Quando arriva l’estate mi precipito a fare incetta di anguria, frutto rosso e succoso per cui vado ghiotta. So che è ricco di vitamina A, di zuccheri, sali minerali oltre che composto dal 90 per cento di acqua, e non è costoso, quindi lo acquisto spesso. E’ per questo che il post su Walletpop sulla frutta e sui suoi costi mi ha incuriosito.
Jennifer Langston, ricercatrice, scrittrice e golosa di frutta, fa una lista dei frutti più utili per il nostro fabbisogno e i più economici. Quando ne acquistiamo parecchia e la consideriamo parte fondamentale della nostra dieta è comodo sapere quanto sia utile e quanto costi.
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La vitamina C è un elemento prezioso per il nostro benessere ma se è più facile assumerne buone quantità in estate, con la ricca frutta estiva a disposizione, più difficile si fa in autunno e inverno, stagioni ormai alle porte. Il modo migliore è fruirne attraverso le spremute d’arancia.
Il problema è che andrebbero preparate un attimo prima di consumarle, perché la vitamina C si ossida facilmente a contatto con l’aria e se ne perdono grandi quantità rispetto a quelle contenute nelle arance.
Per ritardare l’ossidazione e mantenere più a lungo la fragranza della spremuta si può conservare il succo in un recipiente opaco, meglio se di vetro ma scuro, e ben chiuso. In ogni caso l’ideale è consumare il prima possibile la spremuta fresca.
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Se siete sportivi e vi chiedete quali siano gli alimenti che meglio rispondono alle esigenze di una dieta per chi pratica sport, eccone dieci che, ricchi di proteine, carboidrati, vitamine, antiossidanti, minerali e omega 3, sono i più adatti per strutturare una dieta di base completa, variata e rispondente alle necessità dello sportivo.
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Per ridurre il rischio di alcune malattie come il cancro, il diabete o le cardiovascolari è opportuno fare il pieno di sostanze antiossidanti. Vanno bene arance, carote, uva, pomodori, frutti di bosco, tuttavia per garantirsi il giusto apporto dei migliori e più efficienti fitonutrienti sarebbe preferibile scegliere i frutti che ne sono più ricchi.
Un gruppo di studiosi del Nutrilite Health Institute ha analizzato non solo la costanza di assunzione di frutta e verdura, ma anche la scelta di ciò che veniva consumato; pertanto, oltre ad aver evidenziato una quantità di fitonutrienti superiore in chi mangia regolarmente frutta e verdura, hanno riscontrato che se si mangiano lamponi piuttosto che fragole, cavolfiore invece che spinaci, patate dolci piuttosto che carote, ci si garantisce una maggiore quantità di fitonutrienti.
“Per esempio l’uva è ricchissima di antocianina, ma lo è ancora di più il mirtillo”, ha spiegato il coordinatore della ricerca Keith Randolph ai colleghi riuniti ad Anaheim, in California, in occasione dell’Experimental Biology Meeting.

Uno dei rimedi naturali per prevenire l’obesità è quello di bere spremute d’arancia, meglio se rossa. Uno studio dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, pubblicato su Obesity ha analizzato l’arancia rossa Moro, la bionda Navel in rapporto all’accumulo di grasso.
Gli effetti delle arance sono stati analizzati su cavie di laboratorio, tenute sotto osservazione per 12 settimane circa: l’arancia rossa Moro riesce ad inibire l’aumento di peso e a neutralizzare i depositi di grasso. La bionda Navel, purtroppo, non ha lo stesso effetto.
L’effetto anti-obesità dell’arancia rossa sarebbe dovuto al suo alto contenuto di vitamina C, flavonoidi e antocianine, che proteggono i capillari e la mucosa gastrica.
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Finite le feste, l’obiettivo è uno solo: smaltire le calorie in eccesso e buttar giù i chili di troppo accumulati in soli 15 giorni di festeggiamenti. Avete già delineato la vostra strategia o vi limiterete ad iscrivervi in palestra per correre ai ripari? Sappiate che il danno si quantifica in circa due chili di media per ciascuno. Parliamo di calorie? Coldiretti dice che ne abbiamo assunte tra 15 e 20 mila in più, per colpa della combinazione di dolci e alcolici, naturalmente in eccesso rispetto al solito.
Se ci aggiungiamo la pigrizia che si accompagna alle feste, la chiusura delle palestre e il maltempo che ha impedito anche ai più volenterosi di scendere in strada per fare una corsetta riparatrice, non possiamo che allargare le braccia e rassegnarci ai fatti. Ma subito dopo ci tocca rimboccarci le maniche, indossare le scarpe da ginnastica e darsi da fare. Cominciando, però, dalla tavola.
La Coldiretti dà una mano indicando quali sono i cibi che ci aiuteranno nella lotta al sovrappeso festivo: frutta, naturalmente, in particolare mele, arance e kiwi, ricchi anche di vitamina C; legumi, ricchi di fibre, ferro e carboidrati a lento assorbimento; verdure a foglia verde, ricche di acido folico e vitamine del gruppo B; insalata, perché sazia, ha poche calorie e contiene vitamine, calcio, fosforo, potassio; carote, per fare il pieno di vitamina A.
Tra le verdure consigliate quindi soprattutto spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote. Da condire sempre con olio extravergine di oliva, ricco di tocoferolo, e succo di limone, purificante e astringente.
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Ci sono alimenti che vengono definiti brucia grassi perché sono in grado di favorire le diete aiutando il metabolismo a smaltire i grassi e ad ottimizzare le risorse nutritive. Ne abbiamo selezionati dieci con l’aiuto di Nosotras.
Il cavolo, le cui virtù sono ormai note ai più, è un potente alleato di benessere e un ottimo aiuto nelle diete perché favorisce la metabolizzazione di grassi ed è anche ricco di vitamine e sali minerali.
Le arance, e gli agrumi in generale, oltre ad essere ricchi di vitamine sono anche in grado di abbassare i livelli di insulina.
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La vitamina C, ormai lo sappiamo, non si trova solo nelle arance. Anche le verdure più comuni ne sono ricchissime e aggiungerle alla propria dieta può fare bene non solo al benessere generale ma anche per combattere i soliti raffreddori stagionali migliorando le difese immunitarie. Ecco quali verdure ne contengono di più.
Cominciamo dal peperone: vi piace? Fareste meglio a rivalutarlo, benché sia pesante da digerire per alcuni. Che sia rosso o verde, è pieno di vitamina C, ne ha addirittura più dell’arancia.
Ottima scelta anche quella dei broccoli, che ha anche tante altre preziose proprietà. Non vi fanno impazzire? Provate almeno con il cavolfiore, che della famiglia è normalmente il più apprezzato. Perfetti anche cavolo e verza. Non c’è che da scegliere quello che favorite.
Anche spinaci e pomodori sono una buona fonte di vitamina C e sono anche particolarmente ricchi di antiossidanti, oltre che di molte altre proprietà di cui approfittare prendendo i classici due piccioni con una fava (o con un pomodoro).
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Una notizia freschissima ci fa rendere sempre più conto di come, in fatto di alimentazione, non esistano più regole dettate dal buon senso, ma solo da brama di denaro e necessità commeciali. La Commisione Europea, dopo settimane e settimane di propagande a favore del consumo di frutta e verdura fresche e di stagione, ha contemporaneamente dato il via libera ad una legge che consente la commercializzazione di “aranciate” prive di una benchè minima percentuale di frutta.
Si tratta in pratica delle cosiddette bevande al sapore o all’aroma di arancia, prive di qualsiasi percentuale di puro frutto. Inutile citare le proteste da parte di produttori e consumatori: i primi subirebbero una serie di contraccolpi dovuti ad una minore produzione, mentre per i secondi i rischi riguardano specialmente la salute.
Il governo italiano si è comunque dichiarato in disaccordo e pronto a difendere la salute e il gusto dei cittadini. Siamo in attesa, quindi, di provvedimenti che regolarizzino questa legge che, diciamolo, si può benissimo definire scandalosa.
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Cosa c’è di più buono di una spremuta d’arance da gustare fresca appena fatta? Soprattutto in questa stagione quando la varietà è ampia e quando, oltretutto, c’è più bisogno di vitamina C per rafforzare le nostre difese immunitarie in vista dei virus influenzali.
Ma quante arance dovremmo mangiare o bere per assumere la giusta quantità di vitamina C, ovvero la cosiddetta Dose Giornaliera Raccomandata? Partiamo dal fatto che la razione giornaliera è di 60 milligrammi, ma per chi fuma è di 100 milligrammi perchè il fumo elimina questa vitamina più in fretta.
Per ottenere 60 milligrammi di vitamina C basterebbe consumare una piccola arancia che pesi sbucciata 120 grammi, mentre per i 100 milligrammi ne serve una che pesi almeno 200 grammi. Ma - avverte l’Unione Nazionale Consumatori - la questione non è così semplice come sembra.
Il contenuto di vitamina C, infatti, varia a seconda delle stagioni, del terreno, dei sistemi di coltivazione e del tipo di arancia. Secondo uno studio condotto da Agrobio Service con il contributo dell’Unione Europea e del Ministero delle Politiche Agricole, l’arancia che contiene più vitamina C è il tipo Tarocco.
Eppure anche in questo caso c’è una notevole differenza determinata proprio dai fattori citati prima. A fare la differenza è anche il tempo di permanenza in magazzino, fattore che dovrebbe indurci a comprare la frutta soltanto o prevalentemente dai fruttivendoli che non hanno magazzini frigoriferi e vendono in genere prodotti propri.
Se poi vogliamo andare sul sicuro, consideriamo che l’arancia rossa di Sicilia è l’unico agrume che non si può far maturare artificialmente perchè lo vieta il disciplinare per il marchio IGP attribuito dall’Unione Europea a questo tipo di arancia.
Via | Unione Nazionale Consumatori
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