I sintomi della tubercolosi, la diagnosi, la terapia e il tempo di incubazione

Cosa è la tubercolosi, e come si manifesta? Ecco alcune indicazioni utili sulla malattia.

La tubercolosi

La tubercolosi (TBC) è una malattia infettiva nota anche come tisi. Tale malattia è provocata da un batterio Mycobacterium tuberculosis, e se non trattata nella maniera adeguata, può risultare fatale. In gran parte dei casi, la tubercolosi va ad attaccare i polmoni, ma esistono anche delle forme extrapolmonari che possono colpire reni, sistema linfatico, apparato circolatorio, ossa, apparato genito-urinario, ed altre parti del corpo. Questa forma di tubercolosi comporta sintomi che variano in base alla zona colpita. Per quanto concerne la tubercolosi polmonare, essa può essere trasmessa mediante le goccioline di saliva che ad esempio il malato emana tossendo o tramite gli starnuti.

Il periodo d’incubazione della tubercolosi può andare da alcune settimane fino ad anni, in base al soggetto ed in base all’infezione. Qualora il sistema immunitario del soggetto sia già compromesso, il rischio di contagio sarebbe molto alto. I sintomi della tubercolosi sono diversi, e vanno dalla tosse caratterizzata da striature di sangue, dolori toracici anche nell’atto della respirazione, sudorazione notturna, perdita inspiegabile di peso, tendenza ad affaticarsi con facilità, febbre.

L’esame per stabilire la presenza o meno di tale patologia si basa sulla storia medica del paziente, unitamente ad un test della tubercolina (Mantoux), seguito dalle radiografie del torace e da altri esami di laboratorio.

Il trattamento della tubercolosi avrà una durata molto lunga (dai 6 ai 24 mesi e oltre), e si basa in primis sulla somministrazione di antibiotici, che andranno assunti in maniera corretta e scrupolosa dal paziente (dosaggio, orari, numero di somministrazioni). I farmaci antibiotici attualmente impiegati per il trattamento della TBC sono l’isoniazide, la rifampicina, la pirazinamide, la streptomicina, l’etambutolo. Nei casi più complessi, è previsto il ricovero ospedaliero del paziente, il quale dovrà in ogni caso rimanere in contatto con la struttura che ha iniziato il trattamento. Un sanitario si assicurerà che il paziente assuma la sua corretta dose di farmaci quotidiana.

via | MyPersonalTrainer, Salute.gov
Foto | da Pinterest di National Post

  • shares
  • Mail