Se i genitori lavoratori mangiano male, c’è il rischio che anche i loro figli non abbiano un’alimentazione del tutto corretta. Soprattutto, l’alimentazione dei figli spesso dipende dal comportamento e dagli imegini della madre, o, meglio, dal tempo trascorso con la mamma.
Lo studio, condotto dall’Institue of Child Healt inglese, ha evidenziato differenze sostanziali nello stile di vita dei bambini con madri lavoratrici. Dai dati, raccolti su circa 12.500 casi di bambini di età compresa tra 3 e 5 anni, è emerso che i bambini figli di casalinghe sono molto più controllati e, di conseguenza, il loro stile di vita è più sano.
I figli delle madri lavoratrici passano più di due ore al giorno davanti alla televisione o al computer, tendono a mangiare cibi meno sani e a bere più bevande gassate. Da questo stile di vita scorretto, e frenetico così come può esserlo quello delle loro madri, ma allo stesso tempo con poca attività fisica, consegue un rischio maggiore di obesità.
Foto | Flickr
Continua a leggere: Se la mamma è una donna in carriera, i figli crescono pigri e meno sani
I bambini italiani mangiano male, si nutrono di cibi con un basso valore salutistico, e le loro scelte alimentari cadono suun menu molto lontano dalla dieta mediterranea. Purtroppo, queste scelte cominciano ad influire sul loro organismo già dai 7 anni, facendo aumentare il rischio di obesità infantile e in età adulta.
Secondo l’allarme lanciato dall’Osservatorio Grana Padano, a causa di una alimentazione scorretta, i nostri figli rischiano di vivere meno e di ammalarsi di più rispetto ai loro nonni. Paradossalmente, il record negativo spetta alle regioni del Sud, dove la dieta mediterranea dovrebbe essere di casa, ma non passa dai più piccoli.
I bambini nella fascia d’età 7-11 cominciano ad avvertire disturbi quali colesterolo alto, ipertensione e obesità e sotto accusa, insieme alle mamme, finiscono le mense, che dovrebbero fornire soltanto cibi sani, menù salutari e preparati su suggerimenti dei pediatri in base all’età dei bambini, perché la dieta sia quella giusta.
Foto | Flickr
Continua a leggere: Dieta mediterranea: i nostri figli sono a rischio obesità
Via libera al progetto frutta snack, che porta nelle scuole primarie e secondarie d’Italia alimenti salutari al posto delle merendine, col beneplacito ed il cofinanziamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo quanto consigliato da madre EU.
Frutta snack, per la distribuzione di frutta nelle scuole, al fine di educare all’alimentazione sana i bambini fin dall’età scolare, aveva riscontrato grandi consensi già l’anno scorso, aumentanto il consumo di frutta da parte die più giovani.
Far capire la necessità di un’alimentazione sana e di una dieta equilibrata, attraverso la distribuzione di snack salutari, è un passo molto importante, perchè i giovani sono maggiormente esposti a rischio obesità, anche se a volte dovrebbero essere educati prima i genitori dei figli.
Foto | Flickr
Continua a leggere: Frutta snack, via libera al progetto cofinanziato
A far scattare l’allarme sulla salute dei nostri bimbi in Italia è stato il CNR di Avellino, con un’indagine svolta in Campania su circa 5000 bambini tra i 5 e gli 11 anni. Secondo questi dati, in questa fascia del’infanzia si consumano troppe bevande zuccherate e troppi snack dolci confezionati, che ormai sono divenuti parte integrante delle abitudini alimentari dei nostri piccoli.
Inoltre solo il 53% dei bambini pratica attività fisica regolare, mentre ben il 61% guarda la televisione o gioca ai videogiochi, come hobby principale durante le proprie di tempo libero. Il 26% è in sovrappeso e addirittura il 21% è obeso.
Naturalmente le zone più colpite sono le aree urbane, a dispetto di quelle rurali, a causa dei ritmi di vita differenti. In ogni caso i dati sono preoccupanti, soprattutto se confrontati con quelli del resto d’Europa. Per questo motivo i nostri pediatri e dietologi non si stancheranno mai di ripetere che una buona torta fatta in casa ed una spremuta casareccia rappresentano la merenda migliore.
Foto | Flickr
Continua a leggere: Alimentazione infantile:troppe merendine e poco sport