Diabete, il segreto della prevenzione è il pesce ricco di omega 3

Gli acidi grassi amici della salute cardiovascolare proteggono anche dal diabete di tipo 2. Ecco come farne il pieno

omega 3 pesce

Cosa bisogna fare per non rischiare di trovarsi ad avere a che fare con il diabete? Secondo i ricercatori dell’University of Eastern Finland una buona scelta è arricchire la propria alimentazione di pesce ricco di omega 3. In uno studio pubblicato su Diabetes Care gli scienziati finlandesi hanno infatti dimostrato che quando la concentrazione di questi grassi nel sangue è maggiore il rischio di sviluppare il diabete diminuisce.

I ricercatori hanno analizzato l’associazione tra l’incidenza del diabete e livelli ematici di omega 3 in 2.212 uomini il cui stato di salute è stato monitorato per circa vent’anni. All’inizio dello studio, quando i partecipanti avevano tra i 42 e i 60 anni, sono stati valutati i livelli di omega 3 nel loro sangue. Nel ventennio successivo è stata invece valutata l’insorgenza del diabete di tipo 2.

In base ai dati a disposizione gli scienziati hanno diviso i partecipanti i 4 gruppi. Ne è emerso che quelli che ricadevano nella categoria con i livelli di omega 3 più elevati hanno corso un rischio di sviluppare il diabete inferiore del 33% rispetto a coloro che si trovavano nel gruppo caratterizzato dai livelli ematici di omega 3 più bassi.

Come fare il pieno di omega 3

La fonte principale degli omega 3 che vengono introdotti nell’organismo con l’alimentazione sono i pesci grassi che vivono nei mari freddi. Per fare il pieno di questi preziosi nutrienti è quindi importante seguire le raccomandazioni degli esperti, secondo cui una dieta sana ed equilibrata deve prevedere almeno due porzioni di pesce alla settimana. Queste dovrebbero consistere preferibilmente in specie come il salmone, la trota iridea, le aringhe, le acciughe, le sardine e lo sgombro.

Chi non mangia cibi di origine animale può fare affidamento soprattutto sulle noci e sui semi di lino. Tuttavia bisogna tenere presente che gli omega 3 presenti negli alimenti di origine vegetale sono meno facilmente utilizzabili dall’organismo umano, che deve prima convertirli in un’altra forma. Per di più la frutta secca è altamente calorica. Per questo è meglio non superare la dose raccomandata di 3-4 noci al giorno.

Via | EurekAlert!

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