Metodo Stamina, parola al direttore dell'Aifa: "Altissimi rischi per la salute pubblica"

Niente cellule staminali e cartelle cliniche confuse. E potrebbero esserci altri casi simili a quello di Stamina. A che punto è la situazione?

“Le cellule non sono staminali” e dall'analisi delle cartelle cliniche “è emersa molta confusione nei dati”. Sono queste le ultime parole riguardo il metodo Stamina. A pronunciarle è Luca Pani, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), riferendo alla Commissione Sanità al Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva su quello che è ormai definito un vero e proprio “caso”. Ma c'è di più: secondo Pani il metodo potrebbe comportare “altissimi rischi per la salute pubblica”.

Il direttore dell'Aifa ha precisato che la qualità del metodo è stata valutata in due laboratori e che in entrambi i casi è risultato che le cellule utilizzate nel metodo Stamina non sono cellule staminali e non sono in grado di generare neuroni. Le analisi hanno rilevato anche una contaminazione superiore rispetto a quella prevista (il 19% contro il 2% supposto).

Per quanto riguarda le cartelle cliniche dei 36 pazienti trattati agli Spedali Civili di Brescia (19 bambini, 15 adulti e 2 , purtroppo, deceduti), Pani ha informato che sono state tutte esaminate, ma che i dati sono molto confusi.

In totale gli Spedali hanno effettuato 145 infusioni per trattare 12 patologie diverse.

Tra le varie infusioni è trascorso diverso tempo, di alcuni pazienti non si hanno più notizie, nelle cartelle alcuni dati sono oscurati e in molti casi i pazienti non si sono sottoposti ai controlli e alle valutazioni dei medici di Brescia

ha spiegato Pani.

I trattamenti sono stati effettuati in concomitanza con altre terapie farmacologiche e non si capisce se gli effetti rilevati possano essere dovuti a questi stessi farmaci come ad esempio antidolorifici.

I nuovi sospetti

metodo Stamina Vannoni

Secondo Pani la confusione emersa dalle cartelle è tale che

bisognerà accertare se è stata volontaria per impedirci di trarre conclusioni.

I sospetti del direttore dell'Aifa vanno però anche oltre, ipotizzando che potrebbero esserci altre situazioni simili a quella del metodo Stamina. Un dubbio alimentato anche da Cosimo Piccinno, comandante dei Nas, che riferendo in Senato ha informato che

sono in corso accertamenti amministrativi che potrebbero evolvere in atti di Polizia giudiziaria su altri casi di infusioni di cellule staminali effettuate al di fuori delle regole, con rischi per la salute pubblica.

Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, ha commentato le dichiarazioni di Pani sostenendo che

confermano la gravità della situazione in cui la politica ha condotto il nostro Paese. Ci sono delle regole per la sperimentazione di cure e farmaci, la Stamina Foundation non le ha rispettate; il ministro Balduzzi ha spianato loro una via preferenziale per evitare il rispetto delle regole stesse ed ora ci troviamo dinanzi a “rischi per la salute pubblica” e ad una involuzione del nostro Paese verso situazioni di illegalità come la Thailandia e altri Stati dove si inietta un “totale cieco”.

La vicenda Stamina è durata anche troppo. Non devono essere i cittadini a farne le spese da un punto di vista sociale ed economico. Le conclusioni sulle valutazioni di qualità evidenziano l'inefficacia del metodo Stamina che è riuscito persino ad entrare nel sistema sanitario nazionale. Uno scandalo a cui va posto uno stop immediatamente per evitare che chiunque possa all'improvviso inoculare l'olio di serpente.

Ma cosa succede, intanto, alla Stamina Foundation? Qualche voce arriva da Facebook.

Oggi alla Commisione Sanità del Senato AIFA e NAS ci distruggono. Si parla dei fallimenti delle terapie, negando i risultati

ha scritto Marino Andolina, vicepresidente della fondazione.

Se la Commissione non accetta di parlare anche con le famiglie, siamo finiti

Via | Asca; Adnkronos; AGI; Marino Andolina su Fb

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