Gravidanza e acido folico, gli esperti: "Estendere la finestra terapeutica"

Prevenire è meglio che curare: ecco perché assumere acido folico durante tutta la vita fertile

gravidanza prevenzione

In Italia la maggior parte delle donne non pianifica la gravidanza, perdendo così l'opportunità di proteggere la salute dei loro bambini assumendo acido folico così come indicato dagli esperti. A riportare l'attenzione sull'argomento sono Effik e Italfarmaco, che all'avvicinarsi del mese dedicato alla Prevenzione dei Difetti Congeniti e della Prematurità, in programma per il prossimo aprile, ricordano come assumere la giusta dose di acido folico durante tutta l'età fertile sia una strategia importante per migliorare la salute della popolazione futura.

Questa molecola, se assunta alla dose raccomandata di 400 microgrammi al giorno, aiuta infatti a ridurre il rischio che il bambino sviluppi difetti del tubo neurale o abbia a che fare con cardiopatie, labbro leporino, prematurità, autismo e ritardo del linguaggio. La stessa Agenzia Italiana del Farmaco, consapevole dell'importanza della prevenzione delle malformazioni neurologiche, ha incluso l'acido folico a 400 microgrammi fra i farmaci di classe A, totalmente rimborsabili.

Per lo stesso motivo gli esperti consigliano di estendere la finestra terapeutica a tutto il periodo fertile della donna.

Si potrebbe incentivare l’assunzione di tale vitamina nel periodo in cui la donna inizia ad essere sessualmente attiva, senza utilizzare una contraccezione sicura, e promuovere campagne informative anche nei corsi di educazione sessuale delle scuole

propone Maria Pia Pisoni, specialista in Ostetricia e Ginecologia con Alta Specialità nelle patologie dei difetti del tubo neurale materno-fetale presso l’Ospedale Niguarda Ca’Granda e rappresentante dell'Associazione Spina Bifida e Idrocefalo Niguarda.

L'assunzione dell'acido folico nelle donne in età fertile rappresenta un intervento di prevenzione primaria fondamentale per migliorare la salute della popolazione futura

aggiunge Serena Battilomo, della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

Il Ministero della Salute già dal 2007 ha sostenuto un programma per l'implementazione di strategie utili a favorire la salute preconcezionale, con particolare riferimento all'assunzione ottimale di acido folico nelle donne in età fertile e nella popolazione in generale.

Le preoccupazioni si estendono però anche al di fuori dei confini del Bel Paese e oltre alle linee guida italiane anche quelle mondiali suggeriscono la supplementazione con medicinali contenenti 400 microgrammi di acido folico come unica strategia preventiva efficace e affidabile di patologie congenite specifiche.

La situazione in Italia

Ogni anno nello Stivale vengono registrati poco meno di 600 casi di difetti del tubo neurale. I numeri non devono però trarre in inganno.

Infatti come sottolinea Pierpaolo Mastroiacovo, pediatra, epidemiologo e direttore del Centro Collaborativo OMS ICBD (International Centre on Birth Defects and Prematurity) e del progetto www.pensiamociprima.net, quello riportato

è un dato molto elevato se si considera la “semplicità” della prevenzione: è sufficiente prescrivere alla donna nel periodo fertile 400mcg di acido folico al giorno per ridurre del 72% il rischio di difetti del tubo neurale. Anche altre malformazioni come cardiopatie e labbro leporino potrebbero essere prevenute. Inoltre alcuni studi suggeriscono anche una riduzione del rischio di prematurità, di basso peso neonatale, di autismo e di ritardo del linguaggio.

Purtroppo però secondo una recente ricerca GfK Eurisko solo il 3% delle italiane dichiara di voler assumere acido folico durante la gravidanza. Un dato, questo, associabile anche alla disinformazione sul tema: anche fra le donne che sanno che quando si decide di avere un figlio è importante mettere in atto delle strategie di prevenzione per proteggere la sua salute solo il 17% ricorda spontaneamente l'acido folico e solo il 38% sa che è necessario assumerlo già prima del concepimento. Il risultato è che anche fra e donne che sono già mamme solo 1 su 3 ha assunto correttamente l'acido folico prima di rimanere incinte.

Ma quale sarebbe il comportamento corretto? Gli esperti raccomandano di garantirsi i giusti livelli di questa vitamina almeno a partire da due mesi prima del concepimento e di proseguire con la sua assunzione almeno per tutto il primo trimestre della gravidanza. Volete saperne qualcosa in più? Ascoltate questi consigli!

Via | Comunicato stampa

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