Pillole dimagranti, due morti. Il pm indaga su sostanza tossica

Due persone sono morte a causa dell'assunzione di alcune pillole dimagranti. Il pubblico ministero ha avviato delle indagini per capire cosa possa essere successo e di chi è stata la colpa per l'omissione di controllo su una sostanza ritenuta pericolosa.

Pillole dimagranti

Si indaga su delle pillole dimagranti a base di fendimetrazina, preparati nei laboratori delle farmacie, che hanno causato la morte di due persone: i decessi sono avvenuti tra il 2009 e il 2011 e riguardano la morte di Luigi Marzulli, un commercialista di 87 chilogrammi, e di Ombretta Rubeghi, una parrucchiera che soffriva di obesità.

Nella lista degli indagati, dopo le indagini condotte dal pm Francesco Dall'Olio, ci sono il responsabile dei Nas fino allo scorso settembre, il capitano dei carabinieri Marco Datti, cinque funzionari del Ministero della Salute, un dirigente dell'Asl e quattro farmacisti. Per tutti l'accusa è l'oimssione di atti d'ufficio e in particolarre l'omissione di controlli su una sostanza considerata tossica.

L'accusa punta il dito su Marco Datti, che avrebbe dovuto effettuare nelle farmacie dei controlli periodici per verificare che i frmacisti non preparassero composti galenici: e invece pare che il capo dei Nas abbia permesso a Anna Lucia Ricci, Franco Donati, Marica Siciliano e Emanuele Coli di preparare nei loro laboratori quelle pillole dimagranti che hanno provocato la morte del commercialista e della parrucchiera.

Tra i responsabili, però, anche alcuni funzionari del Ministero della Salute della Direzione generale dei dispositivi medici e dei servizi farmaceutici, vale a dire Marcella Marletta e Giuseppe Ruocco, Germana Apuzzo, Paola D’Alessandro e Diego Petriccione: loro avrebbero dovuto impartire ai Nas le giuste direttive per effettuare i controlli necessari.

Via | Corriere

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