è quella di portarsi sempre uno spazzolino dietro in modo da poter lavare i denti dopo ogni pasto anche se non sempre ci è possibile farlo, qualche volta per sola pigrizia, altre volte per limiti oggettivi o anche solo per pudore, e lavarsi i denti in un bagno pubblico non è sempre igienico.
Voi come vi comportate quando mangiate fuori di casa e non potete lavarvi i denti? Mettete a tacere la vocina del vostro igienista che vi grida nell’orecchio che siete dei veri zozzoni e rimandate alla sera, oppure trovate il modo di curare l’igiene orale ovunque siate?
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Siete alla ricerca di un rimedio naturale per la salute dei vostri denti? Provate con l’uva passa.
Recenti ricerche hanno individuato proprietà antibatteriche nell’uva passa che, masticata lentamente, aiuta a prevenire la carie. L’uva passa inibisce lo svilupparsi di alcuni tipi di batteri tipici del cavo orale, proteggendo i denti dall’attacco.
Oltre ad essere un piccolo snack salutare, l’uva passa fa bene ai denti e alla salute dell’organismo, perchè ricca di antiossidanti che prevengono lo sviluppo della demenza e di flavonoidi che prevengono le malattie cardiovascolari.
Continuate a lavare i denti regolarmente, e ad andare dal dentista per la puliza, ma di tanto in tanto, concedetevi un piccolo piacere e masticate uva passa, fa bene ai vostri denti.
via | healtyreader
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Troppi dolci? Eccessiva pigrizia nella cura dell’igiene orale? Quale che sia la motivazione cui attribuire la colpa delle vostre recenti carie e dell’esborso che comporta farsele curare dal dentista, sappiate che ce ne sono molte altre, meno evidenti e a volte trascurate, che possono provocare il fastidio.
Oltre che l’abuso di cibi acidi che possono intaccare lo smalto rendendo più facile la penetrazione dei batteri, anche alcuni abitudini di vita possono predisporre alla carie, indebolendo le difese dei denti: mangiare spesso fuori per lavoro, per esempio, può comportare una minor cura dell’igiene orale.
La carenza di fluoro nella dieta può essere altrettanto pericolosa e non sempre basta l’addizione di questo elemento nelle paste dentifrice. Può essere utile variare la dieta introducendovi alimenti che ne sono ricchi: pesce e frutti di mare soprattutto, ma anche patate, tè, birra, spinaci, cereali.
Infine, la presenza di un piercing sulla lingua può determinare un indebolimento dei denti perché il gioiello metallico in bocca può provocare a lungo andare un attrito sullo smalto rendendolo vulnerabile agli attacchi batterici.
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Per una corretta igiene orale e per avere una bocca sana, non basta lavarsi i denti, la cosa fondamentale è come ce li si lava. E’ molto importante anche che le corrette abitudini di igiene orale siano acquisite dall’infanzia, per poi essere rafforzate durante l’adolescenza e divenire automatiche nell’età adulta, quando i denti evidenziano le prime debolezze.
Lo spazzolino non dev’essere necessariamente duro, come erroneamente si crede; l’importante è che abbia una testina medio-piccola per poter arrivare in tutte le zone della bocca e che lo spazzolino sia cambiato ogni 3 mesi.
Tutti i denti devono essere spazzolati almeno 2 volte al giorno per circa 3 minuti con un dentifricio a base di floruro, perché così si previene la carie. Il floruro rende lo smalto più resistente e lo protegge dall’attacco della placca batterica.
Per completare la pulizia dei denti è bene usare il filo interdentale, mezzo insostituibile per eliminare la placca dalle zone che non possono essere raggiunte con lo spazzolino, ma da evitare nel periodo dell’età evolutiva.
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L’igiene dentale costante e accurata è l’unica arma che abbiamo a disposizione contro la sempiterna nemica della bocca, la placca. C’è anche quando non si vede ma adesso, grazie ad una ricerca di alcuni studiosi di Liverpool, è stato messo a punto uno strumento che per una volta non è destinato allo studio dentistico ma all’utenza diretta: il rivelatore di placca.
Si chiama Inspektor TC e permette di individuare i depositi di placca sui denti, responsabili dell’insorgere della carie, per rimuoverli accuratamente o rivolgersi in tempo al dentista nei casi più estesi. Lo strumento, piccolo e maneggevole come uno spazzolino, emette una luce che, diretta sui denti, evidenzia i depositi di placca.
La lettura dello strumento si effettua con un paio di occhiali speciali con lenti filtrate che somigliano tanto a quelli necessari per godersi un film con tecnologia 3D ma hanno scopi tutt’altro che ricreativi.
Via | Bioblog.it

Denti che si autoriparano: sembra un’idea da fantascienza, eppure i ricercatori francesi Michel Goldberg e Anne Poliard sono riusciti a far autoriparare i denti cariati di un topolino introducendo nella cavità lasciata dalla carie un gel in cui è stata inserita una molecola, il peptide A-4.
“Grazie a questa molecola, leggo, bastano tra i 30 e i 60 minuti perché le cellule staminali presenti nella polpa dentale si riattivino e nell’arco di circa 90 giorni si assiste alla rigenerazione di polpa e dentina”.
Ora c’è solo da attendere i test di sperimentazione umana e la cura potrà diventare realtà.
Via | Julie News
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Lo spazzolino nel microonde non è il titolo di un’opera letteraria sperimentale ma un consiglio suggerito dal Reader’s Digest secondo cui mettere lo spazzolino dentro il microonde alla massima potenza per 10 secondi uccide i germi.
Questo consiglio fa parte di una serie di suggerimenti per scongiurare il pericolo di raffreddori e virus influenzale, che iniziano a girare proprio in questo periodo, attraverso la prevenzione: oltre ai soliti consigli come evitare le correnti d’aria e gli ambienti con aria viziata, lavarsi di frequente le mani e coprirsi con cura… stupisce un po’ quello di servirsi del microonde per far strage di germi.
La procedura si dovrebbe ripetere di frequente per assicurarsi che tutti i germi, che com’è noto amano proliferare tra i denti trovando ambiente confortevole nelle carie, siano stecchiti. O almeno ogni volta che si sia rimasti vittime di raffreddore.
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Tra le sfortune che ci sono capitate in sorte, eccone un’altra: per il solo fatto d’esser donne siamo più soggette al rischio di carie. Perché: le fluttuazioni ormonali cui le donne sono soggette nel corso del mese e più in generale della vita, gravidanza inclusa, insieme alla minor produzione di saliva rispetto agli uomini (la saliva aiuta a rimuovere i residui di cibo dalla bocca), predispongono i nostri denti ad essere più facile bersaglio dell’odiata carie.
A questo si aggiunge la maggiore tendenza a consumare cibi dolci, specialmente nel periodo della gravidanza (ma, ammettiamolo, anche prima e dopo) che com’è noto sono potenzialmente nemici della salute orale. La soluzione non esiste: solo una scrupolosa igiene orale e qualche visita in più dal dentista possono ovviare alla triste realtà.
Via | Anthropology.net
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Sfogliando un vecchio numero di Gioia&co hos coperto che esite un nuovo metodo indolore per la cura della carie: il laser fa il suo ingresso nel campo dell’odontoiatria. Per tutti quelli che temono anche solo di aprire la bocca, per chi è uscito dal cinema a metà di Denti, per chi ha la fobia del dentista.
Il laser, già utilizzato per la chirurgia e la sterilizzazione dei canali, potrebbe essere applicato alla cura della carie, andando ad agire suoi tessuti acquosi della carie, vaporizzandoli, senza toccare il dente nè i tessuti circostanti.
L’uso del laser per curare la carie, indolore e mirato, è una tecnica usata in Italia da Roly Kornbit, specialista in odontoiatria pediatrica presso il reparto di pedodonzia dell’Università La Sapienza di Roma. Il suo costo è analogo a quello dei trattamenti e delle cure tradizionali.
Pronti a mettere da parte la paura e provare il laser per la salute dei vostri denti o nemmeno questo metodo indolore è in grado di farvi spalancare le fauci?
Continua a leggere: Il laser per combattere la carie senza dolore nè paura