Flatulenza e fagioli, la relazione non è poi così pericolosa

fagioli

Era il 1975 quando un a dir poco preoccupato Geoffrey Wynn-Jones, medico neozelandese, dalle pagine della rivista The Lancet metteva in guardia contro la soppressione di una normale funzione dell'organismo: l'espulsione di gas. Wynn Jones avvertiva di non reprimere i peti, ricorrendo piuttosto ad altri metodi per eliminare il gas intestinale in eccesso. A cominciare dalla prevenzione: ad esempio evitando di mangiare alcuni cibi responsabili della flatulenza. I fagioli figuravano nella lista dei cibi incriminati.

Un recente studio condotto da Donna Winham, della Arizona State University, e da Andrea Hutchins, della University of Colorado, sostiene che la cattiva reputazione dei fagioli è in gran parte infondata.

La ricerca, pubblicata sul Nutrition Journal, ha testato l'effetto dei fagioli su un campione di volontari, invitati a consumare mezza tazza di fagioli ogni giorno per tre settimane. Ogni settimana i partecipanti hanno compilato un questionario.

Alla fine della prima settimana, meno della metà dei consumatori di fagioli ha riportato un aumento della produzione di gas. La percentuale scendeva al 19% in chi aveva consumato fagioli occhio nero. Il 70% dei volontari che ha lamentato un incremento della flatulenza ha inoltre affermato che il disturbo era scomparso nei questionari compilati alla fine della seconda e della terza settimana. Secondo Winham e Hutchins i fagioli devono la loro reputazione ad una sorta di anticipazione psicologica della flatulenza.

I fagioli, spiegano i nutrizionisti, sono ricchi di fibre e prevengono l'insorgenza di malattie croniche. Escluderli completamente dalla dieta è dunque sconsigliato. La produzione di gas che scatenano varia da persona a persona, in base alle differenti componenti della microflora intestinale. In molti casi, la preoccupazione sulla flatulenza che deriva dal consumo di fagioli è eccessiva... più della flatulenza stessa.

Foto | Flickr

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