Avete calcolato la quantità di caffeina che riuscite ad assumere ogni giorno? Se pensate sia troppa e meditate di limitarne l’assunzione ecco qualche alternativa al caffè che vi renderà più semplice rinunciare a qualche tazzina di troppo.
Per cominciare potreste considerare la possibilità di sostituire la pausa caffè con una pausa a base di tè. È importante però scegliere bene la varietà di tè con cui preparare l’infuso. Il tè kukicha, per esempio, ha una bassa quantità di teina ma un alto potere rivitalizzante se vi sentite un po’ giù e vi serve una carica di energia.
Anche il tè bancha è un’ottima alternativa perché povero di sostanze eccitanti ma ricco di antiossidanti. Altrettanto prezioso per le sue proprietà, moltiplicate per le numerose erbe che contiene, è il tè mù, composto da sedici diverse erbe tra cui ginseng, dente di leone, cannella, liquirizia, zenzero.
Ma se proprio non riuscite a rinunciare all’aroma del caffè e all’effetto placebo e rilassante che comporta una pausa con la tazzina calda in mano, provate con i decaffeinati oppure con la cicoria come surrogato del caffè. Si ottiene dalla torrefazione di radici vegetali ed era molto diffuso in tempi di guerra, quando trovare il caffè vero era difficile. Costa meno e non contiene la caffeina.
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Ci sono pareri discordanti su quanto possa far bene un caffè e l’uso della caffeina, specie nei preparati cosmetici oltre che in tazza. In ogni caso l’abuso, si sa, è sempre sbagliato e prendere troppi caffè al giorno può diventare problematico per la salute.
Un basso consumo di caffeina è l’ideale per non rinunciare al piacere del caffè, ma gli amanti della tazzina insorgeranno scoprendo quanto poco basta per superare i limiti consigliati.
Utilizzando il calcolatore online fornito da OCU potete stabilire qual è il vostro consumo quotidiano di caffeina, inserendo il numero di tazzine che bevete e specificando se si tratta di caffè preparato in casa o al bar, decaffeinato o no, solubile o in bevande fredde.
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Mancano dieci giorni al Natale, e questo è sicuramente il periodo in cui iniziare a fare degli specifici trattamenti di bellezza per poter arrivare in splendida forma alle feste. Dieci giorni prima possiamo infatti agire su cuscinetti e décolleté.
Per quanto riguarda i cuscinetti, sarebbe meglio avere 4-5 giorni in più a disposizione, ma se avete in mente di indossare un bell’abito attillato dovete svolgere un’azione d’urto. Scegliete una formulazione snellente con agenti liporiducenti, come il tè verde e la caffeina e applicatela per più volte al giorno, meglio se dopo una doccia calda.
Se invece il vostro abito è molto scollato, dovrete mettere in risalto il seno. Se il décolleté ha bisogno di tono dovrete sfruttare una formula rassodante a base di ceramidi ed alghe, che assicurano hanno un immediato effetto push-up. Per dare pienezza sono utili dei trattamenti volumizzanti, che rendono il seno più pieno e turgido.
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Per quanto sia buono, per quanti effetti benefici possa avere, il caffè non fa passare la sbronza, allevia l’effetto sedativo dell’alcol ma non migliora affatto le funzioni cognitive. In poche parole, genera solo una falsa sobrietà. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista “Behavioral Neuroscience” di un gruppo di ricercatori della Temple University di Philadelphia negli Usa.
La ricerca si è svolta in questo modo: il team di studiosi ha somministrato ad alcuni topi caffeina, etanolo oppure tutti e due, dopo di che gli animali sono stati inseriti in un labirinto. Gli scienziati hanno notato come i topi a cui era stato somministrato etanolo mostrassero tutti i segni dell’ebbrezza: movimento incerto e lento, orientamento sfasato. Simile comportamento per le cavie che aveva assunto alcol e caffeina, con la differenza che erano meno quieti.
“La caffeina –ha spiegato il professor Thomas Gould, a capo dello studio- allevia l’effetto sedativo dell’alcol ma non migliora le funzioni cognitive, ciò implica che i processi decisionali potrebbero risultare compromessi“.
Insomma, la caffeina aiuta psicologicamente a sentirsi svegli, ma non modifica in alcun modo i livelli di alcol presenti nel sangue. Questo falso benessere, e anche luogo comune, spesso induce molti bevitori a mettersi alla guida sentendosi sicuri solo per aver bevuto un caffè o bevande a base di caffeina. Queste sopravvalutazioni potrebbero essere estremamente pericolose se non addirittura fatali in particolare per i tanti giovani incoscienti che dopo una serata alcolica in discoteca si affidano ad un caffè.

Lo afferma uno studio svedese, guidato da Emilie Friberg, del Karolinska Institutet di Stoccolma, dal quale è emerso che la protezione è maggiore per le donne in sovrappeso e obese.
Il team di ricercatori ha intervistato per ben due volte (la prima tra il 1987 e il 1990, e la seconda nel 1997) 60.634 donne svedesi chiedendo quanto caffè consumassero ogni giorno. Gli esperti hanno seguito così i pazienti per 17 anni, ed in questo periodo 677 donne (pari a circa l’1,1% ha sviluppato il cancro dell’endometrio). Al momento della diagnosi l’età media era di 67 anni.
La ricerca, pubblicata sull’International Journal of Cancer, ha analizzato come il caffè influisce sugli zuccheri nel sangue, sulle cellule grasse e sugli estrogeni, tutti fattori che contribuiscono a sviluppare il cancro all’endometrio.
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L’idrolipessia è una particolare forma di cellulite che colpisce il sesso forte e provoca accumulo di adipe a livello di collo, braccia, schiena ma soprattutto addome. Anche in questo caso, proprio come succede a noi donne, il problema ha origine nel trattenere un’eccessiva quantità di liquidi nei tessuti interessati.
Il rimedio da adottare per sconfiggere il problema è il caffè, che sembrerebbe svolgere un’azione più mirata nei confronti dei maschietti, grazie sia alla caffeina che all’acido clorogenico, che è in grado di accelerare il metabolismo sia di zuccheri che di grassi.
Per un’azione d’urto, si possono abbinare i cosmetici a base di caffeina all’assunzione di caffè da bere: 3 tazzine di espresso al giorno basterebbero, anche perché altrimenti il fegato risulterebbe troppo affaticato.
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“Non bere troppa Coca Cola che fa male”, chissà quante volte l’abbiamo sentito o l’abbiamo detto, senza sapere bene perchè la famosa bibita a bollicine facesse male, e abbiamo continuato a berla senza pensarci troppo. Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Ioannina, in Grecia, bere troppa Coca Cola può provocare problemi muscolari e portare addirittura alla paralisi.
Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Practice, il consumo cronico di Coca Cola può far sorgere una condizione in cui vi è carenza di potassio nel sangue e i sintomi di questa ipopotassemia possono variare dalla stanchezza alla stipsi, dalla debolezza cronica all’estremo della paralisi. Tutti i pazienti analizzati si sono ripresi in fretta dopo aver smesso di bere Coca Cola e dopo essersi sottoposti ad una cura di potassio.
Le dosi pericolose del consumo cronico, indotto dalla presenza di zucchero e caffeina, sono quelle che vanno da 2 a 10 litri di Coca Coca al giorno. Pensate che c’è chi arriva a berne anche più di dieci. Voi, quanta ne bevete?
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Robert Motl è un ex ciclista professionista, che ha abbandonato le due ruote per diventare medico e ricercatore presso l’Università dell’Illinois, dove studia gli effetti di diverse variabili sulla riduzione del dolore muscolare per chi è sottoposto ad attività fisica intensa.
Secondo i suoi studi, tra gli inibitori del dolore spunterebbe la caffeina, che agisce bloccando l’adenosina, riducendo così la sensazione di dolore. Motl ha messo sotto studio, per 7 anni, il rapporto tra caffè e attività fisica, scoprendo anche che la caffeina ha effetto prolungato e benefico nel tempo, ovvero ha effetto durante tutto l’allenamento, e in soggetti diversi, abituati e non al consumo di caffè.
Adesso, a parte bere una tazza di caffè prima di allenarsi, resta da capire se la caffeina possa avere effetto anche sulle performance degli sportivi, non solo a livello di carica di energia. Pronti a integrare il caffè nella vostra dieta sportiva?
via | adkronos
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Un piatto di pasta e un buon caffè! Ecco il menù perfetto che chi ha appena terminato un allenamento intenso in palestra. Non solo carboidrati, dunque, ma anche caffeina.
A sostenerlo è uno studio del Garvan Institute of Medical Research di Sidney secondo cui l’abbinamento di carboidrati e caffeina aiuta a ripristinare molto meglio dei soli carboidrati le scorte di glicogeno, il carburante dei muscoli che cala dopo l’esercizio fisico.
Peccato che per assumere la dose necessaria di caffeina dovremmo bere 5-6 caffè!!! Un po’ tanti soprattutto se si considera che spesso concentriamo l’allenamento in palestra nelle ore pomeridiane e a volte anche serali che non è certo il momento della giornata più adatto al consumo di tanti caffè.
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Il problema è noto da tempo, ma forse non nelle sue reali proporzioni. Uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Drug and Alcohol Dependance ne rende conto in maniera allarmante ma realistica: i giovani consumano troppi energy drink e la colpa è spesso della pubblicità molto aggressiva, che arriva addirittura a classificarli come integratori alimentari o peggio istituisce paralleli preoccupanti con sostanze stupefacenti per gli effetti energizzanti che provocano.
Quel che più preoccupa, tuttavia, è la quantità eccessiva di caffeina contenuta (fino a 14 volte superiore a quella di una Coca Cola) e quasi mai segnalata sulle confezioni, insieme all’altissimo consumo, anche più volte al giorno, di queste bevande tra i giovanissimi. E se pensiamo che l’intossicazione da caffeina è riconosciuta come patologia dall’OMS ci rendiamo conto di quanto sia grave il probema…
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