
I problemi dovuti al malfunzionamento della tiroide sono, ormai, un argomento conosciuto da molti. Sono meno noti, invece, i problemi causati dalle paratiroidi, ghiandole associate proprio alla tiroide e che regolano i livelli di calcio nel sangue. Io, ad essere sincera, ho scoperto che concentrazioni eccessive di questo minerale possono portare a una stanchezza eccessiva e costante solo leggendo un articolo apparso qualche giorno fa sul Telegraph. Nello stesso articolo ho anche scoperto che le responsabili di questa forma di stanchezza possono essere proprio le paratiroidi.
Liz Bestic, autrice del pezzo, ha raccontato la storia di una cinquantottenne britannica che ha dovuto lottare per molto tempo con un senso di affaticamento eccessivo che la portava ad addormentarsi nel bel mezzo della giornata e a collassare per una semplice infezione virale. La soluzione al suo problema è giunta quando, con un semplice test del sangue, ha scoperto che i suoi livelli ematici di calcio erano pericolosamente alti a causa di un tumore benigno a una delle due paratiroidi. E’ bastato un intervento chirurgico per rimuoverlo e far tornare la paziente alla sua vita di tutti i giorni, senza, però, la compagnia costante della stanchezza.
Il disturbo è più frequente nelle donne che negli uomini. Purtroppo, però, spesso i medici non associano immediatamente la stanchezza, che, di per sé, è un sintomo molto aspecifico che può scaturire dai motivi più vari, con l’iperattività delle paratiroidi. Altri indicatori di questo disturbo sono dolori addominali, nausea, vomito, depressione, calcoli renali, attacchi cardiaci improvvisi e osteoporosi. La buona notizia? Nel 98% dei casi bastano un’analisi piuttosto economica per controllare i livelli di calcio e un semplice intervento chirurgico per risolvere completamente il problema.
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Praticare nuoto, ciclismo, corsa moderata e yoga è sicuramente più salutare degli sport di contatto come il calcio o il rugby, almeno se ci preoccupiamo della salute delle anche o delle ginocchia che sono a grosso rischio di artrosi. Questa malattia si verifica quando la cartilagine che lega le articolazioni si logora: le ossa strofinano tra loro e ciò causa dolore e gonfiore e limita il movimento.
Uno studio svedese ha analizzato circa 700 atleti in pensione di età compresa tra 50-93 che hanno giocato a livello professionale e olimpico, e quasi 1.400 uomini della stessa età che hanno praticato poco o per niente sport. Gli sport considerati sono stati: calcio e hockey e sport senza contatto come corsa, nuoto e ciclismo.
Lo studio ha concluso che il rischio di artrosi dell’anca o del ginocchio è stato dell’85 per cento più alto negli atleti professionisti; negli atleti che avevano subito un intervento chirurgico era più che raddoppiato, mentre il rischio è scarsissimo - 19%- per chi ha praticato poco o nessun esercizio. Inoltre il rischio raddoppia per i giocatori di calcio e pallamano ed è triplo per i giocatori di hockey, hanno aggiunto i ricercatori, il cui studio è stato pubblicato sull’American Journal of Sports Medicine.
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Sappiamo quanto sia prezioso il calcio nella formazione della struttura ossea e poi nel suo mantenimento in buona salute ma non è solo questo minerale ad essere d’aiuto al rinnovamento del tessuto osseo. Altri elementi favoriscono questo processo e ci mantengono in buona salute e tra questi non possiamo dimenticare la vitamina D che è basilare per l’assorbimento del calcio. Si assume attraverso pesce e latticini e se ne stimola la produzione attraverso l’esposizione al sole.
Fondamentali sono anche le proteine, uno dei macronutrienti essenziali in qualunque regime alimentare. Sono alla base della costruzione dei tessuti, non escluso quello osseo. Se consumate in eccesso però possono essere controproducenti, quindi attenzione alle diete iperproteiche per lunghi periodi di tempo, troppo sbilanciate.
E i minerali? Sono fosforo, fluoro e magnesio. Il primo insieme al calcio è alla base della salute ossea, denti inclusi. Si assume attraverso carne, formaggio, pesce, uova e in misura minore frutta secca e legumi. Il secondo favorisce il mantenimento in buona salute di ossa e denti, purché non se ne consumi in eccesso. Si trova in pesce e frutti di mare, tè e… acqua. Infine il magnesio favorisce l’assorbimento del calcio. Si trova in cereali integrali, legumi, verdure a foglia verde e frutta secca.
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Il calcio è uno dei minerali essenziali più preziosi per il nostro benessere, coinvolto nella salute di denti e ossa. Conoscerne le principali fonti ci aiuta a integrarlo nella nostra alimentazione perché non ne sia mai carente, rispettando le dosi giornaliere consigliate che nel caso degli adulti si attestano intorno ai 1000 mg al giorno (1200 per le donne). Sappiamo che ne sono ricchi latte e latticini, ma quali sono le altre fonti di questo minerale?
Mandorle e nocciole ne apportano circa 240 mg per 100 grammi di prodotto. Ne sono ricchi anche i fichi, con 180 mg. I ceci ne contengono 145 mg mentre i pistacchi 136 mg e i fagioli bianchi 130 mg. Biete, spinaci, porri e altre verdure apportano dosi che vanno dai 115 agli 85 mg. Noci, datteri e uva passa ne contengono circa 70 mg. Seguono olive e lenticchie, con una media di 60 mg. e infine uova con circa 50 mg e carciofi, broccoli, fagioli verdi, cavolo con 40 mg.
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È alla base del buon funzionamento del nostro organismo e abbiamo scoperto che svolge anche un ruolo importante nella comparsa dei crampi muscolari, che una carenza di calcio può provocare. È soprattutto importante che non manchi nelle donne. Ecco quali sono le migliori fonti di calcio da tenere in considerazione per arricchire la propria alimentazione quotidiana e non incorrere in deficit che possono essere dannosi per il corpo.
Al primo posto ovviamente troviamo i latticini, categoria assai vasta che può accontentare tutti i gusti e le esigenze andando dal latte allo yogurt, dal formaggio al burro. Segue la frutta secca, come noci e mandorle, che contengono buone quantità di calcio. Ne basterà una manciata al giorno.
Da non dimenticare le verdure e la frutta che ne sono ricche. In particolare spinaci, broccoli, fichi. Nel caso in cui siate vegani oppure intolleranti al lattosio potete invece rivolgervi alla soia o ai suoi derivati.
Una enorme fonte di questo minerale è la farina di coca che ne contiene addirittura 2000 mg per 100 grammi di prodotto. Ma un’altra fonte utile e di assai più facile reperibilità è il sesamo. Ne contiene 1500 mg per 100 grammi di prodotto.
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Siamo abituati a considerare utile per contrastare la comparsa dei crampi muscolari essenzialmente il potassio, di cui sappiamo esser ricche le banane, non per nulla consigliate agli sportivi. In realtà anche il calcio può avere qualche responsabilità, almeno quando è carente nella dieta alimentare. Molte delle bevande isotoniche inoltre non ne contengono quantità significative da riuscire a prevenire il deficit di calcio durante lo sport. Di conseguenza la funzionalità neuromuscolare risulta debilitata e così compare il crampo.
Questo minerale infatti si disperde con il sudore, per cui quando siamo sotto sforzo durante l’allenamento è abbastanza facile scendere sotto i livelli consigliati, specialmente, appunto, se seguiamo un regime alimentare già carente in calcio. D’altronde la perdita di calcio dipende anche dalle caratteristiche specifiche dell’individuo, dal suo grado di traspirazione, dal tipo di allenamento.
La soluzione in fondo è molto più semplice di quanto non paia, per tutti: basta aumentare l’assunzione di alimenti ricchi di questo prezioso minerale come il comunissimo latte o altro genere di latticini, inserendoli per esempio negli spuntini o come accompagnamento su altri piatti. Sono utili anche spinaci, legumi e frutta secca.
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È uno degli argomenti, il melanoma, che in estate acquista sempre maggiore eco per via dell’esposizione al sole e del fantasma del cancro alla pelle che ci terrorizza. Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Oncology ha stabilito che integrando le quantità giornaliere di calcio e vitamina D si può raggiungere addirittura il 57% di rischio in meno di soffrire di melanoma.
La principale via di prevenzione tuttavia rimane sempre l’esposizione limitata nel tempo e con le adeguate protezioni che non ci si stancherà mai di ripetere sono essenziali non tanto per evitare le scottature quanto per prevenire problemi ben più gravi e a lungo termine. I raggi UV infatti sono considerati il principale responsabile dell’insorgere di cancro alla pelle.
La ricerca ha analizzato in particolare la pelle delle donne, superando addirittura le 35000 partecipanti allo studio. La metà di esse ha assunto integratori specifici di calcio e vitamina, le altre delle pillole placebo. I risultati sono stati positivi, perché l’assunzione di calcio e vitamina D ha ridotto effettivamente l’incidenza del cancro alla pelle in uno dei gruppi a rischio, cioè le donne che avevano già sofferto di carcinoma.
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Il calcio è uno dei minerali più importanti per il buon funzionamento del nostro organismo ma è facile incorrere in una sua carenza, per vari motivi e in vari periodi della vita. Vi segnaliamo quando e perché i bassi livelli di calcio possono presentarvi il conto e richiedere un’integrazione per garantire le preziose funzionalità che la sua presenza nel nostro corpo mantiene ai massimi livelli.
Per esempio può essere dovuto a modifiche ormonali, specialmente legate al periodo seguente all’avvio della menopausa. Il corpo femminile più di altri con l’età tende a presentare più bassi livelli di calcio, accelerando la degradazione dei tessuti ossei. È importantissimo in questo caso integrare le quantità di calcio quotidianamente assunte con l’alimentazione.
Disturbi alimentari di vario genere possono essere responsabili di un più basso livello di calcio nell’organismo. Questi casi meritano una particolare attenzione perché la fragilità ossea dovuta alla carenza di calcio può mettere in pericolo il benessere dell’organismo già provato dall’alimentazione scorretta.
Chi sceglie un’alimentazione vegetariana evitando di consumare alimenti di origine animale è più predisposto a carenze di calcio dovute all’assenza della vitamina D che favorisce l’assorbimento di questo minerale. È per questo che sono i vegani in particolare ad essere soggetti a queste carenze, se non prestano attenzione a questo aspetto. Alcune patologie del sistema digerente, infine, possono sfavorire l’assorbimento corretto del minerale. Si verifica nel caso di problemi intestinali, patologie a carico di reni e fegato o sbalzi ormonali di vario genere.
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Ci rivolgiamo normalmente ai latticini quando riteniamo di dover integrare il calcio nella nostra dieta ma sono anche tanti altri alimenti a contenerne buone quantità e tra questi ci sono i fichi, dolcissimi e succosi e con una buona quota di calcio. Sono infatti tra i frutti che ne sono più ricchi.
Una porzione di deliziosi fichi freschi appena colti dall’albero, di circa 200 grammi, contiene la quantità di calcio che si trova in 100 ml. di latte. Se invece consumiamo i fichi secchi, dunque disidratati e con i nutrienti assai più concentrati, avremo ben 200 mg. di calcio per soli 100 grammi di prodotto.
Considerando quanto sia importante il calcio per la formazione di ossa e denti e per la prevenzione di patologie ossee ma anche per il funzionamento neuromuscolare, è sempre buona cosa scoprire quali alimenti possono aiutarci con la dieta quotidiana a mantenerci in forma. E se poi anche il gusto ci guadagna ancora meglio, no?
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Sappiamo quanto sia importante il calcio nel mantenimento delle più basilari funzioni del nostro corpo come la trasmissione dell’impulso nervoso, la contrazione muscolare ma anche la formazione e il benessere delle formazioni ossee e dei denti. Una fonte inaspettata ma preziosa si trova nel crescione, erba commestibile spesso a torto fin troppo trascurata.
Ne è infatti molto ricco, contenendone una quantità di 180 mg. per 100 grammi di prodotto. Si può aggiungere alle insalate o alle frittate, sulla pizza, come ripieno per focacce e altre preparazioni salate, nelle passate di verdure o nelle zuppe. Si rivela insomma un alimento davvero molto versatile, facile da reperire sia dal fruttivendolo che al supermercato ma anche in campagna, dove cresce liberamente, se sapete riconoscerlo.
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