Cos'è l'insufficienza aortica, quali sono i sintomi e come si cura

Colpisce il cuore e può avere conseguenze molto gravi. Ecco come affrontarla nel modo migliore

valvola aortica

Quando il sangue che viene pompato dal cuore verso il resto dell'organismo fa un passo indietro e torna nel ventricolo da cui è uscito ciò con cui si ha a che fare è un'insufficienza aortica. In questa condizione, associata a disturbi cardiaci congeniti, endocarditi, febbre reumatica, ma anche al semplice invecchiamento, la valvola aortica, che normalmente impedisce il reflusso del sangue in uscita dal cuore, non si chiude perfettamente, consentendone il ritorno nel ventricolo sinistro.

In molti casi tutto ciò non causa particolari disturbi, soprattutto nelle fasi iniziali del problema. Quando, però, questo si aggrava iniziano a comparire i primi sintomi. L'incapacità del cuore di compensare la situazione causa infatti affaticamento, debolezza, fiato corto, angina e fastidio al petto che si aggravano con l'attività fisica. Non solo, l'insufficienza aortica può anche causare svenimenti, aritmie, soffio al cuore, palpitazioni e gonfiori a caviglie e piedi.

Altre volte, invece, il problema insorge improvvisamente. Ciò che conta davvero è riconoscerlo per tempo, in modo da poter correre ai ripari al più presto.

Se, infatti, nei casi meno gravi non è necessaria nessuna terapia, in altri la gravità dei sintomi e l'indebolimento del cuore rendono indispensabile un intervento chirurgico per riparare o sostituire la valvola aortica, da cui in genere ci si rimette in pochi mesi trascorsi i quali è possibile tornare alla vita di tutti i giorni.

Quando l'intervento non è una priorità il medico potrebbe prescrivere l'assunzione di farmaci per contrastare l'insufficienza, tenere a bada la pressione sanguigna e contrastare o ridurre l'accumulo di fluidi. Se, invece, nemmeno i farmaci sono necessari l'unica cosa da fare è tenere sotto controllo la situazione, sottoponendosi a visite regolari per accertare eventuali peggioramenti e poter intervenire tempestivamente per evitare conseguenze più gravi, come lo scompenso cardiaco. Ecco di cosa si tratta:

Via | Mayo Clinic

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