Benessereblog Salute Terapie e Cure Hiv, l’importanza della ricerca: grazie al virus una bambina sconfigge la leucemia

Hiv, l’importanza della ricerca: grazie al virus una bambina sconfigge la leucemia

I medici hanno riprogrammato il sistema immunitario della piccola utilizzando una variante inattivata del microbo. Ecco un altro buon motivo per conoscerlo a fondo

Hiv, l’importanza della ricerca: grazie al virus una bambina sconfigge la leucemia

Nella Giornata mondiale contro l’Aids gli esperti ricordano l’importanza della conoscenza dei metodi di prevenzione dell’Hiv e dei nuovi trattamenti che aiutano a tenere a bada il virus una volta che ha infettato l’organismo. A sottolineare l’importanza della ricerca nel campo sono però anche altre vicende, come quella della piccola Emma Whitehead, che grazie a questo virus è riuscita a sconfiggere una grave forma di leucemia che la stava uccidendo.

Dopo due cicli di chemioterapia inefficaci, i medici del Children’s Hospital di Philadelphia sono infatti riusciti a salvare la piccola, all’epoca 6 anni, con un trattamento prima di allora mai sperimentato su di un bambino o su pazienti affetti dallo stesso tipo di leucemia che minacciava la vita di Emma, basato sull’uso di una forma inattivata dell’Hiv. In questo modo è stato possibile riprogrammare le cellule immunitarie della piccola, spingendole ad uccidere le cellule tumorali.

La storia di Emma

Emma ha iniziato a combattere con la leucemia nel 2010, quando aveva solo 5 anni. Dopo che i classici trattamenti a base di chemioterapici si sono dimostrati inefficaci, i suoi medici hanno deciso di sperimentare una nuova terapia messa a punto all’Università della Pennsylvania, prelevando dal suo organismo milioni di linfociti T e inserendo al loro interno nuovi geni in grado di uccidere le cellule tumorali. Per farlo hanno utilizzato una forma inattivata dell’Hiv. Studiando questo virus è stato infatti scoperto che si tratta di un mezzo molto efficace per inserire del materiale genetico nei linfociti T.

I risultati ottenuti sono stati sorprendenti. I nuovi geni, infatti, hanno riprogrammato le cellule T, portandole ad attaccare i linfociti B tumorali che minacciavano la vita di Emma.

La guarigione non è però stata immediata. In un primo momento l’organismo della piccola ha dovuto lottare con febbre alta e con un pericoloso calo della pressione che l’ha quasi uccisa, ma un opportuno trattamento con un farmaco in grado di ridurre i livelli di interleuchina-6, una molecola coinvolta nell’infiammazione, ha permesso di stabilizzare le condizioni della bambina, che lo scorso inverno, ormai a mesi di distanza dal trattamento, non mostrava più segni della malattia.

I linfociti T riprogrammati rimangono, infatti, nel circolo sanguigno del paziente che li riceve.

Queste cellule T sono farmaci viventi

ha spiegato Michel Sadelain, che ha condotto delle sperimentazioni simili al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York.

Con una compressa, la prendi, è eliminata dal tuo corpo e devi riprenderla di nuovo

mentre i linfociti T

possono potenzialmente essere dati una sola volta, forse solo una o due o tre volte.

Carl June, che ha condotto le sperimentazioni all’Università della Pennsylvania, ha spiegato che la speranza è che questo nuovo trattamento basato sull’uso dell’Hiv possa sostituire il trapianto di midollo osseo nella cura delle forme più gravi di leucemia.

Gli altri casi

Emma non è l’unica paziente ad aver ricevuto questo trattamento basato sull’uso dell’Hiv, che è stato sperimentato anche in pazienti adulti. In alcuni dei casi la guarigione non è stata completa, mentre in altri il trattamento è stato inefficace.

Tuttavia, la comunità scientifica è entusiasta delle prospettive aperte da questo nuovo approccio terapeutico. A dimostrarlo sono dichiarazioni come quelle di Ivan Borrello, esperto di oncologia della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, non coinvolto nelle ricerche sul tema, che non ha esitato a dichiarare:

Credo che si tratti di una scoperta fondamentale.

Via | The New York Times
Foto | da Flickr di Biker Jun

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