Ipertensione endocrina: quando la pressione alta dipende dal surrene

A volte la pressione troppo alta è associata a problemi nelle ghiandole surrenali. Scopriamo di cosa si tratta

pressione alta

L'ipertensione è universalmente riconosciuta come una situazione in cui la pressione sanguigna supera i 140/90 mmHg. Anche se in molti casi è difficile scoprire quale sia il problema alla base di questo innalzamento della pressione, per alcune persone la causa è da ricercare a livello delle ghiandole endocrine. In queste situazioni si parla di ipertensione endocrina e ad entrare in gioco sono gli ormoni.

In alcuni casi l'ipertensione endocrina può essere scatenata da un ipertiroidismo, da un ipotiroidismo o da un ipoparatiroidismo. Le forme più diffuse sono però quelle che coinvolgono il surrene, la ghiandola localizzata subito sopra al rene. Alcuni ormoni prodotti da questa ghiandola sono infatti coinvolti nella regolazione delle pressione.

In particolare, quantità eccessive di adrenalina e di noradrenalina scatenano improvvisamente un forte aumento della pressione, a volte associato a cefalea, pallore del viso, aumento della frequenza cardiaca, ansia e sudori freddi. Se ad entrare in gioco è l'aldosterone non compaiono invece sintomi particolari oltre all'aumento della pressione e alla riduzione delle concentrazioni di potassio nel sangue.

Il problema insorge in genere prima dei 40 anni nell'uomo e prima dei 45 anni nella donna e potrebbe essere associata a un adenoma surrenalico, una forma tumorale benigna. Per risolverlo è fondamentale risalire alla causa che porta all'aumento della produzione degli ormoni. Non è però da escludere che il medico ritenga opportuno prescrivere farmaci contro l'ipertensione. Fra questi sono inclusi i diuretici, i betabloccanti, gli ACE-inibitori, gli inibitori del recettore dell'angiotensina II, i calcio-antagonisti e gli inibitori diretti della renina.

Via | CiDiMu; Mayo Clinic

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