Non è un primato di cui andare fieri ma un campanello d’allarme troppo a lungo trascurato, perché il rischio obesità si fa sempre più pressante e avremmo dovuto imparare dall’America dove la questione è all’ordine del giorno ormai da molti anni. A poco sembrano essere servite anche le campagne di sensibilizzazione degli ultimi anni se il 67% degli uomini e il 55% delle donne è in sovrappeso o in conclamata obesità.
I dati, allarmanti, sono stati diffusi in occasione della presentazione in Italia dell’Obesity Day. È emerso che chi è in sovrappeso o obeso non riesce che in rari casi a portare a termine una dieta, ma il dato più preoccupante è che all’obesità sono connesse patologie metaboliche (ma non solo) che possono rappresentare una vera e propria emergenza sociale.
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Lungimiranza o ingenuità? Non possiamo valutare in anticipo gli effetti di questa novità proveniente dall’Inghilterra, il cui governo ha deciso di puntare sulla collaborazione volontaria dei cittadini per diffondere un certo tipo di educazione alla salute: questi moderni grilli parlanti sono persone comuni, che vi stanno accanto in ufficio o vi spuntano alle spalle al pub per ricordarvi che bere troppo, mangiare frittura, fumare… fa male.
La scelta è stata dettata dalla crescente inefficacia di campagne di sensibilizzazione di tipo tradizionale e su larga scala. L’intervento a livello microscopico, nel giro dei colleghi, delle amicizie, della famiglia, è stato reputato più efficace e utile, dal momento che si tende ad accettare più facilmente il consiglio di una persona vicina che può avere a cuore la nostra salute più di un cartellone pubblicitario in città o un opuscolo redatto nelle stanze governative.
Certo il successo dell’iniziativa dipenderà in gran parte dall’atteggiamento dei volontari. A nessuno piacerà sentirsi bacchettare ad ogni pie’ sospinto proprio sul punto di godersi un piatto elaborato ma troppo calorico o un bel boccale di birra fresca. La speranza, insomma, è che questi “snooper” – così sono stati chiamati, letteralmente impiccioni – non si facciano troppo invadenti.
In ogni caso, gli snooper seguiranno un breve periodo di training per imparare a diffondere nel modo giusto i messaggi da affidare al loro zelo e per essere in grado di rispondere ai dubbi e alle domande di chi volesse accettare il consiglio e modificare le proprie abitudini alimentari. Potrebbe essere un’iniziativa da emulare.
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