Cardiomiopatia dilatativa: le cause, i sintomi e la terapia

A volte non dà nessun segnale fino a che non insorgono complicazioni, ma trattarla per tempo è fondamentale. Ecco come riconoscere questa patologia cardiaca

La cardiomiopatia dilatativa è una patologia che riguarda il muscolo cardiaco, in genere quello del ventricolo sinistro. In condizioni normali quest'ultimo invia efficacemente il sangue verso il resto dell'organismo. Tuttavia in caso di cardiomiopatia dilatativa il suo ingrossamento riduce l'efficienza del cuore.

In molti casi, identificati come cardiomiopatie dilatative idiopatiche, i medici non riescono a risalire alle cause del problema. Altre volte può essere possibile identificare la ragione dell'ingrossamento fra difetti congeniti, caratteristiche genetiche, abuso di alcol o stupefacenti, infezioni, chemioterapia o sostanze tossiche come piombo, mercurio e cobalto.

A volte il disturbo non si manifesta con alcun sintomo. Non solo, in genere i sintomi compaiono quando sono già insorti altri problemi cardiaci, come scompenso o aritmia. In realtà intervenire per tempo è importante proprio per evitare complicazioni come queste o insufficienze delle valvole cardiache, arresto cardiaco improvviso, embolie, accumulo di liquido nei polmoni, nell'addome, nelle gambe e nei piedi.

cuore

Per questo è importante rivolgersi ad un medico in presenza di sintomi come fiato corto o respiro affannato durante l'attività fisica o mentre si è sdraiati e ridotta resistenza all'esercizio, debolezza e affaticamento, svenimenti o capogiri, palpitazioni, tosse persistente, addome, gambe o piedi gonfi, una ritenzione idrica tale da portare a un improvviso aumento di peso, perdita di appetito e pallore.

Tramite opportuni esami - come radiografie, elettrocardiogrammi, Tac, risonanza magnetica e test sotto sforzo – il medico può verificare la presenza della cardiomiopatia dilatativa e prescrivere una terapia adeguata. Nei casi in cui è possibile risalire alla causa del problema il trattamento migliore sarà quello mirato ad eliminarla. In tutti i casi di cardiomiopatia idiopatica di mira invece a migliorare la circolazione del sangue, ridurre i sintomi e limitare le possibili conseguenze della malattia.

Fra i possibili trattamenti sono inclusi quello farmacologico – basato sull'assunzione di farmaci come beta-bloccanti, ACE-inibitori, diuretici, antagonisti dell'aldosterone, inibitori del recettore dell'angiotensina II, digossina o anticoagulanti - e l'impianto di pacemaker, cardioversori-defribrillatori o LVAD (dispositivi di assistenza ventricolare sinistra). Solo se le terapie non risultassero efficaci si procede con un trapianto di cuore.

Via | Mayo Clinic

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail