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Tutti gli articoli con tag alimentazione

Alimentazione: i dieci ingredienti che riducono l'infiammazione

pubblicato da Silvia S.

alcuni alimenti contrastano il dolore riduendo l'infiammazione

I farmaci non sono l’unica soluzione per combattere il dolore: anche il cibo può aiutare a contrastarlo. Infatti alcuni alimenti stimolano la capacità dell’organismo di regolare il processo alla base del dolore stesso, l’infiammazione. Ad elencarli è Amanda Carlson-Phillips, nutrizionista specializzata nell’alimentazione per gli sportivi. Qui di seguito la “top 10” pubblicata da livestrong.com.

  1. Cannella Oltre a ridurre l’infiammazione, combatte le infezioni batteriche, contribuisce a controllare i livelli di zuccheri nel sangue e aumenta le funzioni cerebrali. Può essere aggiunta allo yogurt, ai cereali, al latte o a un frappè.
  2. Zenzero Contiene i cosiddetti gingeroli, molecole antinfiammatorie che possono alleviare i dolori alle articolazioni e stimolare il sistema immunitario. E’ possibile preparare un infuso immergendo due fettine di zenzero in acqua calda o aggiungerlo a della salsa di soia per ottenere un condimento esotico.
  3. Cipolla I suoi principi attivi, responsabili del tipico odore pungente, inibiscono anche l’infiammazione. Aglio, porri ed erba cipollina hanno gli stessi effetti positivi. Utilizzarli è molto semplice: basta aggiungerli a sughi, zuppe e ai cibi cotti in padella.
  4. Amarene Oltre ad essere un vero e proprio concentrato di antiossidanti, contengono composti antinfiammatori che contrastano i dolori dell’artrite e della gotta e riducono quelli di cui possono soffrire muscoli e articolazioni dopo l’esercizio. Da bere come succo alla mattina o da mangiare, essiccate, come snack.
  5. Noci Sono ricche di omega-3, acidi grassi dall’azione antinfiammatoria. Possono essere aggiunte allo yogurt o sgranocchiate tali e quali.
  6. Continua a leggere: Alimentazione: i dieci ingredienti che riducono l'infiammazione

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Fertilità, troppi grassi danneggiano gli spermatozoi

pubblicato da Silvia S.

Troppi grassi riducono fertilità spermatozoi

La salute degli spermatozoi passa anche dall’alimentazione. Secondo una ricerca pubblicata da Human Reproduction, condotta dal gruppo di Jill Attaman dell’Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), gli acidi grassi introdotti con la dieta influenzano la qualità degli spermatozoi e la fertilità maschile. E a fare la differenza non è solo la quantità di grassi ingeriti, ma anche il tipo.

I ricercatori hanno contato il numero degli spermatozoi prodotti dai 99 volontari che hanno partecipato allo studio, scoprendo che un elevato apporto di grassi lo riduce significativamente. In particolare, negli uomini che consumano le quantità più elevate di questi nutrienti la quantità totale di spermatozoi è ridotta del 43% rispetto a quella riscontrabile in quelli che ne assumono le quantità più basse. Allo stesso modo, un elevato consumo di grassi riduce del 38% la concentrazione delle cellule germinali. Non solo, negli uomini che seguono un’alimentazione ricca di omega-3 (gli acidi grassi “amici” della salute di cui sono ricchi il pesce e alcuni vegetali) hanno caratteristiche morfologiche migliori.

I benefici di un’alimentazione che tiene conto del tipo di grassi ingeriti non riguardano solo la fertilità. Come spiega lo stesso Attaman:

se gli uomini apportano qualche modifica alla dieta in modo da ridurre la quantità di grassi saturi e aumentare l’assunzione di omega-3 miglioreranno anche la loro salute generale, oltre che quella riproduttiva.

E se “uomo avvisato, mezzo salvato”, il consiglio nasce spontaneo: grassi sì, ma nella giusta quantità e del tipo più salutare.

Via | Human Reproduction
Foto | Flickr

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Troppa carne rossa fa male: la conferma da Harvard

pubblicato da Silvia S.

Mangiare troppa carne rossa espone a malattile cardiovascolari e cancro, lo conferma una ricerca di Harvard Malattie cardiovascolari e tumori: sono queste le principali cause di morte per chi mangia ogni giorno carne rossa. La conferma della correlazione arriva dallo studio Red Meat Consumption and Mortality condotto da ricercatori di Harvard e pubblicato sulla Rivista Archives of Internal Medicine.

In pratica gli scienziati hanno iniziato a contare i decessi di individui che si sono alimentati per un certo periodo di tempo seguendo una dieta a base di carni rosse. Ebbene i risultati sono sconcertanti: su 23.926 decessi, 5.910 sono stati imputati a malattie cardiovascolari e 9.464 a cancro. L’analisi dei dati raccolti ha svelato che ogni porzione di carne rossa in più al giorno aumenta la mortalità del 12%. I rischi sono ancora maggiori se si preferisce la carne processata: una salsiccia potrebbe aumentare la probabilità di morire addirittura del 20%.

In sostanza, meglio non superare i 42 grammi al giorno di manzo, insaccati e altre carni rosse.

Tuttavia, da Harvard non arrivano solo cattive notizie. Secondo gli autori della ricerca, infatti, basta scegliere di sostituire la porzione quotidiana di carne rossa con pesce, pollame, noci, legumi, latticini a basso contenuto di grassi o cereali integrali per ridurre la mortalità di una quota variabile tra il 7 e il 19%.

Secondo i ricercatori:

il 9,3% delle morti maschili e il 7,6% di quelle femminili si sarebbero potute prevenire se tutti gli individui avessero consumato meno di mezza porzione di carne rossa al giorno.

Via | Archives of Internal Medicine
Foto | Flickr

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Miti da sfatare sulle mele

pubblicato da fritha

apfelUna mela al giorno toglie il medico di torno è quanto più di frequente associamo alle mele, insieme ai molti altri vantaggi che indubbiamente riservano a chi ne consuma nella propria alimentazione quotidiana, sfruttandone i benefici. Come ogni prodotto considerato però una sorta di meravigliosa panacea porta spesso con sé anche qualche mito da sfatare. Tanto per cominciare se è vero che può aiutare la dieta non è detto che sia in sé dimagrante, eppure è uno degli errori più frequenti che siamo indotti a commettere.

Nessun alimento può considerarsi più o meno dimagrante in maniera indipendente. Essendo però la mela ricca di fibre e nutrienti preziosi per la regolazione dell’organismo è facile pensare che possa essere indispensabile per chi voglia perdere peso. Può essere uno snack leggero e saziante, questo sì.

Un altro mito riguarda la salute della bocca, perché si crede che mangiare una mela in mancanza della possibilità di lavarsi i denti possa assolvere al medesimo compito. Al contrario diversi studi hanno dimostrato che in realtà la frutta ricca di zuccheri e acidi, e la mela non fa eccezione, non solo non favorisce l’igiene orale sostituendo lo spazzolino ma addirittura può agire in maniera opposta sulla salute dei denti, corrodendo lo smalto.

Via | Consumer

Foto | Flickr

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Come comportarsi contro gli attacchi di fame

pubblicato da lorenza barletta

crusca
Voglia di dolce o di salato, fame improvvisa e annullamento del senso di sazietà: sono questi i “sintomi” classici degli attacchi di fame, che ci possono prendere in qualsiasi momento della giornata e farci saltare quella dieta che seguivamo da tempo. Ecco, allora, alcune strategie per evitare con facilità che ciò avvenga.

Partiamo dalla colazione: sono necessarie le fibre insolubili per farci sentire sazi quasi fino a pranzo, con una bella tazza di latte. I bastoncini di crusca, ad esempio, sono l’ideale. Verso metà mattinata concedetevi uno spuntino: un frutto va più che bene. A pranzo, cercate di sedervi a tavola, anche se avete una pausa molto breve; in questo modo la sensazione di sazietà al cervello arriverà in maniera decisa e diretta.

A metà pomeriggio è d’obbligo uno spuntino: adesso preferite qualcosa di caldo, che vi dia la sensazione di coccolarvi a livello incoscio. Infine a cena, scegliete un alimento che vi piace, ma evitate di mettere in tavola una grande varietà di cibi.

Foto | Flickr

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A dieta solo due giorni a settimana

pubblicato da Selisa

A dieta solo due giorni a settimana Potrebbe essere una soluzione per quanti non riescono a stare a dieta per più di due giorni: secondo un recente studio inglese una dieta intermittente (con restrizione di carboidrati solo due giorni a settimana e alimentazione spontanea seppur moderata negli altri giorni) apporterebbe maggiori benefici di una dieta continuativa, in cui il regime calorico è controllato quotidianamente. Nello studio, un terzo delle donne sono state a dieta di tipo mediterraneo con calorie limitate a circa 1.500 al giorno. Un secondo gruppo ha mangiato normalmente la maggior parte del tempo, ma due giorni alla settimana ha eliminato i carboidrati e ridotto le calorie (- 650) solo in qui due giorni. Il terzo gruppo ha eliminato i carboidrati due giorni alla settimana, ma senza restrizione calorica in quegli stessi due giorni.
Dopo quattro settimane, le donne dei gruppi della dieta intermittente avevano perso più peso - circa 4 chilogrammi - rispetto alle donne che mangiavano i pasti a basso contenuto calorico tutti i giorni della settimana - circa 2,5 chili.

Le donne nei gruppi a dieta intermittente avevano anche miglioramenti, rispetto a quelle a dieta quotidiana, nei livelli di ormoni - insulina e leptina - collegati peraltro con il rischio di cancro al seno.

Da provare anche a casa, ha detto la stessa autrice Dr Michelle Harvie.

Via | msnbc

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L'alimentazione giusta per avere una pancia piatta

pubblicato da lorenza barletta

pasta integrale
La classica pancetta di cui molte donne si lamentano in genere è dovuta a qualche chilo di troppo, a cui di solito si aggiunge un po’ di ritenzione idrica e spesso anche un problema di stitichezza e/o di digestione difficoltosa.

Per dire addio a pancetta e gonfiori e poter sfoggiare un addome più piatto e teso, a prova di abiti aderenti e pantaloni a vita bassa, basta seguire per due settimane un programma che punti su cibi leggeri, facili da digerire e ad azione diuretica.

Inserisci nella tua dieta carboidrati integrali e yogurt: questi alimenti ti daranno una mano a contrastare gonfiori e stitichezza. Pane e pasta “scuri” sono, come le verdure, ricchi di fibre a effetto antistipsi. Lo yogurt, invece, contiene fermenti lattici che aiutano a mantenere in salute la flora batterica intestinale.

Foto | Flickr

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Gli alimenti amici della pelle

pubblicato da lorenza barletta

mandorle
Tutti sogniamo una pelle perfetta, liscia e senza imperfezioni, senza distinzioni tra uomo e donna. Portando a tavola quasi quotidianamente questi alimenti, si potrà godere e beneficiare di una sorta di elisir di giovinezza a lungo termine. Alcuni di questi sono anche di stagione, in questo periodo, perciò, meglio di così …

La zucca è ancora protagonista delle nostre tavole e dei nostri posts: preziosa fonte di vitamina A, in questo periodo è buona, dolce e facile da reperire. Usatela per preparare zuppe e risotti, visto che appaga il palato con quasi zero calorie, favorendo la protezione della pelle dalle aggressioni esterne e stimolando il rinnovamento cellulare.

I pomodori, sia grandi che piccoli, contengono licopene, sostanza antiossidante che non si deteriora con la cottura. In più, vantano anche una buona quantità di vitamina C, utilissima nella formazione naturale del collagene, il responsabile di una pelle più elastica e robusta. Infine via con la frutta secca, di ogni tipo che dà una marcia in più ai vostri piatti ed è piacevole da sgranocchiare anche all’ora dell’aperitivo. Ma è anche una fonte di vitamina E, di cui sono riconosciute le proprietà antiossidanti.

Foto | Flickr

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Allattamento: quali cibi è consigliato mangiare

pubblicato da lorenza barletta

biberon
Le nostre nonne si sono sempre sforzate per farci capire quanto fosse importante mangiare gli alimenti giusti per favorire la montata lattea e non avere, di conseguenza, problemi nell’allattamento. Noi aggiungiamo che oltre alla quantità, è fondamentale anche la qualità del latte prodotto da ogni neo-mamma. Ed anche a questo livello è importantissimo il cibo che si sceglie di mangiare.

L’alimentazione seguita durante l’allattamento deve essere esclusiva perchè sarà quello l’unico modo che porterà sostentamento al piccolo. Innanzitutto un piccolo consiglio pseudo-alimentare: ogni mattina un cucchiaino di polline, ricco in proteine e vitamine e fondamentale per l’organismo impegnato nello sforzo fisico e psichico dell’allattamento.

Tra i cereali il più consigliato è l’avena, cereale energetico e tonificante; anche il germe di grano aumenta la vitalità dell’organismo e lo rifornisce di preziosa vitamina E naturale. Tra gli ortaggi, invece, ricordiamo la carota, che, essendo un Ombrellifera, favorisce la naturale produzione di latte ed il finocchio, che dà al latte stesso un sapore molto gradevole per il neonato.

Foto | Flickr

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Acidità di stomaco: quali alimenti consigliati

pubblicato da lorenza barletta

mele
L’acidità di stomaco viene spesso considerato un disturbo a sè stante, ma invece dovrebbe essere considerato come il sintomo di problemi diversi, quali l’esofagite da reflusso, la gastrite o l’ulcera duodenale. In questi casi, a parte ai farmaci consigliati dal medico, che spesso non risolvono il problema in maniera definitiva, si possono adottare alcune accortezze nell’alimentazione di tutti i giorni.

Innanzitutto è molto importante masticare con lentezza e mangiare seduti, senza fretta. Poi ci sono degli alimenti assolutamente sconsigliati, come il pomodoro, il caffè, le spezie o gli alcolici ed altri che invece aiuterebbero molto a risolvere o attutire il problema.

Alcuni ortaggi, primo tra tutti il carciofo, favoriscono l’attività del fegato e proteggono la mucosa dello stomaco, favorendo la cicatrizzazione delle ferite e stimolando la produzione di nuove cellule. Tra la frutta, la migliore è invece la mela, utile soprattutto quando i disturbi digestivi sono in qualche modo collegati e causati da ansia ed eccessiva eccitazione nervosa.

Foto | Flickr

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