
Chi beve caffè vive più a lungo. O almeno così suggerisce l’ennesimo studio sul legame tra caffeina e salute, pubblicato di recente sul The New England Journal of Medicine. I ricercatori dei National Institutes of Health hanno analizzato i dati sul consumo di caffè di 400 mila uomini e donne di età compresa tra i 50 ed i 71 anni.
Difficile determinare se il caffè fa bene o fa male per due buone ragioni: la prima è che chi beve molto caffè spesso è anche un fumatore e dunque non è facile capire a cosa sono imputabili eventuali malattie; la seconda è che il caffè alza la pressione sanguigna per effetto della caffeina, ma nello stesso tempo grazie agli antiossidanti possiede numerosi benefici anche per la salute cardiovascolare.
Del campione di anziani analizzato, seguito dai ricercatori per diversi anni, 52 mila persone sono morte entro il 2008. Molti consumatori di caffè consumavano anche carne rossa, fumavamo e conducevano una vita sedentaria.
Con l’estate alle porte le diete impazzano e, come ogni anno, fanno capolino nuove proposte, spesso contraddittorie rispetto ai consigli che ci siamo sentiti dare fino all’anno passato. Come nel caso della soluzione proposta da Venice A Fulton, secondo cui sostituire la colazione con un caffè nero, un bagno freddo di prima mattina e un pasto verso le 10:00 è la ricetta magica per perdere i chili di troppo, sconfiggere la cellulite, appiattire la pancia e migliorare l’aspetto di capelli, pelle e unghie Il tutto in sole 6 settimane.
A detta del suo autore questa dieta unisce nutrizione, biochimica, genetica e psicologia per arrivare a perdere fino a 9 chili. Per farlo punta su una strategia contraria all’idea che garantirsi pasti frequenti e regolari aiuti a dimagrire rimanendo in salute. Secondo Fulton è, invece, indispensabile limitarsi a mangiare tre volte al giorno, saltando la prima colazione.
L’autore invoca una ricerca francese risalente al 2000, pubblicata sul British Journal of Nutrition, che avrebbe dimostrato che una colazione altamente energetica a base di toast, yogurt e frutta blocca la perdita di grasso per tutto il giorno. Non solo, succhi di frutta e frullati sarebbero vizi inutili e anche i broccoli, spesso annoverati per le loro proprietà benefiche, sarebbero dei nemici, perché conterrebbero carboidrati ancora più dannosi di quelli contenuti nelle bibite gassate.
Piuttosto, il mattino deve essere all’insegna di caffè e bagni freddi. Questi ultimi aumenterebbero il metabolismo, permettendo il dimagrimento. Non sarebbe nemmeno necessario immergersi totalmente nell’acqua: limitarsi alle gambe sarebbe altrettanto efficace.
Il dibattito sulla validità di questo approccio si è già aperto. Chissà se Fulton riuscirà a strappare a Dukan il titolo, “assegnato” lo scorso anno dagli esperti della British Dietetic Association, di “peggior programma di dimagrimento delle celebrità” o se, questa volta, i nutrizionisti approveranno il nuovo regime dietetico che promette dimagrimento in tempi record.
Del caffè si è detto di tutto e il suo contrario, tuttavia ci sono delle cose che ancora non sono note e che scopriamo grazie a SparkPeople che ne elenca alcune, sfatando alcuni falsi miti, sottolineando alcuni aspetti benefici di una delle bevande più diffusa e amate. Comunque è da tener presente che per sfruttarne le virtù bisogna rigorosamente attenersi ad una saggia moderazione nel consumo.
Per cominciare il caffè mattutino ha un certo impatto sull’umore, agendo da stimolante. La prova arriva da Harvard che ha rivelato come l’assunzione regolare di caffè abbassa il rischio di depressione rispetto a chi non lo prende abitualmente. Può aiutare anche a mantenere il peso forma, se si assume come abitudine dopo il pasto. La Cornell University spiega che la caffeina può dare una mano al metabolismo. Addirittura potrebbe anche incrementare la fertilità maschile, secondo un altro studio californiano e una più recente ricerca brasiliana, perché aumenta la mobilità degli spermatozoi.
Occhio però alla macchinetta del caffè: può offrire un rifugio ai batteri. Una ricerca ha infatti elencato le macchine per il caffè tra i luoghi più ricchi di germi delle nostre case. È importante dunque pulire e disinfettare periodicamente le parti della macchina per il caffè che sono di solito più umide o che ospitano acqua. Un modo efficace per farlo a casa? Una volta al mese aggiungete tre o quattro tazzine di aceto alla macchina facendolo andare in circolo. Dunque rifate il procedimento con acqua pulita per due o tre cicli in modo da eliminare i residui di aceto.
Un’altra ricerca a proposito del caffè rivela che può anche ridurre il rischio di cancro alla pelle. Le donne che sono state sottoposte a testa a Brigham hanno dimostrato che bevendo caffè (e naturalmente proteggendosi comunque con un fattore di protezione solare quando ci si espone) il rischio di danni alla pelle si può ridurre fino al 20%. Scende al 9% nel caso degli uomini. La dose consigliata? Tre tazzine al giorno o più. Pensate di diventarne schiavi? Non per forza. È vero che la caffeina ha effetti stimolanti e che non riusciamo proprio a partire al mattino senza la nostra tazzina di caffè, ma la faccenda della dipendenza è stata in gran parte smentita.
Foto | Flickr
Se non riuscite neanche ad aprire gli occhi prima di bere il vostro caffè non vietatevi la vostra tazza mattutina perché se non se ne abusa il caffè ha numerose proprietà positive per il nostro benessere e secondo una recente ricerca un effettivo vantaggio nella lotta alla depressione.
Pare che le donne che ne consumano rispetto a quelle che non sono abituate a berne siano meno a rischio depressione. Tuttavia altri studi spiegano che alti livelli di caffeina elevano gli stati d’ansia, provocano insonnia e di conseguenza anche sbalzi d’umore e sintomi che si avvicinano a stadi precedenti la depressione.
Tutto e il suo contrario? Dipende dalle quantità, dall’uso e dall’abuso che se ne fa. Fino ad oggi varie ricerche avevano sospettato l’esistenza di un legame tra la caffeina e la depressione mentre più recenti studi, sempre più estesi e accurati, trovano che sia vero l’esatto contrario.
Le donne, in particolare, che consumano caffè rivelano un minor rischio di esposizione alla depressione. Superate certe dosi però il rischio ricomincia a salire, a causa degli effetti collaterali legati all’abuso di caffeina. In medio stat virtus, si sa.
Foto | Flickr
Via | Well
Sono una patita del caffè, non tanto per gli effetti della caffeina che possono far comodo ma per il suo sapore intenso al quale non posso rinunciare soprattutto a colazione. Le credenze diffuse sul caffè sono diverse, e gli studi sugli effetti della caffeina sul fisico si susseguono incessantemente. C’è chi è convinto che svegli, ma non è così, e c’è chi pensa che aiuti nelle prestazioni e nella resistenza fisiche, nel fitness. Ma anche questo è un mito da sfatare.
I ricercatori in un recente e piccolo studio hanno confrontato l’effetto del placebo e della caffeina. Nel corso della ricerca hanno monitorato 12 atleti maschi ai quali era stato somministrato del placebo o della caffeina prima degli allenamenti. Durante ogni prova, i ricercatori hanno misurato la frequenza cardiaca dei partecipanti, i livelli di sforzo percepiti e i livelli di acido lattico nel sangue, che è un indicatore dell’intensità dell’allenamento e del relativo effetto sul fisico.
I risultati della ricerca hanno dimostrato che non c’erano differenze nelle frequenze cardiache, nei livelli di affaticamento o nei livelli di acido lattico nel sangue fra tutti i partecipanti indipendentemente se avessero consumato caffeina o placebo. La questione è da verificare ulteriormente, per sapere se accade la stessa cosa quando gli atleti consumano caffeina regolarmente, e perchè uno studio precedente dimostrava il contrario.
E’ noto a tutti che la caffeina è una sostanza stimolante che agisce sul cervello, aiuta a combattere la sonnolenza e la stanchezza, riduce il rischio di ammalarsi di Alzheimer, migliora l’umore e la concentrazione. E’ uno dei primi pensieri mattutini, uno dei più stretti alleati per caricarci e affrontare ogni nuovo giorno. Eppure secondo gli esperti queste famose qualità potrebbero essere in parte frutto in una potentissima autosuggestione.
Alcuni ricercatori della University of East London hanno realizzato dei test per verificare quale fosse l’effettivo potere di questa bevanda sull’organismo. Per l’esperimento, si legge nella rivista “Appetite”, hanno somministrato a un gruppo di volontari del semplice caffè, dicendo loro che conteneva caffeina, mentre in verità si trattava di caffè decaffeinato.
In una serie di test successivi volti a misurare prestazioni mentali, tempi di reazione e umore, alcuni soggetti di questo gruppo sono riusciti a fare addirittura meglio dei volontari che avevano consumato il vero caffè con caffeina. Secondo gli studiosi, l’aspettativa che la caffeina aiuti sensibilmente le proprie prestazioni è talmente forte che chi l’assume sente i suoi effetti anche quando in realtà la caffeina non c’è.
Via | dailymail

Se si soffre d’ansia il caffè è uno fra gli alimenti da evitare, ma anche quando si è particolarmente sotto stress la caffeina potrebbe avere effetti spiacevoli, addirittura psicotici stando ad una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Personality and Individual Differences.
I ricercatori della La Trobe University di Melbourne hanno sottoposto 92 soggetti all’ascolto di un rumore bianco (”rumore caratterizzato dall’assenza di periodicità nel tempo e da ampiezza costante su tutto lo spettro di frequenze“) e hanno verificato che la maggior parte di quelli che erano caratterizzati da un livello di stress alto e da un elevato consumo di caffeina sostenevano di aver sentito distintamente il classico natalizio di Bing Crosby “White Christmas”. Se siete in un periodo di forte stress forse è meglio una tisana rilassante…
[Via | Sydney Morning Herald]
Non riuscite a fare a meno del caffè nonostante vi abbiano detto spesso che tendete ad esagerare? Magari portate a vostra discolpa le molte proprietà benefiche del caffè di cui avrete di certo sentito parlare. L’abuso, tuttavia, non fa che danni, come sappiamo. Pare che possiamo farci poco in verità, se non imporre una forza di volontà a ciò che i geni tendono ad imporre a noi. Alcuni ricercatori infatti hanno scoperto che sono ci sono due geni responsabili della nostra dipendenza dal caffè.
Hanno identificato due geni che influiscono sulla velocità del metabolismo nell’assimilare le sostanze stimolanti e nel regolare di conseguenza la quantità di caffè che siamo capaci di assumere. Chi ha dimostrato di avere una sorta di regolazione di questi geni su livelli molto elevati è portato a consumare più caffè a differenza di chi invece dimostra un livello più basso e dunque tende a prenderne meno, o zero.
Davvero curioso immaginare che poco c’entrano l’abitudine e il gusto e molto, invece, la genetica e i processi metabolici che non hanno una stretta dipendenza – anche se indubbiamente può esistere una correlazione – con le nostre scelte consapevoli. La ricerca ha preso in considerazione non solo il caffè ma anche il tè, le bevande che contengono caffeina e altri stimolanti come le bibite energetiche o la cioccolata. Tuttavia resta il caffè la bevanda più consumata, tra Europa e Stati Uniti, con un notevole potere stimolante.
Via | Telegraph
Foto | Flickr
Sarà ora di cambiare le proprie abitudini a tavola per migliorare il benessere? È un consiglio sempre valido quando si tratta di variare l’alimentazione, scegliere con attenzione gli alimenti, favorire le preparazioni semplici e salutari, ma diventa vero anche per quanto riguarda l’abitudine da molti amata del caffè a fine pasto.
La notizia viene dall’America: uno studio ha dimostrato che il caffè alla fine di un pasto particolarmente sostanzioso e molto grasso non è solo un piacere per chi lo prende ma anche un rischio. La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Nutrition. Il caffè interferisce infatti con la capacità del nostro corpo di eliminare gli zuccheri dal sangue.
Lo studio ha spiegato che i grassi e la caffeina interferiscono interrompendo la comunicazione tra stomaco e pancreas e di conseguenza la produzione di ormoni capaci di regolare il metabolismo degli zuccheri. In questo modo il loro intervento nell’abbassare i livelli di glucosio nel sangue viene impedito. Il risultato? Più zucchero in circolo nel sangue di chi mangia in abbondanza e dopo beve il caffè rispetto a chi questo vizietto lo salta.
Foto | Flickr

Dicono che Allah sorseggiava caffe’ il giorno che creo’ il mondo. E chi gli puo’ dare torto, con tutto quello che c’era da fare una botta di caffeina sicuramente avra’ aiutato. Nel mio piccolo, anch’io non riesco a concepire l’inizio della giornata senza una bella tazza fumante, seguita pero’ da qualche senso di colpa perche’ bere caffe’ in genere non rientra tra le abitudini piu’ salutari.
Un recente articolo pubblicato sull’Huffington Post pero’ illustra i lati positivi di questa bevanda, che puo’ portare dei benefici se consumata in moderazione. Un paio di tazze di caffe’ al giorno infatti non solo aiutano il cuore a mantenersi in forma, ma possono ridurre il rischio di ictus per via degli antiossidanti contenuti.
Queste sostanze infatti sono presenti nel caffe’ in quantita’ molto elevate ed aiutano a combattere sia le infiammazioni delle arterie, sia la pressione alta perche’ una volta ingerite attivano nel corpo l’acido nitrico, dilatando i vasi sanguigni.
Anche il rischio di contrarre il diabete del tipo 2 si puo’ ridurre con un moderato consumo di caffe’ perche’ gli acidi clorogenici e il chinino rendono le cellule piu’ sensibili all’insulina, aiutando a regolare il livello di zucchero nel sangue.
Continua a leggere: Qualche ragione per non smettere del tutto di bere caffe'