
Per molte persone bere alcool funziona come disinibitore, mentre per altre l’alcool calma, per altri ancora accentua l’aggressività, per molti ha l’effetto di aumentare la libido e di portare a comportamenti sessuali a rischio. Sebbene gli effetti siano molti e diversi a seconda dei soggetti e delle situazioni, quasi tutti giustificano la propensione a bere: si beve per cercare quel voluto effetto disinibitorio o tranquillizzante, anche se a volte si verificano effetti contrari inaspettati.
Secondo una serie di studi, gli effetti dell’alcool sono legati anche alla cultura e alle differenze di personalità: ci sono gli ubriachi depressi, gli assonnati, i violenti, gli affettuosi e tutta una gamma di personalità che emergono fuori dopo aver bevuto. Secondo alcuni studi di psicologia le norme culturali influiscono sul nostro comportamento in base alle aspettative: se consideriamo che l’alcool avrà su di noi un effetto disinibitorio, effettivamente saremo disinibiti dopo aver bevuto. Lo ha dimostrato uno studio in cui ai partecipanti veniva servito un drink effervescente, passato per vodka. I partecipanti hanno avuto un comportamento simile a quello che avrebbero avuto se avessero davvero bevuto vodka.
Se la cultura e le aspettative creano la maggior parte degli aspetti psicologici del bere alcool, come mai una stessa persona può avere reazioni diverse quando beve? Ciò dipende dallo stato della persona, dall’umore, dalle preoccupazioni e dalla situazione in cui si trova a bere. Vi è mai capitato di avere comportamenti inspettati dopo aver bevuto? Di avere reazioni totalmente diverse da quelle attese?
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Per limitare il consumo di alcool, la Gran Bretagna aveva puntato sui valori e sul contributo di volontari, ma pare non sia ancora abbastanza. Per cercare di arginare il problema dell’alcolismo degli inglesi, nel Regno della Regina si procede per via informativa: sono in arrivo le nuove etichette, molto simili agli avvisi sui pacchetti di sigarette.
Dalla birra al vino, e a tutti i tipi di alcolici, verranno applicate le nuove etichette con gli avvertimenti, per un consumo consapevole e, si spera, limitato. Le nuove etichette “Drink aware” (bere consapevole) conterranno informazioni su 5 punti principali, a partire dai rischi generali, fino alle responsabilità di cui si fa carico chi si mette alla guida ubriaco.
In ogni etichetta saranno riportati, inoltre, i limiti consentiti dalla legge per il consumo quotidiano di alcool per uomini e donne, in base all’età e sarà reso noto il rapporto decilitri di bevanda/percentuale di alcool.
Se anche questo non dovesse funzionare a limitare incidenti collegati al consumo di alcool e aumento dei danni alla salute, il governo di sua Maestà procederà tramite un prezzo minimo per unità di alcool. Secondo voi i messaggi sulle nuove etichette funzioneranno?
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I donatori abituali lo sanno, donare il sangue è un gesto di altruismo che fa sentire bene anche chi lo fa e non solo chi lo riceve. Ma in America evidentemente non è così diffusa la buona pratica di donare il proprio sangue e dunque è partita, ad opera di un’associazione donatori, una campagna piuttosto buffa: offre una pinta di birra per una pinta di sangue in cambio.
Sembra funzionare, visto che le unità mobili della Cascade Regional Blood Services hanno visto crescere il numero di donatori. La condizione è una sola: aspettare sei ore prima di utilizzare il buono da spendere in uno dei pub vicino cui stazionano le unità di prelievo. Oltre, ovviamente, ad avere più di 21 anni.
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Si parla sempre delle tante virtù del vino, forse perchè noi italiani siamo ormai, per antanomasia, un popolo di bevitori di vino. Ma anche la birra sta prendendo ora il sopravvento, soprattutto grazie alla “moda” attuale di consumare birra artigianale.
Bere birra può rivelarsi un prezioso aiuto per la nostra salute, perchè i fitoestrogeni contenuti nella bevanda riuscirebbero a irrobustire il nostro apparato scheletrico.
Tutto ciò è quanto dice un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Extremadura, che ha svolto un’analisi su 1700 persone, di età media 50 anni ed è risultato che chi aveva consumato regolarmente birra in quantità moderate naturalmente, aveva una densità ossea superiore.
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La birra fa bene alle ossa, e non è una scusa per berne una in più d’estate, ma è il risultato di uno studio condotto su 1700 donne sane, perchè le malattie alle ossa colpiscono di più le donne.
Coloro che bevono birra hanno una maggiore densità ossea, che preserva il materiale osseo e rallenta il processo di erosione e decalcificazione dei tessuti ossei. Se un bicchiere di birra al giorno allontana l’osteoporosi di torno, è forse il caso di inserirla nella propria dieta, soprattutto se si cominciano ad avvertire i primi dolori alle ossa, optando magari per una birra analcolica, per non rischiare la salute dello stomaco.
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Si beve da secoli e ancora non ci si mette d’accordo: ma la birra fa ingrassare oppure no? C’è chi dice che fa bene e chi dice che fa male, chi pensa sia deleteria per la dieta e chi utile nel recupero sportivo. Considerando l’apporto calorico di circa 90 calorie per un bicchiere, possiamo dire che si tratta di una delle bevande alcoliche più leggere che abbiamo a disposizione.
La sua ricetta naturale la pone al di sopra di molte bibite gassate e piene di zuccheri grazie anche ad elementi benefici per l’organismo: vitamine del gruppo B e acido folico in particolare. Di contro la presenza di alcol depone a sfavore della birra, soprattutto perché il processo di assimilazione appesantisce il fegato. Ma se la parola d’ordine è moderazione non c’è motivo di preoccuparsene troppo.
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Tutti noi ormai sappiamo precisamente gli effetti benefici del vino, del resveratrolo, conosciamo a memoria la storia del paradosso francese, che conferma le virtù positive di vino rosso e formaggi a cui tanto sono legati i nostri amici francesi, ecc. ecc.
Secondo una recente ricerca tedesca pubblicata su Alcohol e Alcoholism, però, si afferma che la birra vince nettamente sul vino per quanto riguarda gli effetti meno dannosi che essa avrebbe a livello del cervello. Cioè la birra farebbe meno male a livello neuronale, mentre il vino porterebbe a piccole perdite della memoria, restringendo alcune zone dell’ippocampo, legate alla memoria.
I risultati dello studio sono venuti fuori dopo che gli psichiatri in questione hanno confrontato dei fotogrammi di cervelli umani sani e di cervelli di persone abituali consumatrici di vino: nel secondo caso le dimensioni dell’ippocampo risultavano ridotte. Inoltre i bevitori di birra hanno mostrato dei livelli più bassi di omocisteina nel sangue, sicuramente grazie alla presenza, nella birra, della vitamina B e dei folati, che ne favoriscono l’eliminazione.
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La berreste mai, una birra genetica? L’associazione dell’aggettivo al nome è un tantino inquietante, ma è frutto della ricerca dell’Università di Rice che ha messo a punto la bevanda più consumata nel mondo, insieme al vino, addizionata con una sostanza – il resveratrolo, normalmente contenuto nell’uva e dunque nel vino - i cui effetti nella lotta contro il cancro e le patologie cardiovascolari sono stati dimostrati da molti studi scientifici.
La BioBeer è stata presentata ufficialmente alla iGem, un evento internazionale che coinvolge studenti di tutto il mondo impegnati nella ricerca nel capo dell’ingegneria genetica. Non sappiamo se la birra in questione otterrà mai il permesso di essere commercializzata o se supererà le ritrosie di chi per molte ragioni prefersice evitare il consumo di alimenti geneticamente modificati. Ma è certo che la genetica fa continuamente passi da gigante. E pensare che molti degli studenti coinvolti nel progetto non hanno neanche l’età legale per consumare la birra.
Via | ViviendoSanos.com
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A giudicare dall’immagine si direbbe una piramide alimentare, a tutti ben nota, rivisitata. È così infatti, ma si riferisce alla corretta idratazione di cui ha bisogno il nostro corpo per funzionare bene, soprattutto in estate o quando si pratica sport.
Elaborata in Spagna dalla Sociedad Española de Nutrición Comunitaria (SENC) insieme all’Observatorio de la Nutrición y la Actividad Física di Zaragoza, indica quali bevande vanno consumate in maggior quantità e di quali invece limitare il consumo, sistemandole all’interno di una piramide con base costituita da acque minerali e naturali con basso contenuto di sodio e vertice occupato da bevande alcoliche con proprietà salutari come birra e vino, da consumare con moderazione ma non eliminare del tutto.
In mezzo ci stanno i succhi di frutta e i frullati, le bibite non zuccherate, tè e caffè e persino le bevande gassate, ma anche latte e centrifugati di verdure, sistemati gerarchicamente e con l’indicazione di consumo.
Via | SaludyNutriciòn
Recenti ricerche hanno dimostrato le benefiche proprietà della birra: è ricca di antiossidanti e ottima per combattere la fatica muscolare, è una bevanda che fa bene a cuore, ossa e stomaco, inoltre la birra cruda è ricca di vitamine. Insomma, una vero e proprio toccasana, da assumere sempre e comunque con moderazione.
Ma quando si pensa alla birra sicuramente non la si immagina sulla propria chioma! Eppure questo alcolico, grazie al suo pH molto basso, restringe le cuticole e rende i capelli molto più lucidi e può essere utilizzato tranquillamente nell’ultimo risciacquo quando si lavano i capelli, proprio come l’aceto .
E’ un vero peccato che la birra, così ricca di sostanze benefiche, non abbia altri effetti positivi sui capelli. Infatti i suoi ingredienti potrebbero procurare dei capelli fantastici in tutti i sensi, se non fosse per alcuni piccoli dettagli. La birra potrebbe rinforzare i capelli grazie alle proteine che contiene, ma sono troppo poche. Sarebbe anche un buon shampoo sgrassante, perché l’alcool rimuove grasso e sporco, ma anche in questo caso non ce n’è a sufficienza. In conclusione, qualche risciacquo con la birra rende più luminosi i capelli, ma per il resto è meglio berla!
Via | Thebeautybrains.com